Pastorale Giovanile

    NPG 2026
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    maggio-giugno 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Il numero di NPG
    marzo-aprile 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Newsletter
    maggio-giugno 2026
    NL 3 2026


    Newsletter
    marzo-aprile 2026
    NL 2 2026


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email


     Speranza, discernimento,

    vocazione:

    le parole chiave

    del Sinodo dei giovani

    Mimmo Muolo



    S
    i scrive Sinodo, si legge speranza. Così, in pratica, il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario dell'istituzione sinodale, ha riassunto il senso dell'Instrumentum Laboris del prossimo Sinodo dei giovani, presentato oggi (CLICCA QUI PER IL TESTO COMPLETO) ai giornalisti nella sala stampa della Santa Sede. Speranza, che manca, speranza che il Papa e la Chiesa - proprio attraverso l'Assemblea di ottobre - vuole contribuire a ridare ai giovani. «L’ascolto che abbiamo messo in campo durante questi ultimi anni in vista del Sinodo - ha fatto notare il porporato - ci ha restituito una mancanza di speranza piuttosto generalizzata: anziché coltivare una speranza affidabile e vivere a partire da essa, molti giovani tentano continuamente la sorte: le scommesse in ogni campo aumentano esponenzialmente, il gioco d’azzardo si amplia tra i giovani, nelle nostre città si moltiplicano le sale da gioco in cui si smette di sperare, affidando la propria vita ad un improbabile colpo di fortuna. Effettivamente, quando si perde la speranza si tenta la fortuna». Dunque il Sinodo deve essere l'occasione per «ritrovare la speranza della vita buona, il sogno del rinnovamento pastorale, il desiderio della comunione e la passione per l’educazione».

    Naturalmente si parla non una generica e immanente speranza, ma di quella cristiana. E allora Baldisseri ha espresso un triplice auspicio: «Per tutti i giovani, perché in un mondo che sta rubando loro affetti, legami e prospettive di vita, riscoprano la bellezza della vita a partire dalla felice relazione con il Dio dell’alleanza e dell’amore. Per la Chiesa, perché in un momento non facile riacquisti, attraverso un percorso di autentico discernimento nello Spirito, un rinnovato dinamismo giovanile. Ed infine per il mondo intero, perché tutti gli uomini e le donne possano riscoprire di essere destinatari privilegiati della buona notizia del Vangelo».
    Un'altra parola cardine, anzi quella centrale nel tema del Sinodo, citata abbondantemente nel corso della Conferenza stampa è stata la «vocazione». Don Rossano Sala, uno dei segretari speciali di questo Sinodo, ha sottolineato: «Una delle grandi debolezze della nostra pastorale oggi risiede nel pensare la “vocazione” secondo una visione ristretta, che riguarderebbe solo le vocazioni al ministero e alla vita consacrata. La perdita della cultura vocazionale ci ha fatto precipitare in una società “senza legami” e “senza qualità”. Secondo la visione cristiana dell’uomo, la questione riguardante l’identità e l’unità della persona può avere solamente una risposta vocazionale. Se manca la dinamica vocazionale non ci può che essere una personalità frammentata, caotica, confusa e informe. Invece è da riconoscere che la vocazione è la parola di Dio per me, unica, singolare, insostituibile, che offre consistenza, solidità, senso e missione, all’esistenza di ciascuno». Risulta dunque «evidente - ha concluso il salesiano - che solo all’interno di una rinnovata e condivisa “cultura vocazionale” che valorizza ogni tipo di chiamata trova senso l’impegno specifico per la cura delle vocazioni “di speciale consacrazione”».
    Il gesuita Giacomo Costa, l'altro segretario speciale del Sinodo sui giovani, si è soffermato invece sul discernimento: «Riemerge con forza la necessità che il Sinodo si trasformi in una occasione di crescita della Chiesa nella capacità di discernere, in modo da rendere davvero generativo, anche oggi, quel patrimonio spirituale che la storia della Chiesa ci consegna perché ancora una volta possiamo “lavorarlo” in modo che porti frutto. Alcune delle esperienze raccolte durante il lavoro di preparazione mostrano la ricchezza che scaturisce quando questo avviene. Optare per il discernimento, anziché per soluzioni preconfezionate, implica assumere un rischio, ma è soprattutto un atto di fede nella potenza della Spirito, che fin dall’antichità invochiamo come Creatore».
    E proprio a proposito di questo, è stato chiesto, durante la conferenza stampa, perché nel documento si usi l'espressione Lgbt. Il cardinale Baldisseri ha risposto rimandando al documento finale dell'incontro presinodale del quale, nel marzo scorso sono stati protagonisti i giovani. «Ci hanno fornito un testo e noi lo abbiamo citato».
    Sta qui in effetti una delle novità del processo redazionale che, come ha fatto notare il vescovo Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo, ha portato alla stesura delll'Instrumentum Laboris. Oltre alle risposte delle Conferenze episcopali, fonte consueta, si è fatto riferimento al Seminario internazionale sulla condizione giovanile, tenutosi a settembre del 2017, al questionario on line attivo da giugno a dicembre dello scorso anno, alla Riunione presinodale e anche ai contributi che singoli giovani, o gruppi di giovani, dei cinque continenti hanno inviato alla Segreteria del Sinodo.
    Anche durante l'Assemblea di ottobre, ha annunciato Fabene, «è previsto uno spazio di comunicazione indirizzato direttamente ai giovani. Verranno utilizzati i social media (in particolare Facebook, Instagram e Twitter), con le tempistiche ed i linguaggi propri delle reti sociali. Si avrà così la possibilità di un’interazione giornaliera, anche attraverso immagini e video. Naturalmente - ha aggiunto - tra gli Uditori, oltre agli educatori dei vari campi, ci sarà un numero considerevole di giovani, anche con particolari esperienze che faranno riflettere sulle difficili situazioni di vita di tanti giovani. Non mancheranno, come in tutti i Sinodi, i Delegati Fraterni di diverse confessioni cristiane e Invitati Speciali di altre religioni».

    Avvenire 19 giugno 2018



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo pasquale


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Aprile 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Febbraio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi