Un (altro) cuore rubato
Silvia Lancerotto *

Don Bosco nella mia vita è entrato grazie ai miei genitori che mi hanno mandata all'asilo e alle elementari dalle Figlie di Maria Ausiliatrice nel mio paese. La presenza materna, competente delle suore ha messo le radici nella mia vita facendomi sperimentare l’accoglienza, l’amorevolezza, un sistema preventivo di cui non sapevo l’esistenza, ma che mi ha come "avvolta". A 13 anni sono entrata nei vari cammini spirituali dell’Ispettoria: un mondo che ho trovato congeniale, ricco, colorato, diverso, aperto oltre i confini parrocchiali.
Da li fino ad oggi, don Bosco non è più andato via dalla mia vita, e come un filo rosso ha tracciato il cammino, giorno dopo giorno. Ricordo il volto di tante Suore e Salesiani che mi hanno dato fiducia, senso di responsabilità, mi hanno fatto sentire giovane protagonista (io, "protagonista") al servizio di altri giovani. Nella famiglia salesiana, ho appreso ancor di più l’arte dell’accoglienza, del far sentire a casa e in famiglia, in breve l’arte di amare, o forse l’arte di poter essere Amore per quanti incontro lungo il cammino: pur nei miei difetti, nella mia piccolezza. Ogni esperienza è stata una possibilità di comprendere cosa significhi vivere nella gioia del Vangelo, nella radicalità e nella essenzialità. Durante un corso di esercizi spirituali in Polonia con altri giovani amici, ho sentito forte dentro di me la le bella impetuosa e impegnativa risposta che avevano dato i primi giovani quando don Bosco li aveva chiamati a qualcosa di più grande: "Frate o non frate io sto con don Bosco". E stando con don Bosco, camminando con lui, la strada passo passo si è aperta!
Non sono certo una persona che ama stare ferma (il che non significa che non abbia anche scoperto il silenzio, che è ascoltarmi dentro e ascoltare Dio), ma quando vado a letto stanca ho il cuore felice!
L’università mi ha dato l’opportunità di formarmi professionalmente, ma tutto il contorno di esperienze in contemporanea ad essa mi ha fatto crescere e maturare, mi ha resa essenziale, mi ha fatto capire che le vere radici sono in Cielo, da dove attingo linfa vitale. In particolare un mese in Africa, a Goma, quasi due anni nella casa del Sacro Cuore di Roma, e l’esperienza al Borgo Ragazzi don Bosco mi hanno letteralmente trasformata: tante vite, tanti bambini, giovani, sono entrati nel mio cuore, li ho messi al centro del cuore, spesso non facendomi dormire le notti. Molte scelte di vita sono partite (o stanno iniziando) proprio da qui.
Dopo questo cammino (o proprio in ragione di questo cammino) ho sentito più vera la risposta "si" alla chiamata di essere Salesiana Cooperatrice. Farò la promessa il prossimo settembre e vorrei così portare don Bosco e la gioia del Vangelo in ogni realtà di vita, con ogni persona che incontrerò, come propone tale vocazione.
È una vita piccola, la mia, ancora giovane, con tante cose da imparare, lo so, ma ha la concretezza di tanti incontri ed esperienze con persone, ragazzi, giovani, adulti... che il Signore – attraverso la guida forte e sicura di don Bosco – mi ha messo accanto. Certo, non mi sono state risparmiate anche sofferenze, fatiche e difficoltà, ma ho imparato a leggerle con uno sguardo diverso, come tappe di un cammino di Amore.
Un amico missionario in Etiopia sempre ci dice di cercare il posto in cui il nostro - il mio cuore - ama di più. Forse non ho ancora ben capito quale sia il mio posto, ma di certo ho compreso che il mio cuore batte, arde proprio nello spendere la vita per e con i giovani a partire dagli ultimi, quelli che davvero vivono nelle periferie!
Posso fare un augurio in questo bicentenario? Lo vorrei fare specialmente ai giovani, perché possano incontrare nella loro vita almeno una persona che non solo li ami e si interessi di loro, ma perché essi stessi - come ci ha detto don Bosco insegnandoci il segreto della arte educativa – "conoscano di essere amati!
* Silvia, presentati!
Ciao a tutti! Sono Silvia, nata il 6789, a Lendinara, un piccolo paesino della provincia di Rovigo, a sud del Veneto, e abito a Roma da quasi due anni. Sono laureata in psicologia, sto studiando per l’abilitazione e ho terminato da poco di lavorare presso il Centro Accoglienza Minori del Borgo Ragazzi don Bosco di Roma… Mi definirei come un tipo piuttosto colorato (ma non chiedetemi quali colori...)!

