NPG 2026
    QuartinoNPG2025


    Campagna abbonamenti
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    maggio-giugno 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Il numero di NPG
    marzo-aprile 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Newsletter
    maggio-giugno 2026
    NL 3 2026


    Newsletter
    marzo-aprile 2026
    NL 2 2026


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email


     

    La sindrome

    della giovinezza

    Ilvo Diamanti

    La gioventù manifesta segni di disagio sempre più vistosi. Proteste e ribellioni si alternano a ondate di violenza urbana. In Europa e oltre. Lo ha scritto Bernardo Valli nei giorni scorsi su queste pagine, per spiegare il crollo del regime in Tunisia. “Le rivolte giovanili - ha scritto Valli- sono potenti detonatori che possono imporre svolte politiche”. Anche, se le tensioni espresse dai giovani non rivelano tematiche comuni, espresse da componenti specifiche. Disegnano, invece, una scena composita. Più che un movimento indicano, forse, una “sindrome”. Un malessere che presenta sintomi diversi di origine diversa. Con un volto comune, riconoscibile dall’età. Giovane, talora giovanissima. Gli episodi che compongono la “sindrome giovanile” sono numerosi ed eterogenei. Per contesto, contenuto, modello di azione. Ne isoliamo alcuni, particolarmente noti.
    Ci sono, anzitutto, le rivolte studentesche. Si susseguono in diversi paesi europei, con vampate improvvise. In Grecia: nel 2008, dopo la morte di un ragazzo in seguito a scontri con la polizia. Negli scorsi mesi, dopo la manovra del governo per rispondere alla crisi economica e finanziaria. Adeguandosi alle condizioni imposte dalla Ue. In Inghilterra, il mese scorso, dopo la decisione del governo di aumentare le rette nelle università, è esplosa una vera guerriglia. Decine di migliaia di studenti, fiancheggiati dai genitori, hanno trasformato gli spazi intorno alla Camera dei Comuni e a Westminster in un campo di battaglia. In Francia è da anni che gli studenti manifestano. Nel 2006: contro la legge che istituiva il “contratto di primo impiego”. Nello scorso autunno: contro la riforma che eleva l’età della pensione. Si sono mobilitati in massa, in tutta la Francia. La protesta degli studenti ha investito anche la Spagna, a sostegno degli scioperi proclamati dai lavoratori contro lo stato miserevole del mercato del lavoro e i tagli della spesa sociale.
    In questa chiave vanno considerate anche le manifestazioni che si sono svolte in Italia, nello scorso autunno, contro la riforma Gelmini. Promosse da studenti e ricercatori.
    Ma la sindrome giovanile non ha interessato solo le scuole e gli studenti. La contrassegnano anche le rivolte che hanno incendiato (letteralmente) le banlieue di Parigi nel 2005 – e in seguito. Protagonisti: non studenti, ma adolescenti “marginali” di origine africana e maghrebina.
    Infine, va considerato anche ciò che sta avvenendo in Tunisia. Dove il regime guidato da Ben Ali è crollato all’improvviso, sotto la spinta di una rivolta che ha ragioni sociali, economiche e politiche profonde. Innescata dal gesto disperato di un giovane di 26 anni, Mohammed Bouaziz, laureato in economia, ambulante occasionale. Si è dato fuoco per protestare contro il sequestro del suo banchetto di frutta e verdura. E i giovani, gli studenti costituiscono una parte importante, forse maggioritaria, della mobilitazione che si è propagata nel paese. Contagiando la vicina Algeria, trascinata, anche lì, dai giovani.
    Contesti diversi, motivi diversi, obiettivi diversi. Una comune connotazione generazionale. Marcata da problemi comuni.
    La disoccupazione, anzitutto. Colpisce il 40% dei giovani (15-24 anni) in Spagna, il 20% nella zona di Parigi, il 25% in quella di Londra. E il 29% in Italia, ma 10 punti percentuali in più nel Mezzogiorno. In Tunisia – rammentava ancora Bernardo Valli – il 72% dei disoccupati ha meno di 29 anni. In Marocco: il 62%. In Algeria: il 75%. Dovunque, per i giovani, è divenuta normale la precarietà. In Italia, più di 2 milioni di giovani non studiano e non lavorano (dati Istat). Stanno lì, ai margini, ad attendere che qualcosa succeda. E intanto fanno lavori e lavoretti informali, oltre che temporanei. Si dice, con un po’ di retorica, che i giovani sono vittime di un “furto del futuro”. Vero, ma non basta. Occorre aggiungere che il loro futuro è pesantemente consumato dal presente. La disoccupazione e la precarietà di oggi: appaiono senza fine. In-finite. Peraltro, la società, la politica, gli adulti: non offrono più modelli, né riferimenti. I sistemi di valore, le organizzazioni di rappresentanza politica, per primi i partiti. Sono in crisi. Prevalgono, invece, le logiche del marketing, dei media. Che schiacciano l’orizzonte sul presente. Anzi, sul “quotidiano”. Così si affermano sentimenti di sfiducia e delusione. Oppure, all’opposto, si diffondono le proposte fondamentaliste. Perché danno significato al malessere, alla protesta. Ma anche alla domanda di identità e di riconoscimento.
    A questa sindrome contribuisce l’insofferenza verso la riduzione dell’intervento pubblico, in particolare – ma non solo – nella scuola e nell’università. I giovani temono il declino dello Stato previdenziale e provvidenziale – e, dunque, l’indebolirsi – ulteriore -delle garanzie per il “loro” futuro. Difficile spiegare loro che i tagli e le riforme servono a rimediare ai danni prodotti dai più anziani. Difficile chiedere loro di farsi carico della competizione globale. Di pensare in chiave futura, se il futuro – per loro – non esiste più. È stato abolito. Da qui la differenza da altre, precedenti, ondate di protesta. Il Sessantotto, in particolare. Era un movimento anti-autoritario. Progettuale. Oggi invece la protesta giovanile riflette uno stato di necessità. Anche in Italia, dove solo il 10% della popolazione ha tra 15 e 24 anni (in Tunisia è il 25%). La loro protesta è una forma di legittima difesa. Serve a rivelare al mondo che esistono. D’altronde, i giovani italiani sono largamente a-ideologici. Comunque, più a destra dei loro genitori (socializzati intorno al Sessantotto). Non credono nei partiti e neanche nel Parlamento. Sono presidenzialisti. D’altronde, sono cresciuti nell’era di B., della Lega e dei partiti personali. Comunisti e democristiani, per loro, sono parole in-significanti. Quando sono nati, il muro di Berlino era già caduto. Oppure era lì lì per crollare. Sono i ragazzi della Seconda Repubblica. Una generazione im-mediata. Ancora poco auto-consapevole. Non crede alle mediazioni ed è abituata a fare i conti con il presente immediato. Questi giovani, sono reattivi, pronti a sperimentare vecchie e nuove forme di partecipazione. Le loro famiglie: li tutelano, ma, al tempo stesso, li mantengono in libertà vigilata. Una condizione – in apparenza – comoda. In realtà, frustrante e sempre più difficile da sopportare. A (da) cui i giovani sperano di (s)fuggire. Prima o poi esploderanno anche loro.



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo pasquale


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Aprile 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Febbraio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi