Vivere il presente

costruendo il futuro

XXXIII Domenica del T.O. (B)

papa Francesco

a cura di Gianfranco Venturi 

 Fico

13,24-32 Vegliare per la venuta del Figlio di Dio [1]

Il nucleo centrale del discorso è Gesù
Il Vangelo propone una parte del discorso di Gesù sugli avvenimenti ultimi della storia umana, orientata verso il pieno compimento del regno di Dio (cfr Mc 13,24-32). È un discorso che Gesù fece a Gerusalemme, prima della sua ultima Pasqua. Esso contiene alcuni elementi apocalittici, come guerre, carestie, catastrofi cosmiche: “Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli verranno sconvolte” (vv. 24-25). Tuttavia questi elementi non sono la cosa essenziale del messaggio. Il nucleo centrale attorno a cui ruota il discorso di Gesù è lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione, e il suo ritorno alla fine dei tempi.
La nostra meta finale è l’incontro con il Signore risorto. E io vorrei domandarvi: quanti di voi pensano a questo? Ci sarà un giorno in cui io incontrerò faccia a faccia il Signore. È questa la nostra meta: questo incontro. Noi non attendiamo un tempo o un luogo, ma andiamo incontro a una persona: Gesù. Pertanto, il problema non è “quando” accadranno i segni premonitori degli ultimi tempi, ma il farsi trovare pronti all’incontro. E non si tratta nemmeno di sapere “come” avverranno queste cose, ma “come” dobbiamo comportarci, oggi, nell’attesa di esse. Siamo chiamati a vivere il presente, costruendo il nostro futuro con serenità e fiducia in Dio.

 

Il cristiano costruisce

nell'oggi il domani!

XXXIII Domenica del T.O. (B)

a cura di Franco Galeone * 

 gesu-tra-le-nubi

1. L’anno liturgico volge al termine: domenica prossima sarà la solennità di Cristo re. Anche questa domenica ascoltiamo la stessa esortazione che abbiamo ascoltato all’inizio dell’anno liturgico, prima domenica di avvento: “Vegliate … vigilate”. Questo enigmatico brano di vangelo descrive la fine del mondo, che può anche non interessarci; ma fine del mondo significa anche fine della mia vita, e allora questo vangelo è un invito alla vigilanza.

2. La grande notizia del vangelo è che in Gesù le promesse di Dio si sono compiute. Noi non attendiamo più nulla di sostanzialmente nuovo; eppure tutto rimane ancora da fare. Si tratta di “fare pasqua” al mondo, di “fare passare” tutte le realtà della creazione nella persona del Cristo, di riconsegnare la creazione al Cristo, che la riconsegnerà al Padre. Il cristiano è un pellegrino sulla terra, non un cittadino ma un esule verso la patria; la terra non è la sua stabile dimora ma la tappa di un viaggio; la sua fede non lo porta all’evasione, al disimpegno, alla rinuncia; egli lavora e non da solo, collabora con fatica perché il lavoro è duro, ma anche con fede perché si tratta del regno di Dio.

 

100 citazioni TOP

udite al Sinodo sui giovani

Jonathan Lewis

Giovane uditore al Sinodo

Jonathan
Per un mese mi sono seduto appollaiato su in alto nelle poltrone rosso-sangue (-da-naso!) dell'aula sinodale riservata agli uditori, o partecipanti laici, del Sinodo su "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale". Esse davano proprio su Papa Francesco e sulle centinaia di vescovi, sacerdoti e laici che hanno partecipato al Sinodo. Ogni giorno ci siamo seduti per ore ad ascoltare interventi di quattro minuti, uno per ogni persona nella sala.
Mentre l'équipe di lavoro del Sinodo ha incorporato molte di queste idee nel documento finale, io ho voluto condividere alcune frasi udite che ho scarabocchiato sul mio taccuino. Tali "citazioni" sono qui ora condivise in forma anonima, poiché ci è stato chiesto di rispettare la privacy del Sinodo, che Papa Francesco ha descritto come "lo spazio protetto dove agisce lo Spirito Santo".

Ascolto e discernimento
1. Siamo qui per dimostrare che i giovani fanno bene a impegnarsi nella chiesa, e che la chiesa "vale la pena".
2. Abbiamo bisogno di sforzi pratici, non di documenti inutili.
3. Se non sono d'accordo con qualcuno, devo ascoltare più attentamente.
4. Il discernimento non è uno slogan o una tecnica per l'amministrazione, è un atteggiamento e un atto di fede.
5. La Chiesa dev’essere per prima un modello di discernimento prima che i giovani possano fare discernimento nelle proprie vite.
6. Dobbiamo passare da una cura pastorale per i giovani ad una cura pastorale con i giovani.
7. Maggiore partecipazione sinodale nella Chiesa non significa democratizzazione della Chiesa.
8. L'ascolto non mette in pericolo la dottrina; la avvicina e la rende più comprensibile.
9. Abbiamo bisogno di una rivoluzione di tenerezza che educa il cuore. 

I vescovi e la Chiesa
10. Abbiamo paura di vedere le nostre stesse ferite.
11. Le nostre istituzioni hanno bisogno della voce profetica dei giovani.
12. Abbiamo bisogno di conversione istituzionale, perché la maggior parte delle parrocchie non sono adatte ai giovani.
13. I giovani si sono stancati della burocrazia nella chiesa e sono andati altrove, dove hanno accesso.

 

Chiamati a santità

Percorsi in Oratorio verso un’umanità compiuta

Tommaso Castiglioni *

 oratorio 2

1. Educare alla libertà

Nel vangelo di Giovanni Gesù afferma che l’incontro con la verità “farà liberi” (Gv 8,32). Il tema della libertà è particolarmente importante in ogni discorso educativo e sta molto a cuore a ragazzi e ragazze (pre)adolescenti, che sperimentano – a volte in modo drammatico – la bellezza e la fatica di maturare come persone libere. Ma quale definizione possiamo fare di libertà? Tra le tante scegliamo la seguente: la libertà è la capacità di disporre di se stessi nei limiti della situazione presente.
In ogni istante della nostra vita percepiamo sempre con grande evidenza i limiti della situazione. Si tratta di limiti legati al nostro corpo (che banalmente non può essere in due luoghi contemporaneamente), alla nostra storia, alla situazione storica, civile, politica, culturale del presente. Spesso si è tentati di rammaricarci dei nostri limiti, ma è solo grazie ad essi che noi possiamo scegliere liberamente.
Spontaneamente sarebbe tentati di dire che uno è tanto più libero quanti meno condizionamenti possiede. Ma immaginiamo di cercare di camminare sul ghiaccio: l’assenza di attrito (che è un limite oggettivo, dato che consuma le suole delle scarpe) non permette di camminare. Non è allora così vero che l’assenza di limiti rende liberi. O, se per assurdo il locomotore si stufasse di percorrere sempre lo stesso tragitto avanti e indietro e volesse viaggiare sulla strada, abbandonando le rotaie, non rimarrebbe miseramente fermo?

 

Ai giovani del mondo

Lettera dei padri sinodali

XV Assemblea Generale Ordinaria
del Sinodo dei Vescovi

bassorilievo
A voi, giovani del mondo, ci rivolgiamo noi padri sinodali, con una parola di speranza, di fiducia, di consolazione. In questi giorni ci siamo riuniti per ascoltare la voce di Gesù, «il Cristo eternamente giovane», e riconoscere in Lui le vostre molte voci, le vostre grida di esultanza, i lamenti, i silenzi.
Sappiamo delle vostre ricerche interiori, delle gioie e delle speranze, dei dolori e delle angosce che costituiscono la vostra inquietudine. Desideriamo che adesso ascoltiate una parola da noi: vogliamo essere collaboratori della vostra gioia affinché le vostre attese si trasformino in ideali. Siamo certi che sarete pronti a impegnarvi con la vostra voglia di vivere, perché i vostri sogni prendano corpo nella vostra esistenza e nella storia umana.
Le nostre debolezze non vi scoraggino, le fragilità e i peccati non siano ostacolo alla vostra fiducia. La Chiesa vi è madre, non vi abbandona, è pronta ad accompagnarvi su strade nuove, sui sentieri di altura ove il vento dello Spirito soffia più forte, spazzando via le nebbie dell’indifferenza, della superficialità, dello scoraggiamento.
Quando il mondo, che Dio ha tanto amato da donargli il suo Figlio Gesù, è ripiegato sulle cose, sul successo immediato, sul piacere e schiaccia i più deboli, voi aiutatelo a rialzarsi e a rivolgere lo sguardo verso l’amore, la bellezza, la verità, la giustizia.
Per un mese abbiamo camminato insieme con alcuni di voi e molti altri legati a noi con la preghiera e l’affetto. Desideriamo continuare ora il cammino in ogni parte della terra ove il Signore Gesù ci invia come discepoli missionari.
La Chiesa e il mondo hanno urgente bisogno del vostro entusiasmo. Fatevi compagni di strada dei più fragili, dei poveri, dei feriti dalla vita.
Siete il presente, siate il futuro più luminoso.

 

Il Documento finale

del Sinodo

dei/sui giovani

papasinodo

 
Qui il testo

 Logo Sinodo dei giovani

Sinodo / giorno 24


Lettera dei

giovani uditori

a papa Francesco

uditori

Carissimo Papa Francesco,
noi giovani, presenti al Sinodo, vogliamo cogliere questa occasione per esprimerti la nostra gratitudine e la nostra gioia per averci dato lo spazio di fare insieme questo piccolo pezzo di storia. Le idee nuove necessitano di spazio e tu ce l’hai dato. Il mondo di oggi, che presenta a noi giovani opportunità inedite insieme a tante sofferenze, ha bisogno di nuove risposte e di nuove energie d’amore. Ha bisogno di ritrovare la speranza e di vivere la felicità che si prova nel dare più che nel ricevere, lavorando per un mondo migliore.
Noi vogliamo affermare che condividiamo il tuo sogno: una Chiesa in uscita, aperta a tutti soprattutto ai più deboli, una Chiesa ospedale da campo. Siamo già parte attiva di questa Chiesa e vogliamo continuare a impegnarci concretamente per migliorare le nostre città e scuole, il mondo socio-polotico e gli ambienti di lavoro, diffondendo una cultura della pace e della solidarietà e mettendo al centro i poveri, in cui si riconosce Gesù stesso.
Al termine di questo Sinodo desideriamo dirti che siamo con te e con tutti i vescovi della nostra Chiesa, anche nei momenti di difficoltà. Ti preghiamo di continuare il cammino che hai intrapreso e ti promettiamo il nostro pieno sostegno e la nostra preghiera quotidiana.

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2. Sul sito, il più completo RAPPORTO SUL SINODO esistente on line

3. In homepage un denso articolo sull'Oratorio e i suoi percorsi educativi

4. In allestimento il numero di dicembre, con il dossier sulla SCUOLA e la Via Amerina come cammino proposto e "commentato"

5. Su Streetlib scaricabile a bassissimo costo il pdf arricchito sul Cammino di Santiago, a cura della nostra collaboratrice Maria Rattà, anticipato nel nostro sito

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