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    Breve guida ragionata al Magistero (sulla pastorale universitaria)



    (NPG 2017-06-33)


     

    Il Magistero nei vari gradi in cui esso si esprime è più volte intervenuto in tema di pastorale universitaria, anche in tempi recenti. In via preliminare molto dice e rappresenta quest’affermazione di San Giovanni Paolo II:

    Mi si domanderà forse a qual titolo io, rappresentante della Chiesa, mi rivolga oggi a voi con partecipazione così intensa per quelli che sono i vostri compiti specifici. Mi si domanderà se ho, per così dire, il diritto di entrare nel campo delle vostre responsabilità. Vi sono ragioni diverse che mi spingono a farlo. C'è anzitutto una ragione storica: la Chiesa può affermare di essere stata spesso all'origine dell'istituzione universitaria, con le sue scuole teologiche e giuridiche. C'è forse anche, permettetemi, una ragione personale, poiché ho dedicato, come sapete, parte non piccola del mio impegno passato all'insegnamento universitario, così da sentirmi veramente onorato di essere vostro collega. Ma c'è una ragione più profonda ed universale: ed è la comune passione, vostra e della Chiesa, per la verità e per l'uomo; meglio ancora: per la verità dell'uomo. [1]

    Giovanni Paolo II, Paolo VI prima di lui e Benedetto XVI dopo di lui hanno vissuto tutti una forte esperienza universitaria e di pastorale universitaria, spesso passando dalla cattedra di un ateneo alla cattedra di Pietro. Anche papa Francesco ha avuto una esperienza universitaria e in diversi suoi discorsi si è espresso specificamente al mondo universitario. Possiamo quindi affermare che il Magistero pontificio è attento a questo tempo e a questo tema prima di tutto perché lo sente proprio, perché i pastori della Chiesa che lo esprimono hanno vissuto in prima persona la pastorale universitaria e, quindi, ne parlano spesso con ampia cognizione di causa, con effettiva esperienza pastorale e, dunque, con sorprendente coerenza tematica il cui valore diviene maggiormente prezioso nell’elaborazione pastorale del dato magisteriale. Come è stato fatto notare: «Nell'università la Chiesa si trova a suo agio non solo per motivi di origine storico culturale, ma anche perché Chiesa e università hanno in comune la passione per l'uomo» [2].
    Ripercorrendo brevemente i principali contributi del Magistero sul tema in primo luogo va segnalato l’articolo 813 del Codice di diritto canonico: «Il vescovo diocesano abbia un'intensa cura pastorale degli studenti, anche erigendo una parrocchia, o almeno per mezzo di sacerdoti a ciò stabilmente deputati, e provveda che presso le Università, anche non cattoliche, ci siano centri universitari cattolici, che offrano un aiuto soprattutto spirituale alla gioventù». Tale canone, pur essendo inserito nel capitolo inerente le università cattoliche (libro III, titolo III, capitolo II) con l’inciso “anche non cattoliche” estende a tutto il mondo accademico il dovere affidato al vescovo di una intensa cura pastorale.
    Oltre al dato legislativo, due sono i documenti recenti più significativi: i Lineamenta della Conferenza Episcopale Europea[3] e, per quanto attiene l’Università Cattolica, la Costituzione apostolica di San Giovanni Paolo II Ex corde Ecclesiae[4]. Tali pronunciamenti, come da essi stessi messo in luce nei rispettivi preamboli, sono in qualche modo riassuntivi di diversi e ripetuti interventi occasionali dei Pontefici Romani e delle congregazioni vaticane o uffici delle singole conferenze episcopali.
    Scrivono i vescovi d’Europa: «L’Università e, più ampiamente, la cultura universitaria costituiscono una realtà d’importanza decisiva (Lineamenta - 1)» e «L’Università un ambiente di azione pastorale ordinaria e specifica» (Lineamenta - 2)
    Viene riconosciuta alla pastorale universitaria una posizione oggi privilegiata, una sorta di avamposto strategico fondamentale nell’annuncio del Vangelo in questo tempo, così importante da dover diventare ordinario conservando la sua specificità. Gli ambiti in cui essa si esercita sono tre (Lineamenta - 3):
    - cura pastorale delle persone (studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo);
    - animazione culturale della vita universitaria (evangelizzazione della cultura);
    - approfondimento della visione e del messaggio cristiano nei diversi ambiti del sapere (inculturazione della fede).
    Secondo i vescovi europei la “la fede è capace di generare cultura” (Lineamenta - 4) e «La dimensione culturale apre naturalmente la conoscenza sull’orizzonte della trascendenza; non si tratta di due modi separati, ma della esigenza autentica e originaria dell’intelligenza del soggetto e della qualificazione della civiltà» (ibidem). Il dialogo fede / cultura porta alla trascendenza e la trascendenza porta ad una conoscenza del reale più autentica e prossima al vero.
    Ancora viene detto che “La pastorale universitaria contribuisce alla elaborazione di un nuovo umanesimo integrale” (Lineamenta - 9) attraverso il perseguimento di quelle che vengono definite priorità pastorali (Lineamenta - 14):
    - superare definitivamente la restrizione della pastorale universitaria a cura pastorale degli studenti nell'università, per restituirle la propria autentica fisionomia di momento specifico e saliente di pastorale della cultura;
    - comprendere e attivare la pastorale universitaria come via privilegiata di prima evangelizzazione;
    - delineare concretamente il rapporto tra i soggetti operanti a dimensione territoriale (parrocchia, prefettura) e quelli agenti direttamente nell'ambito dell'università (cappellanie, parrocchie universitarie);
    - riconfigurare in forma di pensiero pastorale e di azione concreta il rapporto tra pastorale ordinaria e cultura (immagine “culturale” di parrocchia);
    - dare profilo, tra le vocazioni cristiane ecclesiali, allo specifico della vocazione degli universitari (docenti e studenti) per l'inculturazione della fede e l'evangelizzazione delle culture.
    Risulta evidente come tali priorità, definite in questo modo, siano potenzialmente dirompenti dell’abituale e consueta pastorale di una diocesi e delle sue parrocchie e come una semplice verifica nei nostri tessuti ecclesiali dimostri ampiamente che queste istanze siano rimaste molto spesso solo sulla carta. Gli stessi estensori ne furono consapevoli al punto che i Lineamenta terminano con un questionario per fotografare l’esistente al fine di riorganizzarlo e ristrutturarlo, ponendosi in modo aperto rispetto alla realtà e il futuro.
    La Costituzione apostolica di San Giovanni Paolo II Ex corde Ecclesiae si occupa nello specifico dell’Università Cattolica. In realtà il documento, proprio in ragione della riforma Gelmini, può diventare una efficace guida per tutti i cattolici che operano all’interno dell’Università laica e desiderano, con il proprio lavoro e la propria testimonianza cristiana, dare un’impronta cattolica al mondo che li circonda[5]. Gli spunti di particolare interesse sono diversi e delineano uno statuto del docente, dello studente e del tecnico amministrativo cattolico all’interno di una università laica.
    Scrive il Papa: «È onore e responsabilità dell'Università cattolica consacrarsi senza riserve alla causa della verità. E', questa, la sua maniera di servire a un tempo la dignità dell'uomo e la causa della Chiesa» (Ex corde Ecclesiae, 4) e ancora «L'Università cattolica, per l'incontro che stabilisce tra l'insondabile ricchezza del messaggio salvifico del Vangelo e la pluralità e immensità dei campi del sapere in cui la incarna, permette alla Chiesa di istituire un dialogo di incomparabile fecondità con tutti gli uomini di qualsiasi cultura» (Ibidem, 6) per continuare : «L'Università cattolica è chiamata in modo speciale a rispondere a questa esigenza: la sua ispirazione cristiana le consente di includere nella sua ricerca la dimensione morale, spirituale e religiosa e di valutare le conquiste della scienza e della tecnica nella prospettiva della totalità della persona umana» (7)
    Giovanni Paolo II poi ribadisce quanto si è già sottolineato analizzando i Lineamenta, vale a dire che: «Avendo la missione di portare la buona novella a tutti gli uomini, la Chiesa non deve mai cessare di interessarsi a questa istituzione. Le Università cattoliche, infatti, con l'investigazione e l'insegnamento l'aiutano a trovare nella maniera adatta ai tempi moderni i tesori antichi e nuovi della cultura, «nova et vetera», secondo la parola di Gesù (Mt 13,52).” (10)
    Ed inoltre: «La pastorale universitaria è quell'attività dell'Università che offre ai membri della comunità stessa l'occasione di coordinare lo studio accademico e le attività para-accademiche con i principi religiosi e morali, integrando così la vita con la fede. Essa concretizza la missione della Chiesa nell'Università e fa parte integrante della sua attività e della sua struttura». (38) specificando che:

    «Quanti si occupano della pastorale universitaria solleciteranno docenti e studenti ad esser più consapevoli della loro responsabilità verso coloro che soffrono fisicamente e spiritualmente. Seguendo il modello di Cristo, saranno particolarmente attenti ai più poveri e a chi soffre per l'ingiustizia nel campo economico, sociale, culturale, religioso. Questa responsabilità si esplica, prima di tutto, all'interno della comunità accademica, ma trova applicazione anche al di fuori di essa.» (40)

    Restano non delineati i presupposti a tutto questo come, tra gli altri, ha sottolineato il card. Bagnasco in tema di congiunzione tra Chiesa e Università a livello teoretico: «Non tanto la proposta, da parte della Chiesa, di contenuti specifici che non le competono, ma l’indicazione di un riferimento metafisico, fondativo, di apertura al trascendente. Ritengo poi che sempre più e sempre meglio l’Università debba fare riferimento e proporre nell’ambito di ogni singola disciplina quell’umanesimo integrale di cui Cristo è pienezza» [6].
    Pur con queste premesse di estrema chiarezza, l’orizzonte non è affatto sgombro da nuvole, proviamo dunque a riassumere la posizione del Magistero rispondendo con esso ad alcune domande fondative.

    NOTE

    [1] Ai docenti dell'università di Bologna, a San Domenico, 18 maggio1982, “Insegnamenti di Giovanni Paolo II” V,1 (1982) 1223-1231, n. 2.
    [2] Cfr. G. Tanzella Nitti, La natura e la missione dell'università nell'insegnamento di Giovanni Paolo II, «Vita e Pensiero» 82 (1999), 645.
    [3] Conferenza Episcopale Europea, La pastorale universitaria in Europa. Lineamenta, Edizioni Paoline, 2004 in seguito Lineamenta.
    [4] Giovanni Paolo II, Ex corde Ecclesiae, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1990.
    [5] Per un confronto metagiuridico tra statuti di università in un'ottica pastorale si confronti L. Peyron, Per una pastorale universitaria, cit.
    [6] Allora Segretario della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, in Ufficio Nazionale per la Scuola e l’Università, Atti del convengo Chiesa e Università: comune impegno per l’uomo, cit., 162 – 163.


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