Baden-Powell

(1857-1941)

Giacomo Grasso


Con la sigla B.P. duecentocinquanta milioni di ragazzi hanno indicato il fondatore del più diffuso e interessante movimento giovanile che la storia ricordi: lo scautismo. Duecentocinquanta milioni, in ottant’anni di diffusione del movimento in tutte le parti del mondo. Ragazzi di ogni Paese - non sempre in ogni Paese, perché qui e là, durante questi ottant’anni, regimi poco favorevoli alla libertà di aggregazione hanno soppresso le associazioni scaut -, di ogni fede religiosa - non è ammissibile essere scout e areligioso -, hanno giocato e giocano ancora l’avventura scaut fedeli alle indicazioni, ai metodi, allo stile di B.P.
Per questo grande seguito B.P. merita di essere conosciuto e ricordato: grande seguito che trova il fondamento in quello che è in sé lo scautismo, avverato dall’accoglienza prima dei ragazzi inglesi di ottant’anni fa, poi dei ragazzi di tutto il mondo, anche assai diversi, per tempi e cultura, da quelli che per primi lessero «Scautismo per ragazzi», entusiasmandosene in tal maniera da spingere B.P. ad organizzarli in un «movimento». Come è noto B.P. non solo non era cattolico romano, ma in un certo senso non aveva preoccupazioni «pastorali». Eppure Paolo VI - dopo la celebrazione del Vaticano II - disse che il Concilio aveva «canonizzato il metodo», e Giovanni Paolo II ha parlato più volte di lui sino a collocarlo tra i santi non canonizzati.
Prima di parlare di B.P., per evitare equivoci, e per meglio coglierne le caratteristiche, occorre notare almeno due cose: e cioè che lo scautismo comunque consegna una «spiritualità», e che un rilevante ruolo ha giocato e gioca nella nostra Chiesa lo scautismo dei cattolici, anch’esso si può dire da ottant’anni.

LA VITA

Robert Stephenson Smyth Baden-Powell nacque - dodicesimo di quattordici figli - il 22 febbraio 1857. Suo padre, membro della Società Reale, professore di teologia e di geometria ad Oxford, pastore anglicano, ebbe otto figli dalla prima moglie e sei dalla seconda, Henriette Grace Smyth, madre di Robert e di altri cinque figli. Si era sposata ventiduenne nel 1846. Suo marito ne aveva cinquanta. Sarebbe morto sessantaquattrenne nel 1860 lasciandole il peso di una numerosa famiglia.
Orfano di padre a tre anni, «Ste» (così lo chiamavano in famiglia) ebbe nel nonno materno, l’ammiraglio Smyth, e nella madre, due rilevanti educatori. Nel 1876 terminò gli studi, compiuti, come allora usava, stando lontano da casa. Mantenne, però, una settimanale corrispondenza con la madre, e i collegamenti con i fratelli durante l’estate. Sempre nel 1876 iniziò la carriera militare: in India sino al 1884, poi per circa un anno in Sud Africa. Seguono due anni che lo vedono impegnato in missioni per il suo Paese in Germania, in Russia e in altre nazioni, finché nel 1887 torna in Sud Africa. Altri tre anni (dal 1890 al 1893) nell’Intelligence Service. Sono gli anni in cui, da Malta dove risiede, viaggia in diversi Paesi del Mediterraneo, Italia compresa. Altri due anni li passa in Irlanda, per poi essere trasferito in Costa d’Oro per la Campagna contro gli Ashanti. Intanto è divenuto Colonnello e comanda un Reggimento. Il suo stile è sempre quello di puntare molto sulla fiducia e sul senso dell’onore. Riesce a trasformare spedizioni punitive in iniziative pacificatrici. Nuovamente in Inghilterra, riparte per il Sud Africa nel 1899. Siamo alla vigilia della guerra anglo-boera. Si stabilisce, come comandante della frontiera nord-occidentale, a Mafeking. Scoppia in ottobre la guerra, Mafeking è assediata. L’assedio dura più di duecento giorni. Nel territorio assediato Baden-Powell fa stampare moneta, francobolli, e organizza un corpo di Cadetti, ragazzi addetti a servizi di pubblica utilità: notando i buoni risultati comincia a rendersi conto di come possa forgiarli lo scouting (lo scautismo, l’essere impegnati sulla frontiera...).
L’assedio, il 16 maggio 1900, è spezzato. Londra esulta, la Regina Vittoria, che regna da sessantatré anni, nomina B.P. maggiorgenerale, a quarantatré anni!
Seguono ancora alcuni anni in Sud Africa, interrotti da un soggiorno in patria per malattia, poi alcuni anni di attività come Ispettore Generale della Cavalleria in Gran Bretagna. Nel 1907 è messo quasi in disparte. È proprio però il 1907 l’anno del suo primo esperimento di scouting con una ventina di ragazzi nell’isola di Brownsea. Nel 1908 appaiono le dispense di Scautismo per ragazzi. Poiché i suoi giovani lettori si entusiasmano e vogliono un movimento, nasce lo scautismo che, a poco a poco, avrà anche una sua organizzazione. Nel 1910 lascia definitivamente l’esercito. Il suo movimento è affermato. Re Edoardo VII lo crea Baronetto di Giwell. B.P. comincia ad essere noto a centinaia di migliaia di ragazzi e anche di ragazze: le ragazze-esploratrici, o guide. Nel 1912 sposa Olave St. Claire Soames che gli darà tre figli e assumerà la direzione del movimento femminile. Lady Olave, di trent’anni più giovane, sarà Capo Guida del Mondo fino alla morte, avvenuta nel 1977.
Lo scoppio della guerra, nel 1914, non trova impreparato B.P. che, da buon conoscitore della situazione politico-militare, l’aveva prevista. E ne aveva previsto le tragedie. Militare di carriera, B. P. non fu mai un militarista, e svolse una grande opera per la pace: negli anni di guerra svolgendo un’azione educatrice tesa ad eliminare ogni forma di odio, subito dopo coordinando gli scouts di tutto il mondo per ricostruire la pace. Così nel 1920 organizza a Olimpia (Londra) il primo Jamboree (incontro) mondiale. Nasce informalmente la Conferenza Mondiale dello Scautismo. Da quell’anno, ogni due anni, si riunirà la Conferenza. Fino al 1941, anno della morte di Baden-Powell, si terranno altri quattro Jamboree mondiali e tre Rover-Moot (incontri per giovani: in un primo tempo lo scautismo era stato pensato per ragazzi dai 12 ai 17-18 anni; ben presto però si aggiunsero i Lupetti, 8-12 anni, e i Rovers, dai 18 anni in su. Attualmente gli archi di età sono un po’ mutati, tenendo anche conto delle situazioni dei diversi paesi. Esiste anche, con un collegamento internazionale, il movimento degli Adulti Scouts e Guide).
In Italia il movimento approdò verso il 1911, ebbe una sua consistenza organizzativa dal 1914 (Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori). Nel 1916 sorse l’Associazione Scautistica Cattolica Italiana. Soppresse dal fascismo nel 1927 e 1928 le due associazioni risorsero a guerra finita dando origine alla Federazione. Accanto ad esse due associazioni femminili, pure federate. Ora sono entrambe fuse: il CNGEI e l’AGESCI.

2. IL METODO

2.1. Premessa

Prima di presentare sommariamente i tratti di un’entusiasmante impresa pedagogica come lo scautismo, davvero adattabile ovunque nel mondo giovanile, si ritorna ancora un momento su quanto accennato a proposito di «spiritualità» dello scautismo e di scautismo dei cattolici.

Lo scautismo come metodo educativo «semina il buon grano di una spiritualità». Sono parole di B.P., scritte nel 1909, quasi per rispondere ad un’accusa rivolta a Scautismo per ragazzi. Le ha recentemente citate uno dei più profondi studiosi di storia dello scautismo, Mario Sica. Baden-Powell lascia agli educatori le forme concrete di questa spiritualità, comunque individuabile. È il metodo stesso a diventare così, nelle mani di un cristiano, «la parabola scout», e in questo senso si è mossa l’équipe dell’AGESCI che ha approntato il Progetto Unitario di Catechesi.
Quanto allo scautismo dei cattolici: gruppi scauts di cattolici nacquero subito, già in Inghilterra. Poi nacquero associazioni (tra le più antiche quella italiana, già citata). Negli anni ’30 ebbero un grande sviluppo quella francese, quelle belghe, quella olandese. Così, dopo la guerra, e con l’apporto di quella tedesca e austriaca, nonché di tante altre minori, si organizzò una Conferenza Internazionale dello Scautismo Cattolico, molto attiva anche in America Latina e in Africa. Essa favorì, come la corrispondente delle Guide, non solo i collegamenti e i reciproci scambi, ma anche l’approfondimento del ruolo evangelizzatore dello scautismo. In questo senso la Carta Internazionale Cattolica dello Scautismo e del Guidismo, approvata dalla Santa Sede nel 1977. Entrambe le Conferenze fanno parte delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche presso il Pontificium Consilium pro Laicis. Nei paesi di tradizione anglofona non si hanno associazioni di cattolici, ma comitati di cattolici nell’unica organizzazione nazionale.


2.2. Gli scritti

B.P. scrisse diverse opere già prima di lanciare il suo metodo educativo basato sullo scouting. Sono scritti che riguardano o sue imprese militari o l’addestramento nell’esercito. In esse si coglie già il suo stile: grande attenzione alla realtà, spirito d’osservazione, valutazione e studio del carattere. Poi iniziò, dal 1908, la pubblicazione di opere scout, a partire dal già citato Scautismo per ragazzi, apparso in molte edizioni e studiato criticamente da centinaia di studiosi di molte parti del mondo. Seguono, si può dire ogni anno, opere di respiro vario. Tra le più riuscite La via verso il successo (1922), che riguarda i giovani. Nel 1916 era stato pubblicatoIl manuale dei lupetti, per i fanciulli, dovuto in qualche modo all’intesa col Kipling de Il libro della giungla. Non vanno, infine, dimenticati i continui articoli redatti per riviste scout, soprattutto per Capi educatori (in parte oggi raccolti in antologie curate a livello mondiale da Mario Sica), e la fitta corrispondenza. Stile immediato, di facile lettura, sempre molto concreto. Contenuti intrisi di ottimismo, di speranza, di fiducia anche quando BadenPowell mostrava chiaramente di non ignorare la drammaticità della situazione storica in cui si trovava a vivere. Anche se comprensibilmente «datate», le sue pagine, sapendo estrapolare da alcune esemplificazioni che appartengono ai «suoi» tempi, propongono indicazioni che senza pretendere l’universalità (si tratta pur sempre di preoccupazioni «pedagogiche» anche se B.P. non avrebbe amato sentirle definire tali), continuano ad essere attuali perché si riferiscono a fanciulli, ragazzi e giovani colti nelle loro esigenze di base, quelle in qualche modo «naturali».


2.3. La proposta

Lo scopo che B.P. si è proposto è stato quello di aiutare con un metodo attraente e adeguato fanciulli, adolescenti e giovani nel loro crescere. Una crescita globale, non solo a livello di singoli ma di persone che fanno parte di una nazione, dell’intera umanità. Per la crescita del singolo propone «quattro punti»: carattere, salute e forza fisica, abilità manuale, servizio. Quest’ultimo si apre decisamente al sociale che si dilata nella «mondialità».

L’originalità di B.P. non sta tanto nelle annotazioni pedagogiche talora assunte dalla tradizione inglese del XVIII secolo, o nell’«impara facendo», né nell’attenzione verso la natura (esistevano molte organizzazioni in Gran Bretagna e in Germania che si occupavano dell’inserimento dei giovani negli ambienti «naturali»). L’originalità la si trova piuttosto nell’aver ben combinato insieme tanti diversi aspetti dando importanza, e responsabilità, ai ragazzi. Ne è un’espressione tipica la Promessa e la Legge, e l’organizzazione della vita del piccolo gruppo, per gli scouts e guide la «squadriglia». Il tutto senza mai esasperare nessuno dei «quattro punti». Il «carattere» non punta a «superuomini», ma a gente che impara ogni giorno a vivere in pienezza anche i fatti più consueti; la «salute e forza fisica» non esaspera queste doti, ma insiste perché anche chi è portatore di handicap risponda al meglio; l’«abilità manuale» non è protagonismo del «fai da te»; il «servizio» parte dal «bel colpo!» (in italiano si dice «buona azione»), quasi uno scherzo quotidiano, col quale però ci si abitua ad aiutare il prossimo.
È così che un generale vittoriano, ormai più che cinquantenne, è stato per altri trentatré anni (B.P. morì a Nyeri in Kenia ove si era ritirato a vivere, l’8 gennaio 1941) un animatore nel mondo giovanile. Uno che ha offerto a ragazzi e ragazze di tutto il mondo un metodo per vivere meglio e a ragazzi e ragazze in ambienti cristiani la possibilità di rendere matura la propria adesione all’evangelo. Lo ha fatto, come scrive lui stesso, incoraggiando «l’individuo a sviluppare da sé la propria personalità». Accusato, in ambienti cattolici, di essere un metodo «naturalista», lo scautismo di B.P. non ha avuto bisogno di difendersi con contro-polemiche. Quattro anni dopo la morte di B.P., uno scout e jocista francese, Marcel Callo, moriva la sera del 19 marzo 1945 nel campo di sterminio di Mauthausen tra le braccia di un compagno di prigionia, non credente, che acquistò la fede assistendo a quella morte. Nel proclamare Beato Marcel Callo, scout, giocista, martire, il 4 ottobre 1987, Giovanni Paolo II attribuì alla sua formazione scaut il merito di aver preparato quel giovane alle decisioni che lo portarono all’estrema testimonianza di fede.
In una «nota», trovata dopo la morte di Baden-Powell, ma scritta probabilmente già nel 1929, si legge, a proposito dei capi degli scouts e delle guide: «Voi non solo svolgete una grande opera per i figli del vostro prossimo ma contribuite anche in modo pratico a realizzare sulla terra il regno di Dio, basato sulla pace e sulla buona volontà». È un’affermazione che si può attribuire a B.P. che ha contribuito, come educatore, a questa realizzazione.