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    Natale, Dio in mezzo a noi



    (NPG 1977-10-70)

    Queste tre celebrazioni natalizie, realizzate da Bruno Ferrero, ci sembrano una felice attualizzazione del Vangelo. A titolo indicativo, potrebbero essere utilizzate, nell'ordine, per i tre anni della scuola media.

    1. A BETLEMME C'ERAVAMO ANCHE NOI

    ANIMATORE – Il Natale è intorno a noi. Avete visto tutti le strade e le vetrine illuminate, avete visto le tavole imbandite. Voi stessi avete ricevuto e fatto regali, scambiato auguri; siete pieni di gioia per questi giorni di vacanza. Per questo ho detto: il Natale è intorno a noi. Luci artificiali, pubblicità, veglie con balli e tombole, tutto questo non è il vero Natale. Ora qui, insieme, proviamo a ricercare quale può essere il senso di un Natale diverso. Un Natale «dentro» di noi.
    CANTO NATALIZIO
    ANIMATORE – Questi giorni sono ricchi di molte tradizioni. Potremmo enumerarne tante. Nei nostri paesi la più genuina, la più simpatica è quella del presepio. Voi tutti la conoscete molto bene, penso, per esperienza. Qui ne abbiamo preparato uno molto semplice. Mancano solo i personaggi. Così non ha nessun senso, pensate voi. Avete ragione: non ha nessun senso. Anche nel Natale attorno a noi mancano Maria, Giuseppe e soprattutto Gesù. Ma alla maggioranza della gente questo non interessa più. Proviamo a costruirlo insieme questo presepio, cercando di scoprire insieme il significato che può avere per noi ogni personaggio. L'evangelista Luca, raccontandoci la nascita di Gesù, ha racchiuso nei suoi protagonisti un messaggio per noi. Vogliamo scoprire questo messaggio che il primo Natale ci porta. E forse capiremo che in fondo questi personaggi siamo proprio noi.
    In mezzo al gruppo è preparato un presepio senza personaggi. Solo la grotta, qualche casetta, ecc. Alcuni ragazzi preparati in antecedenza hanno in mano i personaggi. Ad uno ad uno li metteranno a posto nel presepio, dicendo o leggendo i testi che seguono. Se l'ambiente è adatto, ogni battuta può essere accompagnata da una diapositiva. Si possono scegliere tra quelle del catalogo LDC. Ottima può essere: «Natale, una storia d'oggi» (La 10).
    RAGAZZO I (posa nel presepio gli abitanti di Betlemme) – A Betlemme, nell'anno 747 di Roma, c'è una gran folla per il censimento ordinato dall'imperatore Augusto. Per Maria e Giuseppe non c'è più posto.
    RAGAZZO II – Gli abitanti di Betlemme siamo noi. Gli uomini frettolosi delle nostre città, affumicate dalle ciminiere delle grandi
    industrie. Gli uomini oggi hanno sempre il piede sull'acceleratore, e non si accorgono di chi è ai margini della strada.
    RAGAZZO I – Ancora oggi molta gente non ha posto per Gesù. Non ha posto per gli immigrati, non ha posto per i disoccupati, non ha posto per chi ha la pelle di colore diverso.
    RAGAZZO II – Per molti quello che conta sono i soldi. Quello che conta è possedere una bella casa, una bella macchina, potersi divertire. Così nasce Gesù e non se ne accorgono.
    RAGAZZO III (dispone nella grotta le statuine di Maria, Giuseppe e Gesù bambino) – Maria e Giuseppe trovano ricovero in una baracca di fortuna, e qui nasce Gesù. Nasce come i poveri più poveri del suo tempo.
    RAGAZZO IV – Gesù è uno di noi. L stato uomo in tutto, tranne che nel peccato. Si è fatto uomo perché noi imparassimo veramente ad essere uomini. Perché imparassimo che ciò che conta non è il possedere tanto, ma è l'essere tanto: essere generosi, essere pazienti, essere pacifici.
    RAGAZZO V (pone nel presepio le statue dei pastori) – I primi a sapere la notizia sono i pastori. Dormono fuori della città. Per la gente «per bene» sono dei peccatori di cui non c'è da fidarsi. L un pregiudizio che li condanna a vivere sempre all'erta. Sono loro i soli a trovare Gesù.
    RAGAZZO VI – Le nostre città sono piene di volti tristi. Sono ricche di uomini gettati ai margini. E di egoisti che continuano a gettarli ai margini. Gesù è nato in una baracca perché è venuto per loro. Si è fatto uno di loro.
    RAGAZZO V – L come se ci dicesse: «Se volete trovarmi, cercatemi nelle baracche, nei ghetti degli esclusi, dei negri, dei poveri. Nelle periferie sporche e nelle campagne più dimenticate. Lì continuo a nascere».
    RAGAZZO VI – Non nelle vetrine illuminate e stracariche, non nei confortevoli alberghi delle stazioni invernali, non nelle veglie danzanti.
    RAGAZZO VII – Ma l'evangelista Luca vuole anche comunicarci che questo Bambino è qualcosa di più. Dio, attraverso gli angeli, lo proclama suo Figlio. Gesù è il Figlio di Dio!
    RAGAZZO VIII – È Gesù, Dio come il Padre, che si fa uomo, che si fa povero. Soltanto chi crede allora può conoscere il miracolo del Natale. Dio che viene sulla terra, a prenderci per mano, per farci uscire dall'egoismo e dal peccato.
    ANIMATORE – Questo è il Natale dentro di noi. Per ognuno di noi Dio è venuto sulla terra nella persona di Gesù.
    Ognuno di noi è qualche volta abitante di Betlemme, qualhce volta pastore. L'evangelista Luca ci vuole ancora insegnare ad essere come Maria. Scrive Luca: «Maria poi raccoglieva tutto questo nel suo cuore e ci meditava» (Le 2,19). Così dobbiamo fare anche noi. Capire che il Natale ha un messaggio per noí. Che ci coinvolge, che ci chiama ad agire di conseguenza. Per questo preghiamo:
    TUTTI INSIEME – Dio, Padre di Gesù Cristo, noi ti ringraziamo
    perché in lui hai voluto
    che venisse in questo mondo la luce,
    così diversa dalle nostre luci artificiali e fredde, una luce dentro di noi.
    Noi ti preghiamo,
    togli da noi tutto ciò
    che può offuscare questa luce,
    fa' che amiamo la pace,
    fa' che amiamo i nostri fratelli,
    fa' che sappiamo trovare Gesù negli altri.
    Noi ti preghiamo
    che Gesù, tuo Figlio, possa crescere
    in mezzo a noi e con noi nella gioia e nella pace fino all'eternità. Amen.

    2. IL SIGNORE VIENE: ASPETTIAMOLO

    ANIMATORE – Prima di iniziare la nostra preghiera insieme, ascoltiamo il racconto di una parabola di Gesù che forse non tutti conoscete.
    Racconto con parele semplici e vivaci della parabola delle cinque fanciulle spensierate e delle cinque fanciulle accorte (cfr. Mt 25,1-13).
    È facile identificare e dare un nome ai personaggi del nostro racconto. Lo sposo è Gesù stesso. Le fanciulle siamo noi, tutti gli uomini. Ci sono gli uomini spensierati che non pensano all'olio per la loro lampada. Se vogliamo: non pensano alla benzina da mettere nel serbatoio della loro automobile e fatalmente resteranno bloccati quando dovranno correre incontro al Signore che viene. Noi dobbiamo decidere se essere dalla parte degli uomini spensierati o di quelli accorti.
    Il fatto però che siamo radunati qui oggi è significativo della nostra volontà di aspettare il Signore. Per questo N. N. ora accenderà questa lampada che è in mezzo a noi.
    Il ragazzo accende la lampada.
    RAGAZZO I – Quando la luce è accesa in una casa, qualcuno in quella casa veglia; qualcuno che, mentre gli altri già dormono, ancora opera. Le luci sono, nella notte, il segno della nostra vigilanza affinché non accada nulla di male.
    RAGAZZO II – Noi vogliamo vegliare e attendere il Signore Gesù.
    (CANTO)
    ANIMATORE – Come dobbiamo fare per attendere Gesù? Ascoltare la parola del profeta Isaia diretta a coloro che vogliono attendere Dio.
    LETTORE I – Isaia 40,3-5.
    ANIMATORE – C'è stata una persona che ha atteso Gesù e lo ha ascoltato con tutta se stessa nella propria vita: Maria, mamma di Gesù. Dio le ha fatto la sua proposta ed ella ha risposto «sì». Un «sì» pieno e incondizionato.
    LETTORE II – Luca 1,26-38. Breve riflessione
    Traccia da integrare con analisi della situazione locale.
    Il profeta Isaia parla di costruire una strada per il Signore. Una strada nella nostra vita. Per fare una strada che sia diritta e piana bisogna abbattere gli ostacoli che si frappongono: colli da
    spianare, rocce da far saltare con la dinamite, viadotti vertiginosi per valicare i burroni. Oggi sono molti gli ostacoli alla venuta del Signore tra noi. Guardiamoci attorno. Guardiamo dentro di noi. Quante volte nella nostra giornata lasciamo spegnere la nostra lampada e non pensiamo più che dobbiamo atendere Gesù. Noi attendiamo le vacanze, i regali: tutto per noi, solo per noi. Non pensiamo tanto a «fare» regali, quanto piuttosto a riceverne. Tutto questo è un ostacolo alla strada del Signore. Tutto questo soffoca la lampada che teniamo accesa. È Maria l'esempio di come si deve accogliere Gesù. Maria è «piena di grazia», ossia piena di Dio, piena del desiderio di Dio. Noi siamo pieni di egoismo, pieni del nostro amor proprio, perciò Dio non ha posto nella nostra vita. Ma se ci apriremo, egli verrà in noi. Aprirsi a Dio vuol dire aprirsi agli altri, specialmente ai poveri, a quelli che hanno bisogno di noi. Come Maria con Elisabetta.
    ANIMATORE – Preghiamo.
    Signore Gesù,
    in mezzo agli uomini la luce si è spenta, la vera luce è morta,
    le luci dei negozi, delle vetrine, dei locali pubblici alimentano soltanto il nostro egoismo.
    TUTTI – Oggi, tra noi, vieni Gesù!
    ANIMATORE – Noi vogliamo aprirti una strada nella nostra vita, noi vogliamo essere una luce viva per i nostri fratelli, noi vigilanti ti attendiamo.
    TUTTI – Oggi, tra noi, vieni Gesù!
    ANIMATORE – Oggi, in questo nostro tempo che non ti conosce più, fa' che non lasciamo spegnere la nostra lampada ma che continuiamo ad aspettarti, a cercarti tra i poveri e quelli che hanno bisogno di noi.
    TUTTI – Oggi, tra noi, vieni Gesù!
    ANIMATORE – Insieme rivolgiamoci a Dio con la preghiera di Maria che canta a Dio la sua gioia per averlo incontrato:
    TUTTI – La mia anima esalta il Signore.
    Il mio spirito gioisce in Dio, mio Salvatore. Egli si è chinato sulla mia piccolezza, l'Onnipotente ha fatto cose grandi in me. Santo è il suo nome,
    e la sua misericordia
    è per tutti gli uomini che lo temono. Fa vedere la forza del suo braccio
    e confonde i piani
    di quelli che portano nel cuore
    pensieri di superbia.
    Abbatte i potenti dal trono e innalza gli umili. Colma di beni i bisognosi
    e rimanda i ricchi a mani vuote. Non ha dimenticato le sue promesse. Come ha predetto ai nostri padri, ad Abramo e ai suoi discendenti, egli certamente verrà. Amen.

    3. NOI TUTTI SIAMO UNO IN GESÙ
    (Sul muro una grande carta geografica politica di tutto il mondo).

    ANIMATORE – È sorta in cielo la stella di Gesù. Tutti gli uomini di buona volontà sono invitati a seguirla. La stella è sorta nel cielo perché tutti potessero vederla. Nel cielo non ci sono confini. Il cielo è di tutti. Anche la terra è di tutti. Eppure guardate questi colori diversi, queste linee. L'egoismo degli uomini ha tracciato queste barriere, questi confini, ha costruito queste nazioni a tenuta stagna. L'egoismo degli uomini non si è fermato qui: ha disseminato le divisioni e l'odio fra popolo e popolo, fra città e città, tra famiglia e famiglia, fra uomo e uomo. Sinceramente dobbiamo ammettere che anche fra di noi c'è qualche divisione. Ebbene: ci siamo qui riuniti per pregare insieme il Signore dell'unità e della pace perché ci dia la forza di eliminare l'egoismo che è causa delle nostre divisioni.
    CANTO – «Uscite dal guscio, nazioni», di Giombini.
    ANIMATORE – Guarda, o Signore, a tutte le nostre divisioni. Donaci il tuo amore perché possiamo guarire dalle nostre ferite. Fa' splendere ancora la tua stella su questo nostro mondo senza pace.
    I ragazzi leggono le notizie più significative dai giornali degli ultimi giorni. Ad ogni notizia si pianta una bandierina sulla carta nello Stato corrispondente. Su Betlemme è una grossa stella cometa ben visibile. Portiamo qui un breve esempio. Al termine delle notizie internazionali si inseriscano accenni alla situazione concreta della propria città, quartiere, comunità.
    RAGAZZO I – Oggi si combatte nell'Etiopia, in Rhodesia, in Medio Oriente. Ci sono episodi di guerriglia in Ulster, in Uruguay, in Argentina, nel Bangladesh, in Eritrea e in molti altri paesi africani... (vengono piantate le bandierine corrispondenti).
    RAGAZZO II – Dal 1945 ad oggi sono scoppiate 133 guerre. In trentadue anni di «pace» non è passato un solo giorno senza che si sia combattutto in almeno dodici punti della terra.
    RAGAZZO III – Nell'insalubre isola di Buru, in Indonesia, sono stati scoperti 10.000 prigionieri politci, completamente abbruttiti, che finivano di morire nei campi di concentramento. Nessuno, nel mondo, ne sapeva niente.
    RAGAZZO IV – Amnesty International, l'organizzazione mondiale che difende i diritti dell'uomo, ha proclamato il 1977 «anno del prigioniero politico». Sono milioni in tutto il mondo. 350.000 in Indocina, decine di migliaia in Iran; massacri e sparizioni avvengono in Uganda; hanno preparato campi di lavoro e manicomi speciali per dissenzienti in Unione Sovietica; vi sono migliaia di oppositori «in rieducazione» a Cuba; più di 1.200 brasiliani sono quotidianamente affidati ai torturatori.
    RAGAZZO V – Da decenni gli operai dell'Acna di Cengio, Cesano, Piacenza e Rho muoiono di cancro a causa di una sostanza che devono lavorare, la benzidrina. Si sa dal 1900 che la benzidrina può causare il cancro. Nessuno è mai intervenuto per cambiare il modo di lavorare o proteggere gli operai dell'Acna.
    RAGAZZO VI – A Londra il deputato conservatore Enoch Powell ha chiesto che siano rimpatriati tutti gli immigrati e i lavoratori stranieri.
    Un movimento simile, L'Action Nationale, è sorto in Svizzera soprattutto contro i 530.000 lavoratori italiani.
    RAGAZZO VII – Circa 150 spastici, provenienti dal Piemonte e dalla Liguria hanno dato vita ad una manifestazione di protesta contro il Comune di Borgio Varezzi che si opponeva a ospitare giovani subnormali in un albergo. «La spiaggia è vietata a cani ed invalidi», era scritto su un cartello. L'anno scorso in Versilia, la riviera dei night clubs, è stata rifiutata l'ospitalità a un campeggio estivo per spastici.
    ANIMATORE – Com'è lontano tutto questo dalle parole di Gesù.
    LETTORE – Gv 15,9-13.
    ANIMATORE – È molto bello affermare: «Ogni uomo è mio fratello!»; è bello commuoversi alle parole di Gesù nel Vangelo! Ma queste parole dobbiamo farle passare veramente nella nostra esistenza, nel nostro oggi. Non possono essere solo vento o fumo, o vano bla-bla. Sentite cosa dice Giovanni, un amico di Gesù:
    LETTORE – 1 Gv 3,1-18.
    ANIMATORE – Quella stella che abbiamo posto su Betlemme significa la luce che Gesù è venuto a portarci. Ne abbiamo veramente bisogno. Come i Magi dell'Oriente incamminiamoci verso Betlemme. Cominciamo noi, molti uomini ci seguiranno, come molti ci hanno preceduti. E nonostante tutti gli Erode della terra, troveremo Gesù nella luce di Dio.
    PREGHIERA
    O Dio, principio di tutte le cose,
    tu hai creato l'amore,
    tu stesso sei amore,
    ti sei fatto in Gesù
    la più grande espressione dell'amore umano.
    Tu ci hai chiamati all'amore,
    ma noi non ne vogliamo sapere
    e il nostro fratello
    noi lo uccidiamo, lo disprezziamo,
    lo allontaniamo, lo odiamo.
    E tutto questo perché non seguiamo più la tua luce.
    Non ti cerchiamo più.
    Non ti conosciamo più.
    Questo nostro mondo è lacerato dal peccato delle troppe divisioni.
    Torna ad abitare in noi, Signore, e fa' che la tua stella
    sorga ancora nel nostro cielo.
    Fa' soprattutto che abbiamo occhi per vederla e coraggio per seguirla. Amen.


    T e r z a
    p a g i n A


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