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    cabret

    FILM

    Si consiglia la visione del film Hugo Cabret. Molti sono gli spunti ma certamente da sottolineare la capacità di Hugo di mettersi in ricerca e di sperimentare. Il suo “atelier” è nella torre della stazione; gli elementi con cui cimentarsi sono un manichino meccanico, un taccuino disegnato, preziosa eredità del padre e la caotica vita di una stazione popolata da una folla disparata di personaggi. (anno 2012 – regia: Martin Scorsese – durata: 127 min)

    1. Trama (tratta da wikipedia)
    Hugo Cabret è un orfano dodicenne che vive nascosto in una stazione ferroviaria a Parigi degli anni trenta. Hugo viveva con il padre, morto a causa di un incendio avvenuto al museo dove lavorava. Sotto la tutela dello zio, manutentore degli orologi della stazione, il ragazzo per sopravvivere è costretto a mettere in atto continui sotterfugi e a diventare egli stesso riparatore di ogni sorta di congegni e meccanismi. Di suo padre gli è rimasta la passione per il cinematografo ed un automa meccanico trovato nel museo, lì dimenticato chissà da quanto e miracolosamente sfuggito all'incendio. Per sua sfortuna, alla stazione ferroviaria, vive anche Gustave, reduce di guerra ed ispettore ferroviario, il cui scopo principale è quello di acciuffare monelli ed orfani che, vivendo di espedienti, cercano di sottrarsi all'orfanotrofio. Hugo instaura così un rapporto speciale con l'automa da riparare, una relazione dai risvolti misteriosi, e con Isabelle, una ragazzina adottata dal proprietario del chiosco di giocattoli Georges Méliès. In realtà l'automa fu costruito proprio da “papà Georges”, che grazie alle ricerche effettuate dai due ragazzi si rivelerà essere stato il più famoso cineasta dell'anteguerra ed inventore di alcune delle più strabilianti tecniche cinematografiche dell'epoca, al confine tra il sogno e la magia.
    2. Interrogativi per riflettere:
    - Il tema della ricerca: in che modo favorire la spiccata capacità di ricerca nei ragazzi?
    - La capacità di immaginare: Hugo immagina il mondo come un grande meccanismo in cui ogni parte è necessaria e ha la sua funzione. Perché lui e Isabelle si chiedono quale parte del meccanismo loro rappresentino? Come questa avventura invita a riflettere sulla dimensione del senso, sulla possibilità di uno scopo nella vita (anche in riferimento agli adulti che sono parte della vita dei ragazzi – cfr la figura di Georges)?

    INCONTRO-RITIRO

    Tema: la preghiera
    Destinatari: preadolescenti
    Focus: i “cento linguaggi” e l’atelier
    Modalità: Un incontro di circa due ore per mettere in relazione i ragazzi con le diverse forme di preghiera.

    Obiettivo:
    - riflettere sulla preghiera (con la possibilità di arricchirne il bagaglio attraverso questo percorso)
    - arrivare a pregare (un momento specifico)
    - ripartire dalla quotidianità

    Descrizione:
    1. Setting: preparazione di 6 ambienti
    a. Aula START: spazio iniziale in cui ci si presenta, si presenta l’attività, ognuno scrive su un cartellone la propria idea di preghiera. Consegna a ognuno di una tabella (simile ad una scheda per allenamento fitness su cui appuntarsi gli esercizi che verranno messi in atto)
    b. Tre “sale fitness”:
    - SALA LIFE: indica la vita e le forme di preghiera che sorgono nella vita. Questo atelier racconta di situazioni di vita (attraverso materiali e linguaggi che più si ritengono opportuni) da cui è possibile formulare delle preghiere di lode, di ringraziamento, di richiesta di perdono, di intercessione, di supplica). Ogni ragazzo girando nell’atelier e utilizzando i materiali predisposti esprime con il linguaggio che è a lui più consono una preghiera (la vita mi stimola ad entrare in relazione con Dio)
    - SALA HEART: ha a che fare con il cuore. Ci sono delle preghiere che la tradizione ci consegna e che ci permettono di andare a scoprire cosa c’era nel cuore di chi le ha scritte e che arrivano contemporaneamente dritte al nostro cuore. Il riferimento è ai salmi. Vengono presentati tre salmi in tre luoghi diversi dell’atelier:
    • il salmo 50: attraverso il video della vicenda del peccato di Davide e poi il testo scritto su un cartello affisso al muro (con una versione comprensibile per i ragazzi)
    • il salmo 139: attraverso un ppt con immagini e parole
    • il salmo 62: con un video
    (dall’aurora al tramonto – https//www.youtube.com/watch?v=0M8ntXzrDTg)
    Ogni ragazzo si ferma su un solo salmo e raccoglie ciò che maggiormente lo colpisce, riporta qualche frase sulla sua tabella, prova a scoprire cosa c’era nel cuore ci chi lo ha scritto ben 3000 anni prima di lui che ora lo sta incontrando.
    Anche qui è possibile esprimere una preghiera che vada sulla scia del salmo incontrato magari attraverso uno slogan, alcuni emoticon, la scrittura di un “mio” salmo.
    - SALA EARTH: è l’immagine del creato. Spesso la creazione facilita la relazione con Dio e l’apertura all’infinito di Dio attraverso la preghiera. Sarebbe bello che fosse all’aperto, nella natura. E’ più realistico che avvenga attraverso la proiezione di paesaggi, tramonti, distese marine (tipo superquark!), aiutati magari anche da una musica adeguata. La contemplazione di questi luoghi e di questi suoni, mette in moto l’immaginazione e nuovamente la possibilità di scrivere una preghiera in modo particolare di ringraziamento.
    c. SALA GOSPEL
    Lettura tutti insieme di un brano di vangelo (Gv. 21,1-14) e una domanda di meditazione. Si commenta il brano insieme ai ragazzi e si invitano i ragazzi a scrivere sulla loro scheda la riflessione: cosa dice a me questa Parola?
    d. SALA “JESUS”
    Si prepara un angolo di preghiera con una icona o un crocifisso (così da proporre di riprodurre in casa un angolo della preghiera). I ragazzi accedono a questa sala accendendo un lumino, entrando in un clima di silenzio, trovando una posizione adeguata del corpo (incontrando così nuovi linguaggi per pregare). Vengono guidati per poter scrivere il loro salmo (come sintesi di quanto ascoltato e visto) e una scelta di preghiera a partire da questa esperienza.
    Alla conclusione di tutto il percorso si chiede ai ragazzi di scrivere sul cartellone iniziale, vicino a ciò che loro stessi avevano scritto in partenza, le integrazioni o i cambiamenti avvenuti a proposito della preghiera (se uno degli obiettivi era arricchire il bagaglio, in parte verrà qui evidenziato). Si può scegliere, se possibile, di condividere pensieri, sensazioni, scelte a partire dall’esperienza effettuata.


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