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    15. Il regno di Giuda

    da Ezechia a Giosia

    fabris15


    Nei due Libri dei Re si raccontano le vicende storiche dei due regni: quello del Nord Israele, con la capitale Samaria, e quello del Sud, regno di Giuda, con la capitale Gerusalemme.

    1. Il due regni di Israele e Giuda

    Nei due Libri dei Re si raccontano le vicende storiche dei due regni: quello del Nord Israele, con la capitale Samaria, e quello del Sud, regno di Giuda, con la capitale Gerusalemme. Il narratore biblico risponde all'interrogativo che mette in crisi la fede dei superstiti alla catastrofe della caduta di Gerusalemme e della distruzione del tempio nel 587: forse Dio è venuto meno alla sua promessa fatta alla casa di Davide? Ha ripudiato per sempre il suo popolo? La risposta viene data attraverso la ricostruzione “storica” degli eventi: Dio non è venuto meno alle sue promesse, ma il popolo, a partire dai suoi capi - i re - ha violato l'alleanza con Dio. Le fonti utilizzate per ricostruire questa storia sono il “Libro degli Atti di Salomone” (1Re 11,41), il “Libro degli Atti dei Re di Israele” (1Re 14,19), il “Libro degli Atti dei Re di Giuda” (1Re 14,29). Altro materiale è desunto dalle tradizioni profetiche (storia di Isaia, 2Re XVIII-XX). L'attendibilità storica di questa ricostruzione è confermata da alcuni documenti egiziani, assiri e neobabilonesi e dai reperti archeologici (stela di Mesha, ostraca di Lachis).
    Dopo le lotte e gli intrighi per la successione al trono di Davide, si ha un periodo di relativa pace con il re Salomone, che favorisce l'organizzazione amministrativa del regno e conclude la costruzione del tempio a Gerusalemme. Alla morte di Salomone si ha la scissione tra i due regni. Geroboamo per motivi sociali e politici trascina nello scisma le dieci tribù del nord. Per impedire che continuino ad andare in pellegrinaggio al santuario di Gerusalemme, nel regno di Giuda, egli fa costruire a Betel e a Dan - sud e nord del suo regno - due santuari dedicandoli al simbolo religioso cananaico del vitello.

    2. I re di Giuda dopo la caduta di Samaria (721 a.C.)

    • Ezechia 715-687
    • Manasse 687-642
    • Amon 642-640
    • Giosia 640-609
    • Ioacaz II (*Sailum) 609
    • Ioiakim (Eliakim) 609-598
    • Ioiakin (*Ieconia) 597
    • Sedecia (Mattania) 597-587
    • Caduta di Gerusalemme 587
    Mentre nel regno del nord - Israele - si succedono diverse dinastie, con colpi di stato, violenze e massacri di palazzo (Omri, Ieu), nel regno del sud - Giuda - nonostante alcuni casi di morte violenta del re (Amazia), si susseguono i discendenti della stirpe di Davide. Il giudizio espresso dall'autore di scuola deuteronomista è molto critico nei confronti dei re del nord che seguono la deviazione idolatrica di Geroboamo I e di Acab: culto scismatico dei vitelli, sincretismo religioso cananaico. Per i re di Giuda, dove si ricorda spesso il nome della regina madre, normalmente il giudizio è più positivo: “Fece ciò che è retto agli occhi del Signore”. Ma per alcuni si dà un giudizio negativo, perché seguono l'influsso idolatrico dei re di Israele, invece imitare il re Davide, modello di integrità religiosa

    3. Dalla riforma del re Giosia e alla caduta di Gerusalemme

    Sullo sfondo del declino dell'impero assiro - nel 612 cade la capitale Ninive - e prima dell'emergere della nuova potenza babilonese, il re Giosia (640-609), tenta una riconquista dei territori del nord. Questa espansione politica è sostenuta da una riforma religiosa. Si cerca di eliminare progressivamente i culti locali e di centralizzare il culto nel tempio di Gerusalemme. In questo contesto avviene il ritrovamento del “libro della legge” (Dt 12-26) in occasione dei lavori di restauro del tempio. Per il Deuteronomista il re Gioisia rappresenta la figura regale che prolunga il modello di Davide.
    Giosia muore nel tentativo di opporsi al re d'Egitto Necao che afferma il suo controllo della Palestina e della Siria. Dopo questo intermezzo egiziano entra in scena la potenza neobabilonese con il re Nabucodonosor. Nel 605 a Carchemis viene sconfitto il re d'Egitto Necao II aprendo così la strada al dominio incontrastato di Babilonia. A Gerusalemme vengono imposti i re vassalli della nuova potenza babilonese. Nel 597 si ha un primo intervento di Nabucodonosor che trascina in prigionia il re Ioiachin con una carovano di funzionari e di tecnici. Il re Sedecia, figlio di Giosia, per contrastare la potenza babilonese si allea con l'Egitto. Nel 587 Nabucodonosor cinge di assedio Gerusalemme: da dicembre 587 a giugno-luglio del 586. Il re che tenta la fuga nelle steppe di Gerico, ma viene catturato assieme ai figli e ai funzionari. I figli del re vengono uccisi, Sedecia viene accecato e trascinato in prigionia. La Giudea diventa una provincia dell'impero babilonese con un governatore, Godolia che era già stato segretario di Gioisia e capo di governo con Sedecia.
    Nel 562 il re Evil-Merodach concede un'amnistia al re Ioiachin, prigioniero della prima deportazione. Questa notizia è confermata dai ritrovamenti negli archivi babilonesi conservati al museo di Berlino. Per l'autore Deuteronomista questo è un segno della fedeltà di Dio: non si spegnerà la lampada nella casa di Davide (1Re 11,36; 15,4; 2Re 8,19; Sal 132,17).



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