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Risorgere si può

Domenica di Pasqua (C)

a cura di Franco Galeone *

Benjamin West resurrection1
La risurrezione nella tela di Benjamin West (XVIII sec.), Barbados, Chiesa di San Giorgio

1. Nel vangeli di Giovanni, la Passione e la Risurrezione costituiscono un’unità fin dal principio. Il racconto della passione non è mai stato trasmesso senza quello della Pasqua e viceversa (J. Zumstei). Il ricordo di Gesù unisce inseparabilmente sofferenza e gloria, fallimento e pienezza. Nella fede cristiana si uniscono e si fondono l‘aspetto più doloroso e quello più felice. L’equilibrio della vita è l’equilibrio di queste due realtà, pilastri della nostra esistenza.

Sigillare la pietra:

vano tentativo

contro l’amore

Sorella Elisa - Bose


20 aprile 2019

62Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, 63dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore, mentre era vivo, disse: «Dopo tre giorni risorgerò». 64Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: «È risorto dai morti». Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». 65Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». 66Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.
Mt 27,62-66

Molte parole sono usate per raccontare la passione di Gesù, e quasi nessuna per dire il sepolcro. Tutto tace. Oggi è il giorno del silenzio. Ogni morte porta il segno di un mistero e l’esperienza di un’assoluta incomunicabilità, così è anche per la morte di Gesù che si lascia inghiottire dagli inferi e vi rimane tre giorni. Avvicinarsi al mistero della sofferenza e della morte significa esserne travolti e non riuscire a dire nulla.
È “il giorno dopo” (v. 62), dopo che velocemente si è tolto il corpo di Gesù dalla croce perché non disturbasse la purezza della festa, si è eliminato il segno dell’ingiustizia, dell’odio gratuito, della falsità. Gesù, come al momento dell’arresto e della morte, in cui “tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono” (Mt 26,56), è solo, solo dietro la “grande pietra” (Mt 27,60) posta davanti al sepolcro, solo nella non vita, nel regno della morte. Quella solitudine della disperazione, della sofferenza, nella quale spesso lasciamo chi ci è accanto, o nella quale noi ci troviamo, con la pretesa che gli altri si accorgano di noi, del nostro male.
Ma nemmeno la sua morte, la morte del giusto spegne l’odio nel cuore dei suoi nemici, l’ostilità contro di lui continua anche in questo giorno: il loro guardare il sepolcro è malevolo, le loro sono parole ostili ma in realtà non fanno che riportare le parole di Gesù, non fanno che proseguire il suo annuncio. I sommi sacerdoti e i farisei dimostrano di conoscere gli annunci che Gesù aveva fatto della sua morte e resurrezione, e soprattutto dimostrano di dare credito a queste parole. Hanno compreso ciò che discepoli e amici di Gesù non avevano capito. Hanno compreso e hanno paura: le parole dette da Gesù vengono riconosciute potenti. Per questo devono essere subito screditate, definite “impostura” (v. 64), per questo il sepolcro va “assicurato, sigillata la pietra e messa la guardia” (cf. v. 66), per poter avere il controllo su ciò che avviene. Ecco la paura degli avversari di Gesù, ecco la nostra paura: riconoscere che Dio e la sua potenza di resurrezione hanno un peso sulla storia, sulle nostre vite.
“Assicurare il sepolcro, sigillare la pietra”, precauzioni prese nel timore di poter perdere il controllo della nostra vita, assicurazioni che ci diamo per poter continuare a dire che il nostro personale pensiero, ciò in cui noi abbiamo fondato la nostra vita, è ciò che vale, fino al punto di rinunciare alla salvezza che solo viene da Dio. Gesù è l’“impostore”, definirlo tale ci preserva dal dover rinunciare a proteggerci, a difenderci, per non rimanere vulnerabili a parole e gesti di vita e di amore. Le nostre idee, i nostri ideali, le nostre tradizioni, la nostra logica… tutto a prezzo anche della nostra salvezza, a prezzo della nostra vita in pienezza.
Gesù ha già detto tutto ciò che doveva dire, e l’ha fatto con la sua stessa vita. Ora l’opera di Dio troverà il suo compimento e renderà vano ogni tentativo umano di ostacolare il suo piano di amore: all’alba del nuovo giorno ogni sigillo sarà spezzato dalla forza dirompente della vita che ha perseverato anche nelle tenebre di morte. A noi, in questo giorno di silenzio e di solitudine è chiesto di stare, di essere lì al centro dell’assenza, nello spazio del dubbio perché ogni sigillo, ogni pietra possano essere frantumati dalla potenza di amore dell’opera di Dio in Cristo Gesù.

Segnalazione

A piedi per il mondo foto copertina

pp. 136 - € 13,50

Questo libro è un racconto di alcuni cammini a piedi fatti da noi negli ultimi anni. Sulle strade secondarie, poco trafficate, con un passeggino, inseparabile compagno di viaggio, su cui portiamo i bagagli. Di paese in paese dove abbiamo gustato accoglienza e ospitalità e conservato la memoria di tanti incontri con persone diverse. Il libro racconta il tempo della preparazione del viaggio, le motivazioni, i sentimenti, i dialoghi vissuti con le persone, la bellezza della natura, il ritorno a casa.
Ci poteva bastare attraversare l’Italia, dal mar Tirreno al mar Ionio; e invece non si sazia in noi il desiderio di camminare a piedi e di attraversare ancora e sempre più in là la terra, i paesi, le case e le strade, per nuove rivelazioni e nuovi percorsi che legano il cuore alla terra; siamo pronti a ripartire appena concluso il cammino.

Franco Galeone

I 12 Profeti minori

dell’Antico Testamento

società editrice “L’Aperia” di Caserta


€ 15,00 per ognuno dei 7 volumi

 Zaccaria

I volumi

• 'Amòs e Nachùm (pag. 144)
• Chaggai, Ovadiàh, Ionah (pag. 104)
• Chavaqùq e Tzefaniàh (pag. 104)
• Gioele (pag. 80)
• Hoshèa (pag. 120)
• Mikhàh Malakhì (pag 136)
• Zekhariàh (pag 128)

Le caratteristiche

Ogni volume riporta:
• al primo posto il Testo ebraico Masoretico (TM), riprodotto nella Bibbia Ebraica Stuttgartensia (BHS), che costituisce la versione di riferimento ufficiale del testo biblico ebraico-aramaico sia per gli ebrei sia per i cristiani;
• la versione greca (BGT): versione della Settanta è la versione della Bibbia in lingua greca che, secondo la Lettera di Aristea, fu tradotta dall’ebraico da 72 saggi ad Alessandria d’Egitto, tra il III-I sec. a. e. v. al tempo del re Tolomeo II Filadelfo;
• la versione latina (VUL): la Vulgata o Volgata è una traduzione in latino della Bibbia dall’antica versione greca ed ebraica, realizzata alla fine del IV secolo da Girolamo. Il nome è dovuto alla dicitura latina vulgata editio, cioè edizione per il popolo, che richiama sia l’ampia diffusione che ottenne sia lo stile semplice, più alla portata del popolo (volgo);
• la versione italiana (CEI): la Bibbia nella versione ufficiale della CEI nasce nel 2008 e già nel 2012 viene ulteriormente migliorata per eliminare quelle imperfezioni insite nella stessa lingua italiana, che è un corpo vivente, storico, e perciò bisognoso di periodiche revisioni.
La trattazione di ogni profezia si apre con un’ampia introduzione, nella quale l’Autore riflette sui temi centrali, la teologia, lo stile, la storia del profeta minore.
I singoli versetti sono seguiti, invece, dal commento, dall’esegesi di alcuni termini e dall’accurata classificazione delle forme verbali del testo ebraico.

Eventi post-sinodali

Convegno 1

c/o Santuario di san Gabriele dell’Addolorata (Teramo)

Qui il depliant del Convegno