Editoriale a chiusura del primo anno di NPG


(NPG 1967-06-04)


La salvezza corre lungo i binari della storia.
Ogni ritmo di tempo, pur nelle sue diverse modalità, è sem­pre immagine del Cristo glorioso e strumento operativo di redenzione.
Il giovane che Cristo salva nella società d'oggi, è chiamato a divenire tramite di salvezza in essa, mediante un inseri­mento totalitario, come lievito fermentante la massa. Ogni giovane sente profondamente, anche se spesso a livello inconsapevole, questa problematica: si immerge sempre più nelle onde fluttuanti delle cose, si apre con desiderio acceso alla realtà, quella che sente più concreta, più tutta sua, rifiuta con ostinazione ogni discorso disincarnato ed ogni invito ad abbandonare quello che con fatica ha afferrato o al cui inseguimento brancica con affanno.
Vuole essere vivo: anche se si è strutturato una definizione personale di vita.
Eppure ha bisogno di interpreti e guide.
La sua tensione vitale è continuamente sollecitata da due rischi opposti.
Il fascino delle cose attanaglia: il giovane si immerge nella realtà odierna, ne viene divorato, l'accetta in blocco, con un rifiuto aprioristico di ogni discriminazione superiore. Non esiste il buono e il cattivo: esiste solo ciò che piace. Non si ricerca neppure la motivazione che giustifichi il comporta­mento: l'agire giustifica se stesso.
Talvolta invece un certo pessimismo esistenziale sposato ad una pedagogia del pericolo, dello «stai attento» ed a un cristianesimo disincarnato invitano ad un rifiuto preco­stituito, ad una fuga di distacco ed evasione.
Chi lo guiderà sulla via giusta?
La pastorale giovanile è l'arte di camminare al passo del giovane, mano nella mano, per abituarlo a scelte responsa­bili finalizzate ad una scelta esistenziale, per abituarlo a cogliere il rapporto esistente fra le cose e il Paradiso.
La pastorale giovanile non è discorso monocorde, è conver­gente dialogo di psicologia e sociologia, di pedagogia, di catechesi e teologia, ed ha lo sguardo continuamente teso alla storia, alle cose, ai fasci di luce ed alle ombre che carat­terizzano il mondo d'oggi.
Questo si è proposto dall'inizio chi ha avviato la Rivista «Note di pastorale giovanile»: l'analisi di tutti gli interessi presenti nel mondo giovanile attuale, per cogliere la linea discriminante, contro un ottimismo ad oltranza, e per sotto­linearne il valore umano e cristiano latente o consapevole, contro un pessimismo pseudoascetico e rinunciatario.
E poiché la pastorale è tensione verso la Resurrezione, la portata maggiore dello sforzo di riflessione sarà orientata verso i metodi e le tecniche per preparare le condizioni di fede e di grazia necessarie per l'animazione cristiana e missio­naria di tutti i momenti veri e validi del mondo giovanile.
La direzione della Rivista è diventata collegiale proprio per poter contare sull'apporto continuo, vivo e responsabile di una équipe di esperti nei vari settori di azione e di interesse: dall'analisi critica e coraggiosa del mondo dei giovani alla ricerca della metodologia d'influenza per una formazione morale e spirituale, per partire dalla comunicazione di valori di fede e di grazia, proseguendo verso la scoperta e l'anima­zione cristiana dello sport, del turismo, dei mezzi di comuni­cazione sociale, le istanze sociali e la pastorale della scuola.
Ci auguriamo che il dialogo iniziato nell'annata precedente e che noi vogliamo portare avanti con impegno preciso, possa farsi eco del messaggio conciliare ai giovani: «Siete voi che, raccogliendo il meglio dell'esempio e del­l'insegnamento dei vostri genitori e dei vostri maestri, forme­rete la società di domani; voi vi salverete o perirete con essa».