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Il Dantedì e la speranza

25 marzo 2020

 dante

Dolce color d’oriental zaffiro,
che s’accoglieva nel sereno aspetto
del mezzo, puro infino al primo giro,
a li occhi miei ricominciò diletto,
tosto ch’io usci’ fuor de l’aura morta
che m’avea contristati li occhi e ‘l petto.

(Divina Commedia, versi 13-18 del Canto I del Purgatorio)

Le due terzine descrivono Dante e Virgilio all’alba della domenica di Pasqua, sulla spiaggia del Purgatorio, dove li accoglie un colore azzurro purissimo che conforta i loro cuori dopo l’«aura morta» dell’Inferno da cui sono da poco usciti.
Un modo per confortare i cittadini italiani in questi giorni difficili per l’emergenza coronavirus.
«Versi di speranza che ci auguriamo possiate avere voi scrutando dalle vostre case le nostre rassicuranti luci “zaffiro” che illuminano le strade» (così nel sito della Polizia di Stato).


Il Dantedì si celebra per la prima volta quest’anno il 25 marzo in un’edizione tutta digitale, fatta di iniziative che si susseguono sui social, proprio a causa dell’emergenza sanitaria. Il giorno dedicato a Dante è stato instituito a partire dalla proposta di Paolo Di Stefano sul «Corriere» del 18 giugno 2017. Questo 25 marzo, data individuata come inizio del viaggio della «Divina Commedia», per iniziativa del governo su proposta del ministro Dario Franceschini, si celebra dunque per la prima volta Dante, in attesa del 2021, quando cadranno i settecento anni dalla morte del poeta.