Religioni ed

esperienza religiosa

Carlo Molari

relig

Nei giorni scorsi ho esaminato le componenti quotidiane dell'esperienza religiosa. Oggi vorrei chiarire alcuni equivoci che sono sorti. In primo luogo, l'esperienza religiosa non è esclusiva di coloro che vanno in chiesa, né è limitata ad alcune strutture o a particolari ambiti sociali.
Le religioni sono sorte come interpretazioni globali della condizione umana e a questa continuamente si riferiscono attraverso i loro simboli, i loro miti e i loro rituali. Quando per particolari ragioni questo riferimento alla vita si perde o si attenua, i riti e i simboli perdono il loro potere espressivo e terapeutico.
Le molte critiche che Gesù rivolse agli uomini del suo tempo riguardavano appunto il modo di vivere la religione: per molti era solo gesto esteriore, ripetuto per tradizione o per abitudine. È il contenuto della vita ad alimentare i gesti religiosi. È possibile perciò che anche con rituali laici e profani vengano espresse esperienze religiose autentiche.
Non è solo entrando in chiesa che si può avere il senso del mistero e non è solo partecipando a un rito religioso che si può esprimere la sofferta condizione di creatura.
Anche una sofferenza improvvisa o una gioia profonda possono squarciare l'orizzonte e farci cogliere sensi reconditi dell'esistenza. Anche una particolare pace dello spirito o turbamenti della coscienza possono rivelare le pieghe misteriose della nostra condizione umana.
Un altro equivoco frequente lega la religiosità alla prima fase dell'esistenza, quasi che l'esperienza religiosa sia più facile nell'infanzia. vero il contrario: solo gli adulti sono capaci di una autonoma esperienza religiosa. Le forme precedenti sono solo preparatorie, introduttive, indotte dall'ambiente.
Solo quando si è in grado di penetrare nel profondo della propria interiorità, quando si è capaci di offerte gratuite e si è accolta senza riserve la condizione di creatura, solo allora si compiono effettive esperienze religiose.
Il resto è folclore, esteriorità o ha carattere propedeutico. Eppure molti conservano della religione solo ricordi infantili e in base a quelli si avventurano a giudicarla precludendosi spesso ambiti vitali di straordinaria ricchezza.
Qualsiasi opinione abbiamo delle religioni non escludiamo la possibilità di profonde esperienze religiose. Segneranno punti luminosi nel nostro cammino.