Una nuova rubrica di NPG

PAROLE ADOLESCENTI

Virginia e il professore


19. Lettera di fine anno scolastico

virgy parcoCaro Prof,
siamo davvero quasi alla fine dell'anno scolastico. Avremo la "pagella", avremo garantito il passaggio all'anno successivo e a settembre vedremo come si proseguirà.
Come sa, io ho fatto il primo anno alle superiori. Un anno importantissimo, di cambiamento. Ecco, voglio parlarle di questo anno passato, la scuola.
All'inizio avevo un po' di paura. Ultimamente tutti tendono a fare un po’ di “terrorismo psicologico” sul classico. Lo descrivono come una prigione dalla quale non c’è via di scampo. In realtà, anche se inizialmente non è stato facile abituarsi alla mole di studio, molto diversa da quella delle scuole medie, ora sono certa di aver fatto la scelta giusta. Mi trovo a mio agio.
Ci ho messo certamente anche la mia parte, impegno, tempo, desiderio e... piacere!
È stato un anno bello, intendo almeno come scoperte, apprendimento, cultura. E non solo nell’ambito scolastico (amicizie, nuove esperienze e emozioni, feste…).
È come se fossi stata “trapiantata” in un vaso più grande rispetto a quello in cui ero prima, dove ho più spazio per crescere. Mi sto avvicinando sempre di più ad essere una donna, e avere un po’ più di libertà e spazio mi aiuterà certamente a trovare la mia strada. Anche se non mi dispiacerebbe essere immersa per tutta la vita in questo spensierato, e allo stesso tempo incerto, periodo chiamato “adolescenza”...
Comunque, ora voglio pensare all'estate che mi aspetta, tra amicizie e divertimento. E poi mi troverò davanti a un altro anno tutto da vivere. E io sarò ancora felice di quello che faccio, nonostante tanti prima mi dicessero: “il classico? Ma dai, a che ti serve, è un percorso chiuso, fai almeno lo scientifico”... Non so se avranno ragione, per il momento sono contenta così e poi altre persone che stimo mi hanno assicurato che la scelta è stata coraggiosa e ottima.
Vedo che sono cresciuta nel ragionamento, nella capacità di pensare e di esprimermi, e ho scoperto il fascino di due lingue nuove, appunto il latino e il greco (e non sono lingue morte, ma stanno alla base di tante lingue parlate oggi). Ma a parte la lingua (che certamente non parlerò mai per comunicare con gli altri)... ho scoperto il mondo classico: la storia greca quest'anno (e il prossimo sarà la storia di Roma: sa, ci sono andata a Roma e mi è piaciuta moltissimo, e giuro che ci tornerò per vederla ancora meglio), e i miti greci. Mamma mia, i miti: ne sono rimasta affascinata. Non glielo so spiegare, non sono solo fiabe, sono spiegazioni, sono insegnamenti, parlano del mondo, parlano (anche) di me. Ho seguito le avventure di Ulisse, sono stata con lui dispersa per i mari, ho provato struggente la voglia di casa, ho vissuto le difficoltà, le tentazioni, la paura di non farcela, la voglia di smettere... Ho scoperto che nella vita ci sono difficoltà enormi, ma nessuna insormontabile se uno ha qualcosa dentro che lo spinge, un ideale, un amore...
Ho viaggiato con Enea verso una nuova patria, mi sono presa cura delle persone e cose fragili, ho cercato di portare a termine un ideale... e ho capito che anche un vinto, uno sconfitto, può creare storia; e probabilmente capirò qualcosa in più di Roma e delle sue conquiste (e della sua civiltà) se Roma stessa con Virgilio e Augusto si sono scelte Enea come capostipite, cercando di unire i popoli e di farli vivere nella pace (sono un po' idealista?).
Ecco, voglio continuare a studiare, a capire.
Un caro saluto
Virgi

marcoCarissima Virginia, 
chi vive la scuola da studente e da docente festeggia gli anni che passano tre volte: il giorno del compleanno, il Capodanno e la fine di quello scolastico! Ci siamo, almeno tu, poiché io continuerò ancora un po’ con i miei carissimi alunni e colleghi della V A, affrontando gli Esami di Stato. Sono contento che il bilancio del tuo primo anno di liceo classico sia tanto positivo; sei riuscita a vincere sia chi biasimava la tua scelta che l’impensabile pandemia che ha trasformato la scuola. Brava! Hai trovato le risorse e la chiave giusta per rendere questo tempo nuovo e difficile in qualcosa di positivo.
Uno dei modi più efficaci per affrontare e superare una difficoltà è quella di “abbracciarla”, come avviene sul ring della boxe quando un pugile abbraccia l’altro non per affetto bensì per necessità.
Alla tua età – frequentando anch’io il classico – avevo trovato questa strategia e dicevo a me stesso: «Se mi avvicino ad una materia che non amo, se la studio un po' di più, se la conosco nei diversi aspetti, è facile che possa trovarne almeno uno utile e persino piacevole».
Un altro modo efficace era quello di fare coppia o squadra con i compagni, alla maniera di Batman e Robin o dei Fantastici 4, perché insieme – mal comune mezzo gaudio – si divideva il peso, ci si aiutava a comprendere, ci si stimolava allo studio e non mancava neanche qualche buona risata. Poi, nell’ultima prova scritta di greco del mio primo anno, dopo alcuni quesiti e un testo da tradurre il Prof. ci aveva posto questa domanda: «Perché studiare il Greco e il Latino?». Subito uno di noi chiese: «Prof, valuterà questo quesito?»; e un’altra compagna: «Ma che c'entra con quello che abbiamo ripassato per prepararci?». Non tutti abbiamo dato risposta pur completando bene il resto della prova e, consegnando, qualcuno disse: «Era importante rispondere all'ultima domanda?».
Carissima Virginia, lascio a te queste domande, non come compiti per le vacanze (sappi che io non li assegno ai miei alunni!), ma perché per me sono state o sono tuttora importanti e, inoltre, stai iniziando a rispondere con la tua passione per il mito, con i tuoi viaggi insieme ad Ulisse ed Enea, con l’attesa di un altro viaggio a Roma.
Passano gli anni scolastici, si arriva al quinto anno, la maturità è alle porte, eppure sembra che il tempo non sia mai trascorso e certi problemi, anche se in forma diversa, si presentano nuovamente. «Come ti vedi fra cinque anni?». Era l’ultima domanda di un questionario per l’orientamento svolto due mesi fa dai miei maturandi. Alcuni di loro hanno già scelto cosa fare dopo la scuola superiore, altri hanno persino superato le prove selettive per l’università, poi ci sono gli indecisi, quelli dell’ultimo momento, altri ancora con varie possibilità. Tutti, però, hanno avuto problemi a rispondere a quell’ultima fatidica domanda! «Cosa devo scrivere qua, Prof? Io non ho idea di cosa farò domani!». Oppure: «Io so quale università frequentare, ma fra cinque anni chissà dove sarò?». Qualcuno ha lasciato in bianco, ma forse "bianco" è davvero il colore che contraddistingue l'incertezza e il non sapere guardare oltre, neanche spingendosi avanti con la fantasia o affacciandosi dalla finestra dei sogni!
Un tempo quel mio Prof. di Latino e Greco al liceo ci disse: «Se non sapete "perché" studiate, se non vi chiedete questo "perché", se non lo domandate ai vostri docenti e a chi vi vuole bene, come farete ad affrontare la scuola e lo studio senza capitolare? Come potrete rispondere ad interrogativi più importanti in futuro e significativi per il vostro futuro?». Queste parole mi sono rimaste così impresse allora, che le porto con me in una pagina strappata di diario del tempo e non mi stanco di condividerle con gli alunni che mi vengono affidati ogni anno, aggiungendo che: «La scuola e lo studio, la compagnia che ci scegliamo e la passione che ci mettiamo, aiutano a togliere il velo dell'incertezza e a spianare i dubbi, pian piano, passo dopo passo. Le relazioni significative e le discipline custodiscono le chiavi per spalancare le imposte e far entrare la luce necessaria ad illuminare ogni giorno, il valore delle sconfitte, il peso della responsabilità, la fatica del crescere; imposte da aprire non da soli, ma insieme a chi non si accontenta delle domande lasciate in bianco, non si rassegna dinanzi ai "boh, che ne so?", non cede alle lusinghe del "sono affari suoi". I cinque anni di scuola mi interessano ma, seppur in maniera diversa e a distanza - mi interessa anche come sarete cinque anni dopo la maturità! Diversamente sarei io, con tanto di laurea, specializzazione e abilitazione, a non avere capito niente. Il Latino, il Greco, la Matematica, le Scienze, l'Arte, l'Inglese, la Fisica, ecc. non danno le risposte a quesiti così importanti, non lo fanno neanche gli insegnanti, tuttavia possono e devono aiutare a porvi le domande giuste, affinché sappiate riempire di colore ogni pagina bianca della vostra vita».
Ora le consegno a te, una sorta di regalo per la promozione, non quella assicurata per decreto, bensì quella guadagnata sul campo tra vittorie e sconfitte, tra ideali e realtà, tra passione e amore, tra adolescenza da vivere pienamente e la donna che sarai.
Coraggio e speranza!
Tuo Prof. Marco Pappalardo