Campagna abbonamenti
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    gennaio-febbraio 2026
    cover 600 1 2026


    Il numero di NPG
    SPECIALE 2025


    Newsletter
    gennaio-febbraio 2026


    Newsletter
    SPECIALE 2025


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email

    Ohne mich, senza di me


    Gioia Quattrini

    (NPG 2001-03-4)


    C’è un museo a Berlino dove fa freddo. Bianco e freddo ovunque. Qualcuno rintraccia nel perimetro il profilo della stella di David. Qualcun altro invece pensa ad una saetta di zinco, acciaio e cemento.
    Lo spazio del silenzio, un silenzio che stordisce, s’impasta con le lacrime che a tratti sfuggono e chiude il naso, spinge a spalancare la bocca per cercare aria. E di aria verrebbe da pensare ce ne sia troppa perché gli spazi che ci circondano sono smisurati, tesi forse nell’inutile sforzo di contenere l’orrore o il lungo esilio o il tormento insistito di un popolo che non ha mai avuto pace.
    Gli spazi costruiti in questo vuoto non riescono a fuggire dalla carica simbolica che si impone poiché non ci sono parole che tengano per narrare l’ineffabile e non ci sono immagini che tengano per dipingere l’indescrivibile: allora si è scelto di suggerire. La sensazione è di quelle difficili da definire: si cammina lentamente quasi l’aria fosse un velo che si teme di strappare. Dei visitatori entrati prima di noi e di quelli subito dietro non sembra essere rimasta traccia. Dove siano, rimarrà un interrogativo perenne anche dopo la fine della visita. Il fatto è che in quel monumento al vuoto di spazio e di suoni si finisce per perdersi e si esce convinti di essere stati soli ad attraversare quel mare infinito di sensazioni. Soli davanti all’orrore e alla follia. Berlino ha dedicato questa strana creazione ai sei milioni di ebrei morti mentre gli occhi del mondo fingevano di non vedere la cenere nell’aria e le orecchie del mondo fingevano di non sentire le grida nei forni.
    Ai giovani come una margherita sono donate le ultime parole del Ministro delle finanze tedesco Hjalmar Schacht quando Hitler ebbe finito di illustrare il suo piano di sterminio degli ebrei e conquista del mondo: «OHNE MICH». Senza di me.
    C’è un museo a Berlino dove prima c’era filo spinato. Un edificio anonimo davanti la torretta di Checkpoint Charlie e dentro l’edificio la storia di un muro, la sua nascita dai primi accenni di filo spinato, la sua crescita mattone su mattone, la sua morte davanti la forza travolgente della libertà. Conculcata dalle colate di cemento, schiacciata da enormi massi, tenuta sotto tiro dalle armi, resa muta dai fili elettrici la libertà è tornata all’improvviso a circolare nelle vene sotterranee, ha travolto gli ostacoli e rotto gli argini, gigante che si scrolla dalle corde che cercavano di paralizzarlo. E così la storia del muro diventa invece la storia degli uomini che piccoli gnomi mai stanchi hanno lavorato giorno e notte per vincere quel nemico, per ingannare quel gigante che sembrava dormire ed invece cercava di narcotizzare i loro cuori e di smemorare i loro affetti. Cercava di sfiancare i loro respiri e soffocare i loro pensieri amputandogli lo sguardo con un orizzonte artificiale. Cercava di stordire le loro forze strappandogli gli sguardi e le carezze dei cari, rubandoglieli lontani e cancellandone i colori.
    Così qualcuno si affidò ad una mongolfiera e qualcuno nascosto in una valigia e qualcun altro perfino scavando un tunnel purché portasse dalla propria casa verso ovest. Qualcuno senza un progetto e neppure una remota possibilità di riuscire scelse soltanto di morire sfidando il mostro perché non poteva sopportare di vivere nella sua soggezione. Morire è di certo tremendo ma l’idea di morire senza essere vissuti è assolutamente insopportabile.
    L’ignoranza, il sordido calcolo politico, l’interesse e i pregiudizi avevano tenuto quel muro in piedi per ventotto anni fino a quando l’intelligenza degli uomini, la loro audacia e l’arguta intraprendenza avevano cominciato a minarlo dalle fondamenta.
    I giovani sorridono a spasso per questo museo. Sorridono e imparano che nulla è più pericoloso di un’idea quando è l’unica che abbiamo.



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo ordinario I


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Gennaio 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Gennaio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Pellegrini con arte
    Giubileo, arte, letteratura


    Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi


    Main Menu