Il Vangelo del giorno (Bose)

 

Sinfonia o cacofonia?

Fratel Ludwig - Bose


12 giugno 2019

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 9In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Mt 18,19-20

Poche parole quelle di Gesù per noi oggi, eppure più che sufficienti! Collocate al centro di Matteo 18, capitolo che raccoglie insegnamenti sulla vita comunitaria, seguono quelle sulla correzione fraterna e precedono quelle sul perdono reciproco.
Correzione fraterna, perdono, vita, e in tutto questo la preghiera. Parole, dunque, che situano la preghiera al cuore della vita di relazioni. E ci spingono a domandarci: quale relazione tra la mia, la nostra vita, e la preghiera comune che in varie forme nella chiesa continuiamo a ripetere, cercando di accordare le voci in modo sinfonico?
Commenta Origene:
Considera le parole: “Se due di voi si accorderanno per chiedere qualunque cosa, gli sarà accordata dal Padre che è nei cieli”. Dove non viene accordata, è chiaro che lì non c’è stato neppure accordo di due sulla terra. Ecco il motivo per cui non siamo esauditi nella preghiera: non siamo concordi né nelle verità che crediamo né nella vita che viviamo.
Origene crea variazioni sul “concordare, accordarsi”, cioè sul verbo symphoneîn, “risuonare insieme”. Ma il suo non è un gioco letterario. Mira invece dritto al concreto, al cuore della vita insieme: la preghiera comune è vana, uno sprecare parole affaticando Dio – direbbe Gesù (cf. Mt 6,7-8) – se non si vive in sinfonia, in accordo, “un cuore solo e un’anima sola” (At 4,32). Concordi in cosa? Nella fede in Cristo, nell’adesione a lui che è la verità (cf. Gv 14,6) e nella prassi di vita. Certo, nessuno può giudicare la fede-fiducia di un altro. Ma almeno un criterio oggettivo c’è: basta osservare la vita, che manifesta a sprazzi l’irriducibile mistero di ciascuno. Per tre volte Gesù lo ripete: “Dai loro frutti li riconoscerete … Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16.20); “Dal frutto si riconosce l’albero” (Mt 12,33).
Da qui discende anche la lettura dell’affermazione seguente: “Dove sono due o tre riuniti nel mio Nome, lì io sono in mezzo a loro”. Che alla luce di quanto precede significa anche: “Dove non ci sono due o tre in sinfonia, io non ci sono”, dice il Signore; “cioè, ci sarei, ci sono sempre, ma se non siete in accordo tra voi, non potete sperimentare la mia presenza”.
In tutti i nostri diversi cammini comunitari ci ripetiamo che al centro c’è solo il Signore Gesù. Ci mancherebbe altro! Ciò dovrebbe bastarci per affrontare la vita con la sua sapienza: “Non preoccupatevi … A ciascun giorno basta la sua pena” (Mt 6,25.34). A volte però è dura, e viene da chiedersi se ne vale la pena, cioè se lui lo vorrebbe… Ma anche quando ce lo chiediamo, permane più forte del nostro sentire la promessa finale di Gesù, l’ultima sua parola in Matteo. Non pone più condizioni, ma afferma con l’autorità del suo essere risorto da morte per amore: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
“Dovrebbe bastarci!”, come si canta nel seder pasquale… Eppure la domanda resta: quale sinfonia o cacofonia fa risuonare la nostra vita insieme? La preghiera comune ne è solo l’eco, talora flebile. Ma la vita – che lo sappiamo o meno – lascia nell’aria un insieme di suoni: suoni profumati o maleodoranti, suoni allegri o velenosi, suoni armonici o stonati… E allora: la vita insieme a causa di Cristo sa far risuonare una melodia?