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    (NPG 1968-03-73)

    La rivolta giovanile vista dagli scrittori

    Un recente convegno, promosso dalla «Pro Civitate Christiana» – ha visto riunito ad Assisi un folto gruppo di scrittori italiani, chiamati a discutere «la rivolta dei giovani nella letteratura». Fra di essi: Guido Piovene, Geno Pampaloni, Elsa De Giorgi, Raffaele La Capria, Gino Montesanto, Antonino Pizzuto. Così riferisce Ettore Masina in una corrispondenza per «Il Giorno» «S'è ascoltato di tutto: il disagio degli uomini di formazione idealistica e il senso di impotenza dei produttori di ideologia; il patetico tentativo di recuperare la coetaneità di tutti di fronte al dramma mondiale; anziani che si dicevano giovani e giovani-vecchi che li tranquillizzavano». È il sociologo Paolo Tufari, della Gregoriana, a varare l'ipotesi di lavoro che rimane attuale fino alla fine del convegno. «La rivolta dei giovani c'è sempre stata, sì, ma quella di oggi ha caratteristiche nuove. Ha la consapevolezza di una disfatta dell'intera società e non di una sola classe; ha – grazie alla scomparsa dell'analfabetismo – la capacità di assorbire e di concettualizzare; ha – grazie alla
    diffusione dei mezzi di comunicazione sociale – la possibilità di diffondersi». «I giovani – dice ancora il sociologo – non vogliono essere né capiti né compatiti. Desiderano essere considerati protagonisti, non argomento, di dialogo. Venire incontro ai giovani significa spiegare loro che tutto deve continuamente essere posto in discussione. Così si potrà evitare, tra l'altro, che i «ribelli» di oggi diventino domani dei reazionari. La storia ce l'ha dimostrato infinite volte: quando una persona, invece di avere di mira la problematicità delle scelte, si convince che la sua strada è l'unica buona, dal rivoluzionario nasce il dittatore moralista».
    (Gioventù Italiana)

    Il terzo convegno nazionale della F.I.E.S.

    Dal 27 al 30 dicembre scorsi si è tenuta a Firenze la terza assemblea generale della FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali) sul tema «Gli esercizi degli adolescenti e delle adolescenti». L'argomento di particolare interesse ha attirato un folto gruppo di partecipanti che comprendeva vaste rappresentanze di religiosi, sacerdoti e laici di tutte le regioni d'Italia.
    Ha diretto Mons. Giuseppe Almici, arcivescovo di Alessandria, presidente della FIES. Alla seduta inaugurale ha presieduto l'Arcivescovo di Firenze Card. Ermenegildo Florit e il Vescovo di Prato Mons. Fiordelli. Dopo la prolusione del Cardinale, il primo tema, «Esperienza di Dio nel silenzio per i giovani d'oggi», è affrontato da Mons. Giuliano Agresti, rettore del Seminario di Firenze e vicario episcopale per l'apostolato dei laici. Il 28, il prof. Don Enzo Giammancheri dell'Università del Sacro Cuore di Milano e direttore della rivista «La famiglia» tratta l'argomento «Gli adolescenti esercitandi». Al pomeriggio, invece, la prof.ssa Suor Maria Luisa Stagnoli, delle Dorotee di Cemmo, ex Commissaria lombarda delle Guide ed ex presidente diocesana della G.F., parla de «Le adolescenti agli esercizi». Alle conferenze seguono i gruppi di studio e relazioni dei delegati regionali. Il giorno 29 in un piano di maggiore praticità, parla al mattino Don Igino Silvestrelli, direttore della Casa di esercizi spirituali per adolescenti di Boscochiesanuova (Verona), trattando l'argomento «Gli esercizi degli adolescenti: adattamento dei temi e metodologia». Al pomeriggio è la volta di Don Giorgio Scarsini, ex direttore di «Casa Serena» per gli esercizi delle adolescenti, di Verona, che tratta lo stesso tema del mattino dal punto di vista delle adolescenti. Seguono i gruppi di studio e le relazioni regionali.
    La mattina del 30 è dedicata al «tirare le somme» di quanto è stato detto e discusso nei giorni precedenti.
    Padre Ignazio Iparraguierre S.J., dell'Università Gregoriana di Roma e vice presidente della FIES, trae le prime conclusioni parlando de «Gli adolescenti agli esercizi: indicazioni di sintesi». Seguono le conclusioni del questionario di Segreteria presentate da Mons. Dino Foglio e da Don Secondo Moretti. La parola conclusiva, ricca di direttive, è del Presidente Mons. Giuseppe Almici. Riteniamo che questa terza assemblea FIES possa vantare veramente un esito lusinghiero sia per la vasta e qualificata presenza di convegnisti, sia, e soprattutto, per l'interesse destato dai vari relatori e per i temi di attualità affrontati che hanno certo creato attorno a questa ancor giovane federazione un più largo cerchio di simpatia e di aderenze.
    (Giuseppe Spigo)

    Riordinamento dei bienni

    Nella tradizionale lentezza con cui i nostri parlamentari affrontano i problemi della scuola, un passo avanti ha fatto il riordinamento della scuola media superiore.
    È stato approvato dalla commissione per la pubblica istruzione del Senato e adesso passerà alla Camera, il disegno di Legge di iniziativa di alcuni Senatori sull'ordinamento dei bienni della scuola secondaria superiore. Questo disegno di legge (ma arriverà in porto? al Senato c'è stata l'astensione dei socialisti: dunque continua la frattura della maggioranza governativa sul problema scolastico!) vuole togliere in qualche modo il troppo grande divario fra la scuola media e la scuola superiore. Soprattutto vuole facilitare il passaggio fra un tipo e l'altro di scuola, appunto perché l'opera di orientamento non può esaurirsi nei tre anni della scuola dell'obbligo, ma è necessario lasciare all'adolescente un ulteriore periodo di tempo per una scelta più studiata del proprio avvenire. Cioè il biennio non (leve avere il carattere specialistico come nella struttura attuale della scuola; ma, adeguandosi al tipo di maturità media che gli alunni hanno conseguito nella scuola precedente, deve offrire la possibilità, a sempre più larghe masse studentesche di accedere ai livelli più alti della istruzione, come ne offre diritto la Costituzione e come deve la scuola facilitarne l'esecuzione.
    (i. p.)

    La XXI Assemblea Generale della FIDAE

    Si è tenuta negli ultimi giorni dell'anno presso l'Istituto di Magistero Maria Assunta. Hanno caratterizzato questa assemblea non solo il rinnovamento delle cariche sociali previste dallo statuto: elezione che ha visto riconfermata la generale fiducia al Padre Pio Bianchini, dei Somaschi, che con amore e competenza dirige già da tre anni la Federazione; ma ancora la presa di posizione per il mantenimento di una scuola cattolica in Italia, costi quello che costi: questa è la direttiva del Concilio e del Papa, anche se molti, pure fra i cattolici, non sono dello, stesso parere. Preso atto che la scuola cattolica non ha saputo tenere il passo con la esplosione della scuota statale, l'assemblea ha studiato i modi perché essa, se pur quantitativamente ridotta, possa avere u sua propria fisionomia, soprattutto col dare una educazione profondamente
    cristiana, rendendo capaci i suoi alunni di operare la sintesi fra quanto di umano e di vero offre la civiltà e la cultura di oggi, pur tuttavia ripiena di tante cose men valide, se non addirittura nocive. Inoltre la scuola cattolica dovrà essere di stimolo e guida nell'evoluzione didattica odierna, come ha incoraggiato l'Ing. Ugo Sciascia nella sua relazione, nella seduta commemorativa, alla presenza delle autorità, parlando-sul tema: La scuola cattolica italiana. Soltanto a questa condizione di essere didatticamente e pedagogicamente valida, essa può sperare di poter influenzare una preparazione più cristiana della società di domani.

    Corso di aggiornamento per insegnanti salesiani

    150 insegnanti salesiani delle quattro lspettorie dell'Italia centrale si sono trovati uniti alla Domus Pacis (Roma) alla fine di dicembre per un duplice corso di aggiornamento didattico pedagogico sui problemi della scuola.
    Il primo per insegnanti della Scuola /Media Unica, sul tema: Valutazione dell'allievo e orientamento scolastico vocazionale; il secondo per docenti di Scuola Media Superiore con tema: Insegnamento cristiano: catechesi e discipline profane.
    Il corso è stato seguito con interesse, non solo per la validità dei relatori: i professori G. Esposito, don Titone, don Vecchi, don Clementel, don Tritto per il primo gruppo; i professori don Licciardo, G. Albanese, don Negri, Mons. Piacentini, G. Giugni per il secondo, ma soprattutto per l'ampia possibilità di interventi e discussione, non solo dopo le relazioni, ma nei carrefours del pomeriggio.
    Hanno completato il corso, le meditazioni predicate dai professori don Medica e don Negri e la prolusione di apertura, detta da S.E. Mons. Silvestri, Vescovo di Foligno, sulla attualità della Scuola Cattolica come scuola di educazione alla Fede e l'altra di chiusura, tenuta da don Gaetano Scrivo, del Consiglio Superiore dei Salesiani, sul tema: L'insegnante salesiano: uomo della terra e uomo del cielo.
    Non potendo in queste pagine, sia pur brevemente, accennare a quanto fu detto, vengono riportate le due mozioni finali, lette a chiusura del convegno.
    Per la Scuola Media:

    «Insegnanti salesiani... (omissis)
    – sostengono appieno la validità della Scuola Media Unica, nella migliore tradizione della Scuola Cattolica, che ha avuto in Don Bosco, un particolare Maestro e Sostenitore;
    – esprimono il desiderio che il modo di conoscenza, valutazione e orientamento risulti sempre più integrale, che tenga conto di tutta la personalità del ragazzo e perciò si avvalga di un centro per l'assistenza psicopedagogica degli alunni; che per ogni alunno venga compilata una cartella personale che sintetizzi i profili socio-culturale, psicologico, medico, scolastico, che favorisca la formazione e l'orientamento del ragazzo; che sia reso funzionale ed operante il consiglio di classe; che gli esami siano momenti finali di una valutazione, perciò non prova a sé stante, ma come risultato di tutto un lavoro educativo e formativo fatto dalla scuola e valutato dal consiglio di classe nello scrutinio finale, lasciando l'esame per la sezione autunnale per gli allievi rimandati;
    – invitano le superiori autorità religiose a tener conto, nel movimento personale, le esigenze di continuità didattico-pedagogica della scuola a favore della educazione e formazione dell'alunno;
    – auspicano altri corsi per una sempre maggior qualificazione del personale insegnante, con particolare attenzione alle attività di doposcuola e del tempo libero.

    Per la Scuola Superiore:

    – Riconosciuta la validità della nuova impostazione dei programmi di religione, gli insegnanti salesiani hanno affrontato la problematica che oggi ha la scuola nel suo momento formativo culturale, a riguardo di una visione più chiara dell'uomo e dell'universo. Sono stati ricercati i più notevoli valori umani da esprimere in chiave cristiana anche nel momento scolastico.
    – Si sono soffermati soprattutto sul tema delle nuove dimensioni pedagogiche che deve affrontare anche la Scuola Media Superiore. Intendono dare sempre più all'insegnamento il carattere di dialogo educativo; alla interrogazione il senso e la espressione di un momento pedagogico e alla valutazione il carattere della integralità.
    – Hanno sentito l'esigenza di una promozione ordinata e meditata dell'associazionismo giovanile. A questo riguardo si chiede che venga promosso l'associazionismo di classe e non solo di interclasse, pur rilevando che le due forme possono essere entrambe valide a seconda delle particolari situazioni locali.
    – Si chiede che venga affrontato il problema della costituzione della comunità educativa di classe e non solo di istituto, come premessa di un autentico associazionismo scolastico.
    – Si chiede ancora che venga affrontato il problema della preparazione degli animatori, sia per il personale salesiano sia tra i collaboratori esterni per i quali i ti particolare si suggerisce la preparazione e la utilizzazione ai fini di animazione di gruppi legati al tempo libero, alla cultura, alle attività sociali.
    – È stata infine riaffermata la validità della scuola cattolica come scuola di autentica educazione alla Fede, intendendo in questo dare impegnativa risposta alle attese del Concilio e alle parole del S. Padre.
    (Ivo Paltrinieri)

    L'aggiornamento
    delle Congregazioni Mariane

    Le Congregazioni Mariane, uno dei più antichi movimenti di apostolato laico della Chiesa, ha adottato un intenso programma di rinnovamento, per meglio indirizzare i suoi scopi e le sue attività verso le mète prefisse dal Vaticano II. L'aggiornamento di questo quadricentenario movimento, include nuove regole comuni, nuovi statuti per la sua federazione mondiale, una nuova struttura giuridica, un nuovo nome internazionale ed un nuovo orientamento apostolico. Durante la speciale riunione, tenutasi a Roma, alla Domus Pacis dal 19 al 21 ottobre u.s., con la partecipazione di delegazioni di trentotto nazioni, il Consiglio Generale della Federazione Mondiale ha votato queste nuove norme.
    Il rinnovamento comprende un impegno da parte di tutti i membri della Federazione mondiale e per una più grande fedeltà alla spiritualità propria delle CC.MM. (Congregazioni Mariane), insieme ad un'ampia e flessibile autonomia di azione dei gruppi locali. Il rinnovamento è basato su un «ressourcement» – un approfondito studio delle tradizioni originali,'', ed un susseguente adattamento di queste alle necessità dei nostri giorni.
    Il nuovo nome, Federazione Mondiale delle Comunità di Vita Cristiana, è tratto dal più antico documento conosciuto, una lettera circolare descrivente la prima Congregazione, scritta a pochi mesi dalla fondazione della stessa, avvenuta a Roma nel 1563. Il cambio del nome non significa una diminuzione della devozione mariana. Tutt'al contrario. I nuovi Principi Generali sono in questo aspetto chiarissimi.
    Questa è la prima volta, in quattro secoli, che i membri del movimento hanno fatto e votato le loro regole generali.
    (dall' Oss. Rom.)

    Scuola cattolica... fuori d'Italia

    Oltre la metà dei 20.500 alunni iscritti alle scuole secondarie nel Camerun, frequenta le scuole cattoliche; mentre per l'insegnamento primario, un terzo di tutti gli scolari (circa 223.000 alunni) va alla scuola cattolica. Come si vede la Chiesa non viene meno alla sua tradizione di essere Madre e Maestra di tutte le genti.
    Anzi per l'inaugurazione dell'anno scolastico nella Capitale il Vescovo di Nkougsamba ha parlato a oltre 500 professori e studenti della Università Federale e delle scuole superiori, in particolare invitando gli studenti ad un impegno responsabile nei confronti dei compiti che li attendono per la costruzione di una nuova società. Nella stessa circostanza il Presidente della Associazione degli studenti cristiani del Camerun ha presentato gli obiettivi che si propone l'organizzazione, soprattutto per far nascere negli studenti il desiderio di servire meglio il loro paese e di collaborare allo sforzo mondiale per lo sviluppo dei popoli, in nome della solidarietà di tutti gli uomini in Cristo.
    (i. p.).

    Catechismo per televisione

    È attualmente allo studio in Australia un piano per l'insegnamento della religione per mezzo della televisione. L'iniziativa si propone di raggiungere particolarmente quei giovani cattolici che non possono frequentare scuole cattoliche. Lo ha detto Mons. Knox, arcivescovo di Melbourne, parlando nei giorni scorsi alla inaugurazione di una scuola cattolica della città.
    La trasmissione, curata da fratelli coadiutori e suore, avrà una frequenza settimanale.
    (i. p.)

    Ite et docete!

    Padre Collins, segretario della Commissione per l'apostolato dei laici della Conferenza Episcopale Sudafricana, ha rivolto un appello ai professori e agli studenti universitari del Sudafrica, perché prestino servizio volontario nelle seicento scuole cattoliche per negri, in gravi difficoltà per mancanza di personale insegnante.
    Il Vangelo eternamente si ripete:... nelle piazze c'erano i poveri che chiedevano del pane... e non c'era nessuno che loro lo sbocconcellasse!
    (i. p.).


    T e r z a
    p a g i n A


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