«D’ora in poi
la mia vita
tutta per voi!»
Giuliana Luongo, suora salesiana (FMA) *

“A 9 anni ho fatto un sogno che mi rimase profondamente impresso nella mente tutta la vita…”: così inizia l’avventura della Famiglia Salesiana!
“A 9 anni è iniziato un sogno che mi ha cambiato profondamente tutta la vita…”: così, timidamente, inizia la mia avventura salesiana!
Eh sì, in quel giorni di ottobre, all’età di 9 anni, su invito – allegramente insistente e amichevolmente coinvolgente – di due compagni di scuola, entravo nell’oratorio salesiano per far parte, come molti di noi ragazzini/e, del gruppo degli Amici Domenico Savio.
L’entrata in oratorio è coincisa con la mia conoscenza di don Bosco: la sua immagine mi si presentava spesso, nella statua posta nella piazza antistante l’oratorio, in quella campeggiante sulla parete frontale della chiesa, in quella nel cortile attorniato da alcuni ragazzini, sul grande quadro nella sala delle riunioni… Insomma, la frequenza di un ambiente fisico prima, e l’inserimento in una comunità poi, mi hanno permesso di entrare in contatto con un grande uomo, un educatore eccezionale, un amico dei giovani, un santo… “insuperabile”!
Crescendo, il volto paterno di don Bosco ha attratto tanto più la mia attenzione, quanto più mi sono accorta di sentirlo familiare, visibilmente presente in buona parte delle mie giornate, dei miei pensieri, quando il riferimento sempre più costante al suo modo di stare con i giovani, di volerli felici (e quindi santi), di avviarli alla vita portando in cuore un ideale grande di amicizia con Gesù, stava diventando sempre più impellente in me…
Così, da oratoriana ad animatrice, da animatrice a salesiana cooperatrice, da salesiana cooperatrice a Figlia di Maria Ausiliatrice, il passo sembrerebbe quasi facile e scontato… In effetti non fu così. Sono passati anni tra una tappa e l’altra, vissute con la consapevolezza di “abitare” profondamente ciascuno di questi “stati”, e con la trepidazione di pensare al passo successivo, quasi tremante dinanzi ad un “per sempre” che la vita con don Bosco mi chiedeva… Un’intensità crescente di appartenenza sempre più radicale ad una famiglia che aveva inglobato la mia, e soprattutto a Colui che aveva suscitato don Bosco e ne costituiva il suo segreto più vero e profondo!
L’operosità instancabile del santo dei giovani e la sua dedizione sconfinata alla “porzione più delicata dell’umana società”, mi hanno affascinata in un primo momento perché mi sono sentita pienamente parte della categoria a cui don Bosco ha donato “fin l’ultimo suo respiro”, ma poi anche perché mi sono riconosciuta destinataria diretta, in modo non più generico, ma personalizzato, del suo sguardo e della sua cura, mediazione di un Altro sguardo che, evidentemente, già mi aveva conquistata!
Nella vita salesiana, allora, prima laicale e poi consacrata, ho trovato una risposta sempre più confacente a quel modo di vivere che forse non avevo mai neanche sognato, ma che certo appagava e continua ad appagare quel mio forte desiderio di radicalità, di donazione ai giovani al punto da poter dire, come don Bosco: «È proprio la mia vita stare con voi! D’ora in poi la spenderò tutta per voi!».
* Originaria di Potenza, 44 anni, Figlia di Maria Ausiliatrice dal 1999.
Docente di inglese e di religione nella scuola secondaria di primo e secondo grado; attualmente consigliera di Pastorale Giovanile nell’Ispettoria Meridionale “Madonna del Buon Consiglio”.

