Pace nella giustizia
Documento finale dell'Assemblea ecumenica europea
Basilea 1989

Nell’ottobre 1988, la Conferenza delle chiese europee (KEK) e il Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (CCEE) pubblicarono una prima bozza di un documento di lavoro per l’assemblea ecumenica europea «Pace nella giustizia». Tale bozza ha costituito la base per una discussione aperta nelle chiese e tra i cristiani. Molte chiese, gruppi ecumenici impegnati per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato, comunità, movimenti e gruppi d’azione hanno preso sul serio la richiesta di reagire a questa prima bozza. Gli organizzatori dell’ assemblea ecumenica europea hanno ricevuto circa 600 reazioni dalla maggior parte dei paesi europei. In molti casi le reazioni erano il risultato di un processo conciliare ecumenico nel paese in questione. Sulla base di queste 600 reazioni un comitato di redazione congiunto della KEK e del CCEE ha steso, nel marzo 1989, una seconda bozza del documento di lavoro. Questo testo è stato inviato all’inizio di aprile 1989 alle chiese appartenenti alla KEK e alle conferenze episcopali del CCEE, a tutti i delegati e a coloro che avevano reagito alla prima bozza. Esso è servito come materiale preparatorio e ha costituito la base per la discussione dell’ assemblea. Un primo risultato di questo lavoro preparatorio da parte di singoli delegati e di intere delegazioni di molte chiese sono state 64 affermazioni con circa 500 proposte di cambiamento. Molti altri cambiamenti sono stati proposti dai 20 gruppi di lavoro nel corso della prima metà dell’assemblea.
Il gruppo per la redazione del documento ha scritto la proposta. di documento finale dell’ assemblea ecumenica europea nel corso di una lunga sessione, dalla sera del 17 al pomeriggio del 18 maggio. Il gruppo era composto, in rappresentanza della Conferenza delle chiese europee, da: vescovo dr. Bela Harmati, dr. Alexander Papaderos, prof. Konrad Raiser, sig.ra Helena Tuomi, dr. Roger Williamson (moderatore); e, in rappresentanza del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa, da: prof. Ferenc Bucar, sig.ra Vera Maria Candau, prof. René Coste, prof. Ernst Josef Nagel, prof. Joe Selling.
Il prof. Hermann Goltz, il rev. Volkmar Deile e tre assistenti costituivano il personale su cui il gruppo ha potuto contare. Sabato 20 maggio l’assemblea si è riunita in seduta plenaria per discutere se adottare il testo: Il rev. John Arnold ha moderato la sessione secondo le regole che erano state stabilite per l’assemblea dalla KEK e dal CCEE.
Il documento è stato approvato dalla stragrande maggioranza dei delegati presenti. Hanno votato 504 delegati, 481 a favore dell’adozione del documento, 12 contro e 11 si sono astenuti. La maggioranza del 95,4% dei voti è stata ben al di sopra di quella richiesta, che era del 75%. Si può affermare, senza tema di smentite, che questo è un documento basato su un processo di consultazione e di partecipazione senza precedenti all’interno delle chiese europee. Esso ha anche raggiunto il suo scopo di fornire all’assemblea di Basilea un documento che rispecchiasse un ampio consenso. Siamo ora lieti di raccomandarlo alle chiese d’Europa, affinché venga studiato e sia di guida per l’azione.
Metropolìta Aleksej, presidente della KEK
Jean Fischer, segretario generale della KEK
Cardinal Carlo Maria Martini, presidente del CCEE
Ivo Fuerer, segretario generale del CCEE
Ginevra e St. Gallen, giugno 1989.

