Non aver paura di amare
Michele Corsi
L'amore è ciò che corregge, incoraggia e sostanzia tutta la vita. Non si può vivere senza amore.
L'amore è l'elemento che rende forte e riconoscibile l'esistenza (come il gas per i palloncini).
L'amore è generoso. Si nutre di generosità.
Più si ama, più si è capaci di amare. Più persone si amano e più altre persone ancora si è in grado di amare.
Il cuore di ciascuno di noi è idoneo ad accogliere ed elaborare infinite forme di amore, diverse per quantità e qualità, e soprattutto incommensurabili tra loro.
Sciocco o banale farne, quindi, graduatorie o gerarchie. Superficiale chiedersele.
Chi ami maggiormente? A chi vuoi più bene? A chi ti senti particolarmente legato? Sono domande o quesiti che, a volte, anche gli adulti si rivolgono.
Gli amori sono tanti: i genitori per i figli (e viceversa), per i compagni di vita, per la città in cui si risiede, per l'impegno sociale che si pratica e nel quale si crede, per il lavoro che si professa, per la patria in cui si abita e così via.
Ma gli amori si trasformano pure: dalla passione dell'innamoramento al sentimento di appartenenza dell'età adulta alla tenera e serena consuetudine della vecchiaia; dai tanti timori per il figlio da crescere e accudire, al tifo per lui negli anni che passano, alla solidarietà reciproca, alla quasi dipendenza nei suoi confronti da parte del padre e della madre divenuti anziani; dalla patria nazionale a quella europea, dalla «difesa del sacro suolo» (quale pensiero bellico o guerresco) alla agognata «patria» mondiale in termini di pace planetaria; e così via.
L'amore esige il rispetto per sé e per l'altro. Non per l'uno o per l'altro. Ma per entrambi, vicendevolmente.
E, se l'amore non fa star bene, vuol dire che non è amore. È altro: è dipendenza, stordimento, paura. Il che non significa che l'amore non possa o non debba conoscere difficoltà, sacrifici, conflitti. Ma, se le situazioni negative e di rinuncia fossero costanti e, specialmente, venissero vissute irrimediabilmente come tali, tra un uomo e una donna, starebbero a testimoniare che qualcosa non funziona adeguatamente o che non si è mai svolto correttamente. E, allora, occorre riscegliere, perché l'amore non può coniugarsi permanentemente con il dolore: amare e soffrire «per tutta la vita» non fanno rima tra loro e comunque sono una pessima rima o soltanto una vecchia poesia già nota. «I conti, così, non tornano» ed evidenziano che un rapporto si è rotto pesantemente, e per sempre. Peggio, che rischia di impazzire ulteriormente.
(Da: Il coraggio di educare. Il valore della testimonianza, Vita & Pensiero 2005, pp. 235-237)

