Solitudine maledetta
Carlo Molari

solitudinedisperata

Ieri ho cercato di illustrare il valore della solitudine quando è piena di presenze interiori. Il credente dice quando è risonanza dell'azione di Dio.
Ma vi sono altre solitudini, che pesano come una maledizione. Non possiamo dimenticarle. Vi sono, è vero, persone rimaste sole che sono state rese capaci di riempire la solitudine di molti. Esse esprimono la ricchezza umana di una comunità o della famiglia in cui sono cresciute. Ma vi sono altre persone che non hanno ricevuto la medesima possibilità e che devono essere aiutate con vicinanza premurosa e con attenzione delicata.
Altra è la solitudine di chi la può scegliere come orizzonte del proprio spirito, altra è la solitudine degli abbandonati e degli emarginati.
Il problema della solitudine, di chi non può star solo, non può essere risolto dalle persone che la soffrono, ma dagli altri. Da coloro cioè, che possono costruire ambienti di incontro, dí amicizia, di scambio mutuo di doni.
Ogni comunità ben ordinata sa creare forme di condivisione, sa inventare modelli di comunione. Soprattutto quando il progresso crea nella convivenza sociale situazioni inedite di fronte alle quali tutti si trovano disarmati.
La vita infatti non può porre problemi senza suscitarne in qualche spirito fedele la soluzione. La difficoltà sta nel fatto che quando questa viene trovata appare irrealizzabile a molti perché urta contro atteggiamenti comuni e contrasta con le abitudini acquisite.
È innegabile: lo sviluppo attuale della convivenza umana, crea forme sempre più diffuse di solitudine gravosa, soprattutto per gli anziani, gli ammalati e i carcerati. Ed è consolante vedere il fiorire straordinario di iniziative, alcun veramente rilevanti, sorte per risolvere questi problemi, o almeno per alleviare i mali che ne conseguono.
Credo che la nostra società stia dando prova della sua capacità creativa. Se ancora ci è dato sperare oggi in un futuro migliore è proprio perché molti sono in grado di dedicare la propria vita a coloro che si trovano in difficoltà. Certamente anche alcuni di voi, oggi, avranno la possibilità dí colmare un vuoto nella vita di qualcuno.
Non lasciate cadere l'opportunità. La speranza che portate si intreccia in un processo di solidarietà molto più ampio, un processo che sta modificando lentamente la sensibilità comune e la natura stessa dei rapporti sociali, nonostante le resistenze e le paure di molti.
C'è un nuovo stile di vita che sta sorgendo da qualche parte. E tutti possiamo contribuire a renderlo più stabile e a contagiarne il nostro ambiente.