Riccardo Tonelli, L'AVVENTURA DI DIVENTARE CRISTIANI ADULTI, Elledici 1994


Questo è un libro scritto per chi ha voglia di riflettere sul «cristiano adulto» e sul cammino formativo che ci aiuta a diventarlo.
Lo so che le biblioteche sono strapiene di libri che hanno la stessa pretesa.
Ce ne sono tanti per una ragione semplicissima: cerchiamo suggerimenti su qualcosa che è stato, per tanto tempo, spontaneo e pacifico perché siamo frastornati da un eccesso incontrollato di proposte.
Non basta dire: diminuiamo le proposte e così calerà la gravità del problema. Viviamo in un ambiente che è già saturo di stimoli. Spesso poi anche le proposte che hanno pochissimo in comune fanno di tutto per non pestarsi i piedi. E questo aumenta la confusione.
Un fatto inedito sembra aggravare la situazione. Oggi viviamo gomito a gomito con amici che provengono da esperienze culturali e religiose diverse da quelle che hanno da sempre dominato nel nostro paese. Scopriamo che sono bravi, simpatici, impegnati come noi e... più di noi. Quelli poi che lo sono un po' meno, hanno gli stessi difetti dei cristiani egoisti, maneggioni, disimpegnati.
Nel vortice di mille suggestioni, che ci interpellano anche se facciamo finta di non ascoltare, possiamo inventare frammenti di sogni alternativi solo accettando e cercando il confronto in un profondo senso critico.
Per aiutare chi ha già voglia di capacità critica e per farla spuntare in chi non ha ancora maturato questa esigenza, alle tante voci voglio aggiungere anche la mia.
È nata dalla meditazione del Vangelo. La rilancio così: sulla forza dell'esperienza di Gesù di Nazaret e dei suoi primi discepoli, anche se la riconosco povera e discutibile, perché piena delle mie parole e della mia sensibilità.

1. A confronto con progetti diversi

Ciascuno di noi ha già un suo progetto in testa, in modo più o meno riflesso. Pensiamo al «cristiano adulto». E ci lanciamo verso una meta che sta più avanti di tutte le nostre esperienze, con un prezioso bagaglio di esperienze e di attese.
Di questo progetto qualcosa l'abbiamo maturato direttamente noi, scatenando il nostro coraggio e la nostra fantasia. Molto ci viene dall'esterno, da quel clima culturale che ci avvolge come l'aria che respiriamo. Le due proposte si intrecciano; ed è difficile segnare i reciproci confini. Ci sogniamo in un certo modo, anche perché siamo sollecitati a sognarci così.
Tutto questo non è davvero da buttar via. Al contrario, ci fornisce un prezioso materiale di lavoro. Catalogato, interpretato e revisionato, diventa il punto di partenza d'ogni progetto che guarda verso il futuro.
Non lo vogliamo buttare. Ma neppure lo possiamo assumere tranquillamente, con la scusa di un potente «mi piace» e «guai a chi me lo contesta».
Sono convinto che solo le persone disposte seriamente a passare tutto al vaglio di esigenze e di progetti diversi (incominciando da se stessi e dai propri sogni) sono capaci di diventare adulti. Lo dichiaro con forza, perché non credo davvero che la figura ideale di «adulto cristiano» possa coincidere con quello che esiste o quello che ci piace. Ci vogliono invece progetti provocanti che rompano le sicurezze e lancino all'avventura.

2. Un sogno alla grande

Quali progetti?
Ciò che c'inquieta e ci butta a terra non sono i buoni consigli e le raccomandazioni molto sicure. Ormai ci abbiamo fatto l'orecchio. Vengono e vanno con lo stesso ritmo, senza scuotere per nulla la tranquillità interiore. Ci fanno soffrire invece i progetti vissuti. Quando incontriamo certe persone, ci sentiamo stretti dall'affanno delle esigenze. Ci costringono a scoprire quanto sono meschini i nostri problemi e le prospettive che ci seducono.
Di fronte a queste esigenze inquietanti cerchiamo spesso qualcosa che rassicuri buon senso, equilibrio, tranquillità, perbenismo.
Questa difesa è ampliata dalla vena di pessimismo diffusa nella nostra cultura. Sta consolidandosi infatti una specie di ideologia di segno opposto rispetto alle grandi utopie che hanno acceso il cuore dell'uomo nei tempi passati. Nei momenti neri - e non sono davvero rari - ci viene spontaneo dare ragione a quell'attento testimone del nostro tempo che descrive così il clima in cui viviamo oggi: «La giustizia, la speranza, l'utopia sono solo illusioni. L'uomo è malvagio e resterà tale. Il futuro sarà peggiore del passato. Ci si può solo difendere, si può solo aggredire» (F. Alberoni).
Per sopravvivere ci siamo ormai abituati a sognare in piccolo, senza coraggio e senza fantasia. Ci siamo rassegnati a svendere il diritto di sognare, con la scusa di diventare realisti.
In questa ricerca sul «cristiano adulto», faccio di tutto per sognare alla grande. Ogni tanto fa bene tentare di riscattarci... altrimenti finisce tutto nel peggiore dei modi.
Per questo il mio sogno sul «cristiano adulto» è tutto intessuto della storia di Gesù di Nazaret e dei suoi primi discepoli.

3. Nella grande compagnia dei discepoli di Gesù

La storia di Gesù e dei suoi discepoli non è un bel libro di racconti eroici; neppure è un prontuario da cui attingere buoni consigli in caso di necessità. È invece una grande esperienza di vita: una trama di persone vive, che da Gesù arriva fino a noi, che ci parla di Dio e di noi stessi.
I cristiani chiamano tutto questo «la Chiesa».
Come hanno già fatto tanti prima di noi, propongo di cercare come diventare «cristiani adulti» nella grande compagnia della Chiesa. La nostra ricerca ha così il conforto del volto, cordiale e accogliente, di tanti amici che, prima di noi, hanno coltivato il nostro stesso sogno. Ci incoraggiano, documentando quanto la strada sia praticabile, nonostante la fatica e le incertezze che intralciano ogni passo. Ci suggeriscono i tracciati già sperimentati e ci anticipano gli esiti.
Cercare nella Chiesa è però un'avventura molto diversa da quella che sperimentiamo tanto spesso, a contatto con modelli e con proposte che sembrano disegnate apposta per metterci in crisi o che ci lasciano soli, proprio nel momento in cui avremmo più bisogno di una mano che ci sostenga. Cerchiamo in una compagnia che dà forza alla nostra avventura. Nella Chiesa infatti troviamo l'orientamento del nostro progetto e troviamo una serie di punti di ristoro. I cristiani li conoscono ormai bene. Sono i sacramenti della presenza di Dio, il pane della sua Parola, l'esperienza di una specie di «grembo materno» che nutre la nostra crescita.
Chi vuole diventare «cristiano adulto» inizia un viaggio, confortato dai suggerimenti e sostenuto dai doni di vita che la Chiesa ci offre.
Molti strumenti ci daranno aiuti preziosi nella nostra ricerca: la parola che Dio ci ha rivelato, la consapevolezza riflessa che la Chiesa ha maturato sulla sua fede, il vissuto dei credenti e tutto quello che ci giunge dalla ricerca pensosa dell'uomo. Sono documenti che non posso mettere sullo stesso piano, né posso affidare ad essi lo stesso indice di autorevolezza. Hanno però tutti qualcosa d'importante da dirci. Sono espressioni differenti di una stessa Parola che viene dal silenzio e sprofonda nel silenzio.