Ecco l’uomo

Inserito in Il vangelo del giorno (Bose).

Ecco l’uomo

Fratel Daniel - Bose


19 aprile 2019

In quel tempo28 condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. 29Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». 30Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». 31Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». 32Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.33Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». 34Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». 35Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». 36Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 37Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». 38Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?».
E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. 39Vi è tra voi l'usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». 40Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.
1 Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. 2E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. 3Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
4Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». 5Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!».
Gv 18,27-19,5
LEGGI TUTTO IL BRANO Gv 18,1-19,37

Al cuore del racconto della passione sta un testo importante, costruito su scene di esterno e d’interno: la comparizione di Gesù davanti a Pilato, il governatore romano (Gv 18,28-19,15).
La folla e le autorità religiose sono fuori per non contaminarsi al contatto con l’amministrazione romana pagana, poiché alla sera inizierà la festa di Pasqua.
Dentro sta Pilato con Gesù, reso impuro poiché condotto nella residenza del governatore, benché lui, Figlio di Dio, sia il Puro per eccellenza. Non è forse ciò che scriveva Paolo: “Colui che non conosceva il peccato, Dio l’ha fatto peccato per noi affinché diventassimo in lui giustizia di Dio” (2Cor 5,21)?
Inizia allora un andirivieni di Pilato tra l’esterno e l’interno per decidere come comportarsi. In realtà è lo sfacelo del potere imperiale. Infatti, dopo aver posto diverse questioni alla folla per sapere perché gli hanno consegnato Gesù, e a Gesù per capire ciò che ha fatto, Pilato deve riconoscere di non trovare nulla da rimproverare a Gesù e propone vigliaccamente un “mercato” a quelli che stanno fuori: vista l’usanza di rilasciare un prigioniero in occasione delle feste, chiede se deve rilasciare il loro re. Evidentemente non è ciò che vogliono; anzi approfittano della proposta per chiedere la libertà del brigante assassino dal nome programmatico di Barabba: il suo nome è quello che si addice davvero a Gesù: “figlio di Abba”!
Gesù invece manifesta la sua autorità fin dall’inizio dell’interrogatorio. Anziché rispondere pone domande a Pilato: “Dici questo da te, oppure altri te l’hanno detto di me?”; poi si dichiara “re”, ma di un altro mondo, altrimenti i suoi sarebbero intervenuti. Il governatore è dunque davanti a un re, ma quale re? “Sono venuto nel mondo per dare testimonianza alla verità”. Pilato barcolla: come potrebbe processare la verità? Si tira fuori dai guai con una domanda che rimane senza risposta: “Cos’è la verità?”. In realtà la risposta è già stata data: la Verità è là, davanti a lui.
Pilato abbandona quindi Gesù alla volontà popolare e lo consegna ai soldati che si scatenano contro di lui: mai l’uomo è così crudele come quando gli si dà un essere umano di cui può liberamente e impunemente prendersi gioco! Gesù è rivestito di porpora regale, gli si mette una corona in testa, ma di spine, perché lo faccia soffrire, e ci si prosterna dinanzi a lui: “Salve, re dei giudei!”, come si faceva davanti all’imperatore. Non sanno certo di dire la verità.
Finalmente Pilato presenta Gesù alla folla: “Ecco l’uomo”. È proprio lui l’Adam vero, l’Umano per eccellenza, colui che porta in sé l’immagine di Dio e la nostra stessa immagine.
Immagine di Dio: in lui è ricapitolato tutto l’amore e tutta la compassione di Dio, di un Dio che preferisce morire piuttosto di vederci morire o addirittura di vedere morire un bandito criminale.
Immagine nostra pure: ecco davanti a noi la debolezza fisica, la fragilità, l’umiliazione umana, ma anche la forza morale di chi sta in piedi di fronte a tutti, in piedi davanti e grazie a Dio.