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Riferimenti biblici su Maria. Strumenti di lavoro per gruppi


(NPG 1979-04-60)


Per quel che concerne Maria, si deve subito distinguere tra due grandi gruppi di rife­rimenti biblici: quelli che la riguardano direttamente e quelli che hanno con lei un rapporto indiretto, più o meno stretto.

1. Riferimenti in rapporto diretto

Si tratta di passi del Nuovo Testamento che riguardano Maria. Eccoli al completo, classificati secondo l'ordine logico della loro redazione:
1. Galati 4 4 (verso il 56): Gesù nato da una donna. Vedere le opposizioni: il tempo della minor età e il tempo della maggior età; la fede e la legge: la legge non può salva­re, la fede rende figli di Dio; la schiavitù e la libertà. Al centro la iniziativa di Dio e il ruolo di Maria posta come «soggetto della legge» (per riceverne la liberazione attra­verso il suo Figlio Gesù).
2. Marco 3,20-21 e 31-35 (tra il 65 ed il 70): da ricollocare nell'ambito della famiglia israelita e della speranza messianica. Delusione della famiglia di Gesù che crede di conoscerlo (cf Mc 6,1-6; Mt 13,55) e non é sufficientemente matura per credergli. Ostilità degli scribi: essi credono di sapere e si reputano in grado di dar dei giudizi. Lo Spirito non può penetrare in loro. La.vera famiglia: quelli che fanno la volontà del Padre (cf Mt 12,46-50; Lc 8,19-21). Da spiegare anche confrontando con Gv 1,11-13.
3. Matteo 1-2 (verso l'anno 80): L'infanzia di Gesù. Vedere il ruolo di primo piano di Giuseppe che legittima l'entrata del fanciullo nel mondo giudaico. Chi riconosce Gesù? Degli stranieri dediti a delle pratiche proibite: i magi. Importanza delle perse­cuzioni che terminano con la salvezza di Gesù (il «Nazareno» di Mt 2,23 è senza dubbio da tradurre con «scampato»).
4. Luca 1-2 (dell'anno 80 circa): L'infanzia di Gesù. Confrontare la infanzia di Giovanni e quella di Gesù, i tre annunci a Zaccaria, a Maria, ai pastori) i tre cantici (le­gati alla speranza del Messia). Importanza dello Spirito Santo, della pace, della gioia e della lode. Maria conserva nel suo cuore. Gli umili, i pastori riconoscono e annun­ciano Gesù. Ma lui porta a suo Padre (da notare il rilievo dato al tempio, ricordato tre volte).
5. Atti 1,44 (ancora verso 1'anno 80): Maria nella Chiesa. La sua discrezione. La preghiera. La scena si svolge a Gerusalemme, prima della fecondazione mediante lo Spirito: da ricollegare all'inizio del Vangelo di Luca che si svolge ugualmente nel tempio.
6. Giovanni 1,1-11 (verso l'anno 85): Tema delle nozze del vino, della fine delle abluzioni come della fine del vino. Passaggio ad un altro piano: dimensione sacramentale della nuova alleanza. Notare il ruolo dei servi. La Gloria di Gesù mediata da un momento di rottura: «Che vuoi tu da me?». La fede di Maria nel suo Figlio.
7. Giovanni 19,25-37 (dell'anno 85 circa): Maria si dona quando Gesù si dona. Solo Giovanni annota la sua presenza (cf Mt, 45-50): Maria è la figura della comunità cristiana. Giovanni insiste sul gesto del darsi (cf 1 Gv 3,16).

2. Riferimenti in rapporto indiretto

Si tratta di riferimenti che, in primo luogo, riguardano un altro personaggio e soltan­to dopo sono riferiti a Maria, a causa del suo ruolo nella storia della salvezza o per le sue qualità. I principali temi sono i seguenti:
1. La donna e la speranza messianica: Gen 3, 14-15: nel momento in cui il serpente è maledetto, una speranza sussiste grazie alla discendenza della donna. - Is 7,14: una speranza è ancora possibile perché una giovane donna darà alla luce un bimbo. - 1 Re 2,13: importanza della Regina-Madre, la «Gran Dama».
2. La salvezza attraverso la donna: la donna partecipa alla venuta della salvezza perché dà alla luce, soprattutto quando niente lo lascia supporre: vedere il cantico di Anna, preludio al cantico di Maria: 1 Sam 2,1-11. - Essere debole, la donna salva il popolo grazie a Dio: Gdt 15,8 -16,17.
3. L'arca il tempio, Gerusalemme: come luogo in cui Dio fa riposare la Gloria e si manifesta Vedere in particolare i Salmi 87/86; 122/121; 132/131.
4. Il canto d'amore: il Cantico dei Cantici, compreso come dialogo mistico tra Cristo e Maria. Soprattutto i temi della fontana sigillata e del giardino chiuso che sono serviti per parlare della nascita verginale di Gesù. Sulla bellezza spirituale di Maria vedere il Salmo 45/44.
5. La saggezza: in essa Dio si manifesta, organizza il mondo e lo conduce secondo la sua volontà. Due grandi testi fra gli altri: Prov 8 e Sir 24.
6. La chiesa: essa dà alla luce i cristiani e si trova tra le persecuzioni; come Maria essa è la fedele: Apoc 12 (la comunità degli eletti, personalizzata da una donna, subi­sce gli attacchi della Bestia - la Roma Persecutrice - ma sarà salvata. Vedere le al­lusioni al dramma di Eva).

FILO CONDUTTORE PER UNA RICERCA PERSONALE O IN GRUPPO

Due grandi direzioni di lavoro: partire dalla Bibbia per una ricerca approfondita su un punto preciso, oppure riflettere sulla propria vita a partire da ciò che la parola di Dio ci dice di Maria. Fare in modo che mai il messaggio evangelico separi Maria dal suo Figlio: la teologia mariana è centrata su Gesù.

1. Per un lavoro sulla Bibbia

Tre piste di lavoro, a scelta.

Maria e suo figlio
1. Cominciare con la ricerca nei Vangeli delle differenti concezioni di Messia che vi sono presentate:
- la figura regale del Messia di Davide (con le immagini regali: il trono, l'Agnello di Dio, il «Figlio di Davide»...). Chi utilizza questo linguaggio? Quando? Insieme coesiste l'espressione «Figlio di Dio», che vuol dire in primo luogo «protetto da Dio»: chi l'utilizza? Ma ha sempre lo stesso senso (in particolare nella confessio­ne di Pietro e ai piedi della croce)? Da dove proviene la differenza di senso? Vedere la reazione di Gesù quando gli si propone di diventare re. Non lo accetta che una volta: quando?
- la figura del «profeta» popolare e restauratore di Israele. Il ruolo di Elia. Vedere ciò che il vangelo di Giovanni dice a riguardo;
- cercare infine come si delinea sempre più nettamente, fin dal battesimo di Gesù, l'immagine messianica del «Servo sofferente», a partire da Is 52-53.
2. In funzione della figura messianica che Gesù ha voluto essere, notare come egli è anche «il figlio di Davide ed il re» (entrata in Gerusalemme nel giorno degli ulivi); co­me egli è profeta (i cinque discorsi di Matteo).
Mettere in luce ciò che indica la fedeltà di Maria, lungo la storia della sua vita, al di segno del Figlio. Come ha modificato le concezioni messianiche ricevute durante la sua educazione, stando a contatto con suo Figlio? Come Maria si è messa alla scuo­la di Gesù?

Maria e la Chiesa
1. Rileggere, nel vangelo di Luca, i racconti della infanzia. Sottolinearvi la importan­za dello Spirito Santo, il suo ruolo, la sua azione in Maria.
2. Rileggere, nei primi capitoli degli Atti degli apostoli, il ruolo dello Spirito Santo nella fondazione della Chiesa. Il dinamismo che vi ha immesso.
3. Fare il confronto tra l'azione dello Spirito in Maria e quella nella Chiesa.
4. Osservare, per Maria e per la Chiesa, ciò che è in continuità con la tradizione bi­blica e ciò invece che è in rottura, nuovo.
5. Allargare il lavoro rileggendo il capitolo ottavo della Costituzione del Concilio sulla Chiesa, capitolo dedicato a Maria, per proseguire il confronto tra Maria e la Chiesa. Annotare le qualità di Maria che si ritrovano nella Chiesa, quelle in cui Ma­ria è il prototipo della Chiesa fedele.

Maria e la fede
Questo lavoro comincia da due punti differenti:
1. Nello studio del Cantico di Maria (il Magnificat), vedere, nella prima parte che è più personale, di che cosa Maria ringrazia Dio per quel che la riguarda. Poi cercare, nella seconda parte, le qualità dell'azione di Dio che vengono lodate. Mettere in luce quindi:
- le qualità della fede personale di Maria espresse nel cantico,
- il contenuto di questa fede, il volto di Dio in cui Maria crede.
2. Riprendendo l'adorazione dei pastori alla grotta, la presentazione di Gesù al tem­pio quando era bambino e a dodici anni, Maria a Cana, la famiglia di Gesù (Mc 3) e Maria ai piedi della croce, riflettere:
- sullo spogliamento progressivo della fede di Maria che segue suo Figlio e perde i suoi privilegi umani di madre,
- sulla sua fedeltà e sulla sua obbedienza (Maria fa suo il progetto di Gesù),
- sulla sua povertà spirituale.
Chiedersi anche dove Maria attinga la sua forza e la sua sicurezza per vivere e pro­gredire nella sua fede.
3. In conclusione:
- il cantico di Maria è una introduzione alla sua vita? Come Maria lo ha vissuto?
- Maria avrebbe aggiunto qualcosa al cantico, al termine della sua vita? Secondo voi, che cosa?
- In che cosa questo modo di credere ha reso beata Maria (fare questa ricerca riflet­tendo insieme sulle Beatitudini)?
- In che cosa la sua fede è esemplare per noi?

2. Per un lavoro a partire dalla propria vita

Sono proposte due tracce:

La disponibilità di Maria
1. Cominciamo a riflettere sulla nostra disponibilità: riguarda il tempo libero della nostra vita? O è un modo di compiere il nostro lavoro? Un riposo o una attività dello spirito? Che spazio vi trovano il silenzio ed il raccoglimento?
Nelle nostre occupazioni rimaniamo sensibili, aperti all'imprevisto? Che cosa ci di­sturba? Ci sono dei servizi a cui noi amiamo spontaneamente dire «sì», ed altri a cui diciamo «no»? Quali sono i nostri criteri di giudizio?
2. La disponibilità non è solo del tempo «vuoto», essa ha un contenuto: quali sono i desideri, le attenzioni che la caratterizzano? A che cosa teniamo noi al punto da ri­cordarlo facilmente? A quali valori siamo sensibili?
3. È possibile tracciare una linea nella evoluzione della nostra disponibilità? Che spazio vi ha la nostra sensibilità? Il sentimento di essere utile? Come reagiamo quan­do non possiamo «fare tutto» o quando sperimentiamo la nostra impossibilità reale ad aiutare qualcuno?
4. Uno sguardo su Maria: come ogni donna giudea attende il Messia. Ma è più sen­sibile, più disponibile al suo modo di pensare ed attendere il Messia o al modo con cui suo Figlio ha voluto esserlo? Che cosa suppone questa libertà di spirito? Quali segni ci indicano l'evoluzione spirituale di Maria?
5. Come madre, Maria si è tenuta Gesù per se stessa? È stata capace di avere una vita autonoma? S'è attaccata a suo Figlio («quando Gesù aveva dodici anni...»)? Nel lasciarlo partire, le è sembrato di perderlo? Non l'ha forse ritrovato, ma in altro mo­do? Che cosa rivela l'aspetto adulto, maturo della personalità di Maria? Il suo atteg­giamento che ha da dire per l'atteggiamento della chiesa e per il nostro?

La gioia di Maria
1. Cominciamo col dire che cosa in effetti ci fa sentire pieni di gioia: per essere felici che cosa ricerchiamo spontaneamente? Pensiamo forse alle gioie ricevute, date, im­previste? C'è un rapporto tra la gioia e la gratuità? La gioia e la povertà? Che diffe­renza c'è tra gioia e bontà?
2. Cercare nel Vangelo dei brani relativi alla gioia: le Beatitudini, ciò che dice Gesù nel discorso dopo la cena riportato da Giovanni (Gv 13-17). Qual è la sorgente della gioia secondo Gesù? A chi la riferisce? Perché dice che questa gioia non può essergli mai tolta?
3. Quanto a noi, che cosa ci toglie la gioia rendendola fugace? Ma non c'è una gioia così profonda che può coesistere con la sofferenza ed il dolore? A quali condizioni? In che senso certe pene non possono togliere la gioia?
4. La gioia di Maria: a partire dal suo cantico, da ciò che le dice Simeone. Che lega­me stabilire tra la gioia di Maria (quella, ad esempio, di cui parla Elisabetta) e la «spada» di cui parla Simeone? Su che cosa è fondata la gioia di Maria? Che cosa la rende stabile e profonda? In che cosa questa gioia ci conduce forse a cambiare l'idea che noi ce ne siamo fatta?

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