Mischiare i talenti

Inserito in Temi di Pastorale Universitaria.

 

Mischiare i talenti

 

Nell’ambito della terza missione dell’università è possibile realizzare diverse connessioni tra pastorale universitaria ed attività degli atenei. Un esempio concreto è stata la collaborazione tra il Politecnico di Torino e le attività di terzo settore di alcuni enti territoriali che si occupano di fragilità mediante il coordinamento della Pastorale Universitaria e di Caritas. Quanta CO2 si può risparmiare donando cibo ai meno fortunati? E quanto incide la reintroduzione sul mercato di beni usati? Sono due esempi di come un’iniziativa di volontariato possa avere, oltre alle ricadute positive sulla vita delle persone coinvolte, anche degli effetti sull’ambiente. Gli studenti del percorso talenti del Politecnico si sono misurati con la cosiddetta “impronta ecologica”. I futuri architetti, ingegneri, urbanisti, designers hanno imparato come si misura l’impatto ambientale di azioni anche banali come mangiare, bere, viaggiare, accendere la luce o una lavatrice. Dietro a ogni oggetto, materiale o prodotto c’è infatti una storia spesso lunga e complessa e anche dopo il suo uso ogni cosa può ancora causare danni o vantaggi all’ambiente e agli individui. Commentano i docenti che hanno seguito il progetto: “Abbiamo chiesto agli studenti di misurare gli effetti in termini di riduzione dell’impatto ambientale e di risparmio economico alla luce dei metodi che avevano imparato. Anche se lo scopo non era quello di partecipare a queste azioni, perché sarebbe stato fuori luogo nell’ambito di un corso universitario, noi speriamo che questo contatto diretto abbia fatto nascere nei nostri studenti la curiosità di conoscere meglio una fetta non piccola né lontana del mondo che ci circonda. Che non è il loro mondo di sempre, quello dei loro familiari, dei loro amici, dei loro compagni di scuola: è un mondo semisommerso, che non vediamo o, le rare volte che ne incrociamo gli abitanti, che non vogliamo vedere. Forse l’aver imparato ad allargare il proprio sguardo, nello spazio e nel tempo, sui beni che ci circondano, avrà fatto nascere nei nostri studenti la voglia di capire che ciascuno degli abitanti di questo mondo sommerso ha anch’esso una sua storia, fatta spesso di sofferenza, di emarginazione, e di interminabili viaggi, di fuga e di abbandono. E la sua storia futura dipende anche da noi”.