I giovani (da «Ecclesia in Asia», 1999)

I giovani

(Da «Ecclesia in Asia», 1999)

 

47. I Padri sinodali si sono mostrati particolarmente sensibili al tema della gioventù nella Chiesa. I molti e complessi problemi che i giovani si trovano oggi ad affrontare nel mondo asiatico in cambiamento spingono la Chiesa a richiamarli alle loro responsabilità nei confronti del futuro della società e della Chiesa, incoraggiandoli e sostenendoli ad ogni passo per essere sicura che siano in grado di accettare questa responsabilità. A loro la Chiesa offre la verità del Vangelo come un mistero gioioso e liberante da conoscere, da vivere e da condividere con gli altri con convinzione e coraggio.

Perché i giovani possano essere agenti efficaci di missione, è necessario che la Chiesa offra loro una cura pastorale adatta. 231 In sintonia con i Padri sinodali, raccomando che, dove possibile, ogni Diocesi in Asia designi dei cappellani o direttori della gioventù per promuoverne la formazione spirituale e l'apostolato tra i giovani. Alle scuole cattoliche ed alle parrocchie compete un ruolo vitale nell'offrire una formazione integrale ai giovani, cercando di condurli sulla via del vero discepolato e sviluppando in essi le qualità umane che la missione richiede. Opere apostoliche organizzate per la gioventù o club specifici per loro possono offrire l'esperienza dell'amicizia cristiana, così importante per i giovani. La parrocchia, le associazioni e i movimenti sono in grado di aiutarli a meglio affrontare le pressioni sociali, offrendo loro non soltanto una più matura crescita nella vita cristiana, ma anche un sostegno sotto forma di consulenze per l'orientamento professionale, la ricerca vocazionale, la problematica giovanile.

La formazione cristiana dei giovani in Asia deve partire dal riconoscimento che essi non sono soltanto oggetto della cura pastorale della Chiesa, ma anche « agenti e cooperatori nella missione della Chiesa nei vari compiti apostolici di amore e di servizio ». 232 Pertanto, nelle parrocchie e nelle Diocesi, i giovani e le giovani dovrebbero essere invitati a prender parte all'organizzazione di attività che li riguardano e li coinvolgono. La freschezza e l'entusiasmo, lo spirito di solidarietà e di speranza li possono rendere costruttori di pace in un mondo diviso; a tale riguardo, è incoraggiante vedere giovani coinvolti in programmi di scambio tra Chiese particolari e Paesi asiatici e di altri continenti, in vista della promozione del dialogo interreligioso e interculturale.

NOTE

(231) Cfr Propositio 34.

(232) Ibid.