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    Altre pecore

    dello stesso gregge

    Racconti di Rocco Quaglia /2


    32. Quanto amiamo il prossimo?

    «Buon Pastore - domandò un giorno Pecora Alleluia - pensi che io ami il mio prossimo?».
    «Tu pensi che il tuo prossimo ti ami?» rilanciò il Buon Pastore.
    «No!» rispose Pecora Alleluia.
    «Allora, anche la mia risposta è no», rispose il Buon Pastore.

    33. L’amore ama soltanto gli amici

    «Buon Pastore - domandò un altro giorno Pecora Solita - quando possiamo dire che l’amore è perfetto in noi? Quando riusciamo ad amare i nostri nemici?».
    «No! - rispose il Buon Pastore - poiché l’amore perfetto ha soltanto amici».

    34. Stupidi per amore

    «Buon Pastore - si lamentò un giorno Pecora Solita - Zizù mi ha chiamato stupida».
    «E tu per amore di Zizù - rispose il Buon Pastore - sentiti stupida».

    35. Come possiamo amare il prossimo?

    «Buon Pastore - domandò, il giorno seguente, Pecora Alleluia - in quanti modi si può amare il prossimo?».
    Il Buon Pastore rispose: «In due modi; facendo il bene e non facendo il male».
    E Pecora Alleluia: «In che modo potrei fare il bene?».
    Il Buon Pastore: «Vendendo tutto quello che hai e distribuendolo ai poveri».
    Pecora Alleluia, cercando un’alternativa: «In che modo potrei non fare il male?».
    E il Buon Pastore: «Andando a vivere nel deserto».

    36. Le ragioni dell’amore

    «Buon Pastore - domandò un giorno Scribia - perché, tra tutti gli animali, hai scelto proprio le pecore, poiché nessuno ama essere una pecora?».
    Il Buon Pastore rispose: «Perché comprendiate che l’amore non ha motivi per amare».

    37. La Pecora dei lupi

    Un giorno, Pecora Nera andò a trovare Pecora Sigismonda per scoprire cosa ci fosse nel suo inconscio.
    «Vedi Sigismonda, - si aprì Pecora Nera - da qualche tempo, tutte le notti, un sogno ricorrente mi tormenta. Ecco, nel sogno, io sono un tenero agnellino bianco e mi trovo in mezzo a tanti lupi neri; poi, improvvisamente, i lupi si trasformano in tante pecore bianchissime, mentre io sola mi trasformo in un lupo nero e cattivo, e tutte le pecore corrono via da me, cosa può significare?».
    «È un classico - sentenziò Pecora Sigismonda - si tratta della famosa “Pecora dei lupi”. È tempo ormai che qualcuno dica al Buon Pastore di smetterla di raccontarvi la favola del lupo cattivo per farvi stare brave».

    38. Tanto rumore per nulla

    Un mattino, il Buon Pastore arrivò all’ovile, summo mane; scelse dodici pecore e partì. Subito nell’ovile si diffuse la notizia, e tutte le pecore rimasero confuse, non sapendo come interpretare la novità.
    «Speriamo solo che non voglia ricominciare tutto daccapo!» sbottò infine Erodea.
    «Dovrebbe capire che i tempi non sono più gli stessi; sono cambiati, e certe cose non si possono più fare» intervenne Santina.
    «Ma lui non cambia mai!» puntualizzò Pecora Zelotea.
    «Dovrebbe però aver capito la lezione e aver messo giudizio» borbottò Farisella.
    «Certo! ... se ricomincia ad andare in giro, tempo tre anni e saremo tutte nei guai» concluse Pecorissima.
    Alla sera, quando le dodici fecero ritorno all’ovile, tutte si raccolsero intorno a loro ansiose di sapere dove il Buon Pastore le avesse portate, e che cosa avesse chiesto loro di fare.
    «Il Buon Pastore ci ha portato in riva al lago, e ci ha detto che potevamo ritornare a pescare».

    39. Rapporto dalle missioni

    Un giorno, Pecora Missionaria, di ritorno dalle missioni, si recò dal Buon Pastore per fare rapporto: «Buon Pastore, una volta ho incontrato un terribile lupo nero e subito gli ho parlato di te; poi, gli ho chiesto se voleva anche lui diventare una pecora come noi, ma lui mi ha risposto di no. Mi ha detto che non credeva nelle pecore, che per lui sono tutte finte. Ha anche aggiunto che sotto la lana nascondiamo crini e setole. Io non ci ho visto più e allora gli ho tirato un calcio».
    «E lui come ha reagito?» domandò il Buon Pastore.
    E Pecora Missionaria: «Lui mi ha chiesto di colpirlo anche sull’altro gluteo».

    40. Scuola domenicale

    Pecora Anziana racconta ai giovani agnellini la storia dell’Agnello del Padrone.
    «Un giorno arrivò all’ovile del Padrone un agnello di colore, era tutto celeste. Una cosa del genere era un’assoluta novità, e le pecore si scandalizzavano e dicevano: «Da che mondo è mondo non si è mai visto un agnello di quel colore».
    Nessuna pecora voleva stargli accanto, e tutte erano in apprensione; infatti, Agnello Celeste belava come nessuno aveva mai belato prima.
    Per colmare la misura, Agnello Celeste pretendeva che il celeste e non il bianco fosse il colore delle vere pecore del Padrone, ergo dovevano nascere tutte daccapo.
    Le più furiose di tutte erano le bianchissime; così, decisero di farlo arrestare con l’accusa di essere un «diverso». Lo consegnarono dapprima ai Cani che gli portarono via tutta la lana, poi lo diedero alle Iene che lo tinsero di argento, infine lo abbandonarono agli artigli delle Aquile che lo tinsero di porpora. Quando non ci furono più colori, fu rimandato da suo padre». Fin qui, il racconto di Pecora Anziana.
    Agnello Timido commentò: «Se Agnello Celeste venisse nel nostro ovile, sono sicuro che nessuno gli farebbe del male».
    E Pecora Anziana: «Ne sono convinta anch’io, perché avrebbe molta difficoltà a entrare!».

    41. Le aspirazioni segrete di Pecora Nera

    «Buon Pastore - disse un giorno Pecora Nera - nella mia vita ho sempre sognato di fare la pecora missionaria, andare tra capre e lupi e convertire molti, ma fino ad ora nessuno si è convertito per merito mio; non ti nascondo che sono un po’ delusa».
    «Anch’io! - rispose il Buon Pastore - Mentre tu cercavi di convertire capre e lupi, io cercavo di convertire una pecora nera».

    42. Agnello John

    «Buon Pastore - si lamentò, un giorno, il coro delle pecore - Agnello John, quello che tu ami, per intenderci, fa molti dispetti e si comporta male. Quando si tratta di lui, tu non senti e non vedi».
    «È vero - rispose il Buon Pastore - l’amore non sente, ascolta; l’amore non vede, contempla!».

    43. Zelo incompreso

    «Buon Pastore - disse un giorno Pecora Zelante - chiedimi la cosa più difficile e io la farò».
    «Vai a prendermi un bicchiere d’acqua ... » - comandò il Buon Pastore.
    «Ma questo potrebbe farlo anche Zizù, - replicò Pecora Zelante - comandami qualche cosa di più difficile».
    «... e portalo a quel lupo che è sul ciglio della strada» terminò il Buon Pastore.
    «È inutile - borbottò allontanandosi Pecora Zelante - con lui non c’è mai una via di mezzo!».

    44. Un solo pastore per tanti greggi

    Un giorno, la solita delegazione di pecore probe, capeggiata da Scribia, si recò dal Buon Pastore: «Buon Pastore, ti informiamo che le capre hanno invaso i nostri pascoli e vengono a brucare persino nel nostro recinto, ti preghiamo di venire e di mandarle via».
    Il Buon Pastore rispose: «Lasciatele stare, farò crescere più erba, in modo che ce ne sia per tutte».
    «A volte pensiamo - interruppe Farisella - che tu ti preoccupi più delle capre che delle tue pecore!».
    Il Buon Pastore riprese: «Vi dirò un segreto: io sono il Buon Pastore anche delle capre!».

    45. Crisi d’identità

    Un giorno, il Buon Pastore andò dal Padrone delle pecore per sottoporgli un quesito. «Padrone, - gli disse - ho una pecora a rischio; non vuole stare con le altre pecore, dice di essere un lupo, e di notte la sentiamo ululare alla luna».
    Il Padrone rispose: «Ha solo una crisi di identità; ha realizzato di essere una pecora e la cosa la spaventa. Detto fra di noi, tra tutti gli animali, quanto a intelligenza, le pecore non sono proprio il massimo».

    46. Il caso Converso

    Un giorno Pecorissima in persona con le solite Probe andò dal Buon Pastore che raccoglieva l’uva nel tino.
    «Buon Pastore – disse - è necessario il tuo intervento. Converso ogni notte raccoglie tutti i randagi della zona e li porta all’ovile, dove fanno una gran cagnara, e in più bevono nel nostro abbeveratoio».
    «Cosa volete che faccia?» rispose il Buon Pastore.
    «Noi un suggerimento ce l’avremmo!» rispose Pecorissima.
    «Quale?» domandò il Buon Pastore.
    «Quest’anno, per la visita di Pasqua, non mandarci più il solito Agnello Celeste, mandaci il Leone del deserto di Giuda».

    47. Le 5 pietre

    In quei giorni, le pecore del Gran Consesso, in riunione straordinaria, affrontarono il tema della sicurezza dell’ovile.
    «Noi non abbiamo nulla per proteggere i nostri agnelli – declamava Farisella - neanche delle pietre. Se una Pecora Scarlatta penetrasse nell’ovile non avremmo modo neppure di allontanarla».
    Tutte assentivano, e Virginia ricordava che poteva entrare anche un lupo con cattive intenzioni, oppure una iena ridens, o anche un boy coyote.


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