Pastorale Giovanile

    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    speciale 2026
    cover speciale 2026


    Newsletter
    speciale 2026
    NL speciale 2026


     P. Pino Puglisi
    e NPG


    Post it

    • On line il numero SPECIALE sulla proposta pastorale 2026-2027 e la  Newsletter di approfondimento.
    • On line TUTTI GLI ARTICOLI (e i DOSSIER) dell'annata 2022: 122 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).Digitare il mese.
    • Una nuova serie di RUBRICHE ON LINE... che vale la pena visitare!!! E sottolineiamo anche: ORATORIO, NOI CI CREDIAMO!

    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Rubriche on line


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    «Beati voi...»: un annuncio e una promessa per il cristianesimo oggi



    (NPG 1985-6-3)


    NPG ha dedicato ogni anno una riflessione, globale e sintetica, alla «spiritualità giovanile»: basta ricordare per esempio, il n 1/1982 che contiene «Un manifesto per la spiritualità giovanile salesiana»; il n 5/1983 che affronta il tema dell'«Educare a vivere la spiritualità dell'incarnazione nel quotidiano»; il n 5/1984 che considera un problema attuale nella spiritualità. «Giovani e direzione spirituale».
    Così quest'anno con il presente numero si offre ai lettori l'occasione di riconsiderare il tema della spiritualità giovanile a partire da un centro, originale e nuovo, non comune come punto di partenza: dalle beatitudini evangeliche alla spiritualità. Le tre prospettive offerte come approfondimento del tema delle beatitudini (biblica, teologica, pastorale) compongono infatti un unico orizzonte: la riformulazione di un progetto di spiritualità adeguato ai giovani.
    Non sfugga innanzitutto il valore metodologico della riflessione che viene offerta. Tre prospettive per una identica ricerca: la parola di Dio così come la troviamo oggi nei documenti scritti della vita cristiana, i vangeli; le esigenze e i problemi della vita contemporanea dei nostri giovani, così come è dato percepire dall'esperienza immediata e dalla riflessione più «tecnica»; e infine l'attenzione tipicamente educativa che tenta una lettura d'insieme dei precedenti aspetti.
    La capacità di non perdere nulla del dato della storia e della cultura, lo sforzo di riportarle nella vita concreta e presente costituisce quell'operazione, tanto importante, anche se non sempre molto facile o condivisa, che vien detta «riscrivere o riformulare».
    Una operazione che non intende offrire solo parole diverse di uno stesso contenuto, ma comporta invece un riprendere i temi di sempre, immetterli nella vita sempre nuova e lasciarli stimolare e condurre dall'inedito che c'è nella vita. I tre studi vanno letti alla luce delle riflessioni precedenti che la rivista è venuta formulando in questi ultimi anni: approfondiscono alcune intuizioni, riscrivono alcune istanze, completano alcune prospettive, offrono alcuni obiettivi concreti da perseguire nel cammino educativo con i giovani.

    Il dato biblico

    La considerazione biblica del tema delle beatitudini parte dall'esigenza di felicità in un mondo tanto avido ed ansioso di conseguirla e così scettico di poterlo fare.
    Parlare di beatitudini è proporre una sfida, Impegnarsi in una seria scommessa: se e come Dio è capace di rendere felice la vita dell'uomo. Parlare di felicità a giovani, come struttura di vita, è insieme delicato e pericoloso, come quelle promesse che o sono vere e mostrano di esserlo, o altrimenti compromettono non una verità, ma la stessa sostanza della religione cristiana.
    Proprio per questo è importante mettere sicure basi esegetiche a tutto il discorso sulle beatitudini.
    La competenza di Cesare Bissoli in campo biblico aiuterà il lettore a ripercorrere la prima esperienza cristiana nella ricerca del messaggio che le parole evangeliche nascondono come frutto prezioso da scoprire.
    Alla preoccupazione di un programma ascetico-morale si contrappone una lettura che coglie nella parola evangelica la rivelazione di Dio e del Cristo e l'annuncio del nuovo Regno, quello messianico atteso dal resto di Israele.
    E nonostante tutto, il messaggio ha ancora tutta la sua attualità, perché si muove attorno a due assi fondamentali: il futuro positivo di Dio vince sull'impotenza dell'uomo, assicurando così un cammino possibile di cambiamento: dalla povertà alla vera ricchezza, dal pianto alla gioia, dalla fame e sete al soddisfacimento, dalla persecuzione alla gloria. Il secondo asse portante del messaggio è espresso nella logica di fondo che conduce il discorso della montagna: il dono si fa impegno e compito personale, il kerigma ha bisogno di riesprimersi nella vita concreta e quotidiana, l'annuncio della buona notizia cerca una prassi conseguente ed efficace nella propria storia e nella storia degli altri credenti e non credenti. Come tutto questo? dove si realizza questa indicazione

    In dialogo con la cultura

    Luis Gallo aiuta a intendere e a provocare il dialogo tra la cultura in cui sono immersi i giovani e la radicalità della fede così come viene espressa nelle parole delle beatitudini.
    È possibile oggi per i giovani ricuperare il senso della vita, meglio ancora, il «gusto» della vita?
    Il rapporto fedefelicità è affrontato su due piani distinti e aperto anche ad un terzo livello, sebbene non venga sviluppato nella riflessione qui offerta da Luis Gallo.
    Sul piano storicocontemporaneo si affronta il tema della felicità nel mondo ricco dei paesi del «nord»: si manifestano le contraddizioni e gli esiti negativi abbastanza frequenti e la difficile opera di inserzione del messaggio evangelico; nel mondo povero dei paesi del «sud» per i quali il problema è dentro il rapporto tra felicità e croce. L'indicazione che ne nasce è chiara: Gesù viene a dire ai giovani d 'oggi, ancora una volta, che la felicità e la pienezza di vita arrivano di rimbalzo, nella misura in cui si danno da fare per la vita e la felicità degli altri, e specialmente degli esclusi dalla vita e dalla felicità, degli ultimi in altre parole.
    Sul piano esemplare l'accenno a Francesco d'Assisi induce a raccogliere la provocazione radicale che nasce dal Vangelo. Le beatitudini si rivestono in concreto del volto dei «santi» che hanno saputo tradurre l'unico messaggio, che ha in Cristo la sorgente e il fondamento, nelle molteplici espressioni proprie della storia e della vita.
    Qui si potrebbe innestare opportunamente il terzo livello: quello educativo. Cioè per sviluppare una spiritualità giovanile secondo l'ottica indicata dalle beatitudini bisognerà riuscire a cogliere negli enunciati delle beatitudini evangeliche un tema chiave: diremmo un tema generatore.
    Questo metodo aiuterà a scoprire con maggiori dettagli il contenuto delle parole del Signore Gesù e quindi ad essere più concreti ed aderenti alla situazione contemporanea.

    Una proposta

    La proposta offerta da Riccardo Tonelli è nella direzione di una trascrizione operativa delle beatitudini.
    È importante in primo luogo ritrovare l'unità delle beatitudini, quasi «la grande beatitudine» che il Signore è venuto ad annunciare: e questo per non disperdersi e non disperdere la forza dell'evangelo. La «grande beatitudine» che tutte le raccoglie e che si propone come complessivo evangelo per chi cerca la vita e la felicità può essere espressa con le parole di Giovanni: «Beato te che cerchi vita e felicità. La puoi possedere, se ti affidi al tuo Dio, perché se anche il tuo cuore ti inquieta, Dio è più grande del tuo cuore» (I Giov 3,20).
    Rielaborando poi questa «grande beatitudine», la si potrà esprimere in beatitudini quotidiane che daranno ad essa concretezza, spessore etico e dimensione interpellante nella esistenza quotidiana.
    La concretezza della proposta è costruita attorno ad alcuni atteggiamenti indispensabili e ad alcune scelte operative che qualificano l'impegno personale e comunitario. Ancora una volta è chiamata in causa l'educazione, come scelta di fondo di NPG: l'educazione è un modo... povero» per servire la trasformazione sociale; per questo è una realizzazione concreta delle beatitudini.

    Per una utilizzazione

    Si sarà notato come il presente «dossier» non sia formulato sullo schema degli altri di NPG: non ha all'interno i tre momenti «fatti», «prospettive», «per l'azione». Per questo sembra opportuno spendere una parola ancora per indicare una sua possibile utilizzazione.
    Non interessa tanto ripetere che il contenuto del dossier può essere alla base di una giornata di ritiro, di una tre giorni di riflessione religiosa, di un campo scuola, ecc. (si veda NPG 10/1984, rubrica «esperienze» p. 25 ss), quanto riuscire a cogliere e a presentare il senso della proposta di spiritualità qui contenuta.
    Si può partire, per esempio, dalla necessità di saper leggere la parola di Dio, non solo in modo superficiale, accontentandosi di quella comprensione immediata legata alle parole materiali, ma ricercando una traduzione nel contesto della vita dei giovani, perché possa diventare parola efficace. L'obiettivo a cui mirare sarà allora far intendere come il discorso della montagna non possa essere confinato tra le cose che impegnano unicamente una élite di persone e di giovani: è un manifesto che interessa tutta la vita cristiana e ogni singolo credente.
    Si potrà, oppure, porre alla riflessione di un gruppo giovanile l'interrogativo di sempre circa l'essenza del cristianesimo, e utilizzando le riflessioni del dossier aiutare a mettere a confronto quel che potrebbe esser detto «una vita sotto la legge», «un cristianesimo secondo i comandamenti», e infine «la vita nuova cristiana alla luce delle beatitudini». Potrebbe essere una occasione propizia per una ricomprensione del fatto cristiano, particolarmente oggi in clima di secolarizzazione e di modernizzazione. Si potrebbe ancora partire da un'altra esigenza molto vicina alla sensibilità giovanile: una riflessione sulla vita etica e sui comportamenti morali. L'obiettivo da raggiungere, in questo caso, sarebbe duplice. Il primo: aiutare a comprendere come il messaggio cristiano debba essere definito più in termini di fede che di morale. Proprio parlando delle beatitudini è facile riportarle immediatamente nel campo morale. Mentre in realtà esse sollecitano a ricomprendere globalmente l'orientamento della vita e solo come conseguenza stimolano a ricercare le strade da percorrere per la sua piena realizzazione. Il secondo: l'originalità della morale cristiana non deve essere ricercata tanto a livello di contenuti quanto a livello di intenzionalità. Non è il «che cosa» a distinguere il credente dal non-credente ma il «come» e il «perché».



    IN PRIMO PIANO

    La voce dei lettori


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi