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    Rappresentazioni artistiche nei secoli

    «Cristo e l'adultera»

    1. Dal IX al XV secolo 

    Note storico-estetiche di Maria Rattà

     

    Presentiamo ai lettori una ricca carrellata di immagini - corredate da brevi note informative - sulla vastissima produzione artistica a tema «Cristo e l'adultera». Il materiale reperito, suddiviso per grandi correnti o per secoli, dimostra quanto il soggetto sia stato - e continui a essere - uno degli argomenti maggiormente trattati da maestri noti e meno noti, e sia capace di parlare anche all'uomo di oggi della misericordia di Dio nei confronti dei peccatori. La rassegna sarà scansionata secondo il seguente ordine:
    1. dal IX al XV sec.;
    2. il XVI sec.;
    3. dal XVII al XVIII sec.;
    4. il XIX sec.;

    5. XX e XXI sec.
    Per facilitare la lettura, le note al testo sono state inserite alla fine di ciascun capitolo tematico. 

    Un’immagine di misericordia

    «Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più”».
    (Gv 8, 1-11)
     

    Fotomontaggio adultera2

    L’arte rinascimentale è quella che vede il massimo proliferare di rappresentazioni sul tema di «Cristo e l'adultera» [1], ma scandagliando la produzione artistica dal IX secolo fino ai nostri giorni, il soggetto si presenta in espressioni sempre più articolate, pur attraversando fasi (come durante il Gotico) in cui esso diventa un soggetto raro [2]. È probabile che non si rintracci nulla prima del IX secolo, in quanto la storia dell'adultera costituisce, a parere di quasi tutti gli esegeti, un'aggiunta posteriore ai manoscritti del Vangelo di Giovanni, e compare per la prima volta nel Codice di Bezae (manoscritto databile tra il quarto e il quinto secolo). L'iconografia della scena si sviluppa - volendo sintetizzare secoli di arte - seguendo due grandi "modelli" di riferimento: la presentazione di Gesù che si china per scrivere in terra le parole che in Giovanni Egli pronuncia («Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei»), parole che spesso vengono trascritte letteralmente sulla tela (in latino, ebraico o addirittura nei diversi idiomi volgari), o quella della donna che si inginocchia in pianto. Il Concilio di Trento, inoltre, inserendosi nel clima della Controriforma, determina una serie di canoni cui gli stessi artisti devono attenersi nella loro produzione religiosa. Opere, dunque, come quella di «Cristo e l'adultera» che Tintoretto realizzerà inserendo nel dipinto elementi estranei alla scena evangelica, sono sostanzialmente dei casi rari. Tuttavia, dopo secoli di produzione artistica su questo tema, molti artisti riescono a fondere entrambi i due momenti narrativi normalmente privilegiati nell'iconografia, determinando progressivamente una sorta di passaggio «dalla dottrina al dramma, fino al sentimento» [3]. Dipinti, ma anche vetrate e qualche sparuta scultura, scandagliano la complessa trama psicologica che si annida all’interno del racconto giovanneo. Non di rado, gli artisti realizzano il medesimo soggetto più volte, a distanza di anni. In tal modo è possibile cogliere, in ciascuna opera, aspetti diversi dell’unico brano evangelico, quasi in una sorta di ideale viaggio affascinante nell’intricato rapporto tra la caducità creaturale, l’inflessibilità e la cattiveria umana, il pentimento del peccatore e la misericordia divina.

     

    «CRISTO E L'ADULTERA» NEL IX SEC.

    L'AFFRESCO NEL MONASTERO-CHIESA DI MÜSTAIR

    Muestairaffresco

    Il convento di San Giovanni Battista in Santa Maria in Müstair, caposaldo economico e religioso non solo per la Chiesa del tempo (essendo un convento vescovile), ma anche per il regno di Carlo Magno, attualmente è sede di un monastero benedettino, e proprio nella chiesa abbaziale si trovano vari affreschi di epoca carolingia (primi decenni del IX sec.). Tra questi, «Cristo e l'adultera». «Gesù siede nel Tempio, così come in Gv 8,2, quando la donna è condotta davanti a lui. Il suo essere seduto è regolarmente citato nei commentari come un simbolo dell'umiltà della sua incarnazione (Catena Aurea, IV, i, 281; Glossa Ordinaria, V, 1152). Assieme alla presenza della donna e del tempio sullo sfondo, questo elemento aiuta a identificare la scena» [4].

    IL CODICE AUREO DI S. EMMERANO

    Non sono pochi i Codici in cui si ritrova la miniatura del racconto giovanneo dell'adultera. Non di tutti è stato possibile reperire delle immagini, per cui quelli qui presentati rappresentano un mero esempio della produzione miniata relativa a questo passo evangelico.

    Codex Aureus Sankt Emmeram

    Codexdetails

    Sulla preziosa copertina di questo Vangelo miniato dell'870 compare, in alto a sinistra (rispetto all'osservatore) la scena dell'incontro tra Cristo e l'adultera. «Gesù si china davanti alla donna e indica le parole "Si quis sine peccato"» [5]. Il prezioso manufatto dell'età carolingia, nonché uno dei pochi superstiti del suo genere, fu commissionato da Carlo il Calvo e prodotto nella Scuola di Corte. Prende nome in onore di sant'Emmerano di Ratisbona, abate e martire dell'VIII secolo, in quanto, stando ad alcune fonti, l'Evangeliario avrebbe fatto parte delle donazioni del re Arnolfo al santo, nell'893.

     

    «CRISTO E L'ADULTERA» NEL X SECOLO

    IL CODICE EGBERTI

    Egberti

    L’incontro tra Cristo e la donna adultera compare anche nell’Evangeliario minato noto come Codex Egberti, dal nome dell’arcivescovo di Treviri, che lo fa realizzare nello Scriptorium dell'Abbazia di Richenau. Il Codice è databile tra il 980 e il 990 (rappresenta uno dei più antichi cicli miniati sulla vita di Cristo a noi pervenuti), consta di 165 carte di pergamena finissima (vergate in minuscola carolina) di cui sessanta miniate e decorate con elementi in foglia d’oro. L’iconografia e lo stile evidenziano la presenza di elementi tardoantichi, paleocristiani e carolingi.

     

    BIBLIOGRAFIA DEI SITI CONSULTATI

    Voce Egberto, Codice di, Sito Internet dell'Enciclopedia Treccanihttps://www.treccani.it/enciclopedia/codice-di-egberto_(Enciclopedia-dell'-Arte-Medievale)/

     

    «CRISTO E L'ADULTERA» NELL'XI SECOLO

    L'AFFRESCO DI SANT'ANGELO IN FORMIS

    santangelo in formisBUONA

    Datato tra il 1072 e il 1078-1087 [6], l'affresco fa parte di un ciclo - il più importante dell'epoca - realizzato da maestri locali e probabilmente anche da maestranze bizantine [7],conservato nell'Abbazia di Sant'Angelo in Formis (in provincia di Caserta). Commissionata dall'abate Desiderio e finanziato da Riccardo I, principe di Capua e duca di Gaeta, l'intera serie di affreschi (molti dei quali andati perduti e altri rovinati durante il restauro del 1928) ricopriva le pareti laterali (episodi dell'Antico Testamento) e centrali (scene del Nuovo Testamento) ed era arricchita da iscrizioni in versi in esametri. Il ciclo rappresenta «il punto di partenza della pittura romanica nel meridione pur conservando due caratteristiche del Bizantinismo tradizionale: la non compenetrazione dei soggetti nella stessa scena e la non profondità della prospettiva» [8]. L'affresco di «Cristo e l'adultera» ha dimensioni piuttosto ampie, raggiungendo i 2,60 mt. di larghezza. La composizione è idealmente divisa in due blocchi: da un lato Gesù e discepoli, dall’altro la donna e i suoi accusatori. Gesù e la peccatrice spiccano al centro di questa struttura, collocandosi su un piano più avanzato rispetto agli altri personaggi; il primo è seduto su un masso, dalla forma tonda, simbolo del Dio che governa il mondo - particolare interessante è che la gamba rivestita del manto azzurro sembra formare un pesce, simbolo cristologico - e tende la mano verso la donna, con benevolenza e mitezza. L’adultera, timorosa, forse ancora scossa per il repentino svolgersi degli avvenimenti, o finalmente consapevole della sua miseria e dell’indegnità creaturale dinanzi al perdono divino, è colta in atteggiamento penitente. Sul volto dei discepoli appare un moto di composta meraviglia, mentre i tre accusatori, palesemente scandalizzati, confabulano, esprimendo dissenso e stizza per l’atteggiamento di Gesù.

     

    NOTE

    [1] «Rappresentazioni di questa scena godono di una vasta diffusione, specialmente nel XVI e XVI secolo». Helene E. Roberts (a cura), Encyclopedia of Comparative Iconography: Themes Depicted in Works of Art, Fitzroy Dearbon Publishers, 1998, p. 29.

    [2]  Christopher Heppner, The Woman taken in Adultery: An Essay on Blake's "Style of Designing", in Blake. An illustrated quarterly 66, Volume 17, number 2, fall 1983, p. 44, Sito Internet della rivista Blake. An illustrated quarterly, https://bq.blakearchive.org/pdfs/17.2

    [3] Cfr. Ibidem, pp. 44-46; 51.

    [4] Scheda sull'affresco «The Woman taken in Adultery», Sito Internet Christian Iconography, https://www.christianiconography.info/Edited%20in%202013/2013%20trip/lifeJesusMuestair.wta.html. Christopher Heppner sottolinea anche il gesto di Gesù che, nel perdonare, benedice la donna adultera. Cfr. Christopher Heppner, Ult. cit., p. 44

    [5] Christopher Heppner, Ibidem.

    [6] Al 1072 risale la donazione, il 1078 è l'anno in cui muore Riccardo I, il 1087 quello in cui muore Desiderio. Cfr. Sito dell' Abbazia di Sant'Angelo in Formis, https://www.diocesidicapua.it/basilicainformis/storia/basilica/affreschi.html

    [7] Gli Affreschi, Sito Internet dell'Abbazia di Sant'Angelo in Formis, https://www.diocesidicapua.it/basilicainformis/storia/basilica/affreschi.html. Cfr. anche Appunti di storia dell'arte bizantina. Testimonianze artistiche bizantine a Napoli nei secoli del Ducato, reperibile sul Sito Internet del Magazine Controcampus, https://www.controcampus.it/2012/02/appunti-testimonianze-artistiche-bizantine-a-napoli-nei-secoli-del-ducato/. Oltre ad artisti locali, anche maestranze bizantine presero parte alla realizzazione del ciclo, attuando una precisa ripartizione del lavoro,

    [8] Gli Affreschi, Sito Internet dell'Abbazia di Sant'Angelo in Formis, https://www.diocesidicapua.it/basilicainformis/storia/basilica/affreschi.html.

     

    BIBLIOGRAFIA DEGLI ALTRI SITI E TESTI CONSULTATI

    Voce Carlo II il Calvo, imperatore, Sito Internet dell'Enciclopedia Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-ii-il-calvo-imperatore_(Enciclopedia-dell'-Arte-Medievale)/

    Scheda Codex Aureus of St. Emmeram, Sito Internet della Society of Biblical Literature, Bible Odyssey, https://www.bibleodyssey.org/en/tools/image-gallery/c/codex-aureus-of-st-emmeramimage.aspx

    Colum P. Houriane (direttore editoriale), The Grove Encyclopedia of Medieval Art and Architecture, Volume 2, Oxford University Press, p.153.

    Alessio Varisco, Monastero di San Giovanni in Val Mustair, Sito Internet Artculturel, https://www.artcurel.it/ARTCUREL/RUBRICHEAUTORI/alessiovariscoteologiadellarte/AVmonasterosgiovannivalmustair.htm

     

    QUATTRO (O TRE?) OPERE DEL XII SECOLO

    IL BASSORILIEVO DI SAN SALVARO

    bassorilievo San Salvaro

    La chiesetta di San Salvaro sorge presso San Pietro di Legnago (Verona). L'opera - un bassorilievo - si trova sulla parete perimetrale sinistra, accanto alla porta laterale, assieme a un altro bassorilievo che ritrae la scena evangelica della Samaritana al pozzo. Non è noto se il bassorilievo appartenga alla chiesa romanica sin dalle sue origini, o se sia stato realizzato successivamente. Nel primo caso sarebbe databile al XII sec., [9], mentre sul Sito Internet dei Beni ecclesiastici in rete, esso viene collocato nel XVI secolo e attribuito a maestranze venete [10]. Il bassorilievo si presenta di piccole dimensioni (cm 63.0x103.0) ed è scolpito nel tufo. Il punto di fuga è centrale, portando così naturalmente l’attenzione dell’osservatore sulla figura di Cristo. La composizione è priva di elementi che possano distrarre lo spettatore: l’architettura è ridotta al minimo indispensabile per identificare gli spazi; Gesù viene raffigurato senza i discepoli, e compaiono solamente due rappresentanti del gruppo degli scribi e dei farisei, che trattengono la donna, con le mani legate e posta di fronte al suo "giudice". A differenza di altre rappresentazioni del soggetto, in cui prevale un’atmosfera concitata e quasi teatrale, qui è la dimensione intimistica ad avere la meglio, grazie alla scelta dell’artista di privilegiare una lettura più introspettiva dell’evento.

    LA FORMELLA BRONZEA DI SAN ZENO

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    La basilica di san Zeno a Verona costituisce un gioiello dell'arte romanica. L'imponente portale bronzeo ospita 24 formelle per battente, con scene dell'Antico e del Nuovo Testamento. «Ritenute da alcuni risalenti all'XI secolo, prevale oggi l'ipotesi sostenuta da W. Neumann che vadano datate verso il 1118 e comunque in epoca tardo-wiligelmica delle cui precedenti opere conservano qualcosa dello spirito e dello stile, come il gruppo della verità e della frode nel Duomo di Modena. Comunque il termine temporale finale per la loro esecuzione deve essere necessariamente anteriore al 1150, in considerazione del fatto che in quella data nei cantieri di Magdeburgo in Sassonia, vengono fuse le porte di bronzo di Novgorod, chiaramente derivate da quelle veronesi, e che Nicholaus concepì il portale maggiore di San Zeno adattandosi sin dal principio alle preziose porte di bronzo che con le loro misure determinarono quelle del timpano e del protiro» [11]. La formella che narra la vicenda dell'adultera non è da sola, ma accompagna, per così dire, la scena del Battesimo di Cristo, collocato nella parte alta di una stessa formella. Il simbolismo diventa così più evidente: attraverso il Battesimo Cristo ha voluto accomunare il proprio destino a quello degli uomini, per adempiere ogni giustizia (cfr. Mt 3,15) e attraverso il suo Battesimo egli si mostra già agli uomini come colui che si addossa il peccato dell'umanità, per redimerla.

    IL MOSAICO DI MONREALE

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    Monreale4

    Il Duomo di Monreale contiene uno dei gioielli musivi più belli dell'arte bizantino-normanna. Seimilaquattrocento metri quadrati di capolavori - una vera e propria Bibbia per i tanti analfabeti dell'epoca - realizzati (probabilmente) in soli due anni, da maestranze bizantine e siciliane. In essi viene narrata la storia umana e divina del Verbo, culminante nel Cristo Pantrocratore del catino absidale. Su una delle navate campeggia la raffigurazione dell'adultera, che colpisce per l'espressione particolarmente dolce, colma di gratitudine per il suo Salvatore.

    LA MINIATURA DELLA BIBBIA DI PAMPLONA

    AMIENS BM MS0108  197

    Qualcuno la definisce una "Bibbia a fumetti", per via del suo stile: molte immagini (almeno due per pagina), che seguono il filo cronologico della narrazione biblica, e che sono accompagnate da una breve legenda di poche righe, ispirata al testo della Vulgata. La Bibbia viene realizzata nel 1197, ed è destinata a Sancho VII il Forte, re di Navarra. Oggi è conservata ad Amiens.


    NOTE

    [9] La produzione scultorea, in Una chiesa e la sua storia, Sito Internet della chiesa di San Salvaro, https://www.sansalvaro.org/pubblicazioni/una-chiesa-e-la-sua-storia/

    [10] Sito Internet dei Beni Ecclesiastici in Rete, https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5029029/Maestranze+venete+sec.+XVI%2C+Ges%C3%B9+Cristo+e+l%27adultera#locale=it&action=CERCA&ordine=rilevanza&da=1&frase=adultera+maestranze+venete

    [11] Basilica di San Zeno, Verona, Sito Internet 360° gradi, https://www.360-gradi.it/luoghi/basilica-di-san-zeno-0000001978.html


    BIBLIOGRAFIA DEGLI ALTRI SITI CONSULTATI

    Anna Roda, Il gioiello di Verona. La basilica di San Zeno, Sito Internet Cultura Cattolica, https://www.culturacattolica.it/default.asp?id=7&id_n=118

    I mosaici, Sito Internet del Santuario del SS. Crocifisso alla Collegiata di Monreale, https://www.crocifissomonreale.it/italia/monreale_mosaici.htm

    Saverio Schirò, Il Duomo di Monreale. Arte, teologia, curiosità, Sito Internet Palermo Viva, https://www.palermoviva.it/il-duomo-di-monreale-arte-teologia-curiosita/

    Verona, San Zeno, bronze doors, first six panels of the Infancy and Public Life of Jesus, Sito Internet Clippix Etc, https://etc.usf.edu/clippix/picture/Verona-San-Zeno-bronze-doors-first-six-panels-of-the-Infancy-and-Public-Life-of-Jesus.html

     

    «CRISTO E L'ADULTERA» NEL XV SECOLO

    DUE MINIATURE

    Miniatura2Miniatura del XV sec., conservata in Francia

    1400MIniatura all'interno di una Bibbia intitolata Vita di Gesù Cristo
    Datata intorno al 1400, è conservata in Francia. Fonte: Sito Enluminure Culture

    IL DIPINTO DI MICHAEL PACHER

    Nato intorno al 1435 e morto prima del 1512 - probabilmente a Brunico, dove trascorre la sua vita - , Michael Pacher torna più volte sul tema dell'adultera. Vale la pena però soffermarsi su una in particolare delle sue opere.

    PACHER3

    PACHER

    Pacher realizza quest'opera su legno per l'altare - in legno intagliato e dipinto, arricchito di due ante mobili - della chiesa di san Wolfgang (Austria), creando un complesso che diventa non soltanto il suo capolavoro, ma anche una delle più importanti opere d'arte nel suo genere nell'arte europea. Inoltre, è proprio in quest'opera che il tema dell'adultera ritorna con vigore nel panorama artistico del Gotico. La parte centrale dell'altare (in legno intagliato e dorato) rappresenta l'incoronazione della Vergine; sulle ante laterali sono presentate scene della vita di Cristo e miracoli di san Wolfgang, santo locale. Al centro, nella parte alta, la Crocifissione. L'architettura dipinta, e in cui vengono calate le varie scene, è sintomatica della conoscenza, da parte dell'artista, dell'opera di Andrea Mantegna.

     

    BIBLIOGRAFIA DEI SITI E DEI TESTI CONSULTATI

    Altarpiece for the Pilgrimage Church of Sankt Wolfgang, Sito Internet Web Gallery of Art, https://www.wga.hu/html_m/p/pacher/wolfgang/

    Christopher Heppner, The Woman taken in Adultery: An Essay on Blake's "Style of Designing", in Blake. An illustrated quarterly 66, Volume 17, number 2, fall 1983, p. 44, Sito Internet della rivista Blake. An illustrated quarterly, https://bq.blakearchive.org/pdfs/17.2

     

    Un’immagine di misericordia

    «Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più”».
    (Gv 8, 1-11)

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