Si vive non di solo pane!

Domenica I di Quaresima B

a cura di Franco Galeone *

desertw

Quaranta giorni per “cambiare testa”

1. La quaresima è un tempo privilegiato, un momento forte, un periodo che prepara alla festa più importante dell’anno, la Pasqua. Quaranta giorni per “cambiare testa”. Quaranta è un numero simbolico: quaranta furono i giorni del diluvio, che si conclusero con l’arcobaleno e l’alleanza tra Dio e Noè; quaranta furono gli anni del popolo ebraico nel deserto, durante i quali il nuovo popolo entrò nella terra promessa; quaranta furono i giorni del digiuno di Mosè, di Elia, e di Gesù nel deserto; gli abitanti di Ninive ebbero quaranta giorni a disposizione per convertirsi; quaranta sono pure i giorni dell’avvento e della quaresima, tempo di profonda rimeditazione della parola. Mi piace pensare che la parola “quaresima” deriva dal verbo latino “quaerere”, che significa cercare, desiderare, impegnarsi. Sant’Agostino, ai suoi fedeli di Ippona, dava questo impegno all’inizio della quaresima: pregare di più, digiunare di più, donare di più. È un tempo forte, un’occasione privilegiata per riscoprire chi è Dio e chi siamo noi. Con Gesù, come Gesù, siamo chiamati a fare la nostra scelta.

 

«Per il dilagare

dell’iniquità,

si raffredderà

l’amore di molti» (Mt 24,12)

Messaggio per la Quaresima 2018

Papa Francesco

quaresima2018
Cari fratelli e sorelle, ancora una volta ci viene incontro la Pasqua del Signore! Per prepararci ad essa la Provvidenza di Dio ci offre ogni anno la Quaresima, «segno sacramentale della nostra conversione»,[1] che annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita.
Anche quest’anno, con il presente messaggio, desidero aiutare tutta la Chiesa a vivere con gioia e verità in questo tempo di grazia; e lo faccio lasciandomi ispirare da un’espressione di Gesù nel Vangelo di Matteo: «Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà» (24,12).
Questa frase si trova nel discorso che riguarda la fine dei tempi e che è ambientato a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, proprio dove avrà inizio la passione del Signore.

 

Zygmunt Bauman 

La luce in fondo al tunnel

Dialoghi sulla vita e la modernità

Edizioni San Paolo 2018 - pp. 144 - € 10,00

La luce in fondo al tunnel cover

Un testo inedito, ricco di spunti di riflessione sul presente, del grande sociologo e filosofo polacco. Il volume è a cura di Mario Marazziti e Luca Riccardi, con un saggio conclusivo di Andrea Riccardi

La globalizzazione produce anche ingiustizie e disuguaglianza sociale. I fenomeni migratori hanno assunto ormai una dimensione globale e, in alcuni casi, epocale. Il XXI secolo, fino a oggi, è stato caratterizzato da conflitti che hanno accresciuto la povertà in diverse aree del mondo. Nelle opulente società dell’Occidente cresce il divario tra benestanti impauriti e poveri disperati. Per vincere le sfide di questa fase storica è determinante riconquistare la capacità di dialogo e la comprensione del valore dell’uomo. Su questo terreno si è costruito il felice incontro, sia personale che di pensiero, tra Zygmunt Bauman e Papa Francesco.
Il volume raccoglie la trascrizione di alcuni fra gli interventi pronunciati dal celebre sociologo polacco, teorico della società liquida, nel corso degli incontri internazionali per la pace “Uomini e Religioni”, promossi dalla Comunità di Sant’Egidio. Zygmunt Bauman, anche negli ultimi anni di vita, non ha mai rinunciato a una lucida analisi dei mutamenti sociali ed economici a livello globale, offrendo a tutti, attraverso il suo sguardo acuto, la possibilità di intravedere una strada per il futuro.
Completa il volume una sua definitiva e articolata intervista, finora inedita, rilasciata a Mario Marazziti nel 2014: una summa del pensiero dello studioso, un dialogo profondo e vivace, ricco di spunti di riflessione, una “bussola” per orientarsi nel mondo della post globalizzazione.

 

Università Pontificia Salesiana

e Pontificia Facoltà Auxilium

insieme per i

#giovaniesceltedivita

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In prossimità della celebrazione del Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, l’Università Pontificia Salesiana e la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” organizzano dal 20 al 23 settembre 2018 il Congresso Internazionale “Giovani e scelte di vita: prospettive educative”.

Il Congresso si svilupperà secondo quattro sessioni:
Ascolto dei molteplici e plurali mondi giovanili, per cogliere nei giovani sfide e opportunità per formarli alle scelte intese come “esercizio di autentica libertà umana e di responsabilità”;
Approfondimento del rapporto giovani - scelte di vita secondo, per accompagnare i giovani nel passaggio alla vita adulta e per la costruzione della propria identità;
Offerta di alcune prospettive di intervento educativo e pastorale a partire dal contributo originale del carisma educativo salesiano che si esprime nel criterio preventivo;
Presentazione di alcune buone pratiche di percorsi, per educare i giovani alle scelte nei diversi ambiti di vita.

Il Congresso intende offrire un contributo allo studio del mondo giovanile in rapporto alle scelte di vita a partire dallo specifico punto di vista che qualifica la ricerca universitaria nell’ambito delle scienze dell’educazione e nella prospettiva più generale dell’umanesimo pedagogico cristiano che sta a fondamento del Sistema preventivo di san Giovanni Bosco.

Indicazioni "social"
Sito web del Congresso
: www.giovaniesceltedivita.org

Twitter: #giovaniesceltedivita
Facebook: pagina "Giovani e scelte di vita"

Per ulteriori informazioni
www.giovaniesceltedivita.org

 

AVVENIRE/DIVENIRE

Un cambiamento d’epoca

Eurispes

 Eurispes Rapporto Italia 2018

Divenire. La tesi del testo è semplice: questo inizio di millennio sta velocemente plasmando il mondo per dargli un’altra forma. Viviamo un divenire indirizzato da due forze centripete, l’economia e la tecnologia, che tendono a convergere, verso una crescente connessione del pianeta. Si è affermata una globalizzazione tecno-economica, che è una piattaforma di significato, capace oggi di ricostruire senso alla frammentazione sociale, politica ed economica in atto nel mondo occidentale. Per tali ragioni questo inizio di millennio non è un’“epoca di cambiamento” ma un “cambiamento d’epoca”. E tutti siamo chiamati ad assumerci una nuova, individuale e duplice, responsabilità.  

Il “secolo breve”. Il Novecento è stato un secolo pieno di invenzioni, conquiste sociali e rivoluzioni. È stato anche il tempo nel quale la società occidentale si è data l’architettura delle istituzioni che ancora oggi la sorreggono. È stato, poi, tempo di conflitto e suona quasi strano che questa lunga scia di sangue che ci lasciamo alle spalle abbia, in definitiva, condotto l’Europa al più lungo periodo di pace e benessere della propria storia recente. Non ci si può non sorprendere, infatti, nel considerare quanto rapidamente si sia passati da confini chiusi all’idea di un pianeta aperto e connesso. Vituperata o esaltata che sia, vien da chiedersi se, alla fin fine, non sia proprio la globalizzazione il lascito definitivo del passato ai tempi futuri. Se, oggi, la globalizzazione, non vada considerata quale variabile indipendente del nostro divenire di uomini e nazioni.

 

In memoriam

Davanti a Dio

Jean D'Ormesson

Parigi, 16 giugno 1925 – Neuilly-sur-Seine, 5 dicembre 2017

sole-luce

Verrà molto presto il momento in cui mi troverò di fronte a Dio.
In cui mi troverò di fronte a Dio... Per noi poveri viventi in queste parole incerte tutto è soggetto a cauzione e a dubbio. Quando mi troverò di fronte a Dio probabilmente non ci sarà più assolutamente niente. Non ci sarà più il tempo. E a capire che non c'è niente io non ci sarò più. E forse non ci sarà nemmeno Dio.

Io non lo so se Dio esiste. Dio, o la natura, mi ha rifiutato il dono della fede. Chi sono io per rispondere con un sì o con un no a una domanda più grande di noi? Dio, o la natura, non mi ha permesso di decidere su un segreto e su un mistero così remoti al di sopra di me. Nel dubbio che mi assilla e spesso mi sommerge brilla tuttavia la speranza. Unamuno dice, non ricordo più dove, che credere a Dio forse consiste nello sperare che esista. Allora, sì, credo in Dio. Perché spero che esista.
Quando comparirò di fronte a quel Dio a cui devo tutto – la mia vita, le mie gioie, le mie pene, l'universo che mi circonda, il sole sul mare, la mia allegria che era viva e i miei dubbi che erano crudeli – mi getterò ai suoi piedi e gli dirò:
«Signore, perdonami. Ti ho tradito molto. Sono stato indegno della grandezza e della fiducia che mi avevi accordato poiché, nella tua bontà, mi hai dato la vita e mi hai lasciato libero di scegliere. La mia mediocrità la disprezzo con forza, ma purtroppo un po' tardi. Non sono stato né un eroe, né un martire, né un santo. Mi sono occupato di me molto più che di coloro che mi avevi affidato come fratelli. Sono stato indegno delle promesse che mi avevi elargito. Ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato. Ho ceduto troppo alla pigrizia, alla vanità, all'indifferenza nei confronti del prossimo, al gusto del guadagno, al delirio di voler essere sempre primo tra i primi. Ho vissuto nel tumulto e nell'agitazione. Ho cercato la felicità e troppo spesso il piacere.
Tu lo sai, mio Dio. Ho amato le baie, il tuo mare che ricomincia all'infinito, il tuo Sole che era diventato mio, molte tue creature, le parole, i libri, gli asini, il miele, gli applausi di cui provavo vergogna, ma che coltivavo. Ho amato tutto ciò che passa. Ma ciò che ho amato soprattutto sei tu, che non passi. Ho sempre saputo di essere meno di niente sotto lo sguardo della tua eternità e che sarebbe venuto il giorno in cui sarei comparso di fronte a te per essere finalmente giudicato. E ho sempre sperato che la tua eternità di mistero e di angoscia fosse anche e soprattutto un'eternità di perdono e d'amore.
Non ho fatto quasi nulla del tempo che mi hai prestato e poi ti sei ripreso. Ma, in maniera maldestra e ignorante, dal fondo del mio abisso non ho mai smesso di cercare la via, la verità e la vita».

(Malgrado tutto, direi che questa vita è stata bella, Neri Pozza 2017, pp. 370-371)

12624

 

cop lavoro dopo studi

 

Presentazione

Le entrate previste nelle imprese italiane nel 2017

Le opportunità di lavoro per i diplomati

Le opportunità di lavoro per i laureati

... e per concludere... Gli introvabili

(qui il testo pdf)

 

 

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