L'impegno della pasqua

Enzo Bianchi

«Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti?». Così l’altra sera il più piccolo di ogni famiglia ebraica ha aperto la serie di domande al cuore del seder pasquale, la liturgia domestica che fa memoria dell’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto e dalla condizione di schiavitù.
Diversa, radicalmente diversa perché notte dell’inaudito, del sogno sempre vivo del prevalere della libertà sulla schiavitù, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte.
Purtroppo oggi i credenti sembrano ignorarlo, ma la Pasqua è una festa di liberazione: un gruppo di migranti nelle terre del Medio Oriente, accolti in Egitto dopo la loro corsa verso il pane, sono diventati ben presto schiavi, ma grazie alla loro fede nel Dio “goel, liberatore”, sono usciti dall’oppressione del faraone verso una terra di libertà. Migranti erano dunque i nostri padri e in realtà in questa condizione - ripetono i cristiani - restiamo anche noi, sempre impegnati nell’incessante ricerca di una terra abitabile nella libertà, nella giustizia e nella fraternità.
Anche per questo, in un certo senso, ogni notte di Pasqua è diversa anche da tutte le notti di Pasqua che l’hanno preceduta nel corso dei secoli. Diversa non certo perché muta il mistero celebrato dagli ebrei e poi dai cristiani. Eppure ogni Pasqua è diversa perché è diverso ciascun credente che la celebra, diverso dai suoi fratelli e sorelle nella fede e diverso da se stesso nel mutare delle stagioni e degli anni. Più in profondità ancora, ogni notte di Pasqua è diversa anche perché diversa la società all’interno della quale i cristiani la celebrano, non solo per la differenza esistente tra Paesi in cui essi sono stati storicamente maggioranza e Paesi in cui sono minoranza più o meno esigua e più o meno osteggiata o perseguitata.
No, la diversità della Pasqua la ritroviamo anche nel profondo mutamento avvenuto negli ultimi decenni anche in Italia, Paese di antica cristianità in cui fino a poco tempo fa era semplicemente impossibile che ci si vantasse in pubblico di infrangere i comandamenti o di sconfessare impudicamente con discorsi e azioni di odio il messaggio delle beatitudini evangeliche. Invece ora, a seguito della crisi politica ed economica conosciuta da tutto l’Occidente e in particolare dal nostro Paese, si sono sviluppati risentimenti, rancore e cattiveria, fomentati e fatti emergere senza la minima vergogna: la povertà è diventata una colpa e gli esclusi, gli “ scarti”, gli emarginati sono diventati i “ delinquenti” da far sparire perfino dalla vista, numeri e non persone di cui diffidare e da cui difendersi.
Così un nuovo elemento di diversità si è imposto nella Pasqua del nostro Paese: la celebrazione del mistero della risurrezione diviene manifestazione della cura della Chiesa per il diverso. Mai sono mancati nella storia i testimoni della carità cristiana, ma i sofferenti verso i quali si chinavano erano quasi sempre appartenenti alla medesima comunità di fede, quindi sentiti e percepiti come “nostri”.
La voce di autorevoli pastori, a cominciare da papa Francesco, si leva con forza, anche a costo di sfidare un buon numero degli stessi cattolici praticanti, per non parlare di chi concepisce il suo essere cristiano come difesa identitaria di un campanile che sembra mandare solo lugubri rintocchi di resistenza a un nemico creato dall’immaginario collettivo. Occupa sempre più la scena una politica che non si nutre di cultura e non conosce nessun umanesimo ma è fatta di insulti, maldicenze, rozzezze che rendono impossibile ogni confronto.
Eppure, se c’è un elemento universale nel tempo e nello spazio dell’annuncio cristiano è l’equivalenza tra amore di Dio e amore del prossimo che si spinge fino all’amore per i nemici, se c’è un volto di Cristo che non muta nella storia è quello impresso in ogni essere umano sofferente o indifeso: il debole, lo straniero, l’orfano e la vedova, il malato, il carcerato, l’affamato e l’assetato, l’ignudo, in una parola “il diverso” o, con un termine ricorrente nel Vangelo, “il piccolo”. E, proprio in virtù di questa presenza del loro Signore nei più poveri, la Pasqua dei cristiani, sempre diversa, ha una tonalità immutabile: è festa di speranza per tutti, nessuno escluso, nessuno emarginato, nessun messo “ dopo” un “prima” che significherebbe “mai”.
Pasqua allora non può significare “ contemplazione”, memoria di eventi passati, ma richiede un impegno a quanti la celebrano: impegno a una indignazione efficace e a un sussulto delle coscienze che provochino una nuova resistenza di fronte alla cultura della discriminazione, della violenza, dell’illegalità. Il fatto che i cristiani, come singoli e come comunità, siano sovente gravemente mancanti nel testimoniare ogni giorno questa “opzione preferenziale per i poveri” non potrà mai giustificare lo stravolgimento del Vangelo e del messaggio della croce e della resurrezione, l’abusarne per brandirli come arma contro i diversi, gli altri, quelli che siamo sempre tentati di schiacciare pur di non occupare noi l’ultimo posto. L’apertura a chi fugge da fame e guerra, l’accoglienza dello straniero e del povero, il rispetto della dignità umana non sono solo iscritti nella legge del mare, nella Costituzione o nella Dichiarazione universale dei diritti umani: sono iscritti con parole di fuoco nel Vangelo stesso, sono il cuore del messaggio della Pasqua, della vita più forte della morte, della vittoria dell’amore.

(“la Repubblica” - 21 aprile 2019)

Eventi post-sinodali

Convegno 1

c/o Santuario di san Gabriele dell’Addolorata (Teramo)

Qui il depliant del Convegno

PG sulla scia del Sinodo

PG PALERMO

INFO
Sede del Convegno Città del Mare Resort Village 90049 TERRASINI (PA)
Saremo ospiti nel villaggio turistico che si trova a 9 km dall’Aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo.
Sull’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, uscita Cinisi in direzione Terrasini

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
per tutto il convegno: 50€ (unica e indivisibile, 75€ stanza singola)

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
SERVIZIO NAZIONALE PER LA PASTORALE GIOVANILE
Conferenza Episcopale Italiana
Circ.ne Aurelia, 50 - 00165 Roma
tel. 06-66.398.480/405 - fax 06-66.398.418
www.giovani.chiesacattolica.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL TEMA
“E adesso?”. È la domanda più diffusa all’indomani della chiusura del Sinodo.
Parole, anche coraggiose, non sono mancate nel lungo cammino degli ultimi due anni.
Con la consegna dell’Esortazione apostolica ci rimettiamo in viaggio chiedendoci quale CASA possa offrire accoglienza e cacaura ai nostri giovani, quale FUTURO è ancora condivisibile.
Il Convegno cade al termine del decennio che la Chiesa italiana ha dedicato al tema educativo e dopo il Sinodo dei giovani della Chiesa universale: un tempo straordinario! In questo tempo che ci è dato possiamo condividere e progettare nuovi percorsi, provando a raccoglierne tutte le possibilità.

Segnalazione

A piedi per il mondo foto copertina

pp. 136 - € 13,50

Questo libro è un racconto di alcuni cammini a piedi fatti da noi negli ultimi anni. Sulle strade secondarie, poco trafficate, con un passeggino, inseparabile compagno di viaggio, su cui portiamo i bagagli. Di paese in paese dove abbiamo gustato accoglienza e ospitalità e conservato la memoria di tanti incontri con persone diverse. Il libro racconta il tempo della preparazione del viaggio, le motivazioni, i sentimenti, i dialoghi vissuti con le persone, la bellezza della natura, il ritorno a casa.
Ci poteva bastare attraversare l’Italia, dal mar Tirreno al mar Ionio; e invece non si sazia in noi il desiderio di camminare a piedi e di attraversare ancora e sempre più in là la terra, i paesi, le case e le strade, per nuove rivelazioni e nuovi percorsi che legano il cuore alla terra; siamo pronti a ripartire appena concluso il cammino.

Franco Galeone

I 12 Profeti minori

dell’Antico Testamento

società editrice “L’Aperia” di Caserta


€ 15,00 per ognuno dei 7 volumi

 Zaccaria

I volumi

• 'Amòs e Nachùm (pag. 144)
• Chaggai, Ovadiàh, Ionah (pag. 104)
• Chavaqùq e Tzefaniàh (pag. 104)
• Gioele (pag. 80)
• Hoshèa (pag. 120)
• Mikhàh Malakhì (pag 136)
• Zekhariàh (pag 128)

Le caratteristiche

Ogni volume riporta:
• al primo posto il Testo ebraico Masoretico (TM), riprodotto nella Bibbia Ebraica Stuttgartensia (BHS), che costituisce la versione di riferimento ufficiale del testo biblico ebraico-aramaico sia per gli ebrei sia per i cristiani;
• la versione greca (BGT): versione della Settanta è la versione della Bibbia in lingua greca che, secondo la Lettera di Aristea, fu tradotta dall’ebraico da 72 saggi ad Alessandria d’Egitto, tra il III-I sec. a. e. v. al tempo del re Tolomeo II Filadelfo;
• la versione latina (VUL): la Vulgata o Volgata è una traduzione in latino della Bibbia dall’antica versione greca ed ebraica, realizzata alla fine del IV secolo da Girolamo. Il nome è dovuto alla dicitura latina vulgata editio, cioè edizione per il popolo, che richiama sia l’ampia diffusione che ottenne sia lo stile semplice, più alla portata del popolo (volgo);
• la versione italiana (CEI): la Bibbia nella versione ufficiale della CEI nasce nel 2008 e già nel 2012 viene ulteriormente migliorata per eliminare quelle imperfezioni insite nella stessa lingua italiana, che è un corpo vivente, storico, e perciò bisognoso di periodiche revisioni.
La trattazione di ogni profezia si apre con un’ampia introduzione, nella quale l’Autore riflette sui temi centrali, la teologia, lo stile, la storia del profeta minore.
I singoli versetti sono seguiti, invece, dal commento, dall’esegesi di alcuni termini e dall’accurata classificazione delle forme verbali del testo ebraico.

Esortazione apostolica post-sinodale

CHRISTUS VIVIT


del Santo Padre Francesco
ai giovani e a tutto il popolo di Dio

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L'INTRODUZIONE
1. Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!
2. Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza.
3. A tutti i giovani cristiani scrivo con affetto questa Esortazione apostolica, vale a dire una lettera che richiama alcune convinzioni della nostra fede e, nello stesso tempo, incoraggia a crescere nella santità e nell’impegno per la propria vocazione. Tuttavia, dato che si tratta di una pietra miliare nell’ambito di un cammino sinodale, mi rivolgo contemporaneamente a tutto il Popolo di Dio, ai pastori e ai fedeli, perché la riflessione sui giovani e per i giovani interpella e stimola tutti noi. Pertanto, in alcuni paragrafi parlerò direttamente ai giovani e in altri proporrò approcci più generali per il discernimento ecclesiale.
4. Mi sono lasciato ispirare dalla ricchezza delle riflessioni e dei dialoghi del Sinodo dell’anno scorso. Non potrò raccogliere qui tutti i contributi, che potrete leggere nel Documento Finale, ma ho cercato di recepire, nella stesura di questa lettera, le proposte che mi sembravano più significative. In questo modo, la mia parola sarà arricchita da migliaia di voci di credenti di tutto il mondo che hanno fatto arrivare le loro opinioni al Sinodo. Anche i giovani non credenti, che hanno voluto partecipare con le loro riflessioni, hanno proposto questioni che hanno fatto nascere in me nuove domande.

LO SVILUPPO
1. Che cosa dice la Parola di Dio sui giovani?
2. Gesù Cristo sempre giovane
3. Voi siete l’adesso di Dio
4. Il grande annuncio per tutti i giovani
5. Percorsi di gioventù
6. Giovani con radici
7. La pastorale dei giovani
8. La vocazione
9. Il discernimento
E per concludere... un desiderio

QUI IL TESTO COMPLETO
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QUI L'INVITO ALLA LETTURA (di d.Michele Falabretti) E LA GUIDA E RILANCIO (di p.Giacomo Costa sj e d.Rossano Sala sdb)
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Conferenza Stampa 

di presentazione

dell’Esortazione Apostolica post-sinodale
del Santo Padre Francesco
dedicata ai giovani “Christus vivit”
(02.04.2019)

Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco dedicata ai giovani “Christus vivit”, frutto della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi I Giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale (3-28 ottobre 2018).
Intervengono alla Conferenza Stampa l’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi; S.E. Mons. Fabio Fabene, Sotto Segretario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi; il Dott. Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede; la Sig.ra Laphidil Oppong Twumasi, Responsabile del gruppo dei giovani della Comunità ghanese nella Diocesi di Vicenza; il Prof. Alessio Piroddi Lorrai, Docente di scuola secondaria di secondo grado (Diocesi di Roma).
Ne pubblichiamo di seguito gli interventi:

Intervento dell’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri
Intervento di S.E. Mons. Fabio Fabene
Intervento del Dott. Paolo Ruffini
Intervento della Sig.ra Laphidil Oppong Twumasi
Intervento del Prof. Alessio Piroddi Lorrai

QUI I TESTI COMPLETI
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QUI UNA SINTESI DEL DOCUMENTO

 

3P e NPG

PPP e NPG

 

Una sorpresa e una grande emozione

Mentre festeggiamo la memoria del martirio di Padre Pino Puglisi, un amico ci manda questa foto.

Il Beato ha tra le mani una copia di NOTE DI PASTORALE GIOVANILE, e certo non per circostanza...
Siamo andati a verificare nelle annate passate quale fosse il numero della rivista, e abbiamo trovato (da immagine e colore) che era il n. 3 del 1982, con un dossier sull'educazione alla preghiera e - tra le rubriche - il racconto di una esperienza di lotta al disagio giovanile a Foggia.

Qui di seguito il link di quel numero. Anche questo è un modo per un legame spirituale con questa luminosa figura di martire e testimone, di educatore e pastore.

http://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2270:npg-marzo-1982&catid=327:npg-annata-1982&Itemid=207

 

NPG: Invito

all'abbonamento e  

programmazione 2019 


Con il numero di dicembre gli abbonati riceveranno il ccp con l'invito al rinnovo dell'abbonamento
Confidiamo nella loro amicizia, per poter continuare con un servizio sempre più competente e ricco.
Lo stesso proponiamo anche ai visitatori di questo sito, che possono fin d'ora usufruire GRATUITAMENTE di quanto offerto on line per il loro lavoro pastorale o studio.
Una cortese proposta: perché non "regalare" o suggerire il regalo dell'abbonamento ad amici possibilmente interessati? È certamente un regalo duraturo, intelligente, utile... A buon intenditor...

Qui sotto la programmazione per il prossimo anno con i dati utili... con l'impegno di proseguire sui sentieri indicati dal Sinodo appena concluso...

IV NPG novembre 2018

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Forza e debolezza

dei giovani

Etty Hillesum

 giovaniEtty

Siccome sono ancora tanto giovane, e ho la volontà indistruttibile di non lasciarmi metter sotto; e siccome ho la sensazione di poter contribuire anch'io a colmare le lacune recenti - e me ne sento la forza -, per tutti questi motivi io mi rendo appena conto di quanto poveri siamo diventati noi giovani, quanto siamo rimasti soli. O è ancora una forma di stordimento?
Il prof. Bonger è morto...
Lui è indimenticabile per me...
Mancavano poche ore alla capitolazione. Ed ecco la figura pesante, goffa, chiaramente riconoscibile di Bonger che se ne andava lungo l'IJsclub, occhiali azzurri su quella testa pesante e originale; guardava le nuvole che da lontano sovrastavano la città, provenienti dal porto delle petroliere dato alle fiamme. Non dimenticherò mai quella scena - quella figura goffa, con la testa di traverso, che guardava le nuvole di fumo in lontananza. In uno slancio spontaneo ero corsa fuori senza mantello, l'avevo raggiunto e gli avevo detto: buongiorno, professor Bonger, ho pensato molto a lei in questi ultimi giorni, l'accompagno un pezzetto.
E lui mi aveva guardata di traverso coi suoi occhiali azzurri e non aveva la minima idea di chi potessi essere, malgrado due esami e un anno di lezioni; ma in quei giorni c'era una familiarità così grande tra le persone, che avevo continuato a camminargli accanto. Non ricordo con precisione il nostro dialogo. Era il pomeriggio in cui tutti cercavano di fuggire in Inghilterra; gli avevo chiesto: crede che abbia senso fuggire? E lui: la gioventù deve rimanere qui. E io: crede che la democrazia finirà per vincere? E lui: vincerà di certo, ma alcune generazioni ne faranno le spese. E quel feroce Bonger era indifeso come un bambino, era quasi dolce; io avevo sentito il bisogno irresistibile di mettergli un braccio intorno alla vita e di guidarlo come un bambino - e così, col mio braccio intorno a lui, avevamo camminato lungo l'IJsclub. Sembrava affranto, era pieno di benevolenza. Tutta la sua passione e la sua virulenza si erano spente. Il cuore mi si gonfia quando penso a com'era quel giorno, il burbero delle nostre lezioni. E arrivati allo Jan Willem Brouwersplein lo avevo salutato, mi ero piantata davanti a lui e gli avevo preso una mano fra le mie, lui aveva chinato un po' il capo con tanta gentilezza, mi aveva guardata attraverso gli occhiali azzurri che gli nascondevano gli occhi e mi aveva detto, quasi con comica solennità: mi ha fatto piacere! E la prima cosa che avevo sentito la sera dopo, arrivando al corso di Becker, era stata: Bonger è morto! Io avevo replicato: non è possibile, gli ho parlato ieri sera alle sette. E Becker: allora lei è stata una delle ultime persone che gli hanno parlato. Alle otto si era sparato alla testa.
E dunque una delle sue ultime parole era stata per una studentessa sconosciuta, che lui aveva guardato con benevolenza attraverso un paio di occhiali azzurri: mi ha fatto piacere!
Bonger non è l'unico. È tutto un mondo che va in pezzi. Ma il mondo continuerà ad andare avanti e per ora andrò avanti anch'io. Restiamo senz'altro un po' impoveriti, ma io mi sento ancora così ricca, che questo vuoto non m'è entrato veramente dentro. Però dobbiamo tenerci in contatto col mondo attuale e dobbiamo trovarci un posto in questa realtà; non si può vivere solo con le verità eterne: così rischieremmo di fare la politica degli struzzi. Vivere pienamente, verso l'esterno come verso l'interno, non sacrificare nulla della realtà esterna a beneficio di quella interna, e viceversa: considera tutto ciò come un bel compito per te stessa. E ora leggo ancora qualcosa, e poi a dormire. Domani si lavora di nuovo, alla scienza, alla casa, e a me stessa; non si può trascurare nulla e non si può neppure prendersi troppo sul serio, buona notte.