Direttorio per la Catechesi /7

Chi è il catechista

Cesare Bissoli


Il Direttorio verso di noi

Uno scopo preciso

“La chiamata personale di Gesù Cristo e il rapporto con Lui sono il vero motore dell’azione del catechista. Da questa amorosa conoscenza di Cristo nasce irresistibile il desiderio di annunziare, evangelizzare e di condurre altri al sì della fede in Gesù Cristo. La Chiesa suscita e discerne questa vocazione divina e conferisce la missione del catechizzare” (DC n. 122).
Il catechista non è un individualista, un battitore libero che dice Dio, il Vangelo “secondo lui”.
Egli vive una molteplice relazione vitale che qualifica la sua identità:
- da Gesù conosciuto e amato riceve una chiamata personale “motrice” per essere e fare il catechista;
- dalla Chiesa viene riconosciuto idoneo e formato, e riceve la “missione” di catechista;
- compito preciso: “evangelizzare” e portare al “sì della fede” con una spinta interiore “irresistibile”;
- gli “altri”, uomini e donne, adulti e piccoli… sono i destinatari mandati dal Signore al catechista.

Uno sguardo globale

La visione del catechista ora accennata (DC c. 3) ha le sue radici nella visione di catechesi del c. 2, che va vista come uno specchio in cui si mostrano identità e compito del catechista. Al c. 3 succede logicamente il c.4 dedicato alla formazione del catechista Al nostro tema il DC dedica 19 paragrafi suddivisi in due sezioni: identità del catechista (I), profili di catechisti (II) (DC nn. 110-129)

I. “L’identità e la vocazione del catechista” (DC nn. 110-113)
Sono puntualizzazioni importanti paragonabili ai lineamenti di una persona.
* Il cristiano in quanto inserito con il Battesimo in Cristo evangelizzatore, è originariamente chiamato ad essere” testimone” di Lui. Si può dire un catechista nato.
* Oltre a ciò, vi è nella Chiesa uno specifico servizio o ministero di testimoniare il Vangelo. È “il ministero della catechesi (che) occupa un posto significativo, indispensabile per la crescita della fede”. Quindi continuando l’affermazione qui sopra- si dice che “la vocazione specifica del catechista pertanto ha la sua radice nella vocazione comune del popolo di Dio, chiamato a servire il disegno salvifico di Dio in favore dell’umanità” (DC n. 110). È un catechista chiamato.
* Sono richiamate alcune grandi connotazioni teologiche per cui si afferma che il catechista ha le radici nel Mistero del progetto di salvezza di Dio all’interno di una comunità, è reso partecipe della missione di Gesù, animato dallo Spirito Santo, per inserire discepoli di Cristo nel seno della Chiesa (DC nn.111-112). È un catechista ispirato.
* Vanno rimarcate tre prerogative del catechista: “testimone della fede e custode della memoria di Dio”, per cui rende Dio presente in se stesso per gli altri; “maestro e mistagogo” che attua l’iniziazione alla fede, curando i contenuti e introducendo alle varie dimensioni della vita cristiana (v. c. 2); “accompagnatore ed educatore della fede”, ascoltando, portando a maturazione, camminando insieme (DC n. 113).

II. Diversi responsabili del servizio catechistico (DC nn. 114-129)
Sono nominati cinque tipi, con indicazioni dettagliate per ciascuno. Nel coinvolgimento di tutti i membri della Chiesa, sono evidenziate responsabilità e compiti specifici.
* “Il Vescovo primo catechista”, è responsabile di “promuovere la catechesi nella diocesi” con ben sei specificazioni (DC n. 114). Verrebbe da dire che un Vescovo o è animatore-guida della catechesi o non è completamente Vescovo autentico.
* “Il presbitero nella catechesi”, ha “la responsabilità di animare, coordinare e dirigere l’attività catechistica della comunità a lui affidata”. Sono indicati in dettaglio i compiti specifici con particolare insistenza sulla sua responsabilità (DC nn. 115-116).
* “Il diacono nella catechesi” opera specialmente nell’ambito della carità e della famiglia (DC nn. 117-118).
* “I consacrati a servizio della catechesi” valorizzando la loro stessa vita e i loro carismi (DC nn 119-120).
* “I laici catechisti”. Tanto è importante i loro servizio che vi sono dedicati ben 9 paragrafi (DC nn. 121-129).
- In linea generale la loro catechesi sta nell’essere testimoni cristiani nei contesti di vita. Esercitano un servizio catechistico che può essere occasionale od organico, riconosciuto nella comunità (DC nn.121-123).
- “I genitori soggetti attivi della catechesi” resi debitamente capaci (DC n. 124). Si richiama l’aiuto che viene da padrini e madrine (DC n. 125). Della catechesi familiare si parlerà più avanti (DC nn.224-235).
- “Il servizio dei nonni per la catechesi”, specie verso i giovani. Si veda Papa Francesco (DC n.126).
- “Il grande contributo delle donne alla catechesi” riconosciuto giustamente “essenziale e indispensabile per dedizione, passione e competenza” (DC n. 127-128). Ma è anche indispensabile l’apporto di catechisti uomini negli attuali cambi antropologici, specie verso adolescenti e giovani. Ci si augura che sorgano anche giovani catechisti (DC n. 129).

Noi verso il Direttorio

* Si deve riconoscere che il /la catechista nella Chiesa svolge un servizio indispensabile, quindi è una persona necessaria. Il suo servizio va riconosciuto ed apprezzato come evento di chiesa.
* Si è catechisti per vocazione che nasce con il Battesimo, per cui ogni cristiano ha la grazia e il compito di essere catechista. E ciò avviene anzitutto con la propria testimonianza. Si pensi ai genitori, agli insegnanti, agli educatori. Senza fare deleghe. “Qui e ora, il catechista sei tu”.
* Con aderenza alla realtà, la Chiesa riconosce e suscita catechisti per vocazione specifica, in senso stretto. Sopra abbiamo visto doni, qualità, esigenze, ruoli per essere catechista.
* Avendo compreso tutto questo, “non puoi esimerti di pensare che il Signore chiama anche te ad essere catechista”.
* L’animatore giovanile non dimentichi che è un catechista. Oltre al c. 2, legga bene il c. 3 e 4 del DC.

Ed ecco delle domande su cui riflettere:
- prova ricordare catechisti validi che hai incontrato, dicendone gli aspetti migliori;
- alla luce della tua esperienza, confrontandoti con quanto detto sopra, che qualità indicheresti per essere buoni catechisti nel tuo ambito di vita, di relazioni, di bisogni?
- anche se sei giovane, anzi proprio perché giovane, ti piacerebbe diventare catechista?
- si parla di genitori catechisti in famiglia: si può fare? Come? (v. DC nn. 111-112)
- se sei animatore giovanile, cosa del c. 3 sottolineeresti di più?