Venom: quando i cattivi possono cambiare!

Inserito in Adolescenti e supereroi.

Venom: quando i cattivi

possono cambiare!

Giuseppe Drago

venom simbiosi

Knock knock, let the devil in (Knock knock, lascia entrare il diavolo) scrive Eminem nel suo singolo “Venom”, prodotto proprio per l’uscita dell’omonimo film. Pensate se, da un momento all’altro, qualcuno bussasse alla porta di casa vostra pronunciando queste parole e se quel qualcuno fosse un alieno alto più di tre metri, tutto muscoli, con delle fauci piene di denti aguzzi! A primo impatto sicuramente non aprireste, ma dopo aver conosciuto più a fondo il nostro “eroe”, probabilmente lo lascereste entrare senza farvi problemi. Durante tutta la sua storia nel mondo dei fumetti, Venom è stato un personaggio che ha subito cambiamenti drastici e significativi; partendo dall’inizio proviamo a capire chi è veramente questo essere spaventoso. Forse non c’è momento storico migliore per parlare di virus e parassiti, poiché lo stesso Venom non è altro che un parassita alieno che tende a legarsi a creature viventi.
Nell’universo Marvel queste creature sono conosciute come simbionti e il loro scopo principale è nutrirsi delle energie vitali del soggetto che li ospita fino a condurli alla morte, ma non in questo caso. Lui rappresenta il lato “buono” della medaglia e tende ad instaurare un rapporto di simbiosi e collaborazione con chi lo ospita. È il caso di Eddie Brock, noto reporter americano che conduce inchieste e indagini pericolose per raccontare al mondo la verità, e sarà proprio una delle sue inchieste, forse la più pericolosa, a condurlo da Venom che si “legherà” a lui senza più lasciarlo andare. Da quel momento Venom sarà la maschera di Eddie e i due combatteranno contro gli altri simbionti presenti sulla Terra, prima sconfiggendo Riot e poi Carnage, che volevano portare orrore e distruzione sul pianeta.
Ciò che unisce i tre personaggi è la loro doppia identità: nel primo caso quella di reporter (Eddie) ed eroe (Venom), negli altri due casi quella di criminale (Carlton Drake e Cletus Kasady) e mostro (Riot e Carnage).
Il tema della “maschera” è il vero motore del film e riveste un ruolo centrale in tutto il mondo dei supereroi e, quasi come in un’opera pirandelliana, vediamo i personaggi che si costruiscono un’altra identità che gli permette di vivere una vita parallela con altri compiti e obiettivi diversi. È la stessa “maschera”, dal mantello di Superman all’armatura di Tony Stark, dalla tuta di Peter Parker al simbionte di Eddie Brock, che determina il ruolo che l’eroe riveste nel contesto sociale e le aspettative che la società ripone in esso. Sarà proprio Eddie a rendersi conto di quanto sia importante accettare Venom e iniziare a collaborare con lui, capendo che volerlo eliminare dalla sua vita non farà altro che allontanare Eddie da tutti i suoi affetti e dalla società in generale. Come ogni rapporto che si rispetti anche il duo Eddie-Venom ha avuto alti e bassi, passando addirittura per momenti quasi tragici dove i due discutono pesantemente e il parassita decide di abbandonare l’ospite per poi, però, rincontrarsi per una causa che va oltre le loro incomprensioni, sconfiggere il nemico dell’umanità. È proprio il momento in cui i due si uniscono nuovamente a determinare l’evoluzione del loro rapporto: da unione conflittuale a simbiosi perfetta, tanto che sarà proprio questo rapporto così forte che li porterà a trionfare.
Con il passare del tempo le incomprensioni tra la “maschera” e l’uomo diminuiscono e il loro rapporto si fortificherà sempre più, tanto che l’uno non potrà esistere senza l’altro, facendo anche maturare Venom stesso che da spaventoso mostro diventerà un essere ironico e razionale. Cade infatti la maschera pirandelliana e i due, durante un momento di riflessione di fronte ad una statua di Don Chisciotte e Sancho Panza, si rispecchieranno in loro! “Due persone diverse che hanno due visioni diverse del mondo, modi diversi di fare le cose. A volte non si stavano simpatici ma alla fine insieme hanno tirato fuori il meglio l’uno dall’altro” dirà Eddie riferendosi proprio ai due personaggi del romanzo di Miguel de Cervantes.
Cosa ci insegnano due personaggi come loro? Da adolescenti e da giovani impariamo ad ascoltare noi stessi, a conoscere ogni lato della nostra personalità e accettarla così com’è, con tutte le sue sfumature, belle e brutte. Soprattutto ci insegnano a non avere paura delle sfide che la vita ci pone davanti e ad affrontarle sempre a testa alta, dalle banali faccende della vita quotidiana ad un virus minuscolo che sta mettendoci a durissima prova in questo tempo.