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    Lavori dell'équipe europea di catechesi giovanile



    (NPG 1975-11-79)

    Dal 15 al 20 marzo di quest'anno, a Monaco di Baviera, si è riunita l'équipe europea della catechesi giovanile. Fanno parte di tale équipe i responsabili nazionali (o loro «delegati») di questo settore. I paesi rappresentati sono i seguenti: Austria, Belgio (fiammingo e francofone), Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Jugoslavia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera.
    L'équipe si riunisce da cinque anni, e le persone appartenenti a tale équipe si sono comunicate le esperienze vissute nei loro rispettivi paesi. Malgrado le diversità emerse dalla precisa situazione, è sempre stato possibile lavorare su obiettivi comuni. Ecco l'itinerario della riflessione comune condotta in questi cinque anni:
    – Paris (1971): situazione della catechesi giovanile in ciascun Paese
    – Paris (1972): rapporti fra creatività e catechesi
    – Bruxelles (1973): esperienza di creatività in rapporto alla catechesi
    – Madrid (1974): introduzione alle tematiche dell'educazione liberatrice (Paulo Freire) in rapporto alla catechesi
    – Miinchen (1975): avvìo allo studio di una catechesi giovanile in funzione «liberatrice».
    Dopo questi cinque anni di lavoro comune, l'équipe ha creduto opportuno di proporre, come ipotesi di riflessione e di lavoro, un DOCUMENTO in cui sono sinteticamente esposte alcune «opzioni fondamentali» che dovrebbero caratterizzare oggi una catechesi giovanile che voglia definirsi veramente «liberatrice». Senza entrare in merito a tutti i punti del suddetto documento, ci pare opportuno mettere in evidenza quegli elementi nodali che ogni operatore pastorale del mondo giovanile non dovrebbe dimenticare:

    1. I giovani sono «soggetti» della loro educazione e quindi accanto agli educatori-animatori essi sono i protagonisti della loro maturazione umana e religiosa.

    2. La catechesi, allora, si fa con e attraverso i giovani e non per i giovani. Questo suppone che tutto il processo della relazione pedagogica, che coinvolge animatori e giovani, sia dialogale e comunitario.

    3. Tale azione educatrice ha per obiettivo globale la progressiva liberazione dell'uomo dal peccato e dalle sue conseguenze, sia sul piano individuale che sul piano sociale; e, quindi, come obiettivo intermedio la formazione integrale dell'uomo nel giovane perché possa partecipare, responsabilmente e criticamente, alla costruzione di una società più umana.

    4. Ciò implica che i giovani siano educati ad una presa di coscienza critica, ad un impegno concreto e ad una riflessione sull'impegno. Tale presa di coscienza – che trova nella fede dell'Evangelo la sua motivazione profonda – deve far apparire la realtà come una «sfida» alla quale il cristiano deve rispondere attraverso un'azione trasformatrice, liberamente assunta.
    5. In questo senso e in questa prospettiva deve essere accolta, stimolata, sostenuta ed educata nei giovani la capacità e disponibilità di vedere le situazioni ingiuste, quelle che portano alla marginalizzazione, alla dipendenza, all'oppressione, e a riconoscere in tutti gli «oppressi» una delle mediazioni privilegiate per riconoscere e testimoniare Gesù Cristo.

    6. Questa azione trasformatrice, però, esige la capacità di riconoscere che gli uomini, in forza della volontà salvifica di Cristo, si liberano già. La catechesi si appoggia su questa capacità e mira a svilupparla, senza mai dimenticare che anche la «gioia» e la «festa» sono elementi costitutivi di tale educazione liberatrice: essi sono un segno e una manifestazione di autenticità cristiana.

    7. La catechesi giovanile s'inscrive in questo processo educativo e più che essere un Insegnamento essa è una «proposta di vita», una «ricerca di senso», una «celebrazione» e un «impegno», perciò essa costantemente tende ad attualizzare la fecondità dell'Evangelo nella storia degli uomini di oggi.

    8. Tale finalità della catechesi, quindi, impegna tutti – educatori e giovani –alla partecipazione attiva delle chiese locali perché siano al servizio della liberazione totale dell'uomo, assumendo la fede nella sua «funzione critica» verso le ingiustizie nel mondo e nella sua «funzione maieutica» come forza cioè di rinnovamento e di speranza per l'uomo.

    9. Con questi criteri e prospettive la catechesi giovanile attualizza il significato liberatore di Gesù Cristo, morto e risorto, presente oggi. Essa vive il processo storico dell'Esodo.


    T e r z a
    p a g i n A


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