Hermann Hesse

per la pace

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«Forse è questo che impedisce di trovar la pace: le troppe parole».

“Non uccidere!” non è il rigido comandamento che nasce da una forma didascalica di “altruismo”. L’altruismo è qualcosa che non esiste. E “non uccidere” non significa: non devi fare del male agli altri, non devi nuocere a te stesso! L’altro non è per niente un estraneo, non è affatto un essere lontano, privo di relazioni, a sé stante. Tutto quello che c’è al mondo, tutte le migliaia di “altri”, per me esistono solo in quanto li posso vedere, sentire, e sono in relazione con loro. Ed è soltanto di relazioni tra me e il mondo, tra me e gli “altri”", che consiste la mia vita.

Contro le infamie della vita le armi migliori sono: la forza d'animo, la tenacia e la pazienza. la forza d'animo irrobustisce, la tenacia diverte e la pazienza dà pace.

Una meta si proponeva Siddharta: diventare vuoto, vuoto di sete, vuoto di desideri, vuoto di sogni, vuoto di gioia e di dolore. Morire a sé stesso, non essere più lui, trovare la pace del cuore svuotato, nella spersonalizzazione del pensiero rimanere aperto al miracolo, questa era la sua meta.

Un giorno verrà la pace con l'ultima stanchezza, e la terra madre mi accoglierà in sé.

Il cammino della salvezza non porta a destra né a sinistra, esso conduce nell'intimo del proprio cuore, e solo là è Dio, solo là è la pace.