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    La collana «Parametri»: uno strumento di formazione giovanile



    Carlo Fiore

    (NPG 1973-11-91)

    La risposta dei giovani alla collana «PARAMETRI» è stata superiore alle attese editoriali. Segno che i temi, il linguaggio, le problematiche affrontate, hanno morso sul vivo.
    Lo strumento è stato pensato con un chiaro e definito piano pastorale: offrire a giovani e gruppi giovanili una batteria di «materiale», pronto alla utilizzazione, per creare sensibilità sui problemi che l'impatto fede e storia oggi dovrebbe offrire e per stimolare ad un approfondimento serio tutti coloro che il fascino suggestivo della realtà ha messo in stato di all'erta.
    Gli educatori possono ritrovare qui, dunque, dell'ottimo materiale.

    «PARAMETRI» PER I GIOVANI

    Quando una collana giovanile riesce a smaltire, nel giro di tre mesi, il 40% dell'intera edizione, si può dire che è una collana riuscita. Che ha toccato gli interessi vivi dei giovani.
    E questo precisamente il caso della collana PARAMETRI, lanciata all'inizio dell'estate '73. Da tempo ci veniva richiesto, sia da parte di operatori pastorali che di giovani, di raccogliere in volumetti agili le migliori serie di articoli apparsi sulla rivista DIMENSIONI NUOVE. Non tutti sono disposti a ritagliare una rivista per raccoglierne organicamente il materiale. Per questo, unificare in un volumetto le varie puntate di una trattazione risulta gradito al lettore che vi ritrova, in un quadro più vasto e unitario, gli spunti e i pensieri che più lo avevano interessato.
    PARAMETRI è sorta così. Da una rivista. E mi sembra sia questa la matrice della sua attualità e vitalità. Della sua incidenza presso i giovani. Nessuno strumento è infatti più sensibile di una rivista nel seguire l'evolversi del mondo giovanile. Con il suo contatto frequente e continuo, la rivista tiene sotto controllo il maturare di interessi, tendenze, orientamenti, gusti dei giovani. È il luogo privilegiato, l'osservatorio della dinamica dell'universo giovanile nelle sue varie componenti, culturali, sociali, politiche, religiose. Una collana che nasce dalle pagine di una rivista, riesce più facilmente di un'altra concepita a tavolino, a evitare le secche dell'intellettualismo e della mancanza di aderenza ai veri problemi che si dibattono tra i giovani.
    Sorta così in un dialogo vivo e continuo, PARAMETRI si pone come strumento idoneo nelle mani dell'operatore pastorale, per il dialogo con i giovani. Offre infatti una grande ricchezza dí temi e spunti per conversazioni, dibattiti, discussioni, ritiri, all'interno dei gruppi giovanili. So di un amico che adottò il primo volumetto, uscito qualche mese fa, come testo di scuola in una classe dell'Istituto Magistrale. Alcuni accorgimenti tipografici sono stati concepiti apposta in funzione di questa utilizzazione nelle discussioni di gruppo. Aboliti, ad esempio, i disegni o le foto che spesso si trovano nei libri destinati ai giovani, si è preferito puntare su una soluzione diversa: si sono presi i pensieri più incisivi, che condensano punti fermi del discorso, e sono stati stampati in caratteri molto grandi, quasi lapidari, su pagina intera. Per polarizzare su di essi l'attenzione e il dibattito. Non si tratta quindi di una soluzione estetica, ma di un mezzo per favorire una lettura e un dialogo comune.

    I TEMI DELLA COLLANA

    I temi affrontati nei vari volumetti sono quelli oggi maggiormente discussi tra i giovani: sesso e amore, violenza e non-violenza, preghiera e rivoluzione, Terzo Mondo e Occidente, rivelazione e impegno politico dei cristiani, i giovani del «dopo-contestazione».
    Analizziamo rapidamente i sei volumetti usciti finora per sottolineare i contenuti e indicare i punti nodali. Iniziamo dai temi sociali e politici per venire alla problematica morale, alla preghiera, al giudizio sulla contestazione giovanile oggi.

    Una speranza per l'uomo

    «Legittimamente si può pensare che il futuro dell'umanità sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza» dice la Gaudium et spes.
    «Il mondo sarà di chi saprà dargli la più grande speranza» nota Teilhard de Chardin.
    È su questo motivo della speranza che, a partire dal titolo stesso, si profila la tessitura di questo volumetto. Speranza non in senso generico, ma in contenuti ben precisi, quali si articolano nella «teologia della speranza» e nella «teologia politica», i cui protagonisti sono Moltmann e Metz. Il tema del raccordo tra cristianesimo e storia, cristiano e impegno politico è oggi soggetto a un ampio dibattito in tutti i settori della ricerca politica in cui il cristiano sia presente. «Penso, – scriveva Schillebeeckx – che da una parte il messaggio evangelico non dia direttamente nessun programma di azione politica e sociale, ma che, d'altra parte, indirettamente, direi a livello di utopia, tale messaggio abbia un significato sul piano politico e sociale».
    Una speranza per l'uomo si innesta nel vivo di questo problemi. Giannino Piana traccia, nella prima parte del volume, un rapido studio delle idee di fondo della «teologia della speranza» e della «teologia politica». Il suo linguaggio piano e accessibile, alieno da tecnicismi specialistici, riesce a tradurre concetti non facili a livello di lettura giovanile. E la sua sintesi non tralascia nessuno degli elementi essenziali del discorso. E i profili che seguono, scritti da Carlo Fiore per un ciclo apparso su DIMENSIONI, danno un volto e una voce precisa a questo patrimonio di idee, calandolo nella concretezza delle singole personalità, con le loro scelte. Partendo da uno dei pensatori che maggiormente influiranno sulla evoluzione del pensiero marxista, Ernst Bloch, vengono tratteggiate le figure di Moltmann, Metz, Pannenberg, Schillebeeckx.
    Per i gruppi e i giovani che sentono con urgenza la problematica politica, Una speranza per l'uomo può alimentare un dialogo fondamentale.

    Ma liberaci dalla violenza

    In un mondo, quale quello contemporaneo, in cui i germi della violenza esplodono a volte con tale forza da lasciare perplessi, il tema della non-violenza sta acquistando una udienza sempre maggiore. E sono soprattutto i giovani a essere interessati al discorso della non-violenza, in tutte le sue forme. Stanno infatti comprendendo sempre più a fondo che il ricorso alla violenza può rivelarsi addirittura controproducente per la rivoluzione. Mentre fino a ieri la non-violenza era guardata con sospetto anche in molti ambienti cattolici, oggi questo atteggiamento di rifiuto si sta modificando in un interesse critico che riconosce alla non-violenza il diritto a maggiore attenzione da parte dei cristiani.
    Troppi sono ancora gli equivoci che gravano sulla non-violenza, troppo poco conosciuta è la sua dinamica, i suoi metodi, i successi. Ma liberaci dalla violenza vuol chiarire queste zone ancora oscure. Il libro si apre con un profilo di Gandhi, stilato dal primo obiettore di coscienza cattolico, Fabrizio Fabbrini, che continua oggi la sua battaglia per la non-violenza. Gandhi infatti resta il «profeta» della non-violenza. Il nucleo del volume è costituito dalla lunga e importante intervista che Jean-Marie Muller, uno dei massimi esponenti a livello internazionale, ha concesso a DIMENSIONI, intervista che fu ripresa poi da riviste e pubblicazioni del movimento della non-violenza. Muller stesso mi scriveva che considerava questa intervista come una delle espressioni più complete del suo pensiero sulla non-violenza. Ad essa si è pure ispirato il testo del breve ma importante «Manifesto per una alternativa non violenta» del Gruppo di Orléans, che fa capo appunto a Muller, manifesto che viene oggi assunto per discussione in tutti i gruppi non-violenti europei e che quindi merita di essere conosciuto e dibattuto.
    Un dibattito di giovani, l'intervista di Helder Camara sulla non-violenza, e l'esemplificazione concreta di battaglie condotte con la tecnica della non-violenza completano il volume.

    I giorni della droga e del quebracho

    Arturo Paoli è l'autore di questo volumetto, apparso nel giro di un anno, su DIMENSIONI, come serie di articoli. Assistente Centrale della GIAC in uno dei momenti critici dell'Azione Cattolica, cappellano degli emigranti, minatore in Sardegna, contemplativo nel deserto, presente tra gli emarginati argentini, fratel Arturo, dei Piccoli Fratelli di Charles De Foucauld, ha filtrato tutta la problematica giovanile attraverso l'ottica del mondo latino-americano. Riscopre così le tavole di valori su cui confrontare la crisi occidentale: il gusto della persona nella ricchezza e profondità del suo mistero, nella centralità di un amore devastato, tradito e alienato; il gusto della comunità, della comunione, del vivere insieme, del creare insieme, del fare insieme la storia, al di fuori di ogni individualismo intimistico, tanto frequente in certa letteratura formativa giovanile. Persona, comunità, creazione insieme sono le costanti del suo pensiero, del suo quadro di valori, in una visione cristiana profonda, in cui il vangelo si fa storia. E della storia Arturo Paoli ha una visione non cronachistica, ma profetica. L'unica, a suo giudizio, che rende possibile il dialogo fra le generazioni.
    Gli spunti che fratel Arturo dissemina nelle sue pagine, scritte con calore e passione, sono infiniti, capaci di alimentare il dialogo più ampio. E il volume merita l'attenzione dei giovani più aperti alla problematica sull'uomo nuovo e sui valori che deve portare a maturazione nel confronto con quel Terzo Mondo troppo spesso considerato come il pezzente cui si deve, per compassione, un po' di interessamento e di elemosina.

    Giovani pop

    Un libro nato dalla riflessione dei giovani su un festival pop, con il suo scatenarsi di musiche assordanti, la sua sarabanda di danze selvagge e di contorsionismi deliranti. Un giudizio critico sulla rivolta hippy stilato con insolita severità dai giovani stessi. E che viene a confermare quanto stanno dicendo oggi psicologi e sociologi su certi aspetti della contestazione giovanile, più pittoreschi che contenutistici. «Oggi sono già superati i giovani capelloni della protesta romantica – osserva su VITA SOCIALE Roberto De Vita –. Nei giovani, anche se per ora sembra caratteristico soltanto di una esigua minoranza, si va facendo strada la convinzione che il vero, genuino anticonformismo non è quello che indulge nella protesta spettacolare e sentimentale alle categorie dell'epoca, che si concretizza in atteggiamenti esteriori e di «moda», ma quello che, con silenziosa e misurata coerenza, cerca di scoprire il limite dello spirito del nostro tempo e contrappone un ritorno alle fonti originarie dell'umano».
    Le testimonianze raccolte in Giovani pop documentano questa svolta nel processo contestativo. i giovani accusano questo tipo di contestazione di mancare di impegno «politico» concreto e costruttivo, di arenarsi nell'evasione egoistica. «L'anticonformismo a oltranza – scrive uno di questi – altro non è che un appoggio implicito al conservatorismo e al conformismo».
    Di qui è facile passare al discorso sulle nuove tavole di valori che oggi stanno emergendo e che i giovani più riflessivi stanno portando a maturazione. Le testimonianze che il volume riporta sono veramente eloquenti in tal senso.

    Sesso amore e tabù

    Il sesso è uno dei più grandi miti del nostro tempo. Che vive «nel nome del sesso». Il sesso è non solo la molla di certa pubblicità, ma si presenta come il fondamento di una nuova morale che si pretende come liberatoria e permissiva, dove la liberazione sfocia in nuove schiavitù e la permissività diventa banalizzazione di una delle più grandi realtà umane, la sessualità.
    Carlo Perotto che, partito come volontario per l'America Latina, dirige oggi l'Istituto di Psicologia dell'Università di La Paz in Bolivia, affronta in questo ciclo i problemi del sesso e dell'amore: due realtà profondamente unite in una visione equilibrata dell'uomo. L'Autore non indulge a certo facile moralismo che oggi non convince più nessuno. Ma rifiuta ugualmente lo specchietto dello psicologismo, che è una forma di moralismo a rovescio, dimentico anch'esso dell'uomo, della persona. Perotto accoglie nella sua visione i dati della psicologia senza restarne confiscato, senza farne un altro assoluto, un altro codice, un'altra dittatura. E questo perché la sua attenzione si incentra sulla persona come nucleo coagulante e centro di polarizzazione dei valori. Non c'è pagina del volumetto in cui non affiori questa sincera preoccupazione della persona, di una persona integra, non mutilata, non dilacerata. I valori della sessualità e dell'amore sintetizzati attorno all'asse portante della persona, che li salva dalla dispersione e restituisce loro senso e valore.
    Il discorso è molto sentito dai giovani e, per questo, dopo ogni capitolo è stato posto una pista «per discuterne insieme». Le domande facilitano l'avviamento del dibattito e lo portano sul terreno concreto della vita quotidiana del giovane. Il sussidio diventa, come tale, completo e di utilizzazione immediata.

    Il sentiero dell'Horeb

    Il sentiero, cioè, della preghiera.
    Non è facile parlare di preghiera ai giovani. Eppure si tratta di una realtà molto più sentita di quanto si possa comunemente pensare. Questo volumetto affronta il tema della preghiera da due punti di vista. Don Barra traccia, nella prima metà del volumetto, una introduzione alla preghiera, una «proposta» in cui analizza i motivi fondamentali della preghiera, oggi. Seguono tre esperienze di preghiera giovanile, tre centri in cui i giovani si sentono presi e ingranati nella preghiera: Spello, dove Carlo Carretto orienta e accompagna l'esperienza di preghiera di tanti giovani che spesso sono passati attraverso una esperienza di impegno sociale e politico e hanno avvertito che mancava loro qualcosa. Il Centro missionario P. De Foucauld di Cuneo, dove ogni mese 500-600 giovani e ragazze accorrono per una giornata di preghiera che rimbalza e si amplifica poi in ritiri nel «deserto», un esperienza di preghiera più ampia e in comunità. E infine la comunità di Bose, sulla serra tra Biella e Ivrea, dove una comunità ecumenica di «giovani-monaci» è costantemente aperta a giovani e gruppi desiderosi di una profonda esperienza di preghiera.
    Le testimonianze dirette dei giovani, ospitate in abbondanza nel volume, costituiscono dei punti forti di dibattito e discussione nei gruppi. E sono uno stimolo forte a tentare esperienze analoghe nei gruppi, per scoprire uno stile nuovo di preghiera giovanile.

    COLLANA PARAMETRI

    I temi più discussi del nostro tempo:

    Sesso e amore
    Violenza e non-violenza
    Preghiera e rivoluzione
    Terzo Mondo e Occidente
    Rivelazione e impegno politico
    I giovani del «dopo-contestazione»

    SESSO AMORE E TABÙ
    Carlo Perotto
    L. 1.000

    IL SENTIERO DELL'HOREB
    Esperienze di preghiera, presentate da Giovanni Barra
    L. 1.000

    I GIORNI DELLA DROGA E DEL QUEBRACHO
    Arturo Paoli
    L. 1.000

    MA LIBERACI DALLA VIOLENZA
    F. Fabbrini, C. Fiore, J.M. Muller
    L. 1.000

    GIOVANI POP
    Testimonianze giovanili, conclusione di Arturo Paoli
    L. 1.000

    UNA SPERANZA PER L'UOMO
    Carlo Fiore, Giannino Piana
    L. 1.000

    Editrice L.D.C. - 10096 Torino-Leumann

      Carlo Fiore   (NPG 1973-11-91)     La risposta dei giovani alla collana «PARAMETRI» è stata superiore alle attese editoriali. Segno che i temi, il linguaggio, le problematiche affrontate, hanno morso sul vivo. Lo strumento è stato pensato con un chiaro e definito piano pastorale: offrire a giovani e gruppi giovanili una batteria di «materiale», pronto alla utilizzazione, per creare sensibilità sui problemi che l'impatto fede e storia oggi dovrebbe offrire e per stimolare ad un approfondimento serio tutti coloro che il fascino suggestivo della realtà ha messo in stato di all'erta. Gli educatori possono ritrovare qui, dunque, dell'ottimo materiale.     «PARAMETRI» PER I GIOVANI   Quando una collana giovanile riesce a smaltire, nel giro di tre mesi, il 40% dell'intera edizione, si può dire che è una collana riuscita. Che ha toccato gli interessi vivi dei giovani. E questo precisamente il caso della collana PARAMETRI, lanciata all'inizio dell'estate '73. Da tempo ci veniva richiesto, sia da parte di operatori pastorali che di giovani, di raccogliere in volumetti agili le migliori serie di articoli apparsi sulla rivista DIMENSIONI NUOVE. Non tutti sono disposti a ritagliare una rivista per raccoglierne organicamente il materiale. Per questo, unificare in un volumetto le varie puntate di una trattazione risulta gradito al lettore che vi ritrova, in un quadro più vasto e unitario, gli spunti e i pensieri che più lo avevano interessato. PARAMETRI è sorta così. Da una rivista. E mi sembra sia questa la matrice della sua attualità e vitalità. Della sua incidenza presso i giovani. Nessuno strumento è infatti più sensibile di una rivista nel seguire l'evolversi del mondo giovanile. Con il suo contatto frequente e continuo, la rivista tiene sotto controllo il maturare di interessi, tendenze, orientamenti, gusti dei giovani. C il luogo privilegiato, l'osservatorio della dinamica dell'universo giovanile nelle sue varie componenti, culturali, sociali, politiche, religiose. Una collana che nasce dalle pagine di una rivista, riesce più facilmente di un'altra concepita a tavolino, a evitare le secche dell'intellettualismo e della mancanza di aderenza ai veri problemi che si dibattono tra i giovani. Sorta così in un dialogo vivo e continuo, PARAMETRI si pone come strumento idoneo nelle mani dell'operatore pastorale, per il dialogo con i giovani. Offre infatti una grande ricchezza dí temi e spunti per conversazioni, dibattiti, discussioni, ritiri, all'interno dei gruppi giovanili. So di un amico che adottò il primo volumetto, uscito qualche mese fa, come testo di scuola in una classe dell'Istituto Magistrale. Alcuni accorgimenti tipografici sono stati concepiti apposta in funzione di questa utilizzazione nelle discussioni di gruppo. Aboliti, ad esempio, i disegni o le foto che spesso si trovano nei libri destinati ai giovani, si è preferito puntare su una soluzione diversa: si sono presi i pensieri più incisivi, che condensano punti fermi del discorso, e sono stati stampati in caratteri molto grandi, quasi lapidari, su pagina intera. Per polarizzare su di essi l'attenzione e il dibattito. Non si tratta quindi di una soluzione estetica, ma di un mezzo per favorire una lettura e un dialogo comune.   I TEMI DELLA COLLANA   I temi affrontati nei vari volumetti sono quelli oggi maggiormente discussi tra i giovani: sesso e amore, violenza e non-violenza, preghiera e rivoluzione, Terzo Mondo e Occidente, rivelazione e impegno politico dei cristiani, i giovani del «dopo-contestazione». Analizziamo rapidamente i sei volumetti usciti finora per sottolineare i contenuti e indicare i punti nodali. Iniziamo dai temi sociali e politici per venire alla problematica morale, alla preghiera, al giudizio sulla contestazione giovanile oggi.   Una speranza per l'uomo   «Legittimamente si può pensare che il futuro dell'umanità sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza» dice la Gaudium et spes. «Il mondo sarà di chi saprà dargli la più grande speranza» nota Teilhard de Chardin. È su questo motivo della speranza che, a partire dal titolo stesso, si profila la tessitura di questo volumetto. Speranza non in senso generico, ma in contenuti ben precisi, quali si articolano nella «teologia della speranza» e nella «teologia politica», i cui protagonisti sono Moltmann e Metz. Il tema del raccordo tra cristianesimo e storia, cristiano e impegno politico è oggi soggetto a un ampio dibattito in tutti i settori della ricerca politica in cui il cristiano sia presente. «Penso, – scriveva Schillebeeckx – che da una parte il messaggio evangelico non dia direttamente nessun programma di azione politica e sociale, ma che, d'altra parte, indirettamente, direi a livello di utopia, tale messaggio abbia un significato sul piano politico e sociale». Una speranza per l'uomo si innesta nel vivo di questo problemi. Giannino Piana traccia, nella prima parte del volume, un rapido studio delle idee di fondo della «teologia della speranza» e della «teologia politica». Il suo linguaggio piano e accessibile, alieno da tecnicismi specialistici, riesce a tradurre concetti non facili a livello di lettura giovanile. E la sua sintesi non tralascia nessuno degli elementi essenziali del discorso. E i profili che seguono, scritti da Carlo Fiore per un ciclo apparso su DIMENSIONI, danno un volto e una voce precisa a questo patrimonio di idee, calandolo nella concretezza delle singole personalità, con le loro scelte. Partendo da uno dei pensatori che maggiormente influiranno sulla evoluzione del pensiero marxista, Ernst Bloch, vengono tratteggiate le figure di Moltmann, Metz, Pannenberg, Schillebeeckx. Per i gruppi e i giovani che sentono con urgenza la problematica politica, Una speranza per l'uomo può alimentare un dialogo fondamentale.   Ma liberaci dalla violenza   In un mondo, quale quello contemporaneo, in cui i germi della violenza esplodono a volte con tale forza da lasciare perplessi, il tema della non-violenza sta acquistando una udienza sempre maggiore. E sono soprattutto i giovani a essere interessati al discorso della non-violenza, in tutte le sue forme. Stanno infatti comprendendo sempre più a fondo che il ricorso alla violenza può rivelarsi addirittura controproducente per la rivoluzione. Mentre fino a ieri la non-violenza era guardata con sospetto anche in molti ambienti cattolici, oggi questo atteggiamento di rifiuto si sta modificando in un interesse critico che riconosce alla non-violenza il diritto a maggiore attenzione da parte dei cristiani. Troppi sono ancora gli equivoci che gravano sulla non-violenza, troppo poco conosciuta è la sua dinamica, i suoi metodi, i successi. Ma liberaci dalla violenza vuol chiarire queste zone ancora oscure. Il libro si apre con un profilo di Gandhi, stilato dal primo obiettore di coscienza cattolico, Fabrizio Fabbrini, che continua oggi la sua battaglia per la non-violenza. Gandhi infatti resta il «profeta» della non-violenza. Il nucleo del volume è costituito dalla lunga e importante intervista che Jean-Marie Muller, uno dei massimi esponenti a livello internazionale, ha concesso a DIMENSIONI, intervista che fu ripresa poi da riviste e pubblicazioni del movimento della non-violenza. Muller stesso mi scriveva che considerava questa intervista come una delle espressioni più complete del suo pensiero sulla non-violenza. Ad essa si è pure ispirato il testo del breve ma importante «Manifesto per una alternativa non violenta» del Gruppo di Orléans, che fa capo appunto a Muller, manifesto che viene oggi assunto per discussione in tutti i gruppi non-violenti europei e che quindi merita di essere conosciuto e dibattuto. Un dibattito di giovani, l'intervista di Helder Camara sulla non-violenza, e l'esemplificazione concreta di battaglie condotte con la tecnica della non-violenza completano il volume.   I giorni della droga e del quebracho   Arturo Paoli è l'autore di questo volumetto, apparso nel giro di un anno, su DIMENSIONI, come serie di articoli. Assistente Centrale della GIAC in uno dei momenti critici dell'Azione Cattolica, cappellano degli emigranti, minatore in Sardegna, contemplativo nel deserto, presente tra gli emarginati argentini, fratel Arturo, dei Piccoli Fratelli di Charles De Foucauld, ha filtrato tutta la problematica giovanile attraverso l'ottica del mondo latino-americano. Riscopre così le tavole di valori su cui confrontare la crisi occidentale: il gusto della persona nella ricchezza e profondità del suo mistero, nella centralità di un amore devastato, tradito e alienato; il gusto della comunità, della comunione, del vivere insieme, del creare insieme, del fare insieme la storia, al di fuori di ogni individualismo intimistico, tanto frequente in certa letteratura formativa giovanile. Persona, comunità, creazione insieme sono le costanti del suo pensiero, del suo quadro di valori, in una visione cristiana profonda, in cui il vangelo si fa storia. E della storia Arturo Paoli ha una visione non cronachistica, ma profetica. L'unica, a suo giudizio, che rende possibile il dialogo fra le generazioni. Gli spunti che fratel Arturo dissemina nelle sue pagine, scritte con calore e passione, sono infiniti, capaci di alimentare il dialogo più ampio. E il volume merita l'attenzione dei giovani più aperti alla problematica sull'uomo nuovo e sui valori che deve portare a maturazione nel confronto con quel Terzo Mondo troppo spesso considerato come il pezzente cui si deve, per compassione, un po' di interessamento e di elemosina.   Giovani pop   Un libro nato dalla riflessione dei giovani su un festival pop, con il suo scatenarsi di musiche assordanti, la sua sarabanda di danze selvagge e di contorsionismi deliranti. Un giudizio critico sulla rivolta hippy stilato con insolita severità dai giovani stessi. E che viene a confermare quanto stanno dicendo oggi psicologi e sociologi su certi aspetti della contestazione giovanile, più pittoreschi che contenutistici. «Oggi sono già superati i giovani capelloni della protesta romantica – osserva su VITA SOCIALE Roberto De Vita. – Nei giovani, anche se per ora sembra caratteristico soltanto di una esigua minoranza, si va facendo strada la convinzione che il vero, genuino anticonformismo non è quello che indulge nella protesta spettacolare e sentimentale alle categorie dell'epoca, che si concretizza in atteggiamenti esteriori e di «moda», ma quello che, con silenziosa e misurata coerenza, cerca di scoprire il limite dello spirito del nostro tempo e contrappone un ritorno alle fonti originarie dell'umano». Le testimonianze raccolte in Giovani pop documentano questa svolta nel processo contestativo. i giovani accusano questo tipo di contestazione di mancare di impegno «politico» concreto e costruttivo, di arenarsi nell'evasione egoistica. «L'anticonformismo a oltranza – scrive uno di questi – altro non è che un appoggio implicito al conservatorismo e al conformismo». Di qui è facile passare al discorso sulle nuove tavole di valori che oggi stanno emergendo e che i giovani più riflessivi stanno portando a maturazione. Le testimonianze che il volume riporta sono veramente eloquenti in tal senso.   Sesso amore e tabù   Il sesso è uno dei più grandi miti del nostro tempo. Che vive «nel nome del sesso». Il sesso è non solo la molla di certa pubblicità, ma si presenta come il fondamento di una nuova morale che si pretende come liberatoria e permissiva, dove la liberazione sfocia in nuove schiavitù e la permissività diventa banalizzazione di una delle più grandi realtà umane, la sessualità. Carlo Perotto che, partito come volontario per l'America Latina, dirige oggi l'Istituto di Psicologia dell'Università di La Paz in Bolivia, affronta in questo ciclo i problemi del sesso e dell'amore: due realtà profondamente unite in una visione equilibrata dell'uomo. L'Autore non indulge a certo facile moralismo che oggi non convince più nessuno. Ma rifiuta ugualmente lo specchietto dello psicologismo, che è una forma di moralismo a rovescio, dimentico anch'esso dell'uomo, della persona. Perotto accoglie nella sua visione i dati della psicologia senza restarne confiscato, senza farne un altro assoluto, un altro codice, un'altra dittatura. E questo perché la sua attenzione si incentra sulla persona come nucleo coagulante e centro di polarizzazione dei valori. Non c'è pagina del volumetto in cui non affiori questa sincera preoccupazione della persona, di una persona integra, non mutilata, non dilacerata. I valori della sessualità e dell'amore sintetizzati attorno all'asse portante della persona, che li salva dalla dispersione e restituisce loro senso e valore. Il discorso è molto sentito dai giovani e, per questo, dopo ogni capitolo è stato posto una pista «per discuterne insieme». Le domande facilitano l'avviamento del dibattito e lo portano sul terreno concreto della vita quotidiana del giovane. Il sussidio diventa, come tale, completo e di utilizzazione immediata.   Il sentiero dell'Horeb   Il sentiero, cioè, della preghiera. Non è facile parlare di preghiera ai giovani. Eppure si tratta di una realtà molto più sentita di quanto si possa comunemente pensare. Questo volumetto affronta il tema della preghiera da due punti di vista. Don Barra traccia, nella prima metà del volumetto, una introduzione alla preghiera, una «proposta» in cui analizza i motivi fondamentali della preghiera, oggi. Seguono tre esperienze di preghiera giovanile, tre centri in cui i giovani si sentono presi e ingranati nella preghiera: Spello, dove Carlo Carretto orienta e accompagna l'esperienza di preghiera di tanti giovani che spesso sono passati attraverso una esperienza di impegno sociale e politico e hanno avvertito che mancava loro qualcosa. Il Centro missionario P. De Foucauld di Cuneo, dove ogni mese 500-600 giovani e ragazze accorrono per una giornata di preghiera che rimbalza e si amplifica poi in ritiri nel «deserto», un esperienza di preghiera più ampia e in comunità. E infine la comunità di Bose, sulla serra tra Biella e Ivrea, dove una comunità ecumenica di «giovani-monaci» è costantemente aperta a giovani e gruppi desiderosi di una profonda esperienza di preghiera. Le testimonianze dirette dei giovani, ospitate in abbondanza nel volume, costituiscono dei punti forti di dibattito e discussione nei gruppi. E sono uno stimolo forte a tentare esperienze analoghe nei gruppi, per scoprire uno stile nuovo di preghiera giovanile.

     


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