Tre minuti per te

Carlo Molari

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È la prima volta che parlo in questo programma mattutino ed è forse necessario che chiarisca subito il tipo di riflessioni che intendo proporvi in questi tre mesi.
Sono mesi particolari questi, durante i quali molti di voi cambieranno per un po' di tempo abitudini ed attività.
In ogni caso la maggioranza, anche se non lascerà la propria abitazione, avrà occasioni maggiori di tempo libero e di svago. Ci sarà anche, all'opposto, chi dovrà lavorare di più, proprio per assicurare agli altri una possibilità di vacanza.
Abitualmente questi cambiamenti fanno emergere in superficie problemi personali, mettono in rilievo difetti e imperfezioni, sollecitano impegni nuovi.
Così questi giorni possono diventare tempo di revisioni, di bilanci interiori, di rinnovamento. Ma possono essere anche tempo di dissipazione e di disordine.
Per questo penso che il mio compito mattutino sia quello di offrire qualche punto di riferimento, qualche stimolo di riflessione per favorire uno svolgimento sereno delle vostre giornate.
Non mi rivolgerò, quindi, solamente a coloro che vivono una fede religiosa, né, tra i credenti, solamente ai cristiani. Ogni uomo che intenda vivere pienamente la sua giornata ha bisogno di un ideale di vita, di un orientamento. Ora nessuno di noi ha dentro di sé i criteri sufficienti per impostare correttamente la propria esistenza. Anche la nostra coscienza è inadeguata a una valutazione coerente e completa della situazione e delle scelte che essa comporta. La coscienza infatti deve essere educata, deve cioè avere delle indicazioni che possano offrire criteri e permettere di formulare giudizi pratici. Il complesso di queste esperienze e di questi riferimenti storici costituiscono la cultura di un popolo, e, nel loro insieme, il prezioso tesoro dell'umanità.
A questo tesoro accumulato nei millenni ciascuno di noi si richiama in modo diverso (più o meno fedele, più o meno ricco), in tutte le sue decisioni.
D'altra parte il passato non è sempre sufficiente per giudicare opportunamente del presente. Ci sono spesso elementi nuovi che non hanno riscontri storici. È necessario perciò il dialogo, il confronto con altri, la riflessione sulle esperienze che noi stessi facciamo.
Il nostro breve incontro del mattino dovrebbe inserirsi in questo processo di sapienza quotidiana. Vorrei aiutarvi in questa riflessione perché la vita, a volte e per molti difficile, possa essere in ogni caso, vissuta da tutti con profitto e, per quanto è possibile, con gioia.