LUCIANO BORELLO
Nato nel 1927 a Mango, in provincia di Cuneo, in una famiglia numerosa di cui faceva parte anche un altro fratello salesiano, don Francesco, missionario in Bolivia. Luciano conobbe i salesiani nell'opera di Ivrea che frequentò dal 1938 al 1943. Dopo il noviziato a Novi Ligure diventa salesiano il 12 settembre del 1944. Entra a far parte della comunità di Verona-Saval dal 1969 al 1979, in quell'anno si trasferirà al “don Bosco” presso il Centro Ispettoriale prima e all'Istituto poi. È impressionante l'intensità di lavoro che don Luciano ha portato avanti nella sua vita. Ha abitato diversi contesti e in tutti si è speso alacremente, con passione e creatività. Non è quasi possibile nominare tutti i fronti che l'hanno visto impegnato, ma se ne possono citare i principali: si è occupato innanzitutto di liturgia, è stato impegnato all'LDC e nella diocesi di Torino, contribuendo alla ricezione del Concilio nella pastorale liturgica. è poi passato a tempo pieno alla catechesi, collaborando con la rivista “Catechesi” e insegnando catechetica prima al Saval, qui a Verona, fino al 1979, e poi presso lo Studio teologico “San Zeno”. Fin dagli anni '70 si è occupato di insegnamento della religione, producendo saggi e libri di testo e fondando, con l'editrice Queriniana di Brescia, la rivista per insegnanti di religione “Religione e scuola” (ReS) e gli Spass (Sussidi pastorali a schede). Nel 1981 ha fondato a Verona il Centro Pedagogico “Don Bosco”, per supportare, attraverso la formazione, lo sviluppo professionale del personale delle opere salesiane; lo dirigerà per vent'anni. Qui il primo impegno, che rimarrà sempre anche il principale, sarà costituito dalla formazione degli insegnanti, non solo delle realtà salesiane. Seguirà poi la formazione delle figure strategiche della scuola, in particolare dei dirigenti scolastici; curava la documentazione con estrema attenzione, senza badare a spese, con l'intento di intuire e anticipare le esigenze dei territori e di farvi intelligentemente fronte, creando collaborazioni. Accanto al lavoro al Centro ha sempre mantenuto anche un impegno pastorale. Era innanzitutto un uomo di visione: lavorando con lui, sembrava sempre che fosse un po' più avanti di dove uno sentiva di poter arrivare, che vedesse più in là. Così riusciva a tenere i collaboratori sempre in movimento, in continua evoluzione. Era un grande organizzatore; un lavoratore instancabile a cui però sapeva dare ritmo e disciplina; un uomo deciso e aperto, capace di tessere alleanze tra mondi che spesso non comunicavano tra loro. Ha lasciato in chi ha collaborato con lui: “uno stimolo continuo ad alimentare sempre pensieri larghi, a coltivare un'etica del lavoro e ad aprirsi agli altri, a stringere relazioni amicali profonde, a guardare le cose scoprendone il lato umoristico e sorridendo”.
Articoli pubblicati
1967
📖 La parola, l'azione, la comunità nella scuola cattolica (5/1967, pp. 1-33)
1968
📖 Esercizi spirituali per ragazzi e adolescenti (2/1968, pp. 60-82)
📖 Il Canone in italiano: problemi di catechesi (4/1968, pp. 32-42)
📖 Piano di formazione liturgica (8-9/1968, pp. 22-32)
1973
📖 Le canzoni parlano d'amore. Quale? (2/1973, pp. 29-38)
1975
📖 Gli obiettivi dell'intervento educativo (9-10/1975, pp. 66-72)









































