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    Una storia da raccontare,

    un futuro da costruire

    Messaggio del Rettor Maggiore al Forum MGS 2000

    D. Juan E. Vecchi

     


    Si riporta il messaggio che il Rettor Maggiore sabato 12 agosto ha rivolto ai giovani, animatori e animatrici, partecipanti al Forum del MGS al Colle Don Bosco. È un messaggio che presenta in sintesi alcune linee fondamentali del MGS, maturate nell'esperienza di questi anni, e offre preziose "indicazioni di percorso" ed orientamenti per il futuro.


    1. Il Movimento Giovanile Salesiano ha una storia da raccontare

    Il Movimento Giovanile Salesiano ha una storia. Senz'altro possiamo affermare che è nato con Don Bosco, attorno a quell'esperienza tipica e originale che fu l'Oratorio. L'ambiente educativo di Valdocco infatti - come peraltro successivamente anche quello di Mornese - si è rivelato terreno fertile a stimolare l'impegno e il protagonismo dei giovani. Pensiamo alle diverse "compagnie", attraverso le quali i giovani erano coinvolti in significative esperienze di gruppo, sia per la propria crescita e la propria formazione, sia per l'animazione dell'ambiente oratoriano, ma anche per la presenza solidale nel territorio e nella città. Ricordiamo, ad esempio, la generosa assistenza prestata dai giovani dell'Oratorio agli ammalati colpiti di colera nella famosa epidemia scoppiata a Torino nel 1854. In questo ambiente, ricco di proposte e di valori, fiorì la santità di Domenico Savio, ma anche la disponibilità generosa di tanti altri giovani con i quali Don Bosco diede origine alla Congregazione Salesiana.
    Andando ancora più indietro nel tempo, possiamo dire che il MGS nacque proprio qui al Colle, con le prime esperienze di apostolato che Giovanni Bosco, ragazzo e adolescente, promosse con amici e compagni di gioco e di studio. Basta ricordare la "Società dell'allegria"!
    Naturalmente i tempi cambiano ed anche le esperienze associative si trasformano e si evolvono. Il contesto sociale, culturale ed ecclesiale di oggi è sicuramente diverso da quello dell'ottocento. Anche le domande educative si trasformano e le sfide si moltiplicano. Tuttavia, le intuizioni delle origini conservano la loro perenne attualità e fecondità nel tempo. E così, a partire dagli anni '70, ha incominciato a ricostituirsi il MGS, come insieme di gruppi e di associazioni capaci di rispondere alle attese dei giovani, nel contesto di una realtà sociale ed ecclesiale in rapida trasformazione: una costellazione di gruppi, cristianamente identificati, che si riconoscono nella Spiritualità Giovanile Salesiana (SGS) come cammino di crescita e come itinerario di fede. La comune spiritualità e la sempre più intensa comunicazione costituiscono i vincoli di unione e di appartenenza a questo vasto Movimento.
    L'ultima fase dello sviluppo del MGS si è caratterizzata fondamentalmente attorno a tre linee di attenzione.
    a. La SGS, di cui si è presa sempre più coscienza e consapevolezza: la sua formulazione in alcuni nuclei fondamentali, lo studio e la riflessione attorno ad essa, il tentativo di testimoniarla nella vita concreta, rispondono alla domanda dei giovani che cercano uno stile di vita cristiana, ispirato al carisma salesiano, in un mondo pluralista e globalizzato, confuso e inquieto, con molteplici modelli e proposte spesso contraddittorie, con problemi seri di coscienza e di senso.
    b. La cura della comunicazione sempre più frequente e sempre più qualificata, con la creazione di punti di riferimento e di coordinamento ai vari livelli e a raggio sempre più ampio. I livelli nazionali hanno creato i propri organi di collegamento e i propri momenti di incontro, con un protagonismo crescente dei giovani. Anche a livello mondiale è cresciuta questa mutua e proficua comunicazione. Nell'anno 1988, centenario della morte di Don Bosco, il MGS si è manifestato con vivacità ed è cresciuto nella consapevolezza della propria identità. Si sono realizzati poi in Europa il Confronto '92 e il Confronto '99, insieme con altri incontri simili tanto nell'America Latina come in Asia. Ed ora ha luogo questo FORUM internazionale. Ho parlato di comunicazione qualificata: perché se abbiamo cominciato con momenti di festa – e a questo aspetto non dobbiamo mai rinunciare, poiché fa parte della nostra spiritualità – siamo approdati al confronto e allo scambio sui temi sostanziali della nostra spiritualità, lasciandoci interpellare anche dalle sfide del nostro tempo, che ci chiamano in causa come educatori e animatori.
    c. La formazione degli animatori e animatrici. Nella comunicazione della SGS, nella traduzione in itinerari educativi differenziati, nel collegamento a livello locale, nazionale e internazionale, hanno particolare importanza gli animatori e le animatrici. Per questo, è un segno positivo il passaggio dalla preparazione rapida e saltuaria a quella sistematica, dalla preparazione occasionale a quella progettata e pensata. Mi ha fatto piacere assistere, in diverse parti del mondo, al momento della progettazione del piano di formazione degli animatori, con programmazioni anche pluriennali, con indicazioni precise di obiettivi, contenuti ed esperienze, ecc.

    Da tutto ciò che abbiamo fin qui affermato, possiamo dunque dire che il MGS non è un desiderio o un sogno; è una realtà! Lo vedo nelle visite ai diversi continenti, nelle quali mi trovo a volte con tutta la realtà del MGS nella sua globalità di espressione; altre volte con coloro che in modo più consapevole ed esplicito hanno fatto propria la proposta salesiana e costituiscono il "nucleo animatore", come siete voi qui al Forum, in rappresentanza di tanti altri vostri amici e amiche.
    • Davvero questo Movimento è un Movimento giovanile, formato in grande maggioranza dai giovani, che però non disdegnano né sottovalutano la presenza e l'amicizia degli adulti, consacrati e laici, che camminano insieme a loro. E giovanile per lo stile e per la modalità di animazione e di coinvolgimento. In molte parti è stata costituita una "consulta" di giovani che funziona con regolarità e che cura anche la presenza e la rappresentanza all'interno della Chiesa locale.
    • È un Movimento educativo originale. Ci sono diversi livelli di identificazione e di appartenenza e diversa intensità di partecipazione e di coinvolgimento. Partecipano ad esso tutti: bambini, ragazzi, giovani e anche adulti; e insieme ci si educa e ci si forma. Per molte persone il MGS diventa il luogo in cui ricaricarsi di energia, attingere alle sorgenti della spiritualità, identificarsi con alcuni valori fondamentali da tradurre poi in scelte concrete di vita.
    • È un Movimento mondiale. Qui al Forum c'è il segno evidente della sua internazionalità. Ma è molto più esteso delle rappresentanze qui convocate e radunate. Tutto questo è una grande opportunità per lavorare "in rete", operando a favore di tutte quelle cause che riguardano la dignità della persona, la promozione dei giovani, la solidarietà con i poveri, la nuova evangelizzazione. Questa mondialità può essere anche l'occasione per stringere "gemellaggi" tra gruppi e paesi, tra associazioni e opere; e ancora per individuare possibili sinergie e collaborazioni con le Chiese locali e con le istituzioni civili.


    2. Il Movimento Giovanile Salesiano ha un futuro da costruire

    Ed ora, dopo aver ripercorso brevemente la storia del MGS e dopo aver individuato i passi compiuti, quali consegne per il Terzo Millennio, quali prospettive offrire a voi giovani del Forum qui presenti e a tutta la vasta realtà del MGS nel mondo? Eccovi dunque alcune consegne che faccio a voi,con l'auspicio che possano diventare un'indicazione di percorso per continuare questo promettente cammino del MGS.

    2.1. Vivete fino in fondo la proposta di vita cristiana che vi offre Don Bosco: la Spiritualità Giovanile Salesiana.
    Don Bosco è stato definito dal Papa "maestro di spiritualità giovanile" (cf. Iuvenum Patris, n. 5), perché ha saputo rendere vivo il Vangelo per i giovani, accogliendoli nelle loro attese e nella loro voglia di vivere. È l'iniziatore di una vera scuola di nuova e attraente spiritualità apostolica. Egli realizza la sua personale santità, mediante l'impegno educativo vissuto con zelo e con cuore apostolico, e sa proporre al tempo stesso la santità quale meta concreta della sua pedagogia. Spesso diceva ai suoi ragazzi: «Voglio che siate felici nel tempo e nell'eternità», in piena sintonia con le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Questo vi ho detto, perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia piena» (Gv 15, 11).
    Contro il sospetto, ancora radicato in tanti giovani, che la vita cristiana costituisca un ostacolo per un pieno e autentico sviluppo umano, Don Bosco vi offre una proposta di spiritualità che vi aiuta a vivere intensamente e pienamente ogni aspetto della vostra vita e ogni dimensione della vostra esistenza. Scegliere Gesù come Amico, Maestro e Salvatore non significa affatto scegliere un Dio che vi costringe o che vi limita, che vi intristisce o che vi blocca; significa invece scegliere il Dio della vita, che desidera la vostra piena realizzazione e la vostra autentica felicità.
    Vivete questi valori e questa spiritualità e comunicate a tutti la gioia di seguire Cristo nello stile di Don Bosco! Come farete fra qualche giorno a Roma, quando attraverso i diversi momenti della Giornata Mondiale sarete invitati a prendere coscienza del patrimonio di fede e di testimonianza di cui siete eredi (traditio) e assumerete l'impegno missionario per il Millennio che inizia (redditio).
    Nel vostro cammino di fede, puntate in alto e non accontentatevi delle "mezze misure". Anche voi siete chiamati alla santità, una santità che si costruisce nella vita quotidiana, vivendo nella gioia e nell'ottimismo, nella cura dell'amicizia con Cristo, nell'impegno ecclesiale e nel servizio responsabile. Sentitevi chiamati soprattutto ad essere evangelizzatori dei vostri compagni: offrite loro il messaggio del Vangelo, attraversol'amicizia cordiale, il servizio generoso e una contagiosa gioia di vivere.

    2.2. Vivete la vostra vita come vocazione e come servizio.
    Ogni giovane deve trovare nel MGS l'ambito dove scoprire e maturare la sua vocazione umana e cristiana, soprattutto la sua vocazione a seguire Gesù nel servizio dei giovani secondo lo stile di Don Bosco, particolarmente nei diversi gruppi della Famiglia Salesiana.
    Per questo abbiate cura della vostra interiorità: la preghiera, la Parola di Dio, i Sacramenti; siate generosi e costanti nel servizio, ricordandovi sempre che «c'è più gioia nel dare che nel ricevere» (At 20, 35); abbiate cura anche della vostra crescita affettiva, scegliendo sempre l'autenticità e la pienezza dell'amore. Impegnatevi a conoscere le varie e molteplici vocazioni nella Famiglia Salesiana e nella Chiesa; sappiate individuare e scegliere con coraggio il progetto che Dio ha pensato per ciascuno di voi, facendovi aiutare e accompagnare nel vostro cammino di discernimento.
    Soprattutto voi, educatori e animatori del MGS, considerate il vostro servizio come un vero e proprio servizio vocazionale; non agite "in proprio", ma sentitevi sempre collaboratori dello Spirito di Gesù, che vi chiama ad educare ed evangelizzare altri giovani. Vivete questo servizio vocazionale come atteggiamento fondamentale della vostra vita, non solo in forma saltuaria e temporanea, ma in maniera costante e continuativa.

    2.3. Abbiate cura della vostra formazione
    La responsabilità e l'animazione del MGS, richiede una solida vita cristiana e una forte identità salesiana. Per questo vi incoraggio a curare con speciale attenzione la vostra personale formazione:
    • una formazione che vi renda capaci di vivere con profondità la vostra vocazione cristiana e il vostro servizio di animazione;
    • una formazione che vi renda capaci di essere protagonisti nell'animazione del MGS, di trasmettere i valori della SGS, di accompagnare i gruppi e le singole persone nel loro sviluppo umano e cristiano;
    • una formazione che vi aiuti a valutare criticamente e ad attuare con efficacia scelte e impegni, per essere presenti con propositività e competenza nel contesto sociale e culturale in cui vivete;
    • una formazione, infine, che vi aiuti a portare a maturazione le vostre risorse di natura e di grazia, da offrire con gioia per la vita e la salvezza di tutti.

    2.4. Sentitevi protagonisti e responsabili del MGS e coinvolgete in questa esperienza tanti altri giovani
    Il MGS è nelle vostre mani; questo incontro è un segno della crescita e della maturità del Movimento nella Famiglia Salesiana. Don Bosco voleva che l'associazionismo salesiano fosse una cosa non solo "per" i giovani, ma "dei" giovani, nel quale essi stessi si sentissero veri protagonisti.
    Come educatori e animatori, Dio vi affida il MGS come un dono per la vostra vita e per la vita di tanti vostri compagni e amici. Siate dunque moltiplicatori tra i giovani, nella società e nella Chiesa, di questo dono di Don Bosco, della sua spiritualità e della sua pedagogia. Comunicate con gioia la ricchezza dell'esperienza che avete vissuta; testimoniate i valori della SGS, di cui siete consapevoli e che avete scelto come stile di vita; create movimento, cercando di coinvolgere tanti altri giovani, soprattutto quelli che non sono in gruppo, i più poveri, quelli che non hanno riferimenti, quelli che cercano, quelli che sono lontani...
    Fate crescere il MGS, promuovendo il collegamento tra i diversi gruppi e le molteplici espressioni giovanili, tanto all'interno delle opere e presenze salesiane, come nei tanti luoghi e ambienti giovanili "oltre le mura" delle case salesiane...
    Come giovani impegnati nel MGS, sentitevi costruttori del regno di Dio, attraverso l'inserimento vivo nel territorio e nella Chiesa per trasformarla e arricchirla con lo stile e i valori del carisma salesiano.
    In particolare, vi invito ad essere promotori della difesa della vita in tutte le sue forme, impegnati a costruire la civiltà dell'amore fondata sulla giustizia, la pace, la solidarietà e il rispetto di ogni persona, contro ogni discriminazione dovuta alla razza, alla lingua, alla situazione economica e politica e alla religione; manifestate nei vostri ambienti giovanili l'annuncio liberante del Vangelo, secondo queste parole dell'apostolo Paolo: «Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 28).

    2.5. Affidatevi a Maria, data a noi da Gesù come Madre e Maestra
    Carissimi giovani, voi sapete quanto Don Bosco ha amato Maria e l'ha sentita in tutta la sua esperienza di vita come la Madre e la Maestra che Gesù gli ha dato per sé e per tutti i suoi collaboratori. A Lei affidava sempre i momenti più importanti e le opere più decisive, sicuro del suo aiuto materno. A Lei, che in questi giorni celebreremo come "Assunta nella gloria", consegniamo tutto il nostro entusiasmo e i sogni del nostro cuore, per essere protagonisti coraggiosi ed entusiasti all'alba del Terzo Millennio.

    (FONTE: ACG 373/2000, Documenti e notizie, 71-77)


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