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    Verifica: il cammino dell'Associazionismo giovanile salesiano



    Elio Scotti

    (NPG 1968-03-89)

    L'impegno del Capitolo Generale, ripreso dalla Conferenza degli Ispettori d'Italia, è stato quello di formare comunità educative.
    Essa' è quell'insieme di educatori e di giovani che operano con vivo impegno e reciproca intesa convergendo in un'azione comune: qualificare sempre meglio gli educatori e formare i giovani ad essere uomini capaci, onesti cittadini, cristiani autentici, aperti all'apostolato (CISI, CE pag. 7).
    Le tre tappe ben programmate:

    • Estate 1966 - 4 Convegni di educatori e parecchi 'corsi per giovani, dirigenti.
    1966-67 - Anno dell'associazionismo spontaneo.
    L'impegno delle Comunità educative salesiane fu:
    - «una coraggiosa ristrutturazione dei nostri ambienti educativi che... può portare a un più impegnato attivismo giovanile, che comporta anche un forte sviluppo nei nostri ambienti del senso associativo e un rinnovamento di spirito e di metodi del nostro associazionismo» (LISI, CE pag. 20), ed ancora:
    - «dopo un periodo di studio delle situazioni locali e delle nuove esigenze giovanili... incominciare prudenti esperimenti di strutture, di associazioni e relativi metodi di lavoro» (CISI, CEO pag. 5).

    • Estate 1967 - 4 Convegni di educatori e oltre 40 campi scuola per leaders,
    1967-68 - Anno della formazione dei Cenacoli Leaders.

    • Estate 1968 - Convegni di animatori, educatori e giovani, per la formazione interiore e per lo studio dei contenuti formativi per animare cristianamente gli interessi giovanili.
    1968-69 Anno della formazione dei Cenacoli di animatori laici.

    Come avvenne negli anni passati ecco che in primavera il Centro di P.G. invita gli educatori ad un momento di sosta per verificare il cammino: rivedere gli atti dei convegni estivi e stendere una relazione guidata.
    In ogni comunità educativa è giunto infatti il volume sulla «Comunità Educativa e associazionismo giovanile salesiano»: gli atti dei 4 convegni estivi, con:
    le relazioni teologiche di De Paolis, Mion, Gorlero;
    le relazioni psicosociopedagogiche di Gianola;
    e 180 interventi e relazioni di esperienze attuate da animatori.
    Gli educatori, animati da vivo senso apostolico troveranno modo di ispirare se stessi ed i proprii gruppi alle idee ed esperienze raccolte nel volume, per procedere ulteriormente nella realizzazione di un associazionismo veramente giovanile e sicuramente pastorale, per realizzare quella Comunità Educativa che Concilio e Capitolo hanno indicato come ambiente necessario per una integrale e moderna educazione.
    Ed inoltre sono giunti i moduli per la «Relazione guidata» sull'associazionismo 1967-68 da compilare col consiglio della comunità educativa, presente il delegato ispettoriale.
    Tale relazione è necessaria ai Delegati Ispettoriali, ed al Centro di Pastorale per una concreti visione della situazione sia organizzativa che formativa dei nostri ambienti educativi. Si invitano tutti gli animatori a verificare la situazione della propria sezione ed a proporre quei suggerimenti che esaminati in sede di Consulta Nazionale, a fine Marzo, saranno oggetto di relazioni e discussioni nei numerosi convegni e campi scuola programmati per l'estate 1968.

    ALCUNI RIPENSAMENTI
    utili in questo momento di ristrutturazione associativa:

    A) Fa parte della formazione sociale ed ecclesiale:
    – educare i giovani ad aderire spontaneamente, ma con, scelta ed impegno personale, a gruppi, di interessi ricchi di valore;
    – educare i gruppi a collaborare con gli altri gruppi della sezione ó della comunità educativa;
    – educare le associazioni, i cenacoli, i consigli a collegarsi con le altre comunità a livello parrocchiale, ispettoriale o diocesano;
    – educare i dirigenti ed animatori, confratelli o giovani, di una ispettoria ad aderire spontaneamente e con la propria individualità alle organizzazioni di collegamento nazionale, sia salesiano che ecclesiale. Ogni nazione, ogni ispettoria, ogni opera locale, come ogni gruppo che si isolasse farebbe scissione, non farebbe chiesa.

    B) A questa visione che contempera l'autonomia di ogni gruppo locale o ispettoriale con la collaborazione aperta a tutti e l'unione delle forze, occorre rifarsi di continuo, per mantenere salda l'unità ecclesiale e l'unità organizzativa. Questa è necessaria:
    – per una degna rappresentatività in campo giovanile nazionale, sia civico che ecclesiale;
    – per la possibilità di adeguato servizio da parte dei Centri di studio e di coordinamento;
    – e per facilitare l'autentico spirito pastorale Che deve incarnarsi anche nelle strutture umane sociali e organizzative onde giungere più facilmente alle, intelligenze e alle anime.

    C) L'organizzazione non sarà quindi imposta dall'alto e predisposta da regolamenti istituzionalizzati fino a livello locale, ma sarà frutto di un continuo rinnovamento interiore delle istituzioni associative come le richiede l'anima del singolo che porta il suo desiderio di unità nel gruppo di appartenenza e spinge questo all'adesione ad enti sempre superiori, Nel nostro caso, l'educazione salesiana deve portare i giovani, capaci
    e qualificati, dall'appartenenza al gruppo spontaneo fino alla partecipazione alle Consulte salesiane a livello ispettoriale, e in campo ecclesiale fino alle. Consulte di apostolato dei laici, a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, e mondiale.

    D) I gruppi spontanei tendono a riunirsi per interessi e per potenziarsi meglio sul piano operativo cercano essi stessi di aderire ad organizzazioni sociali, a federazioni con cartellinamenti e tessere per averne i vantaggi, senza perdere però l'autonomia del gruppo. Sul piano spirituale invece i migliori che emergono dai gruppi tendono ad unirsi con i migliori di altri gruppi, nella mentalità missionaria, nella carità vicendevole, nella collaborazione apostolica. Con una ascesi, che è interiore prima che esteriore, essi si trovano a livello gradualmente superiore in sintonia con i leaders o con gli animatori, o con i militanti, o con i consacrati all'apostolato. In questo modo Don Bosco (V. MB XI, p. 226) predisponeva e preparava col «tirocinio della Compagnie le migliori vocazioni laiche e religiose...».
    É bene tener presente questa doppia linea su cui si sviluppa, per interna vitalità, l'associazionismo spontaneo per non confondere i collegamenti organizzativi con quelli pastorali apostolici.

    E) Questo è il cambio di strutturazione avvenuto nel nostro associazionismo:
    Ieri le associazioni formative organizzate secondo regolamenti e statuti e con tesseramenti e strutture fisse esprimevano gruppi di interesse a favore dei soci.
    Oggi la massa giovanile, spontaneamente si suddivide in piccoli gruppi di interesse, sapientemente orientati alla scoperta dei, valori umani e cristiani di ogni interesse. Nel frattempo, per l'azione educativa dell'animatore su tutti i singoli gruppi, emergono e si qualificano i migliori elementi che seguiti personalmente e nei cenacoli leaders (le associazioni di ieri) costituiscono il lievito del loro gruppo d'appartenenza.
    Mentre i membri del gruppo spontaneo si vincolano con tesseramenti a organizzazioni locali e nazionali che permettono loro di esprimere gli interessi ed hobby, i leaders hanno un vincolo più spirituale, l'amicizia apostolica, «il vincolo della carità» il senso missionario, in una parola vivono la loro cresima.
    Per questo il Cenacolo, la Compagnia, l'Azione Cattolica, quest'anno nei nostri ambienti non costituiscono un gruppo, ma un clima di vita un incontro di apostoli in funzione formativa apostolica.
    Iri questo settore attendiamo l'esperienza degli educatori nell'anno 1967-68.

    Il Delegato Nazionale Don Elio Scotti



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