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    La consegna: Gesù, pane di vita

    Forum MGS 2000 - Omelia *

    D. Juan E. Vecchi

     


    Io sono il pane della vita! Questa è la consegna che Gesù vi dà al termine del Forum che avete vissuto in questi giorni. Una consegna che vi dispone ad affrontare con coraggio il cammino del Terzo Millennio, mentre pregustate già l’incontro tonificante con il Papa e con una grande Chiesa giovanile, capace di convocare tanti discepoli e amici di Gesù provenienti da tutto il mondo.
    La consegna di Gesù nel Vangelo di oggi è stata introdotta e quasi motivata dal racconto dell’esperienza di Elia, un uomo coraggioso chiamato da Dio ad una missione stupenda, assunta da lui all’inizio con generosità ed entusiasmo, ma che poi ha attraversato momenti di crisi e di prova. Elia, profeta del Signore, lottatore strenuo e convinto per la verità e la giustizia, sente tutto il peso della debolezza umana, dell’ostilità del male e della propria inadeguatezza. Si sente sfinito e scoraggiato: ha come un nodo nella gola, un magone nell’anima, un freno nella volontà e una voglia invincibile di mollare, di smettere, di non tentare più, di ritirarsi, con un senso di sconfitta. Fugge verso il deserto. La missione che Dio gli ha affidato è troppo impegnativa. C’è troppa opposizione e resistenza.
    Non è forse questa un’immagine viva di quello che spesso capita anche a noi dopo i momenti gratificanti degli incontri, dopo i tempi esaltanti delle programmazioni e dei primi sforzi? Ci sembra a volte che la realtà non voglia piegarsi ai nostri propositi e che i nostri interventi per la giustizia e l’amore siano come gocce di acqua dolce in un mare salmastro. Sperimentiamo che il terreno è duro. Questa, d’altra parte, è l’esperienza stessa di Gesù. Egli era buono e potente. Eppure ha dovuto affrontare la prova della croce e ha visto i limiti, le opposizioni e le resistenze degli uomini.
    Per poter continuare con coraggio e fortezza la propria missione, per scorgere i semi di bene e continuare il proprio cammino, Dio invita Elia a rivivere l’esperienza dell’alleanza nel deserto, a rimettere in Lui la fiducia, ad irrobustirsi col pane che il popolo aveva ricevuto gratuitamente nel deserto e con l’acqua che il Signore aveva fatto scaturire dalla dura roccia. Sono elementi semplici, ma essenziali. Indicano la forza interiore nella quale può risiedere la nostra tenuta, più che nell’organizzazione esterna o nei piani di azione.
    Sullo sfondo di questo quadro risuona per noi la parola di Gesù come un’indicazione per il nostro cammino. Anche a noi viene ripetuto: “Su, mangia, perché è lungo il cammino che ti aspetta”. Insieme alle altre parole rassicuranti di Gesù: “Chi mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.
    Un vasto campo vi attende! Dovrete dissodarlo e seminarlo. Ci vuole tempo e pazienza. Troverete certamente resistenze e chiusure. Dovrete lottare con coraggio contro il male presente in voi e attorno a voi. Dovrete reggere. Avrete senz’altro anche gioie e consolazioni. Ma dove potrete trovare forza in abbondanza per opporvi alla morte; da dove attingerete forza interiore e anche fisica per non soccombere alla stanchezza, alla frustrazione, al desiderio di un riposo prematuro o di una vita meno esposta e rischiosa?
    Attorno all’altare, nella celebrazione gioiosa del mistero eucaristico, ciascuno di noi ogni giorno può rinascere dal cuore di Cristo, poiché egli ci rende partecipi della sua carità, ci dona la capacità di accogliere e di amare, ci invia come segni e testimoni del suo amore nei diversi ambienti dove si svolge la nostra azione o si esprime la nostra presenza.
    L’Eucaristia ci permette di riconoscere il Risorto negli avvenimenti e nelle persone. Eventi come quello dell’incontro con i discepoli di Emmaus, mettono in luce che la ripetizione del gesto eucaristico è il luogo del riconoscimento del Risorto, il segno della novità, il modo più evidente con cui egli continua a farsi presente in mezzo a noi, a parlare con noi e a farci vivere una inimmaginabile comunione con Lui.
    Questo avviene certamente ogni domenica, “giorno del Signore”, in tutte le chiese. Ma soprattutto l’Eucaristia deve costruire e sorreggere il dinamismo interiore di ogni gruppo giovanile salesiano, quale esperienza viva di Chiesa. Come il cibo è assimilato dal nostro corpo, così l’Eucaristia deve rafforzare la coscienza del mistero su cui si fonda l’esistenza del MGS.
    La celebrazione eucaristica vuole dare origine ad una umanità che viva in comunione di amore e di impegno con Gesù. Il pane e il vino che presentiamo sull’altare, sono trasformati nel Corpo e nel Sangue di Cristo, perché tutti coloro che comunicano fruttuosamente a questo mistero diventino una sola cosa in Cristo. Dicendo “Amen” al corpo eucaristico, diciamo “Amen” anche al corpo ecclesiale: ci impegniamo così a costruire la Chiesa e vogliamo farne parte secondo le condizioni che la sua natura richiede.
    Io sono il pane di vita! Gesù ci chiama in primo luogo ad avvicinarci a Lui e a coltivare con Lui un’amicizia entusiasta e feconda, come quella dei discepoli, che ci metta a contatto con la sua persona, la sua mentalità e la sua missione. Ricordate quanto gli apostoli hanno imparato nei tre anni vissuti con Lui: una intensa amicizia e una grande familiarità, una vera e propria scuola di vita. Voi non potete essere soltanto frequentatori occasionali di tale Maestro: non basta portarlo nella T-shirt o rappresentare un musical di cui si parla di Lui. Occorre la frequentazione assidua, l’amicizia, l’amore, il desiderio di imparare da Lui, di conformarsi a Lui, di assumere lo stile di vita che Lui ci propone.
    L’amicizia ci porterà ad ascoltare e a meditare le sue parole, a crederci e a scommettere su di esse. Come ha fatto Maria che custodiva la Parola, la meditava nel suo cuore e soprattutto la metteva in pratica con la vita. Soltanto il Vangelo vi sosterrà. Soltanto il Vangelo creerà attorno a voi un campo di luce, uno spazio di verità, una forza di amore. Ritornate regolarmente alla Parola. Interiorizzate gli insegnamenti del Vangelo. Confrontate continuamente la vostra vita con questa proposta di vita piena e di salvezza integrale.
    La Parola poi ci porta all’Eucaristia. Nella celebrazione c’è una continuità e un riferimento vicendevole tra Parola accolta e Corpo di Cristo mangiato. L’una non si capisce senza l’altro e viceversa. Alla compagnia assidua e all’ascolto della Parola bisogna aggiungere il nutrimento del Pane di vita: e così l’Eucaristia accolta e assimilata sarà vissuta poi nella carità e nell’amore fraterno. È stata la forza di tutti i lottatori, il riferimento di tutti i santi, la compagnia di tutti gli apostoli.
    Nella Spiritualità Giovanile Salesiana c’è una forte sottolineatura dell’Eucarestia come “pilastro” fondamentale per la formazione cristiana del giovane. Ricordiamo i primi gruppi salesiani che fiorirono attorno a Don Bosco e a Madre Mazzarello: Domenico Savio tra i primi, Laura Viçuña più vicina a noi.
    Auguro che anche per voi sia lo stesso. Cercate di comprendere sempre più profondamente il mistero eucaristico. Non accontentatevi di quello che avete imparato nella catechesi dell’iniziazione cristiana. L’Eucaristia scaturisce direttamente dal Vangelo e dalla vita della Chiesa: essa è “fonte e culmine di tutta la vita cristiana” (cf. Lumen Gentium, n.11). Tornate a contemplarla, a comprenderla meglio, ad amarla, ad intrattenervi in sua presenza. Partecipate assiduamente all’Eucarestia della vostra comunità cristiana come soggetti attivi, capaci anche di offrire tutta la ricchezza della vostra animazione nei canti e nei gesti che essa contiene. Partecipate con la vivacità dei vostri gruppi alle assemblee della comunità cristiana e offrite la vostra giovane e fresca testimonianza.
    Nutritevi assiduamente di essa, con le dovute disposizioni interiori. I primi testimoni della fede si comunicavano all’Eucarestia prima di subire la prova del martirio. Ancora oggi, coloro che sono tenaci e forti nella loro testimonianza cristiana e che perseverano con fedeltà e costanza sul campo, riconoscono che in Cristo, Pane di vita, c’è il segreto e la forza per andare avanti e per arrivare fino in fondo.
    Cari giovani, siate “cenacoli” come gruppi e siate “persone eucaristiche” come singoli!

    * Messa conclusiva del Forum MGS di Domenica, Colle don Bosco, 13 agosto 2000


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