La pedagogia del Lezionario


Manlio Sodi

(NPG 2004-05-27)


Chi lavora con i giovani ha modo di sperimentare (più spesso di stimolare) in essi il frequente bisogno di accostare il libro della Scrittura. Il movente è diverso tra persona e persona (chi è chiamato una prima volta a “leggere” in assemblea; chi ha pregato un salmo; chi è rimasto colpito da una pagina significativa; chi è interiormente spinto ad un approfondimento...); tutti comunque ad un certo punto del cammino di fede fanno esperienza di un contatto vivo con la storia di un popolo particolare narrata nella Bibbia. Il racconto di questa esperienza unica e irripetibile la Chiesa lo presenta a tutti i suoi fedeli con particolari modalità e ritmi attraverso il Lezionario. In tal modo l’operatore pastorale ha in mano uno strumento che racchiude potenzialità educative, uniche nel loro genere, in ordine al cammino di fede e di vita. Ecco il senso di questo specifico approfondimento.

Uno dei poli della celebrazione cristiana è sempre costituito dall’annuncio della parola di Dio. Lo ha ricordato lo stesso Vaticano II quando ha affermato che Cristo “è presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura” (SC 7). E dopo aver ricordato che, esortava a favorirne una “soave e viva conoscenza” perché da essa si “attingono le letture... e i salmi da cantare; del suo afflato e del suo spirito sono permeate le preci, le orazioni e gli inni liturgici” (SC 24).
L’invito dei padri conciliari fu presto concretizzato con l’elaborazione di uno strumento – il Lezionario – che raccogliesse, secondo un ordine particolare, le parti più importanti della Scrittura da annunciare nelle celebrazioni.
Suddiviso in più volumi, il Lezionario ha una logica interna che l’operatore pastorale percepisce solo dopo essersi confrontato con l’ampio contenuto delle “Premesse” (= PrL), in cui si ricordano i principi generali per la celebrazione liturgica della parola di Dio (c. I); si delinea il significato di tale parola nella celebrazione dell’eucaristia (cc. II e III); e si offre una panoramica circa la struttura e l’ordinamento delle letture della messa (cc. IV VI).

Strumento di annuncio

Il Lezionario è “una disposizione delle letture bibliche che offre ai fedeli una panoramica di tutta la parola di Dio in base a un criterio di armonico sviluppo”. Nel corso dell’anno liturgico, ma specialmente nei tempi “forti”, la scelta e l’ordinamento delle letture “hanno lo scopo di portare i fedeli a rendersi conto gradualmente della fede che professano e ad approfondire la conoscenza della storia della salvezza (PrL 60).
La logica interna che unisce l’insieme dell’annuncio non appare in modo immediato; richiede un approfondimento sistematico, graduale, complessivo, orante da parte dell’operatore pastorale.
È un lavoro previo indispensabile ai fini della comprensione e della valorizzazione dell’anno liturgico come itinerario di fede e di vita; un approfondimento i cui punti fermi e le cui dinamiche sono già sufficientemente illustrate nell’ampia premessa collocata all’inizio degli stessi Lezionari (specialmente a partire dal 1981).

Con una particolare metodologia

La Chiesa “segue fedelmente nella liturgia quel modo di leggere e di interpretare le sacre Scritture, a cui ricorse Cristo stesso, che a partire dall’oggi del suo evento esorta a scrutare tutte le Scritture” (PrL 3).
Si tratta pertanto di una lettura-annuncio “totale” nel senso che sia la lettura dell’Antico come del NT nella celebrazione liturgica, è sempre l’annuncio dell’unico e identico mistero di Cristo: “Nell’AT è adombrato il Nuovo, e nel Nuovo si disvela l’Antico. Di tutta la Scrittura, come di tutta la celebrazione liturgica, Cristo è il centro e la pienezza” (PrL 5).
Il Lezionario presenta “i fatti e i detti più importanti della storia, di volta in volta rievocata in molti suoi momenti ed eventi dalla liturgia della parola, appaia ai fedeli come un qualcosa di continuativo, che ripresenta e attualizza il mistero pasquale nella celebrazione dell’eucaristia” (PrL 61).
Ecco perché “nell’ascolto della parola di Dio si edifica e cresce la Chiesa, e i fatti mirabili che un tempo e in molti modi Dio ha compiuti nella storia della salvezza, vengono in mistica verità ripresentati nei segni della celebrazione liturgica; a sua volta, Dio si serve della stessa assemblea dei fedeli che celebrano la liturgia, perché la sua parola si diffonda e sia glorificata e venga esaltato tra i popoli il suo nome. Ogni volta pertanto che la Chiesa, riunita dallo Spirito Santo nella celebrazione liturgica, annunzia e proclama la parola di Dio, sa di essere il nuovo popolo, nel quale l’alleanza, sancita negli antichi tempi, diventa finalmente piena e completa... La stessa parola di Dio, proclamata nella celebrazione dei divini misteri, non si riferisce soltanto alla presente situazione che stiamo vivendo, ma rievoca il passato e fa intravedere il futuro, ravvivandone... il desiderio e la speranza...” (PrL 7).

Lezionario domenicale e festivo

L’ordinamento del Lezionario per i giorni domenicali e festivi è caratterizzato:
• dall’uso di tre letture: la compresenza delI’AT, della voce dell’Apostolo e del Vangelo hanno lo scopo di porre “nel debito rilievo l’unità dei due Testamenti e della storia della salvezza, incentrata in Cristo e nel suo mistero pasquale” (PrL 66);
• da una lettura abbondante e varia della Scrittura: il ristretto periodo di un anno e il desiderio conciliare di mettere a disposizione dei fedeli una mensa più ricca di parola di Dio hanno fatto sì che si raggiungesse il traguardo di un Lezionario organizzato secondo un ciclo triennale, in modo da riascoltare gli stessi testi solo ogni tre anni. In riferimento alla diversità di cicli con cui la Chiesa fa memoria del suo Signore, anche l’organizzazione del Lezionario festivo si presenta diversificata;
• le letture per i cosiddetti “tempi forti” sono caratterizzate da una particolare concordanza tematica che, partendo dal vangelo, guarda nella prima lettura la prefigurazione e nella seconda l’esperienza attualizzante di una delle primitive comunità cristiane. Il principio si fonda su quel tipo di concordanza “già presente nella Scrittura stessa, in quanto gli insegnamenti e i fatti riferiti nei testi del NT hanno una relazione più o meno esplicita con fatti e insegnamenti dell’AT” (PrL 67);
• nelle domeniche del tempo ordinario si verifica invece una lettura semicontinua dei vangeli sinottici (Mt, Mc, Lc); mentre l’AT “è in concordanza tematica col Vangelo” (PrL 67), la seconda lettura segue il princípio della semicontinuità, senza un legame precostituito con la tematica evangelica. Dopo le prime esperienze del Lezionario, e talvolta ancora oggi, si sente qualche istanza a livello pastorale circa il bisogno di “predisporre una certa unità tematica, per facilitare l’istruzione omiletica”. Ma “il ricorso a un’unità tematica così concepita è... in contrasto con la concezione esatta dell’azione liturgica che è sempre celebrazione del mistero di Cristo e che per sua propria tradizione ricorre alla parola di Dio non in forza di sollecitazioni razionali o di motivi di natura contingente, ma con il preciso intento di annunziare il Vangelo e di portare i credenti alla conoscenza di tutta la verità” (PrL 68).

Lezionario feriale

Il cammino di crescita lungo il tempo non è segnato solo dalla festa ma anche dal feriale; si può dire che l’uno esiste in funzione dell’altro nel senso che l’uno ha significato perché esiste l’altro.
Anche la successione dei giorni feriali nel tempo liturgico è caratterizzata da un annuncio del regno di Dio che si attua con metodologie diverse:
• nei tempi si ritrova la stessa impostazione di “concordata tematica” vista a proposito del Lezionario festivo: ogni giorno si leggono due letture “che tengono presenti le caratteristiche proprie” di un determinato tempo; e ogni anno si ripetono sempre le stesse (cf PrL 69);
• nelle ferie delle 34 settimane del tempo ordinario ritorna il principio della “lettura semicontinua” nelle due letture; infatti “le letture del vangelo sono disposte in ciclo unico, che viene ripreso ogni anno (Mc, Mt, Lc). La prima lettura invece, in due cicli, si riprende ad anni alterni” (PrL 69).
In questo modo si stabilisce un’integrazione profonda tra il Lezionario festivo e quello feriale; nel loro insieme offrono la possibilità di ascoltare tutto il NT e una parte notevolissima dell’AT.
A questo si deve aggiungere ancora – sempre nell’ambito dell’annuncio della parola di Dio – la partecipazione al salmo responsoriale. Come “parte integrante della liturgia della parola” esso (PrL 19). Ha importanza liturgica perché nell’ambito della celebrazione permette al fedele di accogliere a livello ancora più personale l’annuncio della parola facendola riecheggiare nella propria mente attraverso la risposta delle labbra. Ha importanza pastorale in quanto, oltre che realizzare un incontro ancora più personale con la parola di Dio, esso – se ben valorizzato anche con il canto – permette un’educazione alla preghiera attraverso l’accostamento ai salmi.

Altri Lezionari

La presenza di altri Lezionari sta a significare da una parte la centralità della parola di Dio in ogni forma di preghiera, e dall’altra la meticolosità con cui la riforma liturgica ha attuato il principio ricordato all’inizio di mettere a disposizione dei fedeli una mensa più abbondante di sacra Scrittura. I diversi Lezionari contengono pertanto l’annuncio della Parola per le varie situazioni che il fedele attraversa nel suo cammino di fede.

Per celebrare la memoria della beata Vergine Maria

Non si può celebrare il mistero di Cristo prescindendo dalla Vergine Maria, e viceversa; ecco perché è frequentissima la memoria di Maria durante l’anno liturgico con solennità, feste e memorie. Il Lezionario festivo e quello per i Santi contengono i rispettivi brani biblici.
Il Lezionario per le messe della beata Vergine Maria (Città del Vaticano 1987) costituisce un nuovo ulteriore strumento per celebrare e vivere il mistero di Cristo “insieme con Maria” lungo l’anno liturgico.

Per le celebrazioni dei santi

Secondo il grado (solennità, festa, memoria), anche la celebrazione dei santi può avere letture proprie o appropriate. Il loro uso dipende dalla particolare sottolineatura e importanza con cui una determinata Chiesa locale o la stessa Chiesa universale riserva a coloro che “giunti alla perfezione con l’aiuto della multiforme grazia di Dio... in cielo cantano... la lode perfetta e intercedono” per la Chiesa la quale, nel loro giorno natalizio e “propone ai fedeli i loro esempi...” (SC 104).
Le letture, pertanto, mentre annunciano il mistero perenne della pasqua, aiutano a comprendere la tonalità specifica con cui lo stesso mistero è vissuto dai santi e continuamente riproposto nel tempo della Chiesa.
È in questo contesto, però, che il Lezionario ricorda di “non omettere troppo spesso e senza motivo sufficiente le letture assegnate per i singoli giorni dal Lezionario feriale: la Chiesa infatti desidera che venga offerta ai fedeli una mensa più abbondante della parola di Dio” (PrL 83).

Per diverse circostanze

Le messe per varie circostanze sono di tre specie, e ciascuna può usufruire di un Lezionario proprio:
• le messe rituali sono quelle collegate con la celebrazione di alcuni sacramenti o sacramentali; il Lezionario raccoglie i testi biblici già riportati nei rispettivi libri rituali;
• le messe per varie necessità sono celebrate solo in alcune occasioni, in tempi determinati e a certe condizioni; i testi del Lezionario possono essere di valido aiuto per un opportuno adattamento a circostanze e situazioni di gruppi che celebrano l’Eucaristia;
• le messe votive tendono ad esprimere e favorire la devozione dei fedeli nel commemorare i misteri del Signore per onorare la Vergine Maria o qualche santo; lo scopo del Lezionario è quello appena accennato.

Per le messe dei defunti

Il sacrificio eucaristico è offerto dalla Chiesa anche per i defunti, perché in forza della comunione esistente fra tutte le membra di Cristo, gli uni ricevano un aiuto spirituale, e gli altri il conforto della speranza (cf Messale, Premessa 335). Particolare importanza riveste la scelta delle letture bibliche che sono offerte con abbondanza dal Lezionario.

Per la messa dei fanciulli

Il Lezionario per la messa dei fanciulli (Libreria Editrice Vaticana 1976) è uno strumento particolare elaborato con determinati criteri e come risposta al “Direttorio per le messe con i fanciulli” (1973), al fine di “favorire la maturazione di fede dei fanciulli aiutandoli a partecipare... alla liturgia, momento culminante di una piena esperienza di vita cristiana” (Premesse 18).

Per la Liturgia delle Ore e altre celebrazioni

Si potrebbe dire che la Liturgia delle Ore è tutto un “Lezionario”, nel senso che raccoglie e ordina in un determinato modo salmi, cantici e numerosi brani di parola di Dio allo scopo di santificare il tempo nell’arco della giornata e nel contesto dell’anno liturgico. L’“ufficio delle letture” poi è organizzato come un vero Lezionario, in quanto propone al popolo di Dio pagine della Scrittura che completano quelle riservate alla celebrazione dell’eucaristia; ne risulta un compendio di tutta la storia della salvezza.
Altri Lezionari sono presenti in altri libri liturgici che, pur contenendo riti non direttamente connessi con la celebrazione dell’Eucaristia, presentano una selezione di brani di parola di Dio: si pensi al Benedizionale, al Culto eucaristico fuori della messa, al Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, al Rito della penitenza. La conoscenza di simili Lezionari costituisce la premessa indispensabile per un’accorta azione pastorale e dunque per una celebrazione più partecipata.

Conclusione

Ciò che emerge in modo immediato dall’accostamento diretto del Lezionario è il suo obiettivo pastorale: a questo fine sono stati elaborati i principi, vagliate le esperienze e attuate le scelte con la collaborazione di esperti in esegesi, liturgia, catechetica e pastorale. La disposizione delle parti, la selezione delle pericopi e dei libri della Scrittura intendono rispondere a questo particolare scopo.
L’obiettivo pastorale tende a soddisfare il diritto dei fedeli a ricevere con abbondanza la parola di Dio, perché “per mezzo dell’ascolto della fede anche oggi l’assemblea... accoglie da Dio la parola dell’alleanza, e a questa parola deve rispondere... per diventare sempre più al popolo della Nuova Alleanza” (PrL 45) attraverso una conoscenza sempre più completa del progetto di salvezza.
L’abbondanza di parola di Dio che risuona nelle più diverse assemblee richiede una catechesi biblica permanente che permetta ai fedeli di percepire, attraverso la narrazione dei diversi fatti, la continuità dell’evento pasquale ripresentato e attualizzato nella celebrazione liturgica.
Ciò implica per chi presiede e per i principali responsabili della celebrazione un conoscere “a perfezionare la struttura dell’ordinamento delle letture” per cogliere il rapporto tra i vari testi e quindi per suscitare frutti nel cuore e nelle conseguenti scelte di vita dei fedeli (cf PrL 39).
Il Lezionario è quindi lo strumento che continua a narrare la storia della salvezza nel tempo della Chiesa; lo strumento che permette al singolo come alle diverse comunità ecclesiali di fare memoria, anzi di celebrare il memoriale del mistero di salvezza; è da questa celebrazione memoriale della pasqua del Signore che ogni fedele può fare ogni giorno pasqua: vivere cioè quel cammino di liberazione nell’oggi della storia, proteso verso un compimento. Una memoria dunque, quella del Lezionario, che impegna nel presente, in vista di un compimento futuro.