Il Vangelo del giorno (Bose)

Cambiare per seguire

Sorella Beatrice - Bose

11 marzo 2019

In quel tempo17 Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 24La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. 25Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Mt 4,17-25

“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Queste sono le parole con cui Gesù inizia la sua predicazione. Cosa vuol dire convertirsi e che il regno dei cieli è vicino ce lo dimostrano i primi discepoli che Gesù chiama a sé e le folle che sono attratte dai gesti e dalle parole di Gesù.
Se guardiamo la prima immagine del vangelo ci rendiamo conto che è una scena di vita quotidiana molto ordinaria: degli uomini che stanno svolgendo il loro lavoro. Eppure in questa ordinarietà c’è l’irruzione di qualcosa di nuovo. O meglio avviene un incontro tra Gesù e i futuri apostoli. Questo incontro traduce nella realtà quello che Gesù ha annunciato poche righe prima: “il regno dei cieli è vicino” perché è portato dalla figura di Gesù. E “convertitevi”: perché l’ascolto e l’attenzione al messaggio di Gesù porta i discepoli a una prima conversione.
I discepoli stanno svolgendo il loro lavoro di pescatori e alcuni di loro sono con il padre, è dunque una situazione di vita quotidiana, apparentemente tranquilla, che non sembra richiedere nessun cambiamento improvviso. Ma proprio in questo clima che potrebbe rischiare di essere di torpore e di chiusura verso la novità, i discepoli riescono a farsi interpellare dalla chiamata di Gesù. Egli non rivolge loro parole particolari, non compie gesti straordinari, ma sottopone loro una richiesta: “Venite dietro a me”, che, se accettata, li porterà a conoscere la straordinarietà del regno di Dio. I discepoli in questo momento, anche incoscientemente, rispondono alla logica del regno grazie alla loro semplicità e libertà di cuore che permette loro, senza remore, di scorgere il buono che viene dalle parole di Gesù e di rischiare una nuova strada.
Questa disponibilità e apertura verso l’altro contraddistingue anche le folle che, colpite dall’annuncio del vangelo e dai gesti di guarigione dei malati, cominciano a seguire Gesù. In questo caso non c’è un invito particolare da parte del Signore, ma la folla, scrutando ciò che avveniva, si rende conto della portata della presenza di quell’uomo. Non si scandalizza come invece succederà ai farisei e ai dottori della legge. Anche la folla attraverso lo sguardo semplice di Gesù riesce a scorgere la novità del regno di Dio e grazie a questa sua apertura giunge a sperare di potere uscire da una condizione anche di sofferenza: “conducevano a lui molti malati”.
Sia per i discepoli sia per le folle è l’inizio di un nuovo cammino. Essi sono riusciti ad intraprenderlo perché hanno percepito nella loro vita quotidiana il lievito che fa fermentare la pasta o il piccolo seme di senape che diventa un albero enorme. Di questo si tratta quando Gesù predica che il regno di Dio è vicino. È molto più vicino di quanto pensiamo, è dentro e tra di noi, ma solo con un’attenzione profonda può essere visto e accettato. Tale vigilanza è possibile solo se nel nostro cammino siamo in grado di capire dove cambiare e soprattutto se siamo pronti e docili a cambiare. I discepoli e le folle sono i protagonisti principali del vangelo e c’è un’alternanza tra la loro capacità di accettare il messaggio di Gesù e il loro rifiuto rispetto a esso. Questo ci indica che il cammino iniziato non è mai garantito, ma ci chiede ogni giorno di capire i momenti e i luoghi in cui il regno di Dio è vicino e ci chiede di cambiare per vederlo. Questo tempo di quaresima ci aiuti a porci in quel movimento di conversione che permette di percorrere la strada verso il Regno.