Igino Biffi
(NPG 2014-06-6)
Dopo aver affrontato nel triennio di preparazione al Bicentenario della nascita di Don Bosco la storia salesiana, la pedagogia salesiana, la spiritualità salesiana, l’idea-guida sintetica per quest'anno è la "missione salesiana", che porta a compimento l’itinerario mettendo al centro il tema di una pastorale giovanile necessariamente missionaria. Scrisse infatti Don Pascual Chávez nella lettera di indizione del Bicentenario: «Il cammino e il tema dell’anno bicentenario, in sviluppo coerente con gli anni di preparazione, si riferiranno a: Missione di Don Bosco con i giovani e per i giovani. Quest’anno dovrà essere programmato per tempo per concentrarci sul cammino di rinnovamento spirituale e pastorale che intendiamo percorrere come Congregazione, Famiglia Salesiana e Movimento Salesiano». L’obiettivo di fondo è quello di far rivivere l’ispirazione e la passione pastorale di don Bosco coinvolgendo i giovani stessi così come lui ha fatto.
Lo slogan-icona della proposta pastorale «Noi due faremo tutto a metà (Don Bosco)» si ispira all’incontro tra don Bosco e il giovane Michele Rua che diverrà il suo primo successore. Il sottotitolo «La missione di Don Bosco con i giovani e per i giovani» dice sinteticamente il cuore della proposta pastorale ispirandosi alla Strenna 2015 di Don Ángel Fernández Artime, X Successore di Don Bosco «Come don Bosco, con i giovani, per i giovani».
Don Bosco inizia la sua opera con i giovani (cf primo verbale del 18 dicembre 1859) e Papa Francesco ha affermato: «Sapete qual è lo strumento migliore per evangelizzare i giovani? Un altro giovane. Questa è la strada da percorrere da parte di tutti voi!» [1]. L’obiettivo che la proposta pastorale si pone nel Bicentenario è di vivere la «conversione pastorale e missionaria» (EG 25) che Papa Francesco ci sta chiedendo, facendo sì che i giovani, assieme alla Famiglia Salesiana, siano i protagonisti della missione evangelizzatrice salesiana così come fece don Bosco: «Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!» (EG 106). Per giungere a questo obiettivo è necessario riconoscere che «l’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa» (EG 15) e che oggi «tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria» (EG 20). Conditio sine qua non è vivere l’intimità con Gesù che è «un’intimità itinerante» (EG 23) e la fraternità tra noi che «si configura essenzialmente come comunione missionaria» (EG 23).
«La missione al cuore del popolo non è una parte della mia vita, o un ornamento che mi posso togliere, non è un’appendice, o un momento tra i tanti dell’esistenza. È qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sé stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare. Lì si rivela l’infermiera nell’animo, il maestro nell’animo, il politico nell’animo, quelli che hanno deciso nel profondo di essere con gli altri e per gli altri» (EG 273).
La Proposta Pastorale 2014-2015 non è semplicemente un tema da approfondire o una luce che illumina il cammino dell’anno liturgico. Vuole piuttosto essere una risposta alla richiesta di Papa Francesco che auspica «che tutte le comunità facciano in modo di porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno» (EG 25).
Il cammino di rinnovamento pastorale passa attraverso il decisivo coinvolgimento corresponsabile dei giovani: se davvero crediamo che la Chiesa nel suo insieme sia il soggetto dell’evangelizzazione, è evidente che i giovani, in quanto parte di essa, non possono e non devono essere pensati come soggetti passivi della loro stessa evangelizzazione. «Considero questo il punto qualificante della pastorale giovanile, perché il cristianesimo è nella sua essenza un evento di donazione e quindi esso “si impara” solo attraverso il contatto con una testimonianza capace di generare sequela e imitazione: non nel sapere teorico, né nel ripetere scolastico, né nel contemplare spirituale, ma nel servizio concreto, nell’esperienza della dedizione reale si fa esperienza di Dio, della sua Chiesa e del suo Regno che viene» [2].
Così scrisse Giovanni Paolo II: «I giovani non devono essere considerati semplicemente come l'oggetto della sollecitudine pastorale della Chiesa: sono di fatto, e devono venire incoraggiati ad esserlo, soggetti attivi, protagonisti dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale. […] La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani, e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa» (ChL 46).
È necessario che la Pastorale Giovanile lavori nell’ottica di rendere i giovani corresponsabili della missione della Chiesa fin da subito, non aspettando che “siano pronti” o “siano grandi”: è l’essere dono, il donarsi che fa diventare “pronti”, “grandi”. Fin da subito è necessario far vivere ai ragazzi e ai giovani il cuore della proposta cristiana la quale ci chiede di entrare nella logica di farsi carico del “grido del mondo” per non cedere alla globalizzazione dell’indifferenza.
«Questo sembra essere un punto discriminante e qualificante della pastorale giovanile e per alcuni aspetti è quello che decide della sua verità, perché ha a che fare direttamente con la pratica del discepolato: il segreto della pastorale giovanile consiste nel coinvolgimento corresponsabile dei giovani nella missione apostolica» [3].
Pensare ai giovani come soggetti attivi capaci di farsi carico del destino dei propri amici risiede la strategia vincente di evangelizzazione dei giovani e quindi della pastorale giovanile. Sono molte le icone salesiane che mostrano bene come don Bosco abbia saputo rendere i giovani apostoli di altri giovani tanto da poter affermare che alle origini della Congregazione i giovani sono stati veri “confondatori” insieme a Don Bosco [4].
NOTE
[1] Papa Francesco, GMG 2013 - Eucaristia conclusiva.
[2] Cfr. Rossano Sala, Luce e forza per il cammino. Strategia, stile e qualità della pastorale giovanile, XIII Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile, Genova 10-13 febbraio 2014.
[3] Cfr. Rossano Sala, Luce e forza per il cammino. Strategia, stile e qualità della pastorale giovanile, XIII Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile, Genova 10-13 febbraio 2014.
[4] Cfr. la sussidiazione proposta per il 2014-2015 dal Movimento Giovanile Salesiano Italia.

