Pensieri sul

    «settimo giorno»

    Abraham Heschel

    riposodidio

    “Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità nel tempo: in questo giorno siamo chiamati a partecipare a ciò che è eterno nel tempo, a volgerci dai risultati della creazione al mistero della creazione”.

    “L’arte di osservare il settimo giorno è l’arte di dipingere sulla tela del tempo la misteriosa grandiosità del culmine detta creazione: come Egli ha santificato il settimo giorno, così faremo noi. Amare il sabato è amare quello che abbiamo in comune con Dio. La nostra osservanza del sabato è una parafrasi della Sua santificazione del settimo giorno. Il mondo senza il sabato sarebbe un mondo che ha conosciuto solo se stesso; sarebbe scambiare Dio per una cosa, sarebbe l’abisso che lo separa dall’universo; un mondo senza una finestra che dall’eternità si apra sul tempo”.

    “il Sabato è una delizia: una delizia per l’anima e una delizia per il corpo. Poiché da tanti atti ci si deve astenere nel settimo giorno, ‘voi potreste pensare che io vi abbia dato il Sabato per il vostro dispiacere; io invece vi ho dato il Sabato per il vostro piacere’. Santificare il settimo giorno non significa: ‘mortificherai te stesso’, ma, al contrario, santificarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutti i sensi. ‘Santificate il Sabato con piatti scelti, con splendidi indumenti; rallegrate l’anima vostra con il piacere, ed io vi ricompenserò per questo stesso piacere’. […] Il Sabato non ha finalità esclusivamente spirituali. È un giorno dell’anima come del corpo; il benessere e il piacere sono parte integrante dell’osservanza del Sabato. La sua benedizione deve comprendere l’uomo nella sua interezza, con tutte le sue facoltà”.

    “Chi vive nella consapevolezza di questa Presenza sa […] che lo scopo principale di tutti gli atti umani è santificare il tempo. Tutto quello che occorre per santificare il tempo è Dio, un’anima e un momento. E questi tre elementi ci sono sempre”.

    “Anche quando l’anima è indurita, anche quando dalla nostra gola rinsecchita non esce alcuna preghiera, il riposo pulito e silenzioso del sabato ci conduce a un regno di infinita pace, o alla fonte della consapevolezza di ciò che significa l’eternità. Nel mondo del pensiero vi sono pochi concetti dotati di tanta forza spirituale quanto quello del sabato. In un futuro incommensurabilmente lontano, quando molte delle nostre teorie predilette saranno ridotte a frammenti, quel meraviglioso arazzo cosmico splenderà ancora. L’eternità esprime un giorno”.