Le sfide oggi

a 40 anni dal

Documento di Base

Andrea Fontana

PRIMA PARTE: LA STORIA

Le origini del progetto catechistico italiano

Prima del Concilio, il catechismo di Pio X poneva fine a iniziative private dando un linguaggio comune e proponendo il catechismo parrocchiale. Poi, ci furono dibattiti sui contenuti e sui metodi con inizio di una nuova epoca: catechismi biblici, esperienziali, didattici.
All’interno dei quattro decenni trascorsi (70-80-90), mentre la situazione della fede in Italia vivevano un riflusso dovuto alla caduta della pratica religiosa, dei valori morali, degli ultimi appigli…; e di conseguenza alla perdita dell’identità cristiana di molti e alla non trasmissione della fede nelle famiglie, prendono forma i progetti CEI su Evangelizzazione e sacramenti, Comunione e missione, Evangelizzazione e testimonianza della carità, Comunicare il vangelo in un mondo che cambia Essi daranno avvio ai dibattiti sulla catechesi, sulla formazione dei catechisti, sui linguaggi e gli itinerari educativi.

L’espressione visibile del progetto catechistico italiano: i catechismi della CEI

Le scelte metodologiche del progetto delineato attraverso i catechismi CEI sono state: il criterio delle età (dall’infanzia alla maturità) – testi direttamente leggibili – catechismo per la vita cristiana e non solo per i sacramenti – importanza dell’iniziazione cristiana – gradualità e circolarità dei contenuti – promuovere l’incontro personale con Cristo e la scelta di adesione ad una comunità viva – la mediazione della comunità e i segni della Parola di Dio … Intanto esce il R.I.C.A. (1972; in it. 1978), Evangelii Nuntiandi (1975), Catechesi tradendae (1979). La fase di verifica dei testi andò dal 1983 fino al 1997 (pubbl. del CdG/2). Mentre sta per uscire il Catechismo della chiesa cattolica (1992), si celebra la riconsegna del DB nel 1988 e il 2° convegno dei catechisti nel 1992; la CEI propone il Convegno di Palermo e quello di Verona, il Giubileo del 2000, i documenti sul catecumenato degli adulti (1997) e dei ragazzi da 7 a 14 anni (1999), e “La Bibbia nella vita della Chiesa” (1995). Il nuovo Direttorio Catechistico Generale è pubblicato nel 1997.
- Documento pastorale per la catechesi: Il Rinnovamento della catechesi.
- Catechismo degli adulti: La verità vi farà liberi
- Catechismo dei giovani: 1/Io ho scelto voi; 2/Venite e vedrete
- Catechismo per l’iniziazione cristiana:
Catechismo dei bambini: Lasciate che i bambini vengano a me
Catechismo dei fanciulli e dei ragazzi:
Io sono con voi
Venite con me
Sarete miei testimoni
Vi ho chiamato amici

Che cosa è avvenuto negli ultimi dieci anni

È proprio sviluppando queste intuizioni, pur espresse ancora in termini fluttuanti, che il gruppo di lavoro tradusse in itinerario percorribile il cap. V del Rica: attraverso seminari ed incontri prese forma la Seconda Nota, approvata dal Consiglio episcopale permanente della CEI nel 1999, dal titolo: “L’iniziazione cristiana 2. Orientamenti per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi da 7 a 14 anni” (abbrev. Nota 2). Seguendo le essenziali indicazioni del Rica, ma acquisendo lo spirito del catecumenato degli adulti, la Nota, dopo aver tracciato al c.1 la situazione attuale della richiesta del Battesimo da parte di fanciulli in Italia e dopo aver raccontato la storia dell’iniziazione cristiana in Italia a partire dei primi secoli fino al “progetto catechistico italiano” cui ho accennato (c.2), espone gli elementi essenziali dell’itinerario di iniziazione cristiana, ricordando che tale itinerario “rimanda per contenuti e modalità a quello previsto per gli adulti che chiedono il battesimo, ma tiene conto delle peculiarità della fanciullezza e della preadolescenza, del loro specifico legame familiare, del contesto socio-ambientale in cui sono inseriti e del bisogno particolare di una crescita armonica e integrale a garanzia della loro crescita spirituale” (n.20).

Che cosa è successo dopo la Nota?

Subito dopo l’uscita della Nota, di cui celebriamo il decennale, attuando ciò che la stessa suggerisce al n.57 (“Al Servizio nazionale per il catecumenato, con la collaborazione dell’Ufficio catechistico nazionale e dell’Ufficio liturgico nazionale è affidato il compito di predisporre un sussidio dettagliato per attuare in modo facile e ricco gli itinerari indicati”), fu pubblicata dalla Elledici la “Guida per l’itinerario catecumenale dei ragazzi” come modello per costruire nelle esperienze diocesane e locali i percorsi per i ragazzi e le famiglie. La “Guida” è firmata dal “Servizio nazionale” e possiede dunque una certa autorevolezza.
A fronte di una grande produzione di sussidi di ogni genere, nel decennio, sono nati strumenti creativi ed efficaci: io mi permetto di segnalare il sussidio che molti di voi già usano per l’itinerario catecumenale. Cioè, il “Progetto Emmaus” (A.Fontana-M.Cusino) che, oltre al “Numero Zero” per presentare le coordinate del Progetto, ha pubblicato i 5 volumi di “Guide per i catechisti accompagnatori” e i 5 volumi di “Schede per i ragazzi”. È uscito anche il volume (unico) dedicato all’accompagnamento delle famiglie. Il percorso del “Progetto Emmaus” parte dall’ascolto della Parola di Dio per giungere, attraverso la Storia della salvezza, a impregnarsi di una visione cristiana della vita e agire di conseguenza. È stato costruito con fedeltà sulla traccia offerta dalla “Guida” del Servizio nazionale per il catecumenato. Avrebbe bisogno di una presentazione dettagliata…

SECONDA PARTE: PIETRE MILIARI DELLA NOTA SULL'IC RAGAZZI

Il punto di partenza

Punto di partenza per passare in rassegna le pietre miliari di un itinerario “catecumenale” in riferimento alla Nota 2 è la definizione di “iniziazione cristiana”, ripresa da un documento precendente[1]: “Per iniziazione cristiana si può intendere il processo globale attraverso il quale si diventa cristiani. Si tratta di un cammino diffuso nel tempo e scandito dall’ascolto della Parola, dalla celebrazione e dalla testimonianza dei discepoli del Signore attraverso il quale il credente compie un apprendistato globale della vita cristiana e si impegna in una scelta di fede e a vivere come figlio di Dio ed è assimilato con il battesimo, la confermazione e l’eucaristia ad mistero pasquale di Cristo nella Chiesa”. Come si vede, tale definizione fa parte del Progetto catechistico italiano già negli anni precedenti la Nota 2, la quale tuttavia (n.19) “ha inteso rinnovare la pastorale della educazione alla fede dei fanciulli integrando più armoniosamente, con la nozione di iniziazione cristiana, la dimensione catechistica e la dimensione liturgico-sacramentale e la vita di carità”. È ovvio che la nozione di “iniziazione cristiana” implica un’azione particolarissima, che non è solo incontro catechistico, come ho già cercato di chiarire altrove[2].

Alcuni criteri suggeriti dalla Nota per rinnovare la catechesi in senso catecumenale…

1. Non si fa l’iscrizione al catechismo, come se si fosse a scuola o ad un corso di nuoto qualsiasi; ma il gruppo celebra l’accoglienza per un cammino di fede, offrendo un servizio alla crescita delle persone (descolarizzare il catechismo).
2. Non si fanno più “lezioni” di un’ora la settimana, ma incontri prolungati in un progetto che coinvolge ugualmente i ragazzi e le loro famiglie, in un’esperienza di fede cristiana da vivere in casa e fuori.
3. Non stiamo proponendo un corso di catechesi, ma un percorso di apprendistato cristiano in cui si fa tirocinio… vale a dire, si prova ad “iniziare” a vivere da cristiani per capire se questo tipo di vita risponde alle nostre attese e desideri (catechesi integrata).
4. Non usiamo più le espressioni “preparazione alla Prima Comunione/ preparazione alla Cresima…”; ma cammino di fede o di introduzione alla vita cristiana attraverso l’Eucaristia/Cresima… È scomparsa nel nostro itinerario la coreografia della “Prima Comunione”.
5. Lungo il cammino siamo accompagnati non da catechisti che insegnano, ma da catechisti che si “avvicinano e camminano” con la famiglia [infatti, il sussidio ha come titolo “Progetto Emmaus”]; essi provocano incontri con la comunità, testimoniano la fede, educano atteggiamenti e comportamenti cristiani.
6. I catechisti accompagnatori e la parrocchia non sostituiscono i genitori [sarebbe totalmente inefficace], ma sostengono i genitori nel trasmettere e vivere la fede in famiglia.
7. A questo punto i ragazzi non fanno più un cammino accanto ai genitori o sotto gli occhi dei genitori, ma i ragazzi fanno il loro cammino insieme con i genitori (catechesi intergenerazionale).
8. Così i ragazzi non sono isolati dalla comunità degli adulti, ma il gruppo dei ragazzi e delle famiglie è inserito nella comunità degli adulti (la comunità è responsabile della catechesi e l’Iniziazione cristiana è introduzione nella vita comunitaria). La comunità è chiamata a partecipare alla progettazione, a celebrare con il gruppo, a offrire concretamente la propria testimonianza di vita cristiana.
9. Nel nostro cammino non usiamo i catechismi come libri di testo, ma offriamo stimoli per un percorso che deve essere adattato alle concrete esigenze della comunità che lo svolge; e i catechismi sono usati in modo corretto così da far emergere il loro riferimento continuo alla Bibbia (RdC 105-107): è la Bibbia il nostro “libro” per entrare nella vita cristiana.
10. La visione, che nasce da questo progetto e vorrebbe suggerire a chi lo utilizza, è la fede che si fonda su Gesù, il Cristo, il figlio di Dio che si incontra con ciascuno di noi e ci raduna nella comunità dei suoi discepoli. Se questa scelta non è chiara, libera e responsabile tutta la morale, tutti i gesti religiosi, tutti i comportamenti quotidiani saranno soltanto una facciata esteriore, come lo è spesso la religione per molti personaggi del nostro tempo…
11. Di conseguenza, non proponiamo un programma uguale per tutti, ma itinerari differenziati tenendo conto del cammino personale nel gruppo e dell’evoluzione umana e cristiana dei ragazzi. Ciò significa che il materiale proposto da questa Guida deve essere usato molto liberamente, con aggiunte, integrazioni, sostituzioni… in base al cammino che nella realtà i gruppi stanno percorrendo.
12. Il percorso che si ispira ai criteri catecumenali non ha date prestabilite in base all’età o alla classe, ma offre una proposta di percorso lungo il quale si celebrano tappe graduali culminanti, al momento opportuno, nella celebrazione dei sacramenti, quando il gruppo è pronto.

CONCLUSIONE: IL FUTURO

Una nuova visione dell’azione pastorale della chiesa è chiamata in causa oggi. Dall’altra parte è un impianto nuovo ad essere richiesto anche per la catechesi ordinaria affinché possa portare i frutti di una vita nuova nel mondo d’oggi. Non è solo un aggiustamento metodologico richiesto da nuove tecniche comunicative o dall’irrequietezza sempre maggiore dei ragazzi. È un nuovo impianto che assume per adesso il nome di “itinerario catecumenale”, ci libera dalle pressioni ancora presenti d’uniformità sociale superficiale; ci toglie la fama d’agenzie rivolte ad amministrare sacramenti e ci orienta verso l’integrazione tra la Parola annunciata, la Presenza del Cristo Salvatore, la Vita nuova da attuare quotidianamente nell’amore.

Roma, 12 gennaio 2010
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NOTE

[1] Ufficio Catechistico Nazionale, Il catechismo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Nota per l’accoglienza e l’utilizzazione del catechismo della CEI (15 giugno 1991), n.7.
[2] Andrea Fontana, Iniziare: che significa, in realtà? in “Catechesi”,78 (n. 5, maggio-giugno 2008-2009), pagg.27-41. Il testo si può trovare anche nel sito della diocesi di Torino/Servizio diocesano per il catecumenato/documenti.