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    Direttorio per la Catechesi /18

    La catechesi a servizio

    dell’inculturazione

    della fede

    Cesare Bissoli

    Il Direttorio verso di noi

    Uno scopo preciso

    “Le Chiese particolari hanno il compito di assimilare l’essenziale messaggio evangelico (e) di trasfonderlo nel linguaggio compreso da questi uomini e quindi annunziarlo nel medesimo linguaggio (Evangelii Nuntiandi n.63). Questo è segno della perenne fecondità dello Spirito Santo. Gli itinerari catechistici e gli stessi Catechismi locali rappresentano un segno di questo fruttuoso processo di inculturazione” ( DC n. 394)
    - La catechesi viene qualificata come processo di inculturazione della fede
    - Comporta un dire Dio in linguaggio umano, la verità del Vangelo nella effettiva comprensione delle persone
    - È un’operazione dello Spirito Santo che ogni Chiesa particolare testimonia nel dire il Vangelo oggi, qui ed ora
    - Il Catechismo e i percorsi catechisti sono mediazioni autorevoli e pratiche di inculturazione della fede

    Uno sguardo globale

    * Siamo nel c. 11, il penultimo del DC. Comprende quindici paragrafi (DC nn. 394-408), mirati ad illustrare una componente essenziale dell’annuncio del vangelo, oggi chiamata inculturazione, affermata in particolare da Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco, rinnovando quanto detto nel DGC (1997)
    * Comprende due contenuti: cosa significa e comporta fare “inculturazione” della fede per proporre quindi una fede per cui l’uomo “comprende” Dio(Gesù Cristo) che gli dice la verità con amore; uno strumento tipico, universalmente diffuso, che aiuta a realizzare tale compito: si chiama Catechismo ( e relativi sussidi ), testo presente-si può dire-in tutte le comunità ecclesiali del mondo. Per la Chiesa universale sono noti il Catechismo di S. Pio X e dopo il Vaticano II, il Catechismo della Chiesa Cattolica (v. DC c. 6).
    * Notiamo che il tema e il compito dell’inculturazione nella catechesi sono sovente nominati e resi operanti in tanti capitoli del DC, segnatamente nei cc. 7, 8,9, 10. V. anche DC nn.43-44.

    1. Natura e finalità dell’inculturazione della fede (DC nn. 395-400)
    * L’inculturazione della Parola di Dio nella catechesi ha come “forma archetipa”, cioè fonte e paradigma, l’incarnazione di Cristo. È ben più che un superficiale, frettoloso “adattamento alla cultura. È un cammino profondo, globale e progressivo di una lenta penetrazione del Vangelo nell’intimo delle persone e dei popoli (DC n. 395).

    * Ciò comporta una catechesi come “una educazione alla fede e nella fede”: oggi, più che mai si esige di “entrare in relazione con il vissuto delle persone; interiorizzare l’esperienza di fede; avere a cuore il processo di recezione personale di essa” non limitandosi alla sola trasmissione dei contenuti (DC n. 396).

    * Vanno praticate delle” indicazioni metodologiche”:
    - “conoscere in profondità la cultura delle persone” favorendo una” relazione” dialogica del catechista con il destinatario, tale da favorire “una nuova comprensione del Vangelo”
    - riconoscere la” dimensione culturale” propria del Vangelo e il suo inserimento “nelle diverse culture” lungo la storia
    - mirare ad una” vera conversione” al vangelo in quanto” forza trasformatrice e rigeneratrice che opera nelle culture”
    - far capire che il “Vangelo è in germe nelle culture”, ed insieme non si esaurisce in esse
    - l’inculturazione della fede rispetta” l’integrità dei contenuti”, è “fattore di comunione ecclesiale (DC n. 397).

    * Si richiede una catechesi “in modo vitale, in profondità”. Ne deriva un processo che richiede:” sforzarsi di ascoltare” nella cultura della gente “come l’eco (presagio, invocazione…) della Parola di Dio”; “discernere” ciò che è autentico valore evangelico o aperto al Vangelo; “purificare “ciò che è sotto il segno del peccato (passioni, strutture di male) o della fragilità umana; “fare breccia” stimolando “atteggiamento di conversione radicale a Dio, di dialogo con gli altri, di paziente maturazione interiore” (DC n. 398).

    * Il processo di inculturazione “deve coinvolgere tutto il popolo di Dio, in seno alla comunità,” non solo ad opera di alcuni esperti, favorendo così una trasmissione viva della fede (DC n. 399).

    * Ne derivano alcuni luoghi privilegiati di impegno di inculturazione che favoriscono” linguaggi e modalità espressive nuove,” come ad es. il catecumenato, l’iniziazione cristiana, la pastorale biblica, la catechesi liturgica”. Si ricavano due esigenze: il Vangelo inculturato non si limita ad un annuncio da persona a persona, ma si fa cosa di popolo; forme di inculturazione vanno curate soprattutto dove il cristianesimo è minoranza (DC n. 400).

    2. I Catechismi locali ( DC nn. 401-408)
    * “I Catechismi locali sono “strumenti inestimabili” per la catechesi “per comunicare il Vangelo in maniera accessibile” in quanto” frutto di inculturazione della fede di un popolo”. Un Catechismo può essere “diocesano (approvato dal Vescovo), regionale o nazionale” (approvato dalla Sede Apostolica) (DC n. 401).
    * I catechismi sono” testo ufficiale della Chiesa” (non così gli strumenti didattici); sono “sintesi organica e basica della fede” scritti con “attenzione pedagogica” coadiuvati da “altri strumenti di lavoro” (DC n. 402).
    * I catechismi locali hanno” per riferimento il Catechismo della Chiesa Cattolica, ma non ne sono mera sintesi”, si avvalgono di altre dimensioni del processo catechistico (contesto, persone, cultura) (DC n. 403).
    * Un Catechismo locale presenta la fede in coerenza alla “mentalità ed età del soggetto, esperienze di vita, dinamismi di crescita, suscita itinerari di formazione”, aiuta il “catechista” per il suo compito (DC n. 404).
    * “È bene per ogni chiesa locale avere il proprio catechismo”. Vanno proposte” le 4 dimensioni della vita cristiana” (v. CCC), secondo “strutture” (articolazioni, stimoli, linguaggi, modalità) diversificate (DC n. 405).
    * Lo Spirito Santo richiede “l’audacia di trovare i nuovi segni, nuovi simboli, nuova carne per la trasmissione della Parola. La freschezza del Vangelo suscita nuove strade, metodi creativi, parole di rinnovato significato per il mondo attuale” (Evangelii Gaudium, nn. 11, 167) (DC n. 406).
    * I “Catechismi delle Conferenze episcopali” richiedono” l’approvazione della Sede Apostolica” (=Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione), intesa come frutto di dialogo tra la Chiesa locale e la S. Sede, con il “riconoscimento di testo valido per la Chiesa universale” (DC n. 407).
    * Vanno approvati “Catechismi nazionali, Direttori nazionali e regionali, traduzione del Catechismo della Chiesa Cattolica , Testi scolastici nazionali usati con valore di catechismo (DC n. 408).

    Noi verso il Direttorio

    * Nella catechesi attuale siamo confrontati con un termine-chiave nell’annuncio della fede: inculturazione. Richiama un processo antico, sempre praticato nella sostanza, ma è nuovo nel termine e nella consapevolezza di ciò che esso comporta.
    * La catechesi per la sua qualità di comunicazione diretta della fede esige una consapevole e corretta inculturazione. Non si compie in un confronto superficiale, puramente “decorativo” tra il dato della fede e i destinatari. È un processo dinamico di confronto sinergico tra la cultura in cui si esprime la parola di Dio, il Vangelo , e la cultura delle persone cui esso è rivolto. Si può qualificare come ermeneutica esistenziale.
    * Il Catechismo, ossia un testo-guida nel fare catechesi, non è un sussidio arbitrario. Esprime la fede di una comunità locale o nazionale o mondiale. Deve essere uno strumento ufficialmente riconosciuto dalle autorità della Chiesa. È un documento dinamico, cioè spinge a trovare una didattica on sussidi appropriati.

    Ed ecco delle domande su cui riflettere:
    - Ricordiamo quale testo del Catechismo abbiamo usato, o stiamo usando? Lo giudichiamo utile, noioso… Come dovrebbe essere?
    - Si parla oggi di una catechesi inculturata. Abbiamo fatto esperienza di catechisti che hanno fatto capire bene e in maniera gradita i contenuti espressi?
    - Secondo voi come dovrebbe essere (e non dovrebbe essere) un testo di catechismo per dei giovani di oggi?
    - Se sei un catechista, o animatore giovanile, ritieni di fare una catechesi ’esistenziale’, in cui i contenuti della fede toccano la vita del ragazzo? Cosa suggerisci per una buona inculturazione della fede?

     


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