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    Materiali specifici sul tema della fede

    Per farsi qualche idea iniziale



    Prima di affrontare direttamente le dieci tematiche attraverso cui percorreremo il cammino proposto dal Sussidio per i giovani e le comunità, entriamo con consapevolezza nel contesto in cui lavoreremo, cioè il tema della fede e la modalità in cui don Bosco l'ha personalmente vissuta, testimoniata e condivisa con i suoi Salesiani e la missione evangelizzatrice, sia in Italia che all'estero (come ci ricorda il 150° anniversario del primo invio missionario).
    Lavoriamo soprattutto sulle FONTI (comunque abbondanti) presenti nella rivista "Note di pastorale giovanile".
    Presentiamo titolo e autore, con il link al sito, e poi una brevissima sintesi per accedere subito ai temi e sollecitare - nel caso - l'interesse alla lettura intera.
    Ci facciamo aiutare per questo compito sintetizzatore, ma con revisione personale.
    Raggruppiamo gli articoli attorno ad alcuni precisi "aggregatori tematici".


    1. COSA È FEDE

    W. Kasper: Introduzione alla fede (Queriniana 1973)
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/pastorale-giovanile/alcuni-contenuti/formazione-pastorale/introduzione-alla-fede

    L'articolo di Kasper, "Introduzione alla fede", è una raccolta di dieci lezioni tenute tra il 1970 e il 1971. Il testo esplora i fondamenti della fede e le sue possibilità di attualizzazione nella società moderna.
    L'Autore parte dal presupposto che il credere debba essere al centro dello studio teologico per aggiornare la chiesa e affrontare le esigenze della vita moderna. L'obiettivo è chiarire la responsabilità sociale della teologia come comprensione viva della fede.
    Kasper contesta la crisi della teologia nell'età moderna, notando che i principi della fede non sono più sentiti come rilevanti. Egli sottolinea l'importanza di rispondere alla domanda di senso della società con nuove parole. La fede è un dono e un cammino umano che richiede onestà intellettuale e responsabilità. La riflessione su Dio deve essere finalizzata alla ricerca di senso e alla salvezza dell'uomo.
    Kasper evidenzia come la salvezza sia una promessa fin dall'antico testamento, ma che necessita di un'interpretazione "secolare" che tenga conto della rilevanza sociale degli enunciati teologici. La fede cristiana è storica e deve affrontare i problemi che la storia pone. Nel futuro, la chiesa dovrà evitare di rifugiarsi nel passato e dovrà tornare ad occuparsi dell'escatologia.

    Che cosa è fede?
    Franco Ardusso
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/npg-annata-1974/che-cosa-e-fede

    L'articolo si propone di indagare il significato della fede in un'epoca segnata da fideismo emotivo e razionalismo. L'obiettivo è definire come l'atto di fede possa integrarsi concretamente nella vita e assumere un carattere autenticamente cristiano.
    Ardusso sottolinea come, nella storia, i cristiani siano stati designati come "credenti", (i termini e le  realtà della fede e del credere ricorrenti nel Vangelo e nelle lettere degli apostoli). Tuttavia, il significato di "credere" è diventato vago, spesso ridotto a sentimento religioso, pratiche o abitudini sociali. L'articolo mira a chiarire la struttura e il contenuto centrale della fede da un punto di vista teologico.
    La fede implica fidarsi di Dio, obbedirgli, riconoscere le sue azioni salvifiche, e aspirare alla comunione con Lui. Essa è sia un dono divino che una decisione umana radicale, orientando la vita in modo permanente. La fede cristiana si fonda sulla fiducia in Dio e sull'accettazione di ciò che Egli rivela.
    L'articolo evidenzia come la fede cristiana comprenda sia la fiducia in Dio (credere in) sia l'accettazione di contenuti specifici (credere che). Ardusso mette in guardia contro una fede ridotta a mero atto di decisione senza contenuti oggettivi, o, al contrario, a una mera adesione intellettuale a verità dottrinali. Il contenuto centrale della fede cristiana è l'azione salvifica di Dio attraverso Gesù Cristo. Pur datato, per la personalità e competenza teologica dell'autore e per i temi che mette sotto esame, la lettura di questo articolo può iniziare correttamente un lavoro critico.

    Fede
    Riccardo Tonelli
    https://notedipastoralegiovanile.it/npg/rubriche-npg?view=article&id=4456:fede-

    L'Autore esplora il significato della fede e la sua rilevanza nella pastorale giovanile. La fede è presentata come un elemento decisivo nella vita del discepolo di Gesù, ma il suo significato rischia di svuotarsi a causa dell'uso eccessivo.
    Tonelli propone un approccio alla fede basato sul capitolo 11 della Lettera agli Ebrei, definendola come un modo di possedere già le cose che si sperano e di conoscere quelle che non si vedono. Questa definizione suggerisce che la fede permette di vedere oltre l'apparenza, valutando ciò che si vede dalla prospettiva di ciò che non si vede. La fede implica la capacità di leggere la vita quotidiana alla luce del mistero di Dio, richiedendo uno sguardo contemplativo.
    Questa idea viene illustrata attraverso storie dell'Antico Testamento, che mostrano come la fede permetta di interpretare gli eventi in una prospettiva più ampia. La fede ha una funzione potente: essa fa passare da morte a vita e rende possibile anche l'impossibile, non in termini miracolistici, ma come capacità di vedere il presente dalla parte del mistero. Educare alla fede significa quindi sviluppare la capacità di "leggere dentro" la vita quotidiana, diventando contemplativi.
    In sintesi, la fede è una lettura profonda della realtà che permette di scoprire il mistero divino negli eventi quotidiani, trasformando la vita e aprendo alla speranza.

    Fede, speranza, carità /1. La fede: la soggettività fiduciale
    Carmine Di Sante
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/fede-speranza-carita-carmine-di-sante/fede-speranza-carita-2

    L'articolo di Carmine Di Sante fa parte di un dossier-trilogia sulle virtù teologali, di cui questo è un "estratto". Esso esplora la fede come affidamento e fiducia in un'alterità d'Amore che trasforma l'io. Di Sante, rifacendosi a M. Buber, distingue due tipi di fede: una come adesione intellettuale a verità concettuali e l'altra come fiducia e abbandono in qualcuno.
    L'articolo sostiene che la fede biblica rompe con l'identità chiusa, instaurando un rapporto con l'alterità assoluta di Dio, che sorprende e rigenera. La fede implica fidarsi e affidarsi a questo Amore, accogliendone la potenza. Questo Amore divino è caratterizzato dall'iniziativa di amare per primo e dalla sua gratuità. Fidarsi di Dio significa riconoscere la priorità dell'Altro e lasciarsi sorprendere da questo amore incondizionato.
    La fede non è irrazionale, ma una forma di intelligenza diversa, che permette di vedere il mondo e sé stessi come dono di un Amore che precede ogni progetto personale. La fede è una nuova comprensione del reale, in cui l'io si scopre accolto e amato, e il mondo è un riflesso di questo amore.


    2. FEDE E VITA

    Le ragioni della fede
    Paolo Ricca
    https://notedipastoralegiovanile.it/questioni-teologiche/le-ragioni-della-fede

    Paolo Ricca, pastore battista morto nel 2024 e molto seguito e letto anche dai cattolici, in questo articolo esplora la natura della fede e le ragioni per cui si crede. La fede è descritta come una certezza di cose sperate e una dimostrazione di cose invisibili, legata alla dimensione profonda dell'esistenza umana. L'articolo suggerisce che la fede non è solo un'adesione a verità, ma un atteggiamento che cerca la profondità nelle cose.
    Ricca articola tre ragioni fondamentali che accompagnano la sua fede: l'uomo come domanda, l'uomo come creatura e l'uomo di Nazareth.
    • L'uomo come domanda: L'uomo è caratterizzato dalla capacità di porre domande, che spesso rimangono senza risposta, suggerendo che il senso della vita si trovi al di fuori di essa.
    • L'uomo come creatura: L'uomo non si crea da sé, ma è il risultato di un processo evolutivo. La Bibbia spiega l'umanità dell'uomo attraverso l'immagine di Dio.
    • L'uomo di Nazareth: Gesù rivela un Dio discreto, attento alla singola persona, che perdona e guarisce. Questo Dio è inclusivo e giudice, offrendo sorprese e risarcimenti. La fede cristiana è credere in questo Dio con Gesù e come Gesù.

    La fede è vivere il quotidiano dalla parte del mistero
    Riccardo Tonelli
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=948:vivere-di-fede-nella-vita-quotidiana-3-la-fede-e-vivere-il-quotidiano-dalla-parte-del-mistero

    L'articolo - ritornando su temi già affrontati - esplora come vivere la fede nella quotidianità, guardando la realtà attraverso il mistero di Dio. La fede permette di possedere ciò che si spera e conoscere ciò che non si vede, dando significato alla vita di tutti i giorni.
    Tonelli suggerisce di leggere la realtà a diversi livelli, utilizzando sia la scienza che la sapienza umana, ma soprattutto cercando il mistero che si cela nel visibile. Questo mistero è l'amore di Dio manifestato in Gesù Cristo.
    Per vivere nella fede, è necessario ascoltare nel silenzio la voce di Dio, impegnarsi in una ricerca continua e riconoscere che la fede è un atto personale che risuona nella comunità ecclesiale. Vivere di fede implica un rischio, affidandosi totalmente a Dio e lasciandosi trasformare dal suo amore. La contemplazione diventa quindi essenziale per "leggere dentro" la vita quotidiana e scoprire il mistero divino.

    La fede: un grande sì alla vita
    Margherita Dal Lago
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10241:la-fede-un-grande-si-alla-vita&catid=100&Itemid=1011

    L'Autrice - pastoralista FMA - esamina come la fede cristiana si rapporta alla vita quotidiana e alla cultura contemporanea. L'articolo sottolinea l'importanza di collegare la fede alla vita di tutti i giorni, riconoscendo che spesso Dio viene escluso dalla cultura e dalla vita pubblica. Benedetto XVI propone di riscoprire la gioia che la fede porta nel mondo, coniugando intelligenza e affidamento a Dio.
    L'autrice evidenzia come la fede popolare sia una caratteristica italiana, intrecciata con iniziative sociali e caritative promosse da laici e associazioni. La comunità credente è chiamata a convocare tutti, offrendo risposte e sostegno a diverse fasce d'età e condizioni di vita. La fede è un dono che dà senso all'esistenza, capace di rinnovare le energie che spingono il mondo verso il bene. Il progetto culturale della Chiesa (un programma specifico di quel decennio) dovrebbe entrare nella vita quotidiana delle persone, promuovendo umanità, relazioni e un sentire comune,


    3. FEDE E GESÙ

    La fede di Gesù
    Carlo Molari
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9278%3Ala-fede-di-gesu

    Si esplora come i teologi sono giunti a parlare della fede di Gesù, esaminando le conseguenze di questo cambiamento sulla riflessione storica di Gesù, sulla fedeltà all'annuncio del Regno e sullo sviluppo della fede nei discepoli.
    Fino agli anni '60, la teologia cattolica attribuiva a Gesù una triplice conoscenza della realtà: scienza beatifica, scienza infusa e scienza sperimentale. Tuttavia, i teologi hanno progressivamente riconosciuto in Gesù un'autentica vita di fede. Gesù è "apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo" (Eb 3,1) e "iniziatore e consumatore della fede" (Eb 12,2).
    Molari spiega come Gesù abbia esercitato e suscitato la fede nella venuta del Regno di Dio. Gesù ha creduto alla vicinanza di Dio e alla venuta del suo Regno, vivendo con fedeltà "sino alla fine". Percorrere il cammino di fede di Gesù permette di entrare nella sua spiritualità e di continuare la sua missione. La fede di Gesù è il principio della modalità rivelativa e storica dell’incarnazione, e fondamento della relazione che attua il regno nella sua persona. Articolo intrigante e che propone una prospettiva affascinante.

    La fede in Gesù Cristo genera un nuovo umanesimo
    Giuseppe Lorizio
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/questioni-ecclesiologiche/la-fede-in-gesu-cristo-genera-un-nuovo-umanesimo

    "Toccato dalla fede", il nuovo umanesimo di cui nel titolo si distingue per la sua capacità di unire l'umano e il divino in una profonda unità personale, che coinvolge la storia senza esserne limitata.
    Lorizio sottolinea che questo umanesimo non si limita a contemplare l'umano, ma intravede il divino nell'umano, generando un umanesimo concreto e "soprannaturale". Dio si fa nomade per incontrare l'uomo nella sua povertà essenziale, culminando nell'alleanza tra Cristo e l'umanità.
    Questo nuovo umanesimo consente ai credenti di assumere un atteggiamento di simpatia verso gli altri e di sviluppare una critica profetica contro le ideologie che colonizzano la società. Si tratta di costruire una "cultura dell'incontro" fatta di gesti e parole interconnessi. L'alleanza, espressa attraverso la persona di Cristo, diventa un paradigma di questo nuovo umanesimo.
    L'articolo esplora diverse alleanze che devono essere custodite e promosse: uomo/natura, uomo/donna, generazioni, popoli, religioni, cittadino/istituzioni, Cristo/Chiesa. Queste alleanze, quando vissute nella fede, contribuiscono a realizzare un umanesimo che promuove la dignità umana e la riconciliazione a tutti i livelli.

    Gesù, il miglior cammino
    José Antonio Pagola
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8312:gesu-il-miglior-cammino&catid=105&Itemid=1165

    Scoprire che Dio è una Buona Notizia, la migliore che si possa incontrare nella vita: questo il nucleo di questa proposta, ad opera dell'Autore di "Gesù. Un approcco storico" e iniziatore del cammino dei "Gruppi di Gesù". Molti non sperimentano la gioia nella fede, vivendo la religione come un peso e allontanandosi da essa. Sperimentare che credere in Dio fa bene è fondamentale per prendere sul serio la fede.
    Pagola suggerisce che credere in qualcuno è possibile solo se si sperimenta che aiuta a vivere meglio. Iniziare a credere in Dio avviene quando si verifica che fa vivere più serenamente, con più fiducia, dando forza per affrontare i problemi senza scoraggiarsi, e quando si prova il suo perdono e la sua infinita misericordia. Gesù di Nazaret è colui che può aiutare a scoprire il vero volto di Dio. Gesù ha vissuto e comunicato un'esperienza autentica di Dio, senza alterarla con paure e ambizioni personali, ma donando se stessa nell'Eucaristia, sulla croce, nella vita.


    4. FEDE E CHIESA

    Chiesa e «trasmissione della fede»
    Luciano Manicardi
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/pastorale-giovanile/studi-di-pg/studi-di-pg-educazione-dei-giovani-alla-fede/chiesa-e-ltrasmissione-della-feder

    L'articolo affronta il problema della trasmissione della fede oggi, sottolineando la necessità di fondare e ri-motivare ogni parola e gesto della fede in un contesto di società post-tradizionale e cultura dell'amnesia. La trasmissione della fede non deve concentrarsi solo su strategie comunicative efficaci o sui destinatari, ma deve interrogare la chiesa stessa come soggetto incaricato di questa operazione spirituale.
    Manicardi, monaco nella comunità di Bose, evidenzia l'importanza di una chiesa che consenta ai credenti di fare esperienza di amore, gratuità, perdono e misericordia, rendendo possibile la vocazione materna della chiesa di generare e nutrire la fede. La fede credibile è quella che raggiunge l'umano delle persone, accogliendo e assumendo la persona prima di essere accolta a sua volta. La trasmissione della fede richiede testimoni e ospiti, capaci di accoglienza e fiducia, sull'esempio di Paolo. Gesù Cristo deve essere al centro dell'annuncio, con la sua pratica di umanità e santità ospitale.

    La Chiesa, soggetto della trasmissione della fede, ambiente vitale dell’assenso credente
    Bruno Forte
    https://notedipastoralegiovanile.it/questioni-ecclesiologiche/la-chiesa-soggetto-della-trasmissione-della-fede-ambiente-vitale-dell-assenso-credente

    Bruno Forte, teologo tra i più rinomati in Italia, presenta la Chiesa come strumento di trasmissione del dono di Dio e ambiente in cui la fede viene generata, accompagnata e sviluppata. La Chiesa non nasce da interessi umani, ma dalla Trinità divina.
    Egli sottolinea come sia necessario guardare alla Chiesa con gli occhi della fede per comprendere come essa trasmetta il dono di Dio e accompagni la crescita dei credenti. La trasmissione della fede è responsabilità di tutta la Chiesa e di tutti i battezzati, che sono chiamati a contribuire secondo i propri doni, in comunione con i vescovi e il Papa. La trasmissione della fede mira a portare ogni uomo all'incontro con Cristo, richiedendo una Chiesa che si lasci continuamente evangelizzare e rinnovare. La comunione ecclesiale è essenziale per vivere e crescere nella fede, rendendo la Chiesa un'icona della Trinità.

    Lo stato della fede cattolica in Italia
    Enzo Pace
    https://notedipastoralegiovanile.it/pastorale-giovanile/studi-di-pg/letture-socioculturali-e-della-condizione-giovanile/lo-stato-della-fede-cattolica-in-italia

    Il  saggio proposto descrive le trasformazioni del rapporto degli italiani con la religione cattolica. Il cattolicesimo non è più l'unico orizzonte di senso condiviso come lo era in passato, a causa della secolarizzazione e dei cambiamenti sociali.
    Oggi, la pratica religiosa e la fiducia nell'autorità del magistero sono in declino. Molti italiani si dichiarano ancora cattolici (76%), ma con diversi gradi di convinzione e coinvolgimento. Si assiste a una crescita dei "credenti autonomi" che scelgono di credere a modo proprio, e a una maggiore differenziazione negli atteggiamenti religiosi, soprattutto tra le nuove generazioni. Il cattolicesimo è diventato una religione di minoranza.
    L'articolo evidenzia come sia diminuito il numero di persone che richiedono il perdono e la penitenza.

    È ancora possibile trasmettere la fede?
    Giovanni Meucci
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/modernita-e-fede/e-ancora-possibile-trasmettere-la-fede

    Partendo dal famoso saggio di Armando Matteo "La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede", Meucci affronta la questione della trasmissione della fede in un contesto di crescente incredulità giovanile. La difficoltà di trasmettere la fede deriva dalla rottura nella trasmissione generazionale e dalla mancanza di un'esperienza di vita cristiana significativa per i giovani.
    I giovani percepiscono una divaricazione tra il cristianesimo e le priorità del mondo adulto, come la disponibilità di denaro, la ricerca della giovinezza eterna e l'apertura alla tecnologia. Di conseguenza, concetti come Dio, Chiesa e peccato non fanno più parte del lessico familiare. La generazione nata dopo il 1981 è la prima incredula dell'Occidente, affrontando la vita senza riferirsi al Vangelo o alla Chiesa.
    La Chiesa deve affrontare urgentemente questa crisi di fecondità, ritrovando la capacità di far sorgere nuovi credenti. La soluzione richiede di scandagliare le cause di questo mutamento e di proporre una visione cristiana del mondo che sia percepibile e significativa per i giovani e gli adulti.


    5. FEDE E SOCIETÀ

    È scomparso Il religioso nella società moderna?
    Paul Valadier
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3704:e-scomparso-il-religioso-nella-societa-moderna-&Itemid=101

    Lo studioso francese analizza il rapporto tra religione e società moderna, esaminando come quest'ultima influenzi la fede cattolica. La società moderna, pur se secolarizzata, non rigetta completamente il religioso, ma ne modifica il rapporto.
    Valadier esplora come la società moderna frammenti e individualizzi il rapporto con il religioso, ponendo sfide all'unità della Chiesa cattolica. La secolarizzazione è vista come l'influenza della razionalità strumentale in tutti gli aspetti della vita sociale, portando a cambiamenti nei rapporti interni e con le tradizioni. Nonostante ciò, il religioso persiste in varie forme, anche al di fuori delle istituzioni tradizionali. La Chiesa deve quindi affrontare la diversità delle domande religiose con un'azione evangelizzatrice creativa, riconoscendo che l'adesione religiosa può manifestarsi in modi inaspettati. I cristiani dovrebbero mobilitarsi per dimostrare che il Vangelo ha ancora un ruolo vitale in Europa, affrontando le sfide con fiducia e senza lasciarsi sommergere dalle divisioni ideologiche.

    Quale spazio alla trasmissione della fede nella società contemporanea
    Crescenti difficoltà e nuove opportunità
    Luigi Berzano
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/questioni-sociali-e-politiche/quale-spazio-alla-trasmissione-della-fede-nella-societa-contemporanea

    L'articolo di Luigi Berzano, sociologo e autore di ricerche sulla sociologia della religione, esplora le sfide e le opportunità nella trasmissione della fede nell'odierna società. Berzano definisce la società contemporanea come complessa, caratterizzata da un "io molteplice", orizzontale negli stili di vita, globale e con nuovi "preambula fidei".
    • Società complessa: tutte le cose sono interconnesse, con un aumento delle contingenze e una riduzione degli spazi regolati dalla consuetudine.
    • Società dell'io molteplice: l'individuo scopre di essere più cose insieme, a volte diverse nel tempo, portando a una ridefinizione dell'identità.
    • Società orizzontale: gli stili di vita sono sempre meno dipendenti dalle classi sociali.
    • Società globale: il cristianesimo è in crescita nel Sud del mondo, con implicazioni per l'identità e le modalità di fede.
    • Società dei nuovi preambula fidei: è necessario individuare nuovi presupposti e bisogni spirituali nell'uomo contemporaneo per riscoprire il bisogno di Dio.
    Berzano suggerisce che la fede si sposta da un destino predeterminato a una scelta personale. La Chiesa deve quindi offrire strutture di plausibilità (parrocchie, gruppi, associazioni) per sostenere la fede. Le sfide per la Chiesa includono l'organizzazione, la liturgia e la teologia, con un focus sul mistero di Dio e la vita dopo la morte.

    La trasmissione della fede in una società secolarizzata
    André Fossion
    https://notedipastoralegiovanile.it/npg-annata-1991/la-trasmissione-della-fede-in-una-societa-secolarizzata

    Indagine sulle sfide e prospettive della comunicazione della fede nel contesto della secolarizzazione. La secolarizzazione è vista come un cambiamento radicale nelle condizioni di esistenza e riconoscimento della fede, piuttosto che come una scomparsa della stessa. In questo contesto, l'autonomia individuale, la sovrabbondanza di informazioni e la valorizzazione della tolleranza rappresentano sfide significative per la trasmissione della fede.
    Fossion suggerisce che la comunità cristiana deve promuovere una pastorale di solidarietà umana al di là delle appartenenze religiose, creando luoghi di amicizia e impegno comune. Questo implica un'etica della comunicazione che valorizzi il dialogo e l'umiltà. Il cristianesimo è presentato come rivelazione del mistero della comunicazione, promuovendo valori come il perdono e la lotta contro l'ingiustizia. Infine, la fede è vista come un "quanto più" che arricchisce la vita, offrendo ragioni supplementari di senso, gioia e impegno. L'obiettivo è rendere la fede possibile e desiderabile in un mondo pluralista.

    La “dimensione sociale” della fede
    Joseph Doré
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9732:-la-dimensione-sociale-della-fede&Itemid=101

    Qui vengono esplorate le varie dimensioni della fede cristiana, chiarendo come essa si manifesti a livello personale, comunitario, ecclesiale, caritativo, sociale e missionario.
    • La fede è personale, derivante da una scelta e adesione individuale a Dio.
    • La fede è comunitaria, poiché si riceve e si sviluppa all'interno di una comunità di credenti.
    • La fede è ecclesiale, in quanto i credenti si riuniscono per formare il Corpo di Cristo, con la missione di testimoniare la salvezza di un popolo.
    • La fede è caritativa, che si esprime attraverso comportamenti di amore e servizi organizzati, come l'attività caritativa.
    • La fede è sociale, manifestandosi nell'impegno dei credenti nella società civile e secolare, contribuendo all'organizzazione sociale.
    • La fede è missionaria, rispondendo ai bisogni spirituali e contribuendo alla vita della società secolare.
    • La fede è ministeriale, richiedendo forme istituite e servizi appropriati per organizzarsi e funzionare nella società.
    Doré sottolinea come la fede, pur essendo personale, non sia solo comunitaria, ecclesiale e caritativa, ma anche sociale, coinvolgendo attivamente i credenti nell'organizzazione della società. La fede ha una dimensione che si può definire "sociale", poiché tocca il campo comune dell'esistenza nella società.


    6. FEDE E GIOVANI

    Ciò che rende la fede difficile
    Jean Paul Hernández
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/modernita-e-fede/cio-che-rende-la-fede-difficile

    L'articolo del Gesuita, al tempo assistente ecclesiastico alla Sapienza di Roma, esplora le difficoltà della fede paragonandole alle difficoltà dell'amore, poiché la fede è una relazione che vive solo se ama. La fede è descritta come un rischio, un atto di squilibrio trasformato in progresso, simile al passo di un bambino che impara a camminare.
    Hernández identifica otto categorie di inganni che impediscono di trasformare le cadute in passi avanti:
    • False immagini di Dio, che portano a non fidarsi di Lui.
    • Lo scandalo del male, che sfida la nozione di un Dio giusto e onnipotente.
    • Il senso di colpa, che deriva da una falsa immagine di sé e porta alla disperazione.
    • La paura, che blocca l'uomo davanti alle scelte.
    • I tradimenti della Chiesa, che scandalizzano e fanno dubitare dell'utilità della fede.
    • Il riduzionismo ideologico, che presenta sistemi di pensiero come uniche spiegazioni del mondo.
    • Il relativismo religioso, che impedisce un'esperienza religiosa profonda.
    • La desolazione spirituale, un periodo di tristezza e assenza di Dio.
    L'articolo offre risposte concrete a queste difficoltà, come mettersi in ginocchio davanti al crocifisso, scegliere radicalmente nella vita, fare esercizi spirituali, leggere le vite dei santi, meditare con la Parola di Dio e fare un'esperienza in una comunità contemplativa. La fede è un cammino che dura tutta la vita, e le difficoltà sono parte integrante di essa.

    La fede vista dai giovani: un panorama in evoluzione
    Franco Garelli
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&layout=edit&id=13330

    Notissimo sociologo e autore di preziose ricerche sul mondo dei giovani e la fede, e collaboratore di NPG fin dai suoi primi inizi, l'Autore indaga il rapporto tra i giovani e la religione in Italia, basandosi su una ricerca recente. I giovani descrivono un panorama religioso variegato, dove l'eterogeneità prevale sulla convergenza.
    • Ateismo/agnosticismo in crescita: Si registra un aumento di giovani che si definiscono atei o agnostici, spesso "culturalmente cristiani".
    • Credenti convinti e per convenzione: Persiste un nucleo di credenti impegnati, ma molti hanno un rapporto debole con la fede, più per convenzione sociale che per convinzione personale.
    • Interesse per altre spiritualità: Alcuni giovani sono attratti da religioni orientali o spiritualità alternative.
    • Formazione religiosa di base: Molti giovani "senza Dio" hanno ricevuto una formazione religiosa di base, ma se ne sono allontanati.
    • Critica verso la Chiesa istituzione: C'è una distanza critica verso la Chiesa istituzionale, percepita come lontana dai bisogni della gente, ma si rivaluta la Chiesa di base.
    • Ricerca di spiritualità: Molti giovani sono alla ricerca di un senso spirituale, che può esprimersi in modi diversi.
    L'articolo evidenzia come la fede sia una scelta tra tante, e come la prossimità umana e spirituale possa fare breccia anche nei giovani. La fede è ritenuta plausibile se è oggetto di scelta e capace di nutrire la domanda di senso.

    Ringiovanire la Chiesa
    Verso un nuovo rapporto tra giovani e chiesa
    Riccardo Tonelli
    https://notedipastoralegiovanile.it/pastorale-giovanile/studi-di-pg/studi-di-pg-educazione-dei-giovani-alla-fede/ringiovanire-la-chiesa-verso-un-nuovo-rapporto-tra-giovani-e-chiesa

    Qui entriamo maggiormente in una prospettiva prettamente ecclesiologico-pastorale. L'indimenticato direttore storico di NPG, morto nel 2013, esplora la necessità e le modalità per la Chiesa di rinnovarsi, partendo dalla prospettiva dei giovani. La Chiesa deve affrontare i cambiamenti culturali e sociali per comunicare efficacemente il Vangelo. Tonelli suggerisce di considerare i giovani come tema generatore per cogliere sfide e problemi, orientando verso prospettive operative generalizzabili per tutti i discepoli di Gesù.
    Per ringiovanire, la Chiesa deve riscoprire il passato in modo inventivo e non ripetitivo, traendo ispirazione dal libro degli "Atti degli Apostoli". Il rinnovamento implica un dialogo tra fede e cultura, affrontando le distanze tra l'esperienza ecclesiale e la cultura giovanile contemporanea. È necessario un sogno coraggioso e impegnativo che si radichi nel quotidiano, affrontando i nodi della vita ecclesiale come appartenenza, esperienza e corresponsabilità. La Chiesa è chiamata a consolidare il senso di appartenenza attraverso un cammino educativo che promuova l'identificazione con la comunità ecclesiale. La liturgia e la vita sacramentale sono essenziali per esprimere e tradurre la vita ecclesiale in una dimensione celebrativa. L'obiettivo finale è una Chiesa che doni speranza, annunciando il Vangelo di Gesù e offrendo ragioni di senso, gioia e impegno.

    I giovani nella società che cambia e la fede come senso della vita
    Bruno Forte
    https://notedipastoralegiovanile.it/pastorale-giovanile/studi-di-pg/studi-di-pg-educazione-dei-giovani-alla-fede/i-giovani-nella-societa-che-cambia-e-la-fede-come-senso-della-vita

    L'articolo di Forte presenta la Chiesa come strumento di trasmissione del dono di Dio e ambiente in cui la fede viene generata, accompagnata e sviluppata. La Chiesa non nasce da interessi umani, ma dalla Trinità divina.
    Forte sottolinea come sia necessario guardare alla Chiesa con gli occhi della fede per comprendere come essa trasmetta il dono di Dio e accompagni la crescita dei credenti. La trasmissione della fede è responsabilità di tutta la Chiesa e di tutti i battezzati, che sono chiamati a contribuire secondo i propri doni, in comunione con i vescovi e il Papa. La trasmissione della fede mira a portare ogni uomo all'incontro con Cristo, richiedendo una Chiesa che si lasci continuamente evangelizzare e rinnovare. La comunione ecclesiale è essenziale per vivere e crescere nella fede, rendendo la Chiesa un'icona della Trinità.


    7. EDUCARE ALLA FEDE

    Educare alla fede
    Bruno Forte
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5045:educare-alla-fede

    Vengono indagate e proposte la possibilità e le modalità di educare ed educarsi alla fede, partendo dal presupposto che la fede sia un dono. Forte utilizza due riferimenti biblici: il Vangelo di Marco e l'icona dei Magi, per rispondere a queste domande.
    • Il Vangelo di Marco è visto come un itinerario catecumenale, un cammino che parte dalle domande del narratore e del destinatario, culminando nell'incontro con il Risorto. Questo cammino è coinvolgente e pone decisioni da prendere riguardo alla propria vita. Il Gesù di Marco propone la sua identità in modo velato, per sollecitare un assenso libero. L'itinerario è mistagogico, portando i discepoli a seguire Gesù fino alla Croce. L'educazione alla fede nasce dall'amore di Dio e tende all'amore, comunicando la bellezza della fede con la testimonianza della parola e della vita.
    • L'icona dei Magi illustra le tappe dell'educazione alla fede:
    - Partenza dall'Oriente (domanda originaria).
    - Viaggio guidato dalla stella (segni dei tempi).
    - Ascolto della Parola di Dio.
    - Incontro con Erode (tentazione).
    - Incontro con Dio (gioia, comunità, umiltà, adorazione, dono di sé).
    - Ritorno al paese per un'altra strada (vivere la fede nella quotidianità).
    L'educazione alla fede è quindi un itinerario necessario che nasce dall'amore di Cristo e culmina nell'esperienza crescente di questo amore.

    Itinerario per una riflessione sulla fede
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3068:itinerario-per-una-riflessione-sulla-fede&Itemid=1011

    Viene presentato un sussidio per offrire ai giovani la possibilità di riflettere sulla propria fede. Questo progetto di studio e verifica della fede è organizzato in venti temi, specificando per ognuno il contenuto e il metodo di lavoro.
    Il sussidio è pensato per essere utilizzato come schema di riferimento durante un anno di lavoro con un gruppo, includendo incontri settimanali, ritiri e campi estivi. Offre indicazioni di contenuto e di metodo per sviluppare i temi attraverso tavole rotonde, lavori di gruppo, giochi di associazione verbale e spunti di interiorizzazione. L'impostazione di fondo è di tipo biblico, con un frequente ricorso ai testi biblici in un contesto esperienziale. Il sussidio permette di utilizzare altri materiali in modo non dispersivo, come i DOSSIER GIOVANI pubblicati dalla LDC.


    8. DON BOSCO E LA FEDE

    Don Bosco: ad ogni uomo la sua missione
    Francesco Motto
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/npg-annata-2018/don-bosco-ad-ogni-uomo-la-sua-missione

    Come Don Bosco vedeva la vita umana? come un dono serio da spendere bene, con una triplice vocazione.
    • Vocazione alle realtà terrestri: Guadagnarsi il pane attraverso il lavoro e contribuire all'elevazione culturale e spirituale propria e altrui.
    • Vocazione al progresso: Dare un contributo materiale e spirituale allo sviluppo e al miglioramento della società.
    • Vocazione a un obiettivo particolare: Inserire la propria azione in un progetto divino per rispondere alla vocazione eterna di vivere come figlio di Dio e goderlo in Paradiso.
    Don Bosco poneva in cima ai suoi pensieri "la gloria di Dio e la salvezza delle anime". La sua ansia apostolica si coniugava con la sollecitudine per i corpi dei giovani, traducendosi in impegno educativo, assistenziale, professionale e culturale. Don Bosco sentiva di dover condividere la missione educativa ed evangelizzatrice, coinvolgendo giovani e adulti. Ai giovani offriva esperienze al limite dell’eroismo, come il progetto missionario in Patagonia. Per Don Bosco, il mondo è il luogo della missione, e "darsi a Dio" significa impegnarsi nel mondo, offrendo un ideale di santità accessibile a tutti.

    Don Bosco: promozione sociale e santità per i figli del popolo
    Aldo Giraudo
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/sdb/don-bosco/su-don-bosco/don-bosco-promozione-sociale-e-santita-per-i-figli-del-popolo

    La figura di Don Bosco è arcinota per la sua carità verso i giovani, l'azione pastorale e l'efficacia del suo metodo educativo: un santo dell'azione pastorale e un'icona dell'operosità cattolica dell'Ottocento. I contemporanei lo consideravano una figura di venerazione, santità, beneficenza e operosità, capace di realizzare grandi opere grazie alla sua ferma volontà guidata da uno scopo santo e dal bene del prossimo.
    • L'operatività ispirata dalla carità è un elemento caratterizzante di Don Bosco, generata dalla sua sensibilità religiosa e mirata alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime.
    • Don Bosco univa un'intensa attività a una profonda unione con Dio, traendo da questa unione la luce e l'efficacia pastorale.
    • Don Bosco mirava a condurre i giovani alla comunione d'amore con Dio, con una particolare attenzione all'Eucaristia. Considerava il sacramento dell'altare come epicentro della vita spirituale.
    • Un altro aspetto della sua pedagogia spirituale è la spiritualità di presenza, vivendo alla presenza di Dio nella natura e negli eventi.
    Don Bosco educava i suoi ragazzi a vivere "alla presenza di Dio", promuovendo la conformità alla volontà divina, la disponibilità amorosa e l'abbandono nelle braccia del Padre Celeste.

    Don Bosco nel contesto spirituale del suo tempo
    Aldo Giraudo
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/sdb/don-bosco/su-don-bosco/don-bosco-nel-contesto-spirituale-del-suo-tempo

    L'articolo esplora le influenze storiche e spirituali che hanno plasmato la figura di Don Bosco. Due fattori storici principali hanno influenzato la spiritualità dell'Ottocento: la sensibilità romantica e gli eventi socio-politici come la Rivoluzione Francese e le guerre risorgimentali. Questi eventi hanno portato a una ripresa cattolica e a un rinnovato interesse per la religione come fondamento della vita civile.
    • Il clima spirituale del primo Ottocento fu caratterizzato da un ritorno ai valori trascendenti del cattolicesimo. Questo periodo vide la nascita di nuove iniziative di formazione spirituale e un rilancio della cura pastorale.
    • La formazione di Don Bosco fu influenzata da figure come Luigi Guala e Giuseppe Cafasso, che lo avviarono a un'ascesi apostolica.
    • Don Bosco riformulò l'ascetica classica in una prospettiva più adatta ai giovani, promuovendo una mortificazione "positiva" basata sui doveri quotidiani.
    • La spiritualità di Don Bosco poneva un'enfasi particolare sulla preghiera, sui sacramenti e sulla devozione mariana. Incoraggiava i giovani a vivere alla presenza di Dio, offrendo un ideale di santità accessibile a tutti.
    • Don Bosco educò i suoi allievi ad una ascesi apostolica incessante, ritenendo che la dedizione apostolica fosse un baluardo della moralità e formativa dello spirito caritativo.
    • Nella sua proposta spirituale, la pratica sacramentale assumeva massima importanza, specialmente la confessione e la comunione.
    Don Bosco promosse una spiritualità che integrava la vita interiore con l'azione apostolica, mirando alla salvezza delle anime e alla gloria di Dio.

    Considerazioni intorno alla sensibilità spirituale di don Bosco e chiavi interpretative per accostare il suo insegnamento
    Aldo Giraudo
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/sdb/don-bosco/su-don-bosco/considerazioni-intorno-alla-sensibilita-spirituale-di-don-bosco-e-chiavi-interpretative-per-accostare-il-suo-insegnamento

    Indagine sulla spiritualità di Don Bosco, uomo di profonda vita interiore e guida spirituale, sebbene non considerato un "autore spirituale" nel senso stretto.
    • Don Bosco ha lasciato una sostanziosa testimonianza del suo insegnamento spirituale sparsa nei numerosi scritti e nelle memorie raccolte dai discepoli.
    • La spiritualità di Don Bosco presenta sintonie con gli insegnamenti di san Francesco di Sales, elementi assimilati dalla morale di sant'Alfonso de’ Liguori e punti di contatto con san Filippo Neri.
    • Don Bosco invita i giovani a "darsi a Dio", aprendosi all'amore divino e realizzando il battesimo come stile di vita.
    • La conseguenza di questa scelta è la maturazione di personalità robuste, libere, fedeli e dedite al servizio del prossimo.
    • Don Bosco insiste sull'obbedienza, la castità, la frequenza sacramentale e la devozione mariana.
    • Giraudo offre sei chiavi interpretative per comprendere la visione spirituale di Don Bosco, utili per riformulare gli aspetti identitari della sua spiritualità in contesti culturali e teologici differenti. Queste chiavi riguardano la concezione religiosa della storia, la fiducia nelle risorse interiori dell'uomo, la consapevolezza della missione ricevuta da Dio, l'importanza della testimonianza personale, l'adozione di un metodo educativo e la fiducia nel futuro.

    S. Giovanni Bosco, sacerdote di Cristo e della Chiesa
    Anastasio Ballestrero
    https://notedipastoralegiovanile.it/sdb/don-bosco/su-don-bosco/s-giovanni-bosco-sacerdote-di-cristo-e-della-chiesa

    L'indimenticato Pastore della Chiesa di Torino, proprio al centenario della morte di don Bosco(1988) esplora l'identificazione di Don Bosco con la figura del sacerdote di Cristo, maturata attraverso una progressiva comprensione del mistero sacerdotale. Don Bosco incarnava un modello sacerdotale ispirato a san Giuseppe Cafasso e radicato nella tradizione cattolica piemontese.
    • La spiritualità di Don Bosco era caratterizzata dalla centralità del servizio divino, spirito di orazione, carità, povertà, umiltà e dedizione pastorale verso i giovani e i poveri.
    • Don Bosco favorì e curò le vocazioni ecclesiastiche, aprendo scuole e collegi per giovani motivati.
    • Don Bosco visse la fraternità e la carità verso gli altri sacerdoti, offrendo aiuto materiale e spirituale e promuovendo virtù essenziali come la preghiera, la carità e la castità.
    • L'azione e la contemplazione erano elementi essenziali del sacerdozio di Don Bosco.
    • Don Bosco incarnò l'amore per la Chiesa e il Papa, affrontando le difficoltà del suo tempo con fede e dedizione.
    • Don Bosco promosse la collaborazione tra clero diocesano e religioso e diede priorità all'apostolato giovanile, formando i giovani ad essere cristiani e cittadini onesti.
    • Don Bosco diede spazio ai laici, coinvolgendoli nella missione educativa.
    Ballestrero sottolinea come Don Bosco, pur affrontando le sfide del suo tempo, rimase un ministro del Signore, un testimone della Chiesa e un collaboratore di Cristo.


    9. UNA POSSIBILE TRACCIA DI DIBATTITO E SCAMBIO CON GIOVANI

    Tenendo conto delle fonti, ecco alcune domande per giovani sul senso della fede, la sua importanza nella vita e come renderla pratica missionaria:
    • Come immagini che la fede possa guidare le tue scelte quotidiane e il tuo impegno nella società? In che modo la fede influenza le tue priorità e i tuoi ideali?
    • In che modo, secondo te, l'esperienza cristiana che hai vissuto finora (catechismo, parrocchia, associazioni) ti ha aiutato o meno a trovare una risposta alla domanda: "Cosa significa essere cristiano quando si cresce?"? Come potresti rendere più significativo il tuo percorso di fede?
    • Quali sono le sfide più grandi che incontri nel vivere la tua fede oggi? Come affronti i momenti di dubbio o difficoltà nella tua vita spirituale?
    • In che modo puoi "dare a Dio" il tuo tempo e le tue energie, aprendoti all'amore divino e vivendo il tuo battesimo come uno stile di vita? Come puoi mettere Dio al centro dei tuoi pensieri, affetti e interessi?
    • Come puoi trasformare la tua fede in azione concreta per il bene degli altri? In che modo puoi coniugare la tua vita spirituale con l'impegno per la giustizia sociale e la solidarietà?
    • Quale missione specifica senti di avere nella tua vita? Come puoi utilizzare i tuoi talenti e le tue passioni per servire gli altri e testimoniare la tua fede? Cosa significa per te "farsi prossimo"?
    • Come puoi riscoprire la bellezza della preghiera e dei sacramenti come strumenti per approfondire la tua relazione con Dio? In che modo la frequenza sacramentale può alimentare la tua tensione verso una vita virtuosa?
    • In che modo puoi imitare l'esempio di figure come Domenico Savio e Michele Magone, che hanno trasformato la loro vita attraverso la fede e la carità? Quali sono i modelli di fede che ti ispirano di più?
    • Come puoi vivere il quotidiano aprendoti al mistero e riconoscendo la presenza di Dio nella tua vita? In che modo puoi trovare Dio nelle piccole cose e nei momenti ordinari?
    • In che modo puoi accogliere l'invito di Don Bosco a "lavorare per il Signore", impegnandoti per il bene della società e la salvezza delle anime? Come puoi coniugare fede e impegno sociale?
    • Come immagini di poter contribuire a rinnovare la Chiesa, rendendola più accogliente e significativa per i giovani? In che modo puoi portare la tua voce e le tue esperienze nella comunità ecclesiale?
    • In che modo puoi sviluppare un atteggiamento di "fede" che ti permetta di vedere anche ciò che non si vede, valutando ciò che vedi dalla prospettiva del mistero? Come puoi scavare nella realtà per scoprire la verità che si cela al suo interno?
    Queste domande mirano a stimolare una riflessione personale e comunitaria sulla fede, incoraggiando i giovani a renderla una forza attiva e trasformatrice nella loro vita e nel mondo.



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