Il Vangelo del giorno (Bose)

Sale di luce

Fratel Daniel - Bose

13 marzo 2019

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:« 13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli. 17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. »
Mt 5,13-19

Subito dopo le beatitudini, portale monumentale di quella magna carta del regno di Dio che è il discorso sul monte, Gesù pronuncia un’altra parola celebre che deve chiarire fin dall’inizio la relazione esistente tra il suo insegnamento e quello di Mosè: non abrogazione, ma compimento. Ma cosa significa?
Nella tradizione ebraica il binomio “compiere / abolire” ha tre significati complementari. Si compie un precetto quando lo si mette in pratica, esso è invece abolito quando lo si trasgredisce. Questi verbi servono però anche per qualificare una spiegazione corretta o sbagliata di un testo biblico (sono allora espressioni classiche della “guerra della torà”, le famose dispute rabbiniche sul significato di qualche versetto). E infine, si compie una parola quando si fa più di quanto prescrive alla lettera, mentre la si abolisce quando se ne diminuisce o minimizza il senso o la portata. Il seguito del discorso di Gesù mostrerà che intende “compiere” l’insegnamento di Mosè e dei profeti fondamentalmente in questo terzo senso.
Con ciò Gesù ci fa capire che non si deve osservare ciecamente la Scrittura, cosa che per Paolo è impossibile e trasforma la legge in fonte di disperazione (cf. Gal 3,10-11; Rm 7,21-25). Piuttosto essa è una bussola che indica una direzione: come il nord si trova sempre più a nord del luogo dove ci si trova, così la Parola di Dio, riproposta e radicalizzata da Gesù, ci sprona ad andare sempre più avanti nella nostra ricerca di obbedienza, ma senza inasprirci in essa, come scrive Paolo: “Non incattiviamoci nel fare il bene” (Gal 6,9).
Gesù premette però a questo insegnamento una promessa radiosa: “Siete il sale della terra … la luce del mondo”. Non un imperativo, ma un indicativo, cioè la rivelazione di ciò che siamo, non già in ragione della nostra bontà o delle nostre azioni, ma a causa della chiamata rivoltaci dal Cristo.
Il sale dà gusto agli alimenti, ma solo se vi si scioglie. Allo stesso modo siamo invitati, poiché siamo quel sale, a mescolarci al mondo con il rischio anche di perderci in esso, come il chicco di grano che, per dare frutto, deve morire (Gv 12,24). Ricordiamo però che basta un pizzico di sale per dare gusto a tutta la minestra; dovremo quindi sempre fare i conti con una nostra minoranza: non si tratta di conquistare il mondo, ma di salarlo con una parola genuina: “La vostra parola sia condita di sale” (Col 4,6), cioè sempre portatrice della luce dell’Evangelo.
Giungiamo così all’altro detto, quello sulla luce: quando il Cristo, luce del mondo (Gv 8,12) fa risplendere su di noi il suo volto (Sal 80,4), il nostro volto ne è illuminato, diventa luce e riflette la luce di Cristo e la sua salvezza attorno a noi. Della luce sappiamo che se tutte le tenebre non possono soffocare una candela, una candela, da sola, squarcia tutte le tenebre. Questa è la nostra fede, di cui la Prima lettera di Giovanni dice che “vince il mondo” (1Gv 5,4-5).
Il Signore ci conceda di essere quel sale luminoso di cui il mondo, senza saperlo, ha bisogno.