«È ora di farsi una famiglia». «Confessioni» giovani

Inserito in NPG annata 2006.

 

A cura di Elisa Storace

(NPG 2006-09-5) 


Il riso nella saliera
«Nelle case vere nelle saliere c’è sempre del riso…». Lo sentii dire un giorno a mia nonna quando ero piccola e da allora ci ripenso ogni volta che esce fuori il discorso del «farsi una famiglia». Nelle vere case ci si prenda cura, si accudisce e ci si dedica agli altri… In quelle degli amici appena sposati i frigoriferi sono quasi sempre vuoti, sulle tavole si vedono solo polli comprati in rosticceria serviti su piatti di plastica e i vestiti si stirano direttamente sulle grucce... Cosa non va? Manca l’attenzione. Perché mettere su famiglia non è solo andare a vivere lontani da mamma e papà e fare quel che si vuole, quanto prendersi la responsabilità dell’altro e, soprattutto, prestargli attenzione. L’attenzione che dopo una giornata di lavoro ti dà la forza di ascoltarlo con gratitudine e ti ricorda di mettere il riso nella saliera perché non prenda umidità... A ventisei anni io ho voglia di potermi occupare di un marito e di figli. Quel che spero è… di trovare la persona giusta con cui farlo!
Sara

«Sindrome di peter pan»
Non è che non voglio sposarmi. Piuttosto… è che prima ho ancora voglia di fare tante altre cose! La mia fidanzata non lo capisce. Dice che soffro della «sindrome di Peter Pan» e che non voglio crescere… però non è vero! In fondo ho solo ventotto anni, e oggi si sa, non è più come una volta: una volta ci si sposava presto, si facevano subito un paio di bambini, si passava tutta la vita a lavorare dalla mattina alla sera per la famiglia e alla fine si recitava la parte dei nonni... Senza aver visto un po’ di mondo, senza aver conosciuto gente nuova, senza aver fatto esperienza della vita. È stato così per mio padre e per mio nonno prima di lui, ma non sarà così per me. Mi sono laureato in lingue apposta per poter viaggiare per il mondo, e una famiglia è qualcosa che ancora non posso permettermi. Fra dieci anni forse, ma adesso non è proprio il caso… e poi nessuna donna sa cucinare la pasta al forno come mamma!
Luca

La famiglia prima di tutto
I miei genitori non hanno mai fatto altro che litigare. Che fosse per la pasta troppo al dente o per il numero di valigie da caricare in macchina per le vacanze ogni motivo era buono per discutere. Ascoltarli non è mai stato edificante… I suoi invece sono divorziati. È successo quando era ancora troppo piccolo (ma si è mai abbastanza grandi per certe cose?), così lui è cresciuto prima con i nonni e poi praticamente da solo. E anche per lui non è stato affatto divertente… Ci sposiamo in primavera. La famiglia per noi viene prima di tutto. Per me prima di qualsiasi rivendicazione pseudo-femminista e per lui prima di ogni aspirazione lavorativo-assolutizzante. Prima dei falsi valori di una società disgregata e prima dell’egoismo di realizzare se stessi… in che poi, se non nella propria famiglia? Matrimonio semplice abbiamo deciso, solo per noi. Perché è solo insieme che tutto si completa e riacquista un senso. E la sostanza è tutto quello che conta...
Chiara

Almeno giurisprudenza...
Mio padre mi aveva avvertito: «Nella vita non si vive di aria fritta… non iscriverti a Lettere, che poi non ti serve a niente, fai Medicina… o almeno Giurisprudenza!». Adesso, con il mio diploma di laurea posso al massimo incartarci le uova... Finita l’università ho fatto nell’ordine: il commesso in libreria, il barista, il magazziniere in un negozio di abbigliamento e il cameriere. Eppure ero fra i migliori del mio corso e avevo anche la borsa di studio... ma questo non conta niente. Così ora alla mia ragazza che dopo sei anni mi chiede di sposarci, che posso rispondere: «Sì, amore… basta che poi le bollette le paghi tu?!». Giuro, il prossimo che mi dice che i ragazzi «vogliono» restare a casa lo prendo a schiaffi… ma come si fa a fare una famiglia in queste condizioni? Vabbè «due cuori e una capanna», ma l’affitto si paga ogni fine mese! Avere voglia di costruirsi una vita a due oggi non è più sufficiente, adesso bisogna essere laureati… «almeno in Giurisprudenza!»
Paolo

La casa del «mulino bianco»
Quando ci penso mi prende una strana sensazione… da una parte vorrei avere una di quelle famiglie numerose dove la mattina si fa la fila per andare in bagno e i ragazzini si fanno i dispetti fra loro tutto il giorno, dall’altra mi spaventa l’idea che potrei non essere una buona mamma, che potrei fare con i miei figli tutti quelli errori che tante volte ho guardato con occhio critico nei figli degli altri… perché nessuno t’insegna a essere genitore! Così certi giorni mi sveglio con una gran voglia di leggere favole, preparare torte di mele e rimboccare le coperte, poi però mi guardo intorno, accendo la tv e leggo i giornali, e mi chiedo se saprei proteggerli da tutto il brutto che ci circonda, insegnargli i valori importanti e prepararli ad affrontare tutto quanto. Personalmente credo che il genere umano non si sia estinto solo perché alla fine prevale sempre il fascino e la meraviglia della vita. E forse anche un po’ l’idea che una casa come quella del «Mulino Bianco» possa esistere davvero!
Silvia

«Per sempre» è un sacco di tempo
«Finché morte non vi separi»… che frase! Ogni volta che vedo un film dove due si sposano, quando il prete pronuncia questa frase mi viene un po’ di ansia. Come si fa a promettere amore «per sempre»? Per sempre è un sacco di tempo, mentre i sentimenti vivono nell’attimo, si consumano incuranti del tempo che passa in ore che possono sembrare anni e anni che sembrano passare in un battito di ciglia… Giurare davanti a Dio di amare qualcuno «per sempre» mi sembra una bugia istituzionalizzata! Forse naturalmente quando un uomo e una donna decidono di fare una famiglia insieme non si tratta solo di amore, ma anche di rispetto e affetto, però credo comunque che oggi l’idea di famiglia andrebbe profondamente rivista. Che significato dobbiamo dare a questa scelta che, sempre più spesso, sembra essere diventata «a tempo»? Siamo ancora in grado di prometterci l’uno all’altra senza limiti? Io penso che bisognerebbe chiederselo davvero...
Dario