Mario Pollo
L'animazione culturale
dei giovani
Una proposta educativa
Elledici 1986
1. Introduzione: il nostro cammino
1.1. Alcuni usi odierni del termine animazione
1.1.1. Animazione e attività ricreativo-ludica
1.1.2. Animazione contro la noia del tempo libero
1.1.3. Animazione come dinamica di gruppo
1.1.4. La polivalenza del termine animazione
1.2. La mia proposta di animazione
1.2.2. L'animazione come modello formativo
2. Le due funzioni dell'animazione culturale dei giovani
2.1. Le radici culturali e la filosofia dell'animazione: l'amore alla vita
2.1.1. L'animazione come «qualità» di alcune azioni umane
2.1.2. La qualità nascosta dall'animazione: l'amore alla vita
2.2. L'animazione come modello formativo
2.2.1. L'animazione negli anni del politico
2.2.2. La scelta educativa dell'animazione
2.2.3. L'animazione al crocevia di socializzazione, inculturazione, educazione
2.2.4. Animazione: attività intenzionale e metodica
3. Le sfide dell'animazione culturale oggi
3.1. Quale animazione di fronte alle attuali sfide culturali del mondo giovanile
3.1.1. La crisi dell'identità storico culturale
3.1.2. La difficile transazione tra mondi vitali e sistema sociale
3.1.3. L'impoverimento e la divaricazione del linguaggio giovanile
3.2. La risposta dell'animazione culturale: ripartire dall'amore alla vita
3.2.1. Di fronte allo scandalo della sofferenza
3.2.2. Per un progetto di uomo: amore alla vita come lotta alla sofferenza
4. Fondamenti antropologici dell'animazione culturale
4.1. L'uomo come animale culturale e simbolico
4.1.1. La cultura come organismo vivente
4.1.2. Cultura e comunicazione
4.1.3. «Non sui abita un paese, si abita una lingua»
4.1.4. Animazione come abilitazione a radicarsi ed essere creativi dentro la cultura
4.2. L'uomo come sistema vivente, complesso e aperto
4.2.1. Il sistema uomo e le sue leggi
4.2.2. L'animazione come «formazione globale»
4.2.3. Animazione dell'ambiente prima che dell'individuo
4.2.4. L'animatore come «osservatore» nel sistema gruppo
4.2.5. Il sistema aperto e lo scambio di informazioni con l'ambiente esterno e interno
4.3. L'uomo come tensione alla trascendenza
4.3.1. La vita e la ricerca di una patria del senso
4.3.2. La crisi delle grandi narrazioni aperte alla trascendenza
4.3.3. Giovani tra nichilismo disperato e riscoperta della vita
4.3.4. Il linguaggio simbolico come linguaggio della trascendenza
5. L'obiettivo generale per l'animazione culturale dei giovani
5.1. La descrizione dell'obiettivo generale
5.1.1. La ricerca del senso nel frammento
5.1.2. La conquista di una coscienza emancipata dalle dipendenze
5.2. Le tre grandi strategie verso l'obiettivo generale
5.2.1. Accostarsi alla cultura come modo di individuarsi e riconoscere un senso al quotidiano
5.2.2. Scoprire il sociale come luogo della solidarietà in cui riproporre se stessi responsabilmente senza mistificazioni
5.2.3. Riconoscere l'invocazione che la realtà rilancia come invocazione aperta ad una speranza totale
6. La costruzione del proprio «centro esistenziale» dentro la cultura
6.1. Abilitare a costruire se stessi come «centro esistenziale
6.1.1. Le strutture di base nella costruzione dell'identità
6.1.2. Cosa intendere per costruzione del «centro esistenziale
6.1.3. La crescita della persona verso la totalità
6.2. Abilitare a radicarsi nella cultura per articolare la propria identità
6.2.1. Il radicamento nella cultura come attività attraverso cui il soggetto forma se stesso
6.2.2. La partecipazione attiva alla trasformazione della cultura
6.2.3. Animazione come ermeneutica dell'inespresso
6.2.4. La circolarità tra tradizione e innovazione
6.3.1. Quando le parole giocano e le cose perdono la loro «verità»
6.3.2. Due piste per educare alle cose
7. La partecipazione alla vita sociale
7.1. Abilitare a una comprensione «etica» degli strumenti
7.1.1. L'antropologia dello strumento e la sua dimensione etica
7.1.2. Tre criteri per valutare la moralità degli strumenti
7.2. Abilitare a elaborare l'antidoto contro il potere e il conformismo
7.2.1. La immunizzazione dal principio di conformità
7.2.2. L'educazione alla liberazione dal potere
7.3. Verso una nuova sintesi tra morale del privato e morale del sociale
7.3.1. Il conflitto tra morale dei principi e morale dei risultati
7.3.2. L'animazione come educazione a una coscienza morale unitaria
7.4. Abilitare a giocare il gioco per riscoprire un diverso vivere sociale
7.4.1. Dal «disprezzo» sociale del gioco alla riscoperta giovanile del ludico
7.4.2. Cinque apprendimenti sociali attraverso il gioco
7.5. Abilitare a sperimentare la responsabilità nel volontariato gratuito
7.5.1. Il «lavoro per il progresso» e i suoi limiti
7.5.2. Il volontariato come gesto sottratto allo scambio economico e politico
7.5.3. Vivere il volontariato nello stile dell'animazione
8. Liberare la trascendenza nel quotidiano
8.1. Costruire un santuario nel fluire del tempo quotidiano
8.1.1. Abilitare a vivere la festa
8.1.2. Ritrovare spazi di silenzio
8.2. Abilitare a sopportare la tensione fra desiderio e limite fino a vivere l'invocazione
8.2.1. La tensione desiderio/limite
8.2.2. La dialettica desiderio/limite nella relazione educativa
8.2.3. La dialettica desiderio/limite come energia della vita e apertura al trascendente
8.3. Abilitare a utilizzare i linguaggi del mito, simbolo, immagine e rito
8.3.1. Radicare il proprio «centro» nei sensi archetipi dell'esistenza
8.3.2. Miti, simboli, immagini e riti per dire il senso della vita
9. Il metodo dell'animazione culturale
9.1. Il metodo in sintesi
9.1.1. Fiducia e accoglienza
9.1.2. La dignità educativa di ogni interesse giovanile
9.1.2. La dignità educativa di ogni interesse giovanile
9.1.3. Il giovane nella sua complessità
9.1.4. Il giovane nella sua libertà
9.2. Fare del «piccolo gruppo» il luogo privilegiato dell'animazione
9.2.1. Frammentazione, gruppo e sistema sociale
9.2.2. Il gruppo primario come luogo della presa di coscienza
9.3. Un modo di intervenire centrato su una specifica relazione/comunicazione educativa
9.3.1. L'asimmetria educativa
9.3.2. La comunicazione educativa tra contenuto e relazione
9.3.3. La disponibilità al cambiamento
9.4. L'uso originale di alcuni strumenti e tecniche di lavoro educativo
9.4.1. La conoscenza della dinamica di gruppo e dei processi di comunicazione umana
9.4.2. Fare esperienze in modo da ricollegare cose e parole
9.4.3. Utilizzare la narrazione per dire il senso profondo della vita
9.4.4. Servirsi della programmazione educativa
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