Note di Pastorale Giovanile

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Michal Vojtáš

REVIVING

DON BOSCO'S ORATORY 

Salesian Youth Ministry,
Leadership and Innovative
Project Management

STS Publications, Jerusalem 2017, 324 pages

MICHAL1

Keywords: Youth Ministry, Education Theory, Education History, Leadership, Project Management, Salesians, Spirituality, Holistic Methodology, Organizational Behavior, Don Bosco

Salesian youth ministry in the post-Vatican II period changed from a faithful and repetitive education towards a critical and future-centered approach. This paradigm shift brought multiple risks and limitations. Focusing on organizational aspects, we analyze the underlying theories and their anthropological models, especially Management by Objectives. Then we turn back to the original and permanent criterion for any renewal – the experience of Don Bosco in the Valdocco Oratory. His leadership and management qualities, recent leadership concepts, solid bases of the Salesian Youth Ministry and creative experiments are sewn creatively together in an innovative proposal:
1. Creation of an integral anthropological framework;
2. Development of a set of virtues-qualities at the level of action mentality, shared leadership and operative management;
3. Proposal of a transformational project cycle that merges planning, community building and discernment.

Bookshop link: https://goo.gl/MWJ8Ci
Preview link: https://goo.gl/wAbeB5

 

Il volume di Michal Vojtáš «Reviving Don Bosco’s Oratory: Salesian Youth Ministry, Leadership and Innovative Project Management», pubblicato dallo Studium Theologicum Salesianum di Gerusalemme, parte dall'analisi della storia postconciliare della pastorale giovanile salesiana per scoprire alcuni paradigmi teorici e organizzativi di fondo che guidano il pensiero e la prassi. L'autore considera l'idea della progettazione educativo-pastorale un tema centrale e rilegge criticamente l'evoluzione dei modelli progettuali assunti. Successivamente il volume propone una lettura fenomenologica dell'agire organizzativo di don Bosco in quanto criterio di ogni ripensamento attualizzante presentando una serie di binomi che descrivono la sinergia dell'agire del fondatore dei salesiani. L'ultima parte del volume offre un confronto con i modelli progettuali più integrali, per superare difficoltà e riduttivismi, e delinea i passi di un percorso di progettazione formativa, trasformativa, spiritualmente significativa e praticamente operativa.
Alcune problematiche affrontate nel volume: l’arduo passaggio dalla carta alla vita, la moltiplicazione esagerata dei progetti interconnessi, la formalizzazione dell’educazione intesa come esecuzione del progetto, la percezione prevalentemente tecnica della progettazione, i tempi di attuazione troppo brevi e la mancata mentalità progettuale degli educatori. Vari indizi mostrano che le difficoltà nei riguardi della progettazione derivano dal modello antropologico e dal paradigma progettuale del "management per obiettivi" sottostante alle teorie che ispiravano la metodologia nel periodo postconciliare. Valorizzando modelli progettuali più recenti, integrali e più consoni con l’educazione salesiana, l'autore propone i seguenti passaggi:
1. Creazione di un quadro antropologico integrale;
2. Sviluppo di una serie di virtù a livello di mentalità d'azione, di leadership condivisa e di gestione operativa;
3. Proposta di un ciclo di progetto trasformativo che unisce la pianificazione, la costruzione della comunità e il discernimento.

Michal Vojtáš è un Salesiano di don Bosco, docente di Pedagogia Salesiana e del Sistema Preventivo all’Università Pontificia Salesiana di Roma. È direttore del Centro Studi don Bosco della stessa Università, fa parte del gruppo di coordinamento del Forum Salesiano e collabora con le riviste "Orientamenti Pedagogici", "Journal of Salesian Studies". La sua area di ricerca si concentra attorno alla storia, all’attualizzazione e agli aspetti organizzativo-formativi dell’educazione salesiana.

(link per l'acquisto del volume o l'anteprima)

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Volti e situazioni

di vulnerabilità giovanile:

dal disagio manifesto

ai diritti negati

Rapporto Caritas 2017

 Cop Rapporto Caritas2017

(estratto pdf)

1. Il divario generazionale
2. La mobilità sociale
3. Abbandono scolastico, dispersione e povertà educativa
4. La disoccupazione
5. Neet, senza lavoro e senza studio
6. Il diritto all’abitare
7. Il doppio svantaggio dei giovani stranieri
8. Rifugiati e richiedenti asilo di nuova generazione
9. Vecchie e nuove dipendenze

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In memoriam

Davanti a Dio

Jean D'Ormesson

Parigi, 16 giugno 1925 – Neuilly-sur-Seine, 5 dicembre 2017

sole-luce

Verrà molto presto il momento in cui mi troverò di fronte a Dio.
In cui mi troverò di fronte a Dio... Per noi poveri viventi in queste parole incerte tutto è soggetto a cauzione e a dubbio. Quando mi troverò di fronte a Dio probabilmente non ci sarà più assolutamente niente. Non ci sarà più il tempo. E a capire che non c'è niente io non ci sarò più. E forse non ci sarà nemmeno Dio.

Io non lo so se Dio esiste. Dio, o la natura, mi ha rifiutato il dono della fede. Chi sono io per rispondere con un sì o con un no a una domanda più grande di noi? Dio, o la natura, non mi ha permesso di decidere su un segreto e su un mistero così remoti al di sopra di me. Nel dubbio che mi assilla e spesso mi sommerge brilla tuttavia la speranza. Unamuno dice, non ricordo più dove, che credere a Dio forse consiste nello sperare che esista. Allora, sì, credo in Dio. Perché spero che esista.
Quando comparirò di fronte a quel Dio a cui devo tutto – la mia vita, le mie gioie, le mie pene, l'universo che mi circonda, il sole sul mare, la mia allegria che era viva e i miei dubbi che erano crudeli – mi getterò ai suoi piedi e gli dirò:
«Signore, perdonami. Ti ho tradito molto. Sono stato indegno della grandezza e della fiducia che mi avevi accordato poiché, nella tua bontà, mi hai dato la vita e mi hai lasciato libero di scegliere. La mia mediocrità la disprezzo con forza, ma purtroppo un po' tardi. Non sono stato né un eroe, né un martire, né un santo. Mi sono occupato di me molto più che di coloro che mi avevi affidato come fratelli. Sono stato indegno delle promesse che mi avevi elargito. Ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato. Ho ceduto troppo alla pigrizia, alla vanità, all'indifferenza nei confronti del prossimo, al gusto del guadagno, al delirio di voler essere sempre primo tra i primi. Ho vissuto nel tumulto e nell'agitazione. Ho cercato la felicità e troppo spesso il piacere.
Tu lo sai, mio Dio. Ho amato le baie, il tuo mare che ricomincia all'infinito, il tuo Sole che era diventato mio, molte tue creature, le parole, i libri, gli asini, il miele, gli applausi di cui provavo vergogna, ma che coltivavo. Ho amato tutto ciò che passa. Ma ciò che ho amato soprattutto sei tu, che non passi. Ho sempre saputo di essere meno di niente sotto lo sguardo della tua eternità e che sarebbe venuto il giorno in cui sarei comparso di fronte a te per essere finalmente giudicato. E ho sempre sperato che la tua eternità di mistero e di angoscia fosse anche e soprattutto un'eternità di perdono e d'amore.
Non ho fatto quasi nulla del tempo che mi hai prestato e poi ti sei ripreso. Ma, in maniera maldestra e ignorante, dal fondo del mio abisso non ho mai smesso di cercare la via, la verità e la vita».

(Malgrado tutto, direi che questa vita è stata bella, Neri Pozza 2017, pp. 370-371)

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Prepararci all'incontro

con l'amore più grande

Domenica II di Avvento B

papa Francesco

a cura di Gianfranco Venturi


road-building

1,1 La “buona notizia” [1]

La chiave interpretativa della vita e della storia…
La vita dell’uomo non è solo una cronaca asettica di avvenimenti, ma è storia, una storia che attende di essere raccontata attraverso la scelta di una chiave interpretativa in grado di selezionare e raccogliere i dati più importanti. La realtà, in se stessa, non ha un significato univoco. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli “occhiali” con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realtà appare diversa. Da dove dunque possiamo partire per leggere la realtà con “occhiali” giusti? 

… è il Vangelo di Gesù, figlio di Dio
Per noi cristiani, l’occhiale adeguato per decifrare la realtà non può che essere quello della buona notizia, a partire da la buona notizia per eccellenza: il «Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1). Con queste parole l’evangelista Marco inizia il suo racconto, con l’annuncio della “buona notizia” che ha a che fare con Gesù, ma più che essere un’informazione su Gesù, è piuttosto la buona notizia che è Gesù stesso. Leggendo le pagine del Vangelo si scopre, infatti, che il titolo dell’opera corrisponde al suo contenuto e, soprattutto, che questo contenuto è la persona stessa di Gesù.

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IL DIRETTORE DI NPG

Don Rossano Sala

nominato Segretario Speciale

per il Sinodo sui giovani

sala
Il Santo Padre Francesco ha nominato un Relatore Generale e due Segretari Speciali per il Sinodo del 2018, dedicato ai giovani: si tratta del cardinale Sérgio Rocha, arcivescovo di Brasilia, e di padre Giacomo Costa, SJ, e don Rossano Sala, SDB. Le nomine sono avvenute al termine dell’incontro del Consiglio della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, svoltosi nei giorni 16-17 novembre.
Annunciando gli incarichi, la Segreteria Generale dei Sinodo dei Vescovi ha spiegato “che la nomina di due Segretari Speciali si conforma con l’articolo 14 §3 dell’Ordo Synodi Episcoporum” (cfr. canone 348 § 2 del C.I.C.)
Il cardinale Sérgio Rocha è stato creato cardinale da Papa Francesco nel suo terzo concistoro, che si è tenuto il 19 novembre 2016. Padre Giacomo Costa, gesuita, è direttore dal 2010 della rivista “Aggiornamenti Sociali”, ed è considerato tra le persone consultate nella stesura dell’enciclica “Laudato Si’”.
Don Rossano Sala è salesiano dal 1992 e sacerdote dal 2000. Ha svolto il suo servizio educativo-pastorale per quattro anni nell’opera salesiana di Bologna e per sei anni come Direttore e Preside nell’opera salesiana di Brescia. Licenziato in Sacra Teologia nel 2002, presso la Facoltà Teologica Interregionale di Milano, ha conseguito il Dottorato in Sacra Teologia nel 2012 presso la medesima Facoltà.
Ha insegnato “Teologia fondamentale” presso lo Studentato Teologico salesiano di Torino-Crocetta. Dal 2011 fa parte della comunità accademica dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e nel 2016 è stato nominato Direttore della rivista “Note di Pastorale Giovanile”.
“Quest’incarico di Segretario Speciale è un segno di fiducia nei confronti della Famiglia Salesiana – ha commentato don Sala ad ANS –. È un incarico che viene dal Santo Padre per essere di aiuto e sostegno nella preparazione del Sinodo e soprattutto per accompagnare da vicino il cardinale Rocha”.
“Sono molto grato per la fiducia mostratami dal Santo Padre, come Salesiano e soprattutto come rappresentante della Famiglia Salesiana che lavora con i giovani – ha sottolineato –. Siamo una grande famiglia che ha una pratica educativa pastorale con i giovani, un modo di stare con i giovani e uno stile per accompagnarli. Questa per me è una grande responsabilità e vi chiedo di accompagnarmi con le preghiere. Come Figli di Don Bosco, dobbiamo essere fedeli al nostro fondatore quando si tratta di un incarico che viene dal Santo Padre”.

(fonte: ANS – Città del Vaticano – 20 Novembre 2017)

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